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inviato il 16 Luglio 2022 ore 23:24
Con l'estate ho il tempo di rispolverare le cose del mio archivio segreto, e cosi' mi sono dato al restauro di un amplificatore della mia gioventu': un Sansui AU-101 del 1975. Apparteneva a mio zio, e quando ero piccolo ascoltando Fausto Papetti mi sembrava suonasse da dio: poi il parente passo' a ben altra categoria di apprecchi ( e prezzo ) ma io non mi ero dimenticato quel suono caldo e cicciotto, cosi' chiesi e ottenni ben volentieri di portarmelo a casa, salvandolo dall'ingloriosa grotta del sottoscala, dove muffe maligne se ne stavano impossessando. Eccolo in mezzo tra un fichissimo Sony CDP-101 ed una bella piastra del 1978, che sto sistemando assieme a lui.
 Fianchi in legno, frontale di alluminio e fondo in metallo, 15W rms per canale e magico tasto loudness dall'intervento deciso. In cuffia e' strepitoso e non ti affatica mai, con le casse e' un po' piu' schizzinoso: meglio cercarne della sua epoca. Ha un suono caldo, dai bei bassi gustosi e alti non troppo invadenti: e' un mondo lontanissimo dai classe D moderni, un po' come paragonare delle ottiche manuali con quelle superanalitiche di recente costruzione; c'e' a chi piace l'uno e chi preferisce l'altro Aveva un canale con dei rumori random tipo scoppiettii, per cui mi sono messo a sistemare l'elettronica..... Ecco l'interno
 Ora vado a nanna, .... la prossima puntata: alla ricerca dei ricambi nell'affascinante mondo dei transistor d'annata |
user226515
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inviato il 16 Luglio 2022 ore 23:37
Oltre la fotografia abbiamo un altro interesse in comune, anch'io restauro e "produco" ampli audio hifi, personalmente, pur non essendo una audiofila, ascolto la musica non l'impianto che la riproduce, non sono una grande estimatrice del "suono caldo" di quel tipo di amplificatori, anche se li trovo meno affaticanti di molte elettroniche moderne. Il mio "preferito", tra gli anziani, è un Electrocompaniet ampliwire 1, un classe A sicuramente non a livello dei top di gamma attuali, ma molto più musicale, soprattutto in gamma medioalta, comunque quello che veramente conta è il materiale registrato. P.S. Complimenti per gli ICE. |
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 10:02
bella trappola... A quell'epoca le casse suonavano sullo stile americano: tanti bassi, medi ben definiti e acuti poco presenti. Ho un paio di bellissime Genesis dell'epoca (riconate oramai non so quante volte) a cui ho dovuto aggiungere due tweeter e relativo filtro per renderle un po' piu' cristalline. Forse tenevano le curve tagliate in quel modo per riprodurre al meglio vinili e puntine magnetiche, o forse avevamo solo orecchie diverse. Si arrivava dalle valvole e dalle loro caratteristiche cosi' calde, ma anche cosi' marcate dai trasformatori di uscita. I transistor di allora forse erano troppo freddi e lineari come riproduzione. Anche le vecchissime Klipsch scala hanno lo stesso problema. La gamma alta deve essere spinta in modo soffice e delicato. Io credo sopratutto a causa delle trombe, che hanno un punto di fuoco troppo lungo per un ambiente normale. Se alle klipsch aggiungi due tweeter a cupola rovesciata e correggi un po' i filtri, migliorano parecchio (se usate in stanze di medie dimensioni e con amplificatori/sorgenti recenti) |
user226515
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 11:03
“ bella trappola... „ Alimentazione singola, condensatore di disaccoppiamento sull'uscita, manca la regolazione per l'offset, c'è quella del bias, stadi finali in configurazione quasi complementare, regolazioni toni passiva, pre riia a 2 transistor, piuttosto avaro in dinamica, un classico fine anni '60 primi '70, a suonare suonano, nemmeno malaccio, ma, se il carico diventa appena appena difficile, vanno subito in crisi. |
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 11:13
Beh si , ma a quell'epoca era grasso che colava.... l'alternativa erano i moduli della GVH.. te li ricordi?.. No, non puoi, dovevi ancora nascere ora cerco in rete se si trova qualcosa.. Accidenti.. ho ritrovato Gianni Vecchietti! e' attivo su Fb.. Non ci posso credere... |
user226515
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 11:18
Giovanni Vecchietti, esiste ancora, non ho mai avuto tra le mani i moduli di cui scrivi. Ritornando al Sansui, dubito che abbia 15 watt, non rms in ogni caso, i finali sono piuttosto "striminziti" |
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 11:21
“ dubito che abbia 15 watt, non rms in ogni caso, i finali sono piuttosto "striminziti" „ anche quel trasformatore e quei condensatori non promettono nulla di buono mille microfarad sono scarsini.... I moduli GVH erano comodissimi quando dovevi sonorizzare qualcosa al volo.. Aveva il 30 W il 100W ed anche un 300W che pero' per gli alimentatori dei tempi era quasi impossibile da far funzionare. |
user226515
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 11:32
“ anche quel trasformatore e quei condensatori non promettono nulla di buono „ Il trasformatore pare ben dimensionato, del condensatore di filtro non riesco a leggerne il valore sullo schema, penso abbia la stessa capacità di quelli d'uscita, 2000 microfarad, è già un miracolo se eroga una diecina di watt continui per canale, con dinamica risibile, non lo userei per riprodurre la 1812 di Tchaikovsy edizione Telarc Edit. 1000 micro, sia uscita che alimentazione, nemmeno 10 Watt. |
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 11:48
la capacita di filtro e' mille micro 50v quelli di uscita sono anche loro mille micro ciascuno ma 35v. Poco.. Il trasformatore, cosi dalla foto e difficile da giudicare.. ma ad occhio mi pare piccolino... Ad ogni modo i 15 W rms sembrano essere piu' una buona intenzione che realta'. |
user226515
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 12:03
Jacopo io sono molto poco romantica, colpa della stazza , avrei almeno quadruplicato la capacità di filtro, previa inserzione di circuito di ritardo, e raddoppiato quella dei condensatori d'uscita, che servono a disaccoppiare dalla tensione continua, presente sul punto nodale dei transistor 1060, per evitare che le casse friggano appena connesse.
