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inviato il 04 Aprile 2024 ore 1:31
Salve a tutti. In questo periodo ho ripreso in mano dei vecchi corredi fotografici "analogici" che conservavo da anni essendo da tempo passato al digitale. Sono fotocamere e obiettivi professionali ad esempio: Nikon F2as con nikkor ai 24mm 2.0 - 35mm 1.4 - 50mm 1.4 - 85mm 1.4 1d ancora Canon F1 old con un serie di lenti tra le quali un canon fd 135mm 2.0 insieme a Pentax 6x7 corredata di belle lenti e 1 mamiya super 23 e poi rolleiflex biottica 3.5, ingranditori, banco ottico Sinar con un paio di ottiche...etc. Tutta bella robina che, visto il dirompente ritorno della fotografia analogica e a giudicare dalle ultime quotazioni di mercato vale un bel po' di soldini. Proprio questo è il punto: ha veramente senso ritornare alla pellicola? Il sospetto è che sia solo una moda destinata a svanire in breve tempo. Forse ha un senso conservare i grandi formati ma il 35mm? Per cui sono seriamente tentato di vendere tutto prima che a moda passata il mercato dell'usato crolli. Che ne pensate? Qualcuno tra voi si fa la mia stessa domanda? Dite la vostra! Saluti cordiali. |
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inviato il 04 Aprile 2024 ore 6:14
Proprio questo è il punto: ha veramente senso ritornare alla pellicola? Il sospetto è che sia solo una moda destinata a svanire in breve tempo. ******************** Ti rigiro la domanda: quando sei passato al digitale ti sei chiesto se aveva senso farlo? Non per qualcosa intendiamoci: ma solo perché io al digitale non sono mai passato e ora, come peraltro già allora, adopero solo diapositive... e non finirò mai di ringraziare la rivoluzione digitale che mi consentì di fare incetta di materiale da proiezione che da giovane potevo solo sognare, mentre oggi invece è il giusto corollario alla mia eterna passione per la fotografia, in generale, e per la proiezione in particolare. |
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inviato il 04 Aprile 2024 ore 10:43
Ciao se non lo usi, se non lo collezioni, ha senso come avrebbe senso vendere anche il materiale digitale che non usi. Adesso c'è un certo mercato, in futuro potrebbe non esserci più oppure potrebbero aumentare le quotazioni ma non vi è certezza. Se quanto offrono adesso ti pare congruo vendi, o provaci almeno, non è detto che si riesca a realizzare quanto sperato. |
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inviato il 04 Aprile 2024 ore 10:45
Ho una Mamiya biottica che pesa come una littorina e che adoro... una Pentax ES nera e una Canon FTB... esclusivanete da collezione. Ci ho messo un decennio per decidere di liberarmi dell'armanentario analogico e tenermi qualcosa tipo 'ricordi di un'epoca che non tornerà'. Qui sul forum che conosco da oltre un decennio, i patiti giurati sulla bontà della pellicola sono quattro gatti e ormai avranno un altarino con su tre velvia che se le guardano prima di andare a letto alla sera e addormentarsi con un sospiro malinconico tra le labbra, ma di caricare una foto stampata sotto un ingranditore o una diapositiva neppure lo sognano e ne magnificano inevitabilmente le glorie se ne capita l'occasione come fossero appena entrati da una sessione di scatti... In verità ci fu un forumista che annunciò un lavoro e dopo averlo stampato caricò delle foto ma alla prima critica chiuse l'account e se ne andò. Ti consiglio di decidere a cuor 'leggero' e liberarti della adorabile 'ferraglia' che ti porti appresso se no quando 'terminator' verrà ti troverà appesantito e non riuscirai a scappare... |
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inviato il 04 Aprile 2024 ore 11:12
