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kodachrome chi l'ha usata?!?!







avatarjunior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 20:03

Purtroppo non ho mai avuto l'opportunità di poter provare la pellicola positiva in questione. Si parla di questa pellicola come se fosse una cosa leggendaria o quasi miracolosa. Non avendola potuta mai provare, mi sono sempre chiesto se la nomea sia oggettiva o solo emotiva/nostalgica.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 20:11

Era oggettiva... davvero ma era anche molto lenta, 25 o 64 ASA, e per vedere le foto servivano tempi biblici. Ma uno spettacolo per gli occhi

avatarjunior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 20:19

Confermo quando detto, grana fine, colori naturali e ben amalgamati, se non ricordo male aveva un processo di sviluppo differente dalle Ektachrome.
I tempi di attesa per lo sviluppo erano snervanti.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 20:19

Io non l'ho usata molto, ma mi pare avesse qualche problema nella resa non naturale dei verdi.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 21:17

L'ho usata, grana finissima è vero, colori per me non entusiasmanti ( non amavo i gialli e i verdi), ho preferito decisamente le successive Velvia alcuni anni dopo. Si pagava in genere in anticipo lo sviluppo che per la mia città all'epoca si faceva in Svizzera e in un paio di occasioni non ho mai ricevuto il rullino sviluppato e mi sono dovuto accontentare di in rullino vergine: magra soddisfazione per me ragazzo al ritorno da una vacanza! Dopo alcune esperienze sono volato in altri lidi. Teniamo presente che all'epoca i tempi e l'attenzione delle poste italiane era quella che era.
Qualcuno dice poi che nacque soprattutto per l'editoria e che, forse, non era veramente il massimo in proiezione. Io non saprei dirlo, ma dopo qualche decina di rullini sviluppati e, ripeto, un paio di cattive esperienze legate a smarrimenti (e adesso, pensandoci, anche di alcune dia sporche di colla sui telaietti in cartoncino e debordata sulla diapositiva) mi sono stufato e sono passato ad altre. Poi, al solito, sicuramente un po' di mitologia e di nostalgia per le cose del passato per me c'è sempre.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 21:24

Io l'ho usata molto fino agli anni '90. Poi esigenze di rapidità nei tempi di trattamento mi hanno fatto scegliere l'Ektachrome.
Io ho diapositive degli anni '60 con il colori ancora perfetti.

Per tantissimi anni è stata quasi l'unica pellicola diapositiva ad essere utilizzata in ambito editoriale (periodici, libri) per le qualità superiori in termini di dettaglio e di grana.

I famosi colori Kodakchrome derivavano dal principio chimico sottrattivo. La pellicola aveva già nella sua emulsione i pigmenti dei colori primari e il trattamento semplicemente eliminava ciò che non serviva. Il risultato erano colori limpidi e saturi.
Per contro il trattamento K-14 era molto complesso e con tolleranze minime. Per questo era automatizzato e praticato solo in laboratori Kodak. Quando la usavo io il Lab. più vicino era Milano e ci volevano un paio di settimane per avere il risultato, spedito via posta…

La sensibilità era equivalente a 25 e 64 ISO. Negli ultimi anni uscì una 200 ISO.
Oggi una bella fetta di fotografi sarebbe in seria difficoltà a lavorare con quelle sensibilità (anche le ottiche non erano così luminose). Cool Cool

Resta il fatto che ci sono stati grandi fotografi che hanno largamente usato la Kodachrome. Steve McCurry ad esempio ma anche il grandissimo Ernst Haas, che ha sviluppato il proprio stile unico proprio attorno ai limiti della bassa sensibilità.

filmcolors.org/timeline-entry/1277/

filmcolors.org/timeline-entry/23292/


avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 21:25

Ah, discussione interessante caro Michele, anzi molto interessante.
Sono pellicole che ho usato abbastanza, sia la 25 che la 64, emulsioni certamente eccellenti ma non esenti da critiche anche, io credo, per la scelta di Kodak di non investire su di esse.
In questa scelta ovviamente c'era anche la consapevolezza della superiorita assoluta che queste pellicole vantavano sulla concorrenza, ma anche la sciagurata abitudine di Kodak di risparmiare quanto più possibile sulle spese rimandando gli nvestimenti a quando essi non erano più procrastinabili.
E alla fine hanno seguito la sorte del famoso coniglio in gara contro la tartaruga che, certo della propria superiorità, snobba a tal punto il suo avversario che finisce per perdere la corsa.