 L'ultima mia fatica, stadio di registrazione a valvole, finale audio a transistor, al germanio, piuttosto avanzato per l'epoca, 1965, il finale ha l'alimentazione duale, con capacità di filtro di 10.000 microfarad per ramo, tutti i condensatori di piccola capacità dei circuiti audio sono in poliestere metallizzato, praticamente eterni e bensuonanti. La parte più difficile è stata quella di trovare le cinghie, per 2 ho usato degli O ring, ed il pinch roller. Magari lo rismonto e pubblico qualche foto dell'interno. |
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 15:56
Che transistor finali sono? |
user226515
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 16:20
Il Sansui di Jacopo utilizza degli NPN al silicio, 2SC1060, sono facilmente sostituibili, con una infinità di equivalenti, il Grundig utilizza degli PNP al germanio AD 150. |
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 16:21
Uh ! Il TK320 Ne avevo trovato uno dal rottamaro ma gli era atterrata sopra la solita fotocopiatrice devastandolo.... In discarica la cosa piu' pericolosa sono i fotocopiatori: quando li lanciano dentro i container, dove impattano fanno sfaceli. Per concludere la mia avventura con il Sansui, dopo il cambio dei condensatori e del transistor e' tornato a funzionare alla grande: certo riconosco che non e' l'apparecchio piu' indicato per ascoltare metal rabbioso a tutto volume, ma va da dio con il jazz, il pinky violence e il proto-hard rock della sua epoca: gli STESSI brani ascoltati con altri amplificatori suonano meno vellutati e mi stancano velocemente, con questo vado avanti per ore felicemente e me li gusto moooooolto di piu'; lo uso sempre in cuffia con delle antiche AKG 141 nella pregiata versione da 600 ohm, sempre recuperate dalla discarica. Eccole
 Se volete sapere realmente che voce ha un amplificatore, usate queste Ed ora passiamo ad un altro pezzo interessante della triade sopra mostrata: il CDP-101 Sony del 1981, il primo lettore cd commerciale. Era andato un condensatore di filtro sul bottone del power, che mi faceva saltare i tappi: la sua tensione massima era di 250v ed alla lunga si e' fritto. Messo uno da 630v. Con l'occasione ho pulito & lubrificato ogni meccanismo ed ora e' tornato a leggere i cd senza incertezze; come suono preferisco i piu' plebei Tda 1540 a 14 bit o 1541A a 16 bit, piu' impastati e goffi, ma assai riposanti. Eccolo nella sua barocca sovrabbondanza di elettronica anni '80. Buona visione Vista a volo d'uccello
 Primo e secondo piano

 Godetevi i filtri Murata
 Ed ecco la poderosa meccanica del pick-up laser. I cilindri erano secchi e il carrello avanzava con fatica, causando errori di lettura. Lubrificati quelli ed il treno di ingranaggi che comanda la cremagliera di avanzamento, tutto e' tornato a posto.
 Come suona ? Per questione di costi il convertitore e' uno solo, e fa il suo lavoro saltando da un canale all'altro causando uno sfasamento di circa 11ms nella decodifica, ma non te ne rendi assolutamente conto; il suono e' piattino, con pochi bassi e medi assai presenti. Preferisco i Tda Philips, piu' bassi e acuti ( odio i toni medi, mi spaccano le orecchie, come i maledetti diffusori a tromba che brucerei tutti all'istante ) Nota: Devo dire che ha un display vfd vecchia scuola, molto bello da vedere al buio Prossimo episodio: pulitura e lubrificazione Thorens TD 165 e National Panasonic SL-23, con succose viste interne. |
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inviato il 17 Luglio 2022 ore 16:27
Ho scritto sopra a Julia78, scusami ... il mio Sansui e' la terza e ultima revisione del modello ed utilizza dei D314D, simili ai 1060. Pero' almeno x i finali vorrei trovare gli originali e non i compatibili... pero' ti chiedono 27 euro la coppia e non ne vale la pena ... Comunque nel caso partissero me ne faro' velocemente una ragione |
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