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inviato il 02 Gennaio 2026 ore 11:19
Il nome inganna: Casa Azul suona spagnoleggiante, esotico, quasi mediterraneo. In realtà siamo nel nord del Piemonte, in una zona che di poesia ne concede poca. Eppure questa casa abbandonata, povera e ferma da decenni, qualcosa da dire ce l'ha ancora. Forse è proprio quell'azzurro insistente della cucina, delle porte, delle sedie abbandonate lungo la scala: un colore troppo vivace che non c'entra niente col contesto, ma che finisce per caratterizzare tutto.
 Negli ultimi mesi mi è capitato di sentire spesso la parola croccante riferita ai luoghi abbandonati. E qui sì, ci sta benissimo: pareti che si sfogliano, vernici che si staccano a scaglie, intonaco a brandelli, ambienti che sembrano biscotti pronti a sbriciolarsi. È un degrado che non urla, che non vuole apparire, che non vuole impressionare; semplicemente esiste, e racconta il tempo che passa meglio di qualsiasi ricostruzione artificiale.
 Il resto della casa è modesto, quasi anonimo. Però ci sono dettagli che colpiscono lo sguardo: la cucina azzurra è splendida nella sua semplicità; la sala da pranzo ha ancora una sua dignità stanca; e poi c'è quella stanza strana, apparentemente messa in scena dagli urbexer che sono passati prima di me: colori rossi accesi, mobili allineati come in una piccola mostra improvvisata, un tappeto consumato e un lampadario storto che vuole fare atmosfera.
 È un luogo strano, quasi incastrato in un palazzo abbandonato, raggiungibile seguendo scale storte che non si capisce bene dove portino. Ma alla fine, nonostante la tristezza della zona e la povertà generale degli ambienti, Casa Azul resta un posto delicato e sorprendentemente coerente nella sua decadenza. Uno di quelli che non gridano, non sorprendono, ma quando esci ti resta addosso un'impressione morbida, un sorriso quasi dolce e inatteso: la povertà elegante di chi non aveva molto, ma aveva abbastanza per lasciare una traccia significativa.
 Qui tutte le foto |
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inviato il 02 Gennaio 2026 ore 11:47
Bello. In che zona si trova |
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inviato il 02 Gennaio 2026 ore 13:18
Anche se non pratico , è , dopo il paesaggio , il genere che mi affascina maggiormente ; belle e interessanti riprese . |
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