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inviato il 06 Settembre 2022 ore 15:00
Mi trovo benissimo ed ho sviluppato un workflow con cui mi trovo bene, ogni tanto ho però qualche dubbio su come posso perfezionare alcuni passaggi. Sono sicuro che il metodo c'è ma purtroppo da autodidatta ho molte lacune sull'uso di Photoshop. Ora in particolare ho questa curiosità che forse mi può togliere chi usa questi due softwares. Premetto che il mio workflow è questo: editing in Lightroom > modifica con Photoshop > salvataggio tiff che torna il Lightroom > ultime modifiche ed esportazione jpeg. In Photoshop lavoro con molte maschere di luminosità e clono oggetti / macchie indesiderate. Quello che ho riscontrato per esperienza è che il riempimento per contenuto e la clonazione funziona bene solo se unisco tutti i livelli allla fine e clono/riempio su un unico livello. Se lo faccio prima, anche se all'inizio non si nota niente, per qualche strano motivo quando poi inizio a lavorare sulle maschere di luminosità, la macchia/oggetto riempito in precedenza riaffiora leggermente maschera dopo maschera. Sono costretto cosi ad unire tutti i livelli alla fine del lavoro con le maschere, e clonare/riempire alla fine. Facendo cosi però, salvando il tiff che mi ritorna in Lightroom, se in un secondo momento lo vado a riaprire con Photoshop, perdo la capacità di tornare a lavorare sulle maschere di luminosità create in precedenza. Spero di essere stato chiaro. Ad ogni modo...esiste un modo per preservare tutta la storia delle modifiche in Photoshop nel file tiff? Qual'è il modo corretto per lavorare su vari livelli in Photoshop e poter tornare su un qualsiasi intervento in un secondo momento, anche dopo aver salvatoil tiff in Lightroom? |
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inviato il 06 Settembre 2022 ore 18:49
Anche io sto imparando da autodidatta. Non ho ancora ben definito un mio Workflow, diciamo che lo aggiorno man mano che apprendo nuove cose. Però posso dirti quello che ho appreso sperando possa tornarti utile. Di solito, proprio per evitare di rimanere bloccato durante o alla fine della post, faccio prima gli interventi sui livelli basati sui pixel e poi procedo con i livelli di regolazione (Curve, Levels ecc) utilizzando anche le maschere di luminosità. In pratica, all'inizio della post produzione su Photoshop, faccio uno o più duplicati del livello di sfondo sulla quale vado a fare interventi di cloning per rimuovere le macchie e altri interventi come la correzione della prospettiva ecc... Quando ho finito con questi interventi unisco tutto in un unico livello, e solo a questo punto genero le maschere di luminosità. il concetto è quello di generare le maschere di luminosità solo dopo aver fatto gli interventi sui pixel, in modo da avere le maschere aggiornate con questi interventi. Altrimenti, se le generi prima di aver apportato queste modifiche, ti ritroverai nelle maschere di luminosità tutto quello che avevi prima del cloning, come ad esempio le macchie del sensore. Andando avanti poi con la post produzione, gli aloni che sono presenti in queste maschere diventeranno via via più visibili. Io per generarle uso un pannello, ce ne sono tanti e anche di gratuiti in versione base, te lo consiglio perchè oltre a far risparmiare tempo, consente di tenere le maschere sempre aggiornate con le ultime regolazioni e ti permette di generare solamente la maschera che effettivamente ti serve senza andare a riempire la lista dei canali. |
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inviato il 06 Settembre 2022 ore 21:36
“ Ad ogni modo...esiste un modo per preservare tutta la storia delle modifiche in Photoshop nel file tiff? Qual'è il modo corretto per lavorare su vari livelli in Photoshop e poter tornare su un qualsiasi intervento in un secondo momento, anche dopo aver salvatoil tiff in Lightroom? „ Allora, capisco il motivo, ma questi passaggi tecnicamente sono sconsigliati perché torni a lavorare su un file che è stato demosaicizzato, e che ha perso la malleabilità del raw. “ Quello che ho riscontrato per esperienza è che il riempimento per contenuto e la clonazione funziona bene solo se unisco tutti i livelli allla fine e clono/riempio su un unico livello. „ Generalmente io lavoro il più possibile in Camera Raw, poi apro in Photoshop se necessario (clone e pennelli correttivi e modifiche selettive sono migliori qui), stratificando quasi ogni operazione in livelli, arrivo normalmente a una decina, fino a quaranta, e portando sopra copie di oggetti avanzati che all'occorrenza posso riaprire. Quindi se uso le curve lo faccio dentro il raw di un livello come copia di oggetto avanzato, o con un livello di regolazione e maschera e se necessario creo maschera di livello che lo attacca a quello sotto. È come avere la storia sempre stratificata. Per usare toppa o clone o riempimento per contenuto creo un livello sopra gli altri con COPIA ELEMENTI UNITI che copia tutti i livelli sottostanti, senza unirli tutti o cancellare quelli sottostanti. Però queste modifiche generalmente devono essere le finali, dopo non devo lavorare con altre regolazioni sulle maschere di luminosità. |
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inviato il 06 Settembre 2022 ore 23:14
Perfetto ho tutto più chiaro adesso grazie a tutti e due. "Allora, capisco il motivo, ma questi passaggi tecnicamente sono sconsigliati perché torni a lavorare su un file che è stato demosaicizzato, e che ha perso la malleabilità del raw." Maurese perfetto, l'unica cosa che non capisco è perché dici questo. Quando io modifico in Photoshop il tiff che è tornato su Lightroom, il tiff si riapre al punto esatto dove lo avevo salvato in precedenza, come se di fatto lo devo ancora salvare. Una volta che lo salvo di nuovo, torna nuovamente in Lightroom e sovrascrive il salvataggio precedente. Puoi elaborare il tuo pensiero? |
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inviato il 08 Settembre 2022 ore 10:16
Ciao Gianluca, il metodo esiste e te lo può insegnare Simone Poletti con i sui corsi, ti basta solo quello su Photoshop e Lightroom. Se sei interessato vai su fotografiaprofessionale.it Comunque ti dico come faccio io, prima però bisogna capire la differenza tra Ps e Lr perchè fanno due cose diverse, il primo di occupa di fotoritocco e il secondo di sviluppo del raw. Per prima cosa creo una cartella con il nome del lavoro, dentro a questa cartella creo altre 3 cartelle, una con i raw, l'altra con i psd (puoi anche fare con i tif ma i tif sono più pesanti) e una con i jpeg. Poi creo il catalogo di Lr, sempre dentro alla cartella del mio lavoro, ed importo i raw. Sviluppo i raw, cioè sitemo il bilanciamento del bianco, l'esposizione, le ombre, le luci, i bianchi, i neri, sistemo la saturazione e luminosità dei colori in maniera selettiva con il pannello tsl, correggo eventuali aberrazioni cromatiche o difetti dell'ottica ed infine uso le correzzioni locali (le nuove maschere di Lr, selezione cielo, selezione oggetto, ecc..) per esempio per correggere il cielo. Fatto tutto esporto come psd sulla caretella psd e apro in Ps. In ps do subito la nitidezza, correggo i difetti con livelli vuoti con timbro clone, pennello corretivo e pennello correttivo al volo, poi lavoro suoi toni, cerco di dare del microntrasto sulle zone dove voglio attirare l'attenzione, posso creare anche una vignettatura, ecc.., dopo lavoro sui colori, correggo eventuali dominanze, ed infine creo eventuali effetti, tipo il color grading, ecc.. Fatto tutto salvo una copia in jpeg (nell'apposita cartella) e poi salvo il psd con tutti i livelli (NON UNIRLI MAI). In Ps cerco di lavorare sempre con livelli di regolazioni e con livelli di pixel vuoti poichè non sono distruttivi, cioè puoi sempre tornare indietro a correggere le precedenti regolazioni. Spero di essere stato chiaro. |
