| inviato il 13 Aprile 2023 ore 14:02
... ITALIANO sveglio............uno che non dorme sveglia............una che non dorme svegli..............tanti che non dormono sveglie............tante che non dormono sveglia...........una che suona e ti sveglia sveglie...........tante che suonano e ti svegliano INGLESE awake............uno che non dorme awake............una che non dorme awake............tanti che non dormono awake............tante che non dormono alarm.............una che suona e ti sveglia alarms...........tante che suonano e ti svegliano IN ITALIANO >> 6 parole quasi tutte uguali IN INGLESE >> 3 parole diverse |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 0:58
Con la lingua italiana si possono fare esempi simili all'infinito. Non è complicata se si nasce in Italia..... He he he. Esistono altre lingue complicate, (se sbaglio, qualcuno mi corregga), per esempio il giapponese che usa parole diverse in base alla situazione/persona che si ha davanti. |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 9:04
La lingua non è difficile, il difficile è capirsi. |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 9:46
Per un verbo in italiano ho circa cento parole, il inglese forse 5, chi è più ricco e preciso? |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 9:47
Per un verbo in italiano ho circa cento parole, in inglese forse 5, chi è più ricco e preciso? |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 10:49
La lingua italiana rispetto all'inglese è più difficile, pensa alle coniugazioni dei verbi. Presente inglese del verbo andare: I go, you go, he/she/it goes, we go, you go, they go; presente italiano: io vado, tu vai, egli/lei/esso va, noi andiamo, voi andate, essi vanno. Come vedi a parte la terza persona singolare inglese che usa "goes" il resto usa sempre "go", mentre in italiano cambiano addirittura le parole quando usiamo il noi ("andiamo") ed il voi ("andate"). Poi prendiamo anche il plurale in alcune parole che sono irregolari: il dito diventa le dita, l'uovo diventa le uova. Non parliamo poi di congiuntivi o del passato remoto di verbi come cuocere o altri irregolari che spesso pure l'italiano sbaglia. |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 10:55
E vogliamo parlare di come cambia una parola in base all'accento? Prendiamo ad esempio "faro" e "farò", o "pero" (l'albero) e "però", oppure ancora la "botte" di vino e due persone si sono date le "botte", non c'è bisogno che spieghi quanto cambia di significato il solo cambiare l'accento. |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 11:05
Non voglio dire che l'italiano sia la lingua più bella del mondo e anche, forse, la più difficile (tranne cinese, arabo, asiatiche ecc.) ma l'italiano è spesso insegnato in scuole straniere come lingua alernativa. C'è da aggiungere che molto spesso in paesi stranieri la lingua veicolare è l'inglese. Inglese = lingua del commercio Francese = lingua della diplomazia Tedesco = lingua del comando Italiano = lingua dell'amore |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 11:37
L'inglese è diventato una lingua franca usata in tutto il mondo, e in questo modo quell'inglese lì si è molto semplificato, sia nel lessico che nella sintassi. Mi dicono alcuni prof. di lingue che invece l'inglese dei secoli passati era tutt'altro. C'è da dire che le spinte che strutturano una lingua sono l'analogia e la conservazione di forme antiche. Per questo motivo diciamo "centinaio" e "migliaio" ma non "decinaio" e i francesi per dire millenovecentonovantanove dicevano "diciannove cento quattro venti diciannove", mentre oggi si orientano verso il più pratico "millenovecento quattro venti diciannove" e forse un giorno arriaveranno anche loro a "millenovecentonovantanove". L'italiano è una lingua piuttosco conservativa, scaturita dal latino attraverso la mediazione di molte parlate regionali diverse (in Francia per esempio le aree dialettali sono solo due, negli altri paesi europei si contano sulle dita di una mano, da noi sono molte di più). Quindi è ovvio che imparare bene l'italiano sia un bel casino per uno straniero. Alcune forze politiche proponevano di subordinare l'attribuzione della cittadinanza italiana al superamento di un test che verificasse la buona conoscenza della lingua italiana che fosse piuttosto severo. Per me ci sto, a una condizione però: che lo stesso test venga somministrato anche a tutti i cittadini italiani e che, nel caso non lo superino, che si tolga loro la cittadinanza... |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 12:58
Mi stupisco sempre di come noi italiani si sappia leggere, scrivere e parlare una delle lingue più belle e difficili del mondo, ma di contro, nemmeno a picconate in testa, si voglia imparare l'inglese. |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 13:26
Perché l'italiano è una lingua evoluta e l'inglese lingua primitiva per di più si scrive in un modo e si legge in un altro senza praticamente regole. Provate a dire a un professore universitario di fare lo spazzino, così è il rapporto lingua italiana-lingua inglese. |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 19:20
Ho uno strano rapporto con la lingua italiana. Come Gaber anch'io potrei dire che "non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono". Più o meno 50% dei miei migliori amici non sono italiani e l'altro 50% è gente che si sente straniera in patria come me. Tuttavia non ho viaggiato molto e non conosco un'altra lingua bene quanto conosca l'italiano, e alcuni suoi dialetti. Perciò questa lingua mi lega a questo caxxo di paese come un cordone ombelicale, e amo parecchi scrittori che ne hanno fatto buon uso. Tuttavia ogni giorno che passa mi sento sempre più lontano dalla cultura (cultura? Vabbé, in senso antropologico ci sta anche chiamarla così, ma in senso lato...) che dilaga nella nostra bella itaglia, e dalle sue espressioni linguistiche. Che mi succederà? Arriverò al silenzio, mi rifugierò nel passato o mi metterò di buzzo buono a studiare un'altra lingua? Alla mia età? Mah... A proposito di Gaber: un'altra sua frase che sottoscrivo e condivido è "la mia generazione ha perso", cosa che in parte spiega anche il non sentirsi italiano. E comunque: certo che l'italiano è una lingua difficile, ma ancor più difficile trovare qualcuno che la conosca davvero bene e che ne sappia fare buon uso. Qualcuno però c'è ancora... meno male. |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 19:35
Più è semplice una lingua, meno articolato e preciso è il pensiero, Neolingua Orwelliana docet: più semplifichi la lingua, e quindi il pensiero, meno complessità, e soprattutto incomprensioni/fraintendimenti, avrai. Non sempre è un vantaggio avere una lingua "semplice". Il latino è comunque peggio, il greco idem, il tedesco anche. Non per niente, dicono, io purtroppo non ho studiato bene queste lingue, che imparare le lingue classiche forma il modo di pensare. E forse, quando si ha a che fare con una lingua difficile, uno ci pensa 2 volte prima di aprire bocca, e magari dire cose imprecise. Sempre che uno ci tenga a non passare per bruto analfabeta, sia chiaro. Comunque il discorso delle stesse parole che hanno diversi significati, si, ok, ma dipende tutto dal contesto. Se dici "stamattina è suonata la sveglia", non stai dicendo che stamattina stava suonando una signora che non stava dormendo! |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 20:48
Il polacco è parecchio difficile . |
| inviato il 14 Aprile 2023 ore 23:00
“ le polacche sono mediamente facili „ Naturalmente intendevi le danze! O erano le torte? O stivaletti o giacche... Visto che si parlava di come una stessa parola può avere molteplici significati... |
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