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Il tema sanremese era stato sviscerato del tutto (e ci voleva anche poco), ma poi è sopraggiunto il tema del "dress code" che secondo me merita di essere approfondito, anche perchè McBrandon e Riccà erano giunti ai ferri semicorti, e volevo vedere come andava a finire (più per sadismo mio, che per curiosità ). Vabbè, battute a parte, si continua da qui: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=4736384&show=last#28304310
Boh. Mi son vestito "aligante" per decenni, ora non ho nimmanco una giacca monopetto e le cravatte nel corso dell'ultimo trasloco (decine o centinaia) le ho regalate tutte.
Io le cravatte le ho conservate, alcune almeno (un decina). Chissà se le rimetterò mai. Ho ancora un armadio di camicie (una quarantina) e anche quelle, chissà se rivedrano il mio corpo. Scarpine... quasi tutte rottamate, tranne quattro/cinque paia (ne avevo più di trenta), le più costose ed anche quelle meglio conservate. Non si sa mai. Oggi sono monoscocca: mi vesto sempre uguale, sempre di nero, con tutte copie delle stesse maglie e pantaloni. Ai piedi solo anfibi o scarpe allacciate alte.
Torniamo agli abiti, per anni io mi sono abbigliato sempre in giacca e cravatta dal cliente, qualche volta in sede con maglione per non tirarmela.
Poi COVID, smart working, in full remote dal 03/03/2020: dress code estivo BOXER
L'abito non fa il monaco ma a volte aiuta, nel 2000 ad esempio dovevo selezionare tra neolaureati per una assunzione, visto che in quel periodo tutti i giovani arrivavano con un CV veramente "denso" (6 mesi call center, 3 mesi project manager, 6 mesi lavoro interinale back office) scelsi l'unico curriculum diverso da tutti: la distinzione era solo nella foto, era l'unico che in foto aveva giacca e cravatta.
Un altro fatto che ho notato spesso quando qualcuno entrava in ufficio spesso si rivolgeva a me pensando che fossi il responsabile solo per il mio abbigliamento.
studi di psicologia dicono che la prima impressione si forma in pochissimo tempo...e buona parte della prima impressione viene dal giudizio visivo, di cui l'abito è parte importante. Per cui l'abito FA il monaco, in moltissime situazioni. Persino chi ritiene di non giudicare dall'abito, in realtà lo fa, forse persino più di chi lo ammette.
Chi dice di non credere nel "desscode", di solito non si limita ad ignorare l'abbigliamento, ma spesso appiccica etichette a chi invece cura lo stile di abbigliamento (conformati, ipocriti, insicuri ecc ecC).
user257478
inviato il 22 Febbraio 2024 ore 18:04
Non male per un Topic su Sanremo c'è ancora speranza
A me stupiscono quelli che sanno benissimo che l'aMbito non fa il monco nella maggiorparte dei casi, ma si attengono comunque a quel parametro valuativo per fare scelte o selezioni. Io stesso casco inesorabilmente in questo format conoscitivo delle perZone. D'altronde, se siamo una nazione fanalino di coda culturale dellA Iuropa, ci sarà pure un motivo (molti di più, in realtà).
Però è anche vero che tante scelte vanno fatte in fretta, senza bisogno di conoscere a fondo le persone, e quindi il dresscode ci sta pure. A proprio rischio e pericolo, proprio perchè è il solito teatro costumistico delle parti.
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