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inviato il 13 Settembre 2023 ore 8:59
Ho una Sony a7R5 che uso per riprodurre opere d'arte (quadri soprattutto). Ho provato (anche con la precedente Sony a7R4) il pixel shift per aumentare la qualità della riproduzione, ottenendo risultati a volte insoddisfacenti. Il pixel shift con 4 immagini da unire risulta essere sempre di 61mpx con un aumento della nitidezza, mentre il pixel shift da 16 immagini risulta di circa 240mpx ma con nitidezza che a me pare mediocre... Immagine più grande ma poco definita. Macchina su cavalletto stabile, fari a luce continua, post-produzioni col programma Sony Viewer o con PixelShift2DNG. Ho come l'impressione che se aggiungessi un po' di nitidezza al file singolo otterrei quasi gli stessi risultati del pixel shift da 4 fotogrammi. Qualcuno ha provato il pixel shift di macchine diverse, come ad es. le medioformato Fujifilm GFX100 ?? |
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inviato il 13 Settembre 2023 ore 9:27
Non ho mai provato il pixel shift a 16 scatti (ho una Sony A7RIII), ma mi sembra che lo scopo sia di avere una immagine migliore rispetto ad un ridimensionamento in alto 2X partendo da un singolo scatto, è secondo me normale che l'immagine risultante non sia nitidissima se osservata al 100%. Se la ridimensioni in basso alle stesse dimensioni dello scatto singolo dovresti avere ancora qualcosa in più rispetto al pixel shift a 4 scatti, ma non penso più di tanto. Il fatto è che secondo me gli algoritmi di demosaicizzazione del filtro Bayer e di applicazione della maschera di contrasto sono molto performanti, non si può tirar fuori molto di più. |
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inviato il 13 Settembre 2023 ore 9:31
@Lago vai su DPR Comparison, luce normale. Prendi come riferimento la Fuji 100S. Dai un'occhiata alle spirali colorate. La A7RV senza ps mostra aliasing, la Fuji no. Considera anche la litografia per rivelare Moiré. |
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inviato il 13 Settembre 2023 ore 10:50
Ok grazie a tutti e due!! |
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inviato il 14 Febbraio 2026 ore 16:29
Domando: per riprodurre opere si usa normalmente riprenderle con luci artificiali. Ma: nel pixel shift la macchina scatta 4 volte, in successione abbastanza rapida, spostando il sensore in modo da leggere ogni foto sito del bayer con i tre valori RGB reali, non interpolati da algoritmi di demosaicizzazione, il che, a mio avviso, è particolarmente indicato per avere 2 risultati, tratti dei disegni estremamente microcontrastati e senza moirè grazie ad assenza di demosaicizzazione, precisione del colore grazie alla lettura della triplice componente per ogni punto. Il problema è che non so come scatta per ogni spostamento del sensore, i flash devono scattare 4 volte in successione per rilevare i 4 siti con diverso filtro RGB della matrice Bayer? In tal caso siamo sicuri che i 4 scatti in successione abbiano la stessa potenza? Se così non fosse ti saluto precisione del colore, allora sarebbe meglio scatto singolo senza pixel-shift. Con luci continue si eviterebbe il problema? O la frequenza della corrente lo riproporrebbe? |
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inviato il 14 Febbraio 2026 ore 18:29
Il problema della potenza del flash in scatti in successione con poco intervallo è reale, proprio per questo l'intervallo si può settare all'interno di un range piuttosto esteso; con la Sony A7RIII varia da 0.5s a 30s mi sembra. Con luce continue il problema potrebbe esserci con tempi d'esposizione relativamente brevi, dipenda dalla frequenza della rete elettrica e dal tipo di fonte luminosa artificiale. |
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