|
|
inviato il 09 Gennaio 2024 ore 11:32
il sogno sarebbe una Zenit E ... si parlerebbe di milioni di pezzi prodotti. Accontentiamoci delle 5.000 M6 vendute nel 2023. Più che segnali di ripresa analogica, si può parlare tranquillamente di un consolidato che fa ben sperare per un futuro di nicchia ma comunque garantito. Anche i rumors Ricoh Imaging (Pentax) fanno ben sperare per il mondo della pellicola. kosmofoto.com/2024/01/leica-sold-10-times-as-many-film-cameras-in-2023 |
|
|
inviato il 09 Gennaio 2024 ore 13:05
l'unico limite ad un ulteriore incremento della pellicola non sono le fotocamere, nell'usato trovi di tutto ad ottimi prezzi se non vuoi fare lo splendido con la Leica, il problema viene dopo, costo delle pellicole e sviluppo, sopratutto nel colore sta diventando insostenibile oltre che difficili anche da reperire, il costo delle stampe da ingranditore in laboratorio poi é assurdo, si arriva al compromesso di scattare a pellicola e poi digitalizzare per stampare da inkjet, insomma l'anello debole della pellicola non sono fotocamere e obiettivi, ma tutto quello che ci sta intorno |
|
|
inviato il 09 Gennaio 2024 ore 13:12
il colore con l'analogico (amatoriale) oggi ha davvero poco senso. Diverso il discorso con il b/n ... con poca spesa si possono avere ottimi risultati e ampi margini di manovra in sviluppo e stampa per assecondare i propri gusti. Senza star qui a far confronti con il digitale naturalmente. Sono due approcci davvero diversi. |
|
|
inviato il 09 Gennaio 2024 ore 13:18
Vero, però sempre più vedo difficoltà nello sviluppo e nella reperibilità (a prezzi "onesti") dei rullini. Le fotocamere e gli obiettivi sono abbastanza comuni e facilmente trovabili. Penso che se fosse leggermente più fattibile economicamente l'acquisto dei materiali (non mi riferisco solo ai rullini, ma anche ai prodotti per lo sviluppo), ancora più persone ritornerebbero alla pellicola, non solo per semplice moda quanto per desiderio di cimentarsi in qualcosa di diverso dal digitale. |
|
|
inviato il 09 Gennaio 2024 ore 13:46
Lo dico con una punta di dispiacere, da vecchio amante delle diapositive, ma anche se abbassasero i costi di pellicole e sviluppi, un ritorno di massa all'analogico è impensabile: chi ha assaggiato la libertà e la soddisfazione di scattare a volontà e di ritoccare in proprio le sue immagini non si rinchiuderà mai nella gabbia delle 36 pose, alla mercé dei tempi lunghi e delle tarature della macchine dei vari laboratori. Per quanto riguarda lo sviluppo e la stampa del b&n, beh, confesso che oggi solo l'idea di rinchiudermi nel cesso di casa, a respirare la puzza dei chimici e a cecare sotto una lampada rossa o giallo-verde, mi dà semplicemente la nausea. Una nicchia esisterà sempre ed è bello che sia così, ma da questa nicchia mi terrò ad anni luce di distanza. Concordo poi sul fatto che la disponibilità di macchine analogiche è un falso problema (io ne ho tre che giacciono inusate in vetrina dal 2005), anche se il lancio di nuovi apparecchi potrebbe essere il segnale di una tendenza di mercato. |
|
|
inviato il 09 Gennaio 2024 ore 15:54
“ non si rinchiuderà mai nella gabbia delle 36 pose, alla mercé dei tempi lunghi e delle tarature della macchine dei vari laboratori. „ credo che qui stia il problema di fondo ... moltissimi analogici NON riescono a finire un rullino da 36 in tempi decenti !! io per primo ... E' proprio una filosofia diversa ... non voglio essere provocatorio o fare di tutta l'erba un fascio, ma sono abbastanza convinto che una percentuale altissima di fotografie dgt siano scattate, diciamo così ... quasi inconsapevolmente. O meglio ... quelle analogiche sono più "pensate" ... forse. |
|
|
inviato il 09 Gennaio 2024 ore 16:02