“ Analogiche...conviene vendere tutto? „ Se le usi ovviamente no, se non le usi penso sia ragionevole pensarla da collezionista che non vuole buttare i suoi soldi, e penso si possa dire che ci sono fotocamere e ottiche che conserveranno il loro valore nel tempo, altre che probabilmente lo aumenteranno, e paccottiglia che ancora qualcuno usa, destinata però a deprezzarsi, ma in modo alquanto imprevedibile: c'è sempre qualcuno che vuole provare a mettere obiettivi vintage davanti a un sensore, e la cosa (a mio giudizio) ha però senso solo con certi obiettivi. Però c'è sempre chi vol farlo spendendo poco e ci prova anche con delle ciofeche che erano già ciofeche ai tempi dell'analogico ma che, con la patina dell'antico, sembrano acquistare una certa nobiltà... ma sempre ciofeche restano. Beh, quelle ottiche lì conservano un certo valore residuo, ma quanto durerà? Oppure ci sono ottiche che vengono usate proprio in virtù dei loro difetti, che creano immagini che "sanno d'antico"... bah... se avessi obiettivi così li venderei, così saremmo contenti in due: io incasso e il compratore ci si diletta... finchè non si stufa. Idem per le vecchie fotocamere: chi vuole darsi all'analogico e vuole risparmiare "tiene su" un mercato di baracche che valgono davvero poco, come prestazioni che ci si possono ottenere. Se sono belline vanno bene da tenere in una vetrinetta, se son bruttarelle neanche per quello. Quindi, in risposta: "conviene vendere tutto?" direi no, se non si ha bisogno di far cassa conviene vendere quel che conviene vendere e tenere quello che conserverà o aumenterà di valore come per tutto. |
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inviato il 04 Aprile 2024 ore 11:30
Ma poi, ci sono ancora acquirenti per il settore analogico? |
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inviato il 04 Aprile 2024 ore 11:46
Per la mia esperienza in eBay soltanto Nikon analogico si vende bene e il fretta. Il resto abbisogna di più tempo, poi dipende dalle condizioni. La mia Mamiya Universal con tre ottiche e accessori ne ripresi il costo del nuovo... ma era nel '95... |
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inviato il 04 Aprile 2024 ore 12:15
Eh... purtroppo pare di si |
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inviato il 04 Aprile 2024 ore 14:45
Si ma i rullini dove li trovano, on line? E poi chi li sviluppa? |
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inviato il 04 Aprile 2024 ore 15:08
Grazie per l'aiuto psicologico, perchè è chiaro che oltre ai motivi di convenienza economica, in ballo ci sono quelli sentimentali per i quali di fatto ho conservato questo materiale per tutto questo tempo. Voglio precisare che, pur avendo studiato fotografia tra i corsi in accademia di belle arti, non sono un fotografo professionista ma utilizzo professionalmente le foto che scatto nella mia professione di regista teatrale. Quindi divido la mia attività fotografica tra esigenze professionali dove utilizzo il digitale e un aspetto direi "artistico/amatoriale in analogico. Per questo motivo, intendo conservare certamente la possibilità di stampare un bel ritratto in bianco e nero su carta fotografica da un bel negativo, conservando magari la pentax 6x7 e i suoi obiettivi o la Mamiya super 23. Ritornando però all'argomento del bieco denaro, sto da qualche tempo verificando la crescita costante delle quotazioni dell'analogico, attraverso le aste on-line che danno certamente un quadro realistico sulla base dei prezzi battuti. E' chiaro che questa rinascita analogica è legata ad una moda e che la crescita delle quotazioni è una parabola che prima o poi inizierà la fase discendente. Inoltre il materiale analogico interessante, oltre a crescere di prezzo, comincia a scarseggiare e i cosiddetti "affari" ormai sono quasi impossibili. Sulla maggiore qualità del digitale rispetto all'analogico non ho dubbi, ma la stampa su carta fotografica da negativo, conserva certamente un valore di unicità nel mondo dell'arte e delle mostre fotografiche. |
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inviato il 04 Aprile 2024 ore 17:18
Sulla maggiore qualità del digitale rispetto all'analogico non ho dubbi, ma la stampa su carta fotografica da negativo, conserva certamente un valore di unicità nel mondo dell'arte e delle mostre fotografiche. ********************* Fatta salva la superiorità tout-court del digitale da quasi tutti i punti di vista: praticità operativa, certezza del risultato, velocità sia in fase di ripresa che di utilizzo e/o condivisione, assoluta riproducibilità, economicità e via discorrendo, è sulla QUALITÀ in senso assoluto che mi sento di dissentire, innanzitutto per la caratteristica di unicità di ogni singola stampa, ma anche perché ci sono campi, la proiezione è uno di questi, in cui la pellicola conserva un ampio margine di vantaggio. Nonostante la sua evoluzione sia ferma da oltre trent'anni. |