Non per nulla infatti le Kodachrome si sono estinte mentre la Velvia, dopo averle spodestate, resiste ancora sul trono della migliore!

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 21:33

Altro limite (ovviamente per i miei gusti) era quello di non poter fare da me: ho sempre cercato di chiudere il processo di ripresa sviluppando in proprio e stampando e con il Kodachrome non era possibile; mi divertivo ad usare perciò di più il processo E6 e anche il Kit 41 per le Agfachrome che amavo per i colori molto saturi. In seguito mi sono divertito anche a duplicare diapositive e a stamparle con il Cibachrome sempre facendo in proprio.

avatarjunior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 21:39

Inventata da due musicisti, grana pressoché inesistente, colori intensi senza essere artificiosi. E quel profumo inconfondibile, quando aprivi la scatolina di plastica gialla, attesa per dieci, e a volte più, giorni.
La Velvia 50 negli anni '90 iniziò a darle filo da torcere, avvantaggiata dal processo E6, incomparabilmente più semplice, rapido e diffuso del K14 (il K-chrome è essenzialmente un film bn, sul quale i colori vengono deposti in fase di trattamento).

Tutta nostalgia? Vediti una proiezione di K-chrome ben fatta, poi ne riparliamo...;-)



avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 22:09

I famosi colori Kodakchrome derivavano dal principio chimico sottrattivo. La pellicola aveva già nella sua emulsione i pigmenti dei colori primari e il trattamento semplicemente eliminava ciò che non serviva.

È esattamente il contrario; sono le altre diapositive che funzionano così, mentre invece la Kodachrome nasce come pellicola b&n e i colori vengono creati cin lo sviluppo. Infatti chi avesse qualche rullo non ancora utilizzato o sviluppato li può utilizzare come pellicola b&n.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 22:37

Ci volevano due /tre settimane per ritornare dal laboratorio. Negli ultimi tempi, mi pare di ricordare che fosse in Svizzera. Per paesaggi naturali, dove c'era predominanza di prati verdi e cieli blu, gli preferivo nettamente la Fuji Velvia. Per il resto, ha sempre avuto un'aura un poco speciale, anche in funzione della sua “storia”. Io dovevo ricordarmi sempre di evitare la minima sovraesposizione.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2022 ore 23:03

È esattamente il contrario

Sì, Diebu, hai ragione.

Io intendevo questo, ma è un altro discorso




Quello che tu dici è qui. Dove si intuisce anche la complessità del trattamento K-14.




Il documento di riferimento nell'archivio Kodak è questo:
web.archive.org/web/20120925214114/http://www.kodak.com/US/plugins/acr




avatarjunior
inviato il 20 Giugno 2022 ore 0:12

Usata parecchio fino agli anni 90. Ai tempi era l'unica pellicola che accettava National Geographic (solo dopo la Velvia)
Ricordo che per un viaggio negli USA ne avevo acquistate 10 per avere la stessa serie (gelatina) pagando in anticipo lo sviluppo (che secondo me era in Germania e non in Svizzera). Non sono bastate (allora ci pensavo prima di scattare) ne ho comperate altre e negli USA non pagavi in anticipo lo sviluppo
Concordo la grana inesistente, se non sbaglio è stata la prima diapositiva in assoluto usata dai fotografi americani durante la 2 guerra mondiale

avatarjunior
inviato il 20 Giugno 2022 ore 0:14

Per lo sviluppo non le ho mai spedite ma sempre consegnate al fotografo che me le aveva vendute

avatarsenior
inviato il 20 Giugno 2022 ore 7:33

Ci volevano due /tre settimane per ritornare dal laboratorio. Negli ultimi tempi, mi pare di ricordare che fosse in Svizzera. Per paesaggi naturali, dove c'era predominanza di prati verdi e cieli blu, gli preferivo nettamente la Fuji Velvia. Per il resto, ha sempre avuto un'aura un poco speciale, anche in funzione della sua “storia”. Io dovevo ricordarmi sempre di evitare la minima sovraesposizione .



Hai perfettamente ragione caro Davide, con le Kodachrome bisognava assolutamente evitare la sovresposizione.
Il motivo è molto semplice: essendo una pellicola pensata soprattutto per le esigenze dell'Editoria (del resto negli anni '30 quasi nessuno poteva prrmettersi di fotografare a colori visti i costi astronomici che essa aveva rispetto alla già poco comune fotografia in Bianco & Nero), per questo quindi i progettisti non si erano preoccupati di studiare una pellicola che potesse essere proficuamente adoperata per la proiezione.
