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avatarsenior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 9:37

Tua a.

Viviamo il momento storico del possesso. In un mondo sempre più povero, afflitto da un potere di acquisto che decresce di anno in anno, tasse insaziabili, shrinkflation, prezzi alle stelle, pensioni inarraggiungibili si è deciso di puntare sul sogno del possesso. Lo si alimenta fino a farlo trascendere ad obiettivo. Possedere un oggetto diventa fine ultimo. Siamo bersagliati. L'auto è “tua a...” il cellulare è “tuo a...” e così via. Le caratteristiche, seppur mirabolanti, divengono secondarie. Il messaggio finale, ciò che resta impresso nella mente del consumatore è sempre quel TUA A. Un fuoco incrociato che fa perdere di vista la reale utilità del desiderio. Non so quale pubblicitario/a abbia coniato per primo questa espressione, ne se l'ha brevettata per averne i diritti. Oggi sarebbe certamente ricchissimo/a. Ma se tutti i nostri desideri si riducono al possedimento, non stupiamoci se, talvolta, questo lo si estende dalle cose alle persone.

avatarsenior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 9:49

il "tuo/a a...." lo considero solo se applicato a beni piuttosto costosi, casa e macchina.
Il resto della merce, se posso la compro, se non posso sta dov'è.

Io ho notato che moltissimi di quelli che faticano a fine mese, ma anche a metà, sono pieni di "tuo/a a...." e molto probabilmente oltre al non sapere amministrarsi, hanno anche grossi problemi di autostima.
2/3 oggetti a rate
2/3 abbonamenti di streaming
e poi piangono il morto, anche se all'apparenza stanno meglio di me.

Il problema quindi non è tanto il "tuo/a a..." ma il voler far vedere agli altri qualcosa che non si è. D'altronde è quello che insegnano i social no?

Bravi in Australia a vietarli ai minori di 16anni.
Speriamo altri paesi seguano l'esempio magari estendendo lo stesso divieto agli over 40.

avatarsupporter
inviato il 26 Novembre 2025 ore 10:18

Penso che la pubblicità sia un'offesa all'intelligenza umana, poiché presuntuosamente ritengo di averne abbastanza della seconda, la evito come la peste, compresi i social.

avatarjunior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 10:46

In un mondo sempre più povero

Non e' la prima volta che leggo in giro frasi del genere ma sono affermazioni clamorosamente false.

avatarsenior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 11:08

tipo gli spot di auto e suv, tuo a "soli" 45mila euro, anche a rate(che culoMrGreen), come fossero bruscolini

avatarjunior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 11:24

In realtà, tutte le aziende si stanno ingegnando per passare al modello subscription, dove il bene non è più tuo ma puoi utilizzarlo in via esclusiva, nei limiti previsti dal contratto di licenza/affitto/uso etc.

A prescindere dagli aspetti economici e finanziari, credo che l'estensione del modello "... as a service" sia aberrante dal punto di vista sociale, perché il fatto di dipendere dalla fornitura di un servizio invece che contare sulla proprietà di un bene rende ovviamente più mansueti.


avatarsenior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 11:37

se la guardi da un altro punto di vista invece è una bella cosa, perchè usi un qualcosa finchè ne hai bisogno, nel momento in cui non ti serve più la molli li e basta.

Certe passioni sono volatili e una volta passata la fregola ti ritrovi solo con enne cose buttate in garage a far muffa o in
svendita su subito.

avatarsenior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 12:03

“ In un mondo sempre più povero ?

Non e' la prima volta che leggo in giro frasi del genere ma sono affermazioni clamorosamente false.

***************

In un mondo in cui la ricchezza è sempre più distribuita tra un gruppo limitato di persone trovi sia più corretto? Ovvero la ricchezza aumenta, ma in misura molto maggiore per i più ricchi (Per l'Italia, dati Oxfam e Banca d'Italia 2023).
Dal 2010 al 2023 la ricchezza detenuta dal 10% più ricco della popolazione italiana è aumentata di 7 punti percentuali, a scapito della classe intermedia, che ha registrato un calo della ricchezza netta (ISTAT).

Limitatamente all'Italia, la povertà assoluta in 10 anni ha segnato un aumento di più del 40% (dati Caritas).
Sempre limitatamente all'Italia, aumenta il reddito delle famiglie ma diminuisce il potere di acquisto (ISTAT 2023).
Limitatamente a me (classe media? Boh forse fino a qualche anno fa) è inutile che te lo dica perché non fa statistica (stipendio bloccato da anni, sanità privata inarrivabile e pubblica inaccessibile, costo della spesa al supermercato raddoppiato in due anni, bollette aumentate, prezzi delle auto aumentati (un'auto economica ogni costa 25000 euro) e si potrebbe andare avanti all'infinito…
Ma non è questo lo scopo di questo post.

avatarjunior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 12:34

perchè usi un qualcosa finchè ne hai bisogno

Non funziona mica così, quello è il modello pay per use.
Il modello subscription prevede che tu ti impegni ad usare - e a pagare i canoni d'uso - per un periodo minimo, con penali in caso di rinuncia/disdetta anticipata.

avatarsenior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 13:44

chettelodicoaffà, ma mica tutti, tantissime sottoscrizioni a piattaforme streaming (netflix, disney plus ecc), video giochi (psnetwork, xboxlive ecc), offrono il servizio finchè paghi. Nel momento in cui smetti, rinunci non erogano più il servizio e basta.

Senz'altro ci sono contratti che portano un tempo minimo di sottoscrizione,, ma questo lo sai già prima mica te lo nasconodono (Leasing & co, offerte telefoniche)


avatarjunior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 15:42

Luca, hai infatti citato solo servizi virtuali, per i quali servire il cliente marginale ha un costo nullo (cioè, i costi di Netflix non aumentano perché si aggiunge un singolo utente). Nel caso in cui il fornitore metta a disposizione un bene fisico, soggetto ad usura e deprezzamento, il discorso cambia: pensa alla locazione a lungo termine di un'auto.

Peraltro, nel caso di opere dell'ingegno (come giochi, musica e film) in teoria anche con l'acquisto del supporto fisico (dvd, cd, etc.) il cliente non diventa mai "proprietario" della cosa che ha "acquistato", ma gode di una licenza temporalmente illimitata.

avatarsenior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 15:47

Nel caso in cui il fornitore metta a disposizione un bene fisico, soggetto ad usura e deprezzamento, il discorso cambia: pensa alla locazione a lungo termine di un'auto.


Eh ok ma li esiste un contratto, sai ben prima di firmarlo se i termini ti vanno bene o meno e puoi sempre gestire in quella fase tempi e clausole varie.
Per chi cambia macchina spesso è una manna, zero rotture di balle e macchina sempre nuova (per me un suicidio economico ma io son io, a tanti piace MrGreen)

avatarjunior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 16:26

Diventa un problema, però, se e quando l'unico modo per entrare in possesso di un'auto (o di qualsiasi altra cosa) è pagare un canone mensile, senza acquisire mai la proprietà del mezzo.
Già oggi il fatto che l'acquisto di un auto sia spesso condizionato all'acquisizione di un finanziamento è inaccettabile (oltre che illegale nella maggior parte dei casi).

avatarsenior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 16:28

Vabbè, ma stai parlando di una cosa che al momento non esiste, nel senso che uno la macchina se la può comprare oppure se la può noleggiare a seconda di quello che gli va più comodo. Riguardo al finanziamento obbligatorio, quella sia una porcata perché ti mascherano un finto sconto alla macchina salvo poi saponarti con finanziamenti a tassi assurdi.

avatarjunior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 16:47

Io infatti sto parlando di trend, non di situazione attuale. Mi sembra assolutamente ovvio che tutte le aziende preferiscano - per ovvi motivi - passare ad un modello di vendita (e quindi di business) nel quale esse ricevono flussi di canoni periodici e prevedibili a fronte della messa a disposizione di un bene/servizio al cliente, e che quelle che possono (vedi Adobe) lo hanno già fatto. Le altre seguiranno, a meno che non vengano adottate norme che glielo impediscono.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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