Concordo con te, Schyter. Con l'analogico ho imparato a "trattenere" il dito dal premere il tasto dello scatto ogniqualvolta pensavo di aver trovato l'attimo giusto per scattare e ritrovarmi quindi una foto inutile, da cancellare immediatamente dopo. A prescindere che uno se le sviluppa da solo o va altrove, per chi non ha vissuto quel periodo é qualcosa di interessante, di diverso dal solito e probabilmente per questo suscita interesse. Ovviamente non sono un purista che impone di fare tutto il processo da solo, dallo scatto alla stampa su foglio... |
|
|
inviato il 09 Gennaio 2024 ore 16:06
Ciao a tutti e buon anno! A me arrivano in media 20-22 rulli a settimana da sviluppare, equamente divisi fra bn e colore! Piccolo negozio di provincia ma penso che sia comunque significativo di un certo fervore. Certo, buona parte sono inguardabili anche come esecuzione, maltrattati, non impressionato, bruciati, ecc. Però il movimento c'è! |
|
|
inviato il 09 Gennaio 2024 ore 16:35
“ E' proprio una filosofia diversa „ Vabbè, questo è ovvio. Per forza di cose, la fotografia analogica DEVE essere più ponderata e quindi presuppone una maggiore cura in fase di composizione, però il discorso si può tranquillamente ribaltare e trovare liberatoria la possibilità di poter provare e sperimentare senza il vincolo di costi e materiali consumabili. “ per chi non ha vissuto quel periodo é qualcosa di interessante „ Immagino di sì. Io che invece quel periodo l'ho vissuto, per quanto mi piaccia rievocarlo con un pizzico di nostalgia, ti dico che non tornerei MAI indietro. |
|
|
inviato il 09 Gennaio 2024 ore 17:08
Quello che dice @Scapp sembrerebbe testimoniare qualcosa di diverso: buona parte dei rullini che riceve al laboratorio sono inguardabili; quindi, tutta questa ponderazione su ogni scatto in pellicola sembrerebbe contraddetta. In realtà è sicuramente vero che in digitale si scatta di piu, non solo perché non costa, ma perche dopo lo scatto si ricontrolla sul display, magari si prova con una piccola regolazione diversa, oppure, come succede a me, controllo al massimo ingrandimento la precisione della messa a fuoco in aree diverse o, spesso, le curve dell'istogramma se mi convincono. Ma certamente in digitale si scatta di più, anche se io non esagero perche mi secca terribilmente andare alla ricerca im seguito del fotogramma che mi interessa. Ma ho anche la sensazione che una gran fetta di persone si avvicini alla pellicola, cosi, tanto per provare una sensazione diversa che poi presto abbandona per difficoltà e perché non ha vera motivazione. Mi sembra che chi è veramente motivato, come succedeva una volta, poi vada a fondo; quindi sviluppo, stampa, camera oscura, provini, proiezione dia fatta per bene, prove su prove. Tutte cose che ormai raramente si fanno cercando scorciatoie Non voglio sembrare polemico ma ho paura che una gran fetta di chi si avvicina alla pellicola lo fa con superficialita e abbandona facilmente. Ma va tutto bene ed è giusto che ognuno cerchi la sua strada. La pellicola morirà se non converrà più produrla. |
|
|
inviato il 09 Gennaio 2024 ore 17:46
Confermo Claudio, c'è chi continua e infatti poi viene in camera oscura a fare un corso e poi a provare a stampare, ma sono una percentuale esigua rispetto a chi porta i rullini. |
|
|
inviato il 10 Gennaio 2024 ore 12:20
Sul costo è difficile fare dei conti realistici. Se per ipotesi volessi partire da zero a fare fotografia (con una fotocamera, non con il cellulare) con il digitale quanto spenderei? Fotocamera, un obiettivo, un computer e qualche accessorio tecnologico. Siamo già, se stiamo sul nuovo, a qualche migliaia di euro, che però spesi una volta per 3/5/10 anni a seconda delle persone saranno l'unico esborso. Con l'analogico (Leica a parte) la spesa sarebbe inizialmente molto minore e poi proporzionale a quanto si impressiona e/o stampa. Ma per arrivare a 4 o 5 mila euro quanti rullini occorre fare? Carlo |
|
|
inviato il 10 Gennaio 2024 ore 12:31