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inviato il 04 Aprile 2024 ore 17:30
Ah... ovviamente parlo di pellicola messa in mano a gente che sa cosa farne, non certo data a qualche sprovveduto youtuber che se ne serve unicamente per atteggiarsi ad artista bohemienne |
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inviato il 05 Aprile 2024 ore 1:55
La mia indecisione sul vendere o no, è solo relativa alla ricerca del momento giusto. La verità è che con l'avvento del digitale, molti di noi che oggi hanno superato i 60, avevano deciso di conservare i vecchi corredi analogici perché il loro valore era crollato al punto che vendere non aveva alcun senso. Questa perdita di valore, aveva fatto girare i cosiddetti a molti di noi che avevano investito cifre importanti per le attrezzature professionali. Poi con l'arrivo di fotocamere digitali in grado di effettuare riprese video di qualità abbiamo potuto recuperare i vecchi obiettivi "prime lens" che hanno così ripreso un po' di valore sul mercato ed ora ritroviamo una crescente passione da parte dei giovani per la pellicola e per le fotocamere vintage che contribuisce al recupero di interesse per fotocamere di 40 e più anni fa. Per cui quelli come me che sono stati fregati all'epoca, possono lasciarsi sfuggire una nuova occasione? Abbandono la diatriba tra chi è per l'analogico e chi per il digitale visto che per ragioni diverse apprezzo ed uso tutti e due. |
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inviato il 05 Aprile 2024 ore 6:30
Caro Francesco la questione va vista da due differenti prospettive: ossia da quella di chi 25 anni fa, +/-, ha fatto il salto e chi il salto non l'ha fatto. Premesso che io ho sempre adoperato Canon questi scossoni epocali li ho subiti due volte, la prima col passaggio da FD a EF, e il secondo col passaggio dalla pellicola al digitale. Nel primo caso mi sono guardato intorno e con quei prezzi ho continuato ad adoperare FD e, quando l'AF è diventato davvero affidabile, cioè dall'avvento della EOS 1n in poi, acquistando anche qualche EOS e adoperando entrambi sistemi. Quando poi è iniziata, trent'anni fa, l'era digitale, molto semplicemente me ne sono fregato, innanzitutto perché le prime reflex digitali avevano una qualità patetica, e ho quindi rimandato la scelta all'avvento della prima reflex col sensore formato Leica. Dopo quattro o cinque anni, cioè nel 2002, Canon ha presentato la prima reflex seria, seria per modo di dire ovviamente, la EOS 1 Ds, e me la sono studiata per bene. Il prezzo era impossibile, 12.500 € era un prezzo del quale si sarebbe vergognato anche Shylock, la Risoluzione, 11 mega, era ancora largamente insufficiente, inoltre poi si poteva adoperare solo a 100 ASA, perché già a 400 ASA diveniva grottesca... e a quel punto non c'ho pensato più, anche perché tutti svendevano interi corredi a pellicola nei quali io pescavo quello che di volta in volta mi serviva, tralaltro a prezzi ridicoli, e poi anche perché il costo della pellicola era divenuto molto allettante. In parole povere la pellicola era superiore al digitale e costava pochissimo... chi me lo faceva fare a cambiare? Ora il digitale ha raggiunto la pellicola, e gli youtuber hanno fatto schizzare in alto il costo della fotografia chimica, ma io continuo a proiettare, e se volessi proiettare digitale oltre ad acquistare un paio di reflex di un certo pregio dovrei anche investire alcune decine di migliaia di €uro, che non ho, per un proiettore digitale "serio"... e ora come allora la domanda è la stessa: chi me lo fa fare? Come vedi quindi non è la solita questione di diatriba chimica vs digitale... è solo una banale, prosaica questione di rapporto fra costi e benefici. Semplice no? |
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inviato il 05 Aprile 2024 ore 7:42
Io venderei ora. Tranne magari i pezzi di assoluto pregio che potrebbero (condizionale obbligatorio) acquistare valore col tempo per motivi collezionistici. Questa dell' analogico è una micro bolla. Se fosse qualcosa di consistente ci sarebbe una ripresa seria della produzione delle pellicole/chimici e dei lab di stampa chimica. |
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