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inviato il 08 Settembre 2022 ore 16:31
“ Maurese perfetto, l'unica cosa che non capisco è perché dici questo. Quando io modifico in Photoshop il tiff che è tornato su Lightroom, il tiff si riapre al punto esatto dove lo avevo salvato in precedenza, come se di fatto lo devo ancora salvare. Una volta che lo salvo di nuovo, torna nuovamente in Lightroom e sovrascrive il salvataggio precedente. Puoi elaborare il tuo pensiero? „ Quando lavori un file raw stai vedendo solo un'anteprima di una grande mole di dati, come se tu vedessi solo la superficie di un lago, tutto quello che c'è sotto non si manifesta, ma modificando i parametri vai a sfruttare la profondità dei dati. Quando esporti un tiff fai compiere al software delle operazioni* oggi molto complesse che vanno a congelare quei dati profondi in un oggetto che non ha più l'elasticità, la malleabilità del file originale. Ti resta un po' di malleabilità, ma di facciata, limitata. Riaprendo il file in ACR, o Lightroom (stessa cosa nella pratica), vai a simulare quelle operazioni, ma su un file già chiuso. *riguardo la demosaicizzazione, gli algoritmi che vanno a interpolare e creare i colori di ogni pixel dal valore di luminosità del fotodiodo non lavorano semplicemente per cui un pixel è creato con la media di quelli vicini, ma sono ottimizzati per ogni situazione. Per cui vanno a correggere rumore e banding in certe situazioni, lavorano diversamente su campiture piatte piuttosto che su zone dettagliate, e risolvono i difetti che essi stessi portano, per cui conviene far fare il più possibile nel raw. Qui link interessanti che mi ero salvato: web.archive.org/web/20110727115526/http://www.danielemenon.netsons.org Boscarol parlava dei vari algoritmi: smooth hue transition; edge sensing; laplacian color correction; variable number of gradients (VNG); patterned pixel grouping (PPG); adaptive homogeneity directed (AHD) www.boscarol.com/blog/?p=708 e linka un articolo di 17 anni fa, ma che fa capire come funziona, tuttora: www.photoactivity.com/Pagine/Articoli/005DCRaw/DCRaw.asp Qui RawTherapee spiega gli algoritmi che usa: rawpedia.rawtherapee.com/Demosaicing#Demosaicing_Methods Per cui quello che fai dentro al raw è meglio di quello che puoi fare su un tiff. Poi, ci vuole un po' di pragmatismo, se ti abitui ad un metodo e ottieni buoni risultati soddisfacenti potrebbe avere poco senso cambiarlo in nome della qualità massima . |
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inviato il 08 Settembre 2022 ore 18:44
“ Ad ogni modo...esiste un modo per preservare tutta la storia delle modifiche in Photoshop nel file tiff? Qual'è il modo corretto per lavorare su vari livelli in Photoshop e poter tornare su un qualsiasi intervento in un secondo momento, anche dopo aver salvatoil tiff in Lightroom? „ No con PS quando chiudi la foto perdi tutto : la storia, le instantanee, ecc..se si tratta di un raw con ACR/PS ritrovi gli stessi parametri che hai salvato grazie al file annesso XMP ma la storia, le instantanee, ecc.. no, non sono conservata con ACR, solo LR conserva tutto...l'unico modo per poter rivenire sulle modifiche fatte con PS é di utilizzare e moltiplicare i livelli di regolazione per ogni intervento (contrasto, luminosità, maschere, WB, ecc...), attenzione non dei semplici livelli ma appunto livelli di regolazione che puoi modificare a volontà anche chiudendo e riaprendo la foto. |
user206375
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inviato il 08 Settembre 2022 ore 23:02
Venitrin perchè usi la nitidezza all'inizio? |
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inviato il 09 Settembre 2022 ore 15:37
Ciao, la nitidezza usata all'inizio mette in risalto anche quei difetti che normalmente non si vedono bene, specialmente nei ritratti; così, una volta sistemati, procedo poi con le regolazioni dei toni e dei colori. |
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