Sono convinto che una buona opzione per l'analogico potrebbe essere rimettere in commercio il kit agfa per lo sviluppo in proprio delle diapositive: costo pellicole e bagni ridotto, temperature di sviluppo facilmente controllabili (fra i 20 ed i 24 gradi), grande soddisfazione nell'estrarre dalla tank un risultato già ben visibile, pronto per la proiezione! |
|
|
inviato il 10 Gennaio 2024 ore 13:48
@Carlopi: hai perfettamente ragione, i costi iniziali per il digitale sono elevati. Verissimo. Ma quasi tutti quelli che provano la pellicola provengono dal digitale e già hanno un corredo digitale ( e non lo lasciano) e, salvo i soliti pochi, dopo un po' si stufano della pellicola o la fanno diventare una attività complementare e saltuaria. @Hardy: il Kit 41 di Agfa era divertentissimo: ma quanti oggi fanno più proiezioni di diapositive? I soliti noti che, su questo sito, si contano sulle dita di una mano sola. Poi dubito che ci sia così tanta gente che ha la pazienza di fare un processo che dura 2 ore, 5 bagni più lampada da inversione da 500 Watt. Sono cose molto belle ( io mi ci divertivo molto con le Agfa, ma anche con l'E6), ma già all'epoca erano cose di uno sparuto gruppo di appassionati. Oggi che puoi proiettare sul tuo 65 pollici 4 K, ma quanti le farebbero? C'è chi fa i jpeg perché si stufa di fare la postproduzione...non parliamo, poi, di chi stampa in digitale! Quando partecipi ad una discussione sulla pellicola vieni considerato un fissato, un talebano se dici che sarebbe importante sviluppare e stampare in proprio: chi scappa di qua, chi scappa di là alla ricerca di scorciatoie che evitino rotture di ba.lle. E quindi fantasmagorici laboratori superprofessionali dove con pochi centesimi, lo stampatore passa tutto il pomeriggio con te a fianco che gli dai suggerimenti su come la vuoi la stampa ( una all'anno?), o scansioni con scanner introvabili ( a tamburo) per evitarsi la scocciatura dell'ingranditire e ritornare al file digitale, etc etc . Li conosciamo i discorsi, no? Io che sono un modesto fotoamatore, ma un gran fissato, devo trovare la voglia di tirare fuori i 20 Kg della stampante Canon che ho, mettermi a fare provini per stampare una foto! E, a volte, ci metto settimane a decidermi... E, ripeto, sono un gran fissato e rompi.balle sulle cose fatte in proprio! Figuriamoci che gran popolo sarebbe quello che sviluppa le dia: i soliti 4 gatti... |
|
|
inviato il 10 Gennaio 2024 ore 17:01
probabilmente è la 100^ volta che lo ripeto, ma nn riesco a farmi capire. “ Quando partecipi ad una discussione sulla pellicola vieni considerato un fissato, un talebano se dici che sarebbe importante sviluppare e stampare in proprio: chi scappa di qua, chi scappa di là alla ricerca di scorciatoie che evitino rotture di ba.lle. E quindi fantasmagorici laboratori superprofessionali dove con pochi centesimi, lo stampatore passa tutto il pomeriggio con te a fianco che gli dai suggerimenti su come la vuoi la stampa ( una all'anno?), o scansioni con scanner introvabili ( a tamburo) per evitarsi la scocciatura dell'ingranditire e ritornare al file digitale, etc etc . Li conosciamo i discorsi, no? „ sarebbe tutto giusto se solo entrasse in zucca (ironico) che il processo analogico è flessibile, o per meglio dire "REVERSIBILE" !!! L'analogico, oggi, ti permette di avere un NEGATIVO fisico (!!!) che puoi scannerizzare, farti stampare, etc etc per tuttI GLI ANNI che vuoi ... Puoi scannerizzare per 3 anni (20 ANNI) e DOPO che avrai avuto la possibilità, lo spazio logistico, la voglia, la bravura etc etc DI STAMPARTI SOTTO INGRANDITORE IL TUO BENEDETTO NEGATIVO, lo ficchi sotto l'ingranditore e te lo stampi su carta negativa come come vogliono i guru/talebani (ironico) della chiusura di sto maledetto cerchio !!! Posso avere in casa 5000 negativi che ho solo scannerizzatio sin ora ma che da domani mattina (se voglio) li passo sotto il Durst !!! Per i prox 25 anni .... E' il vantaggio del negativo .... è sempre li che ti aspetta a tua disposizione per farci quel che vuoi ... |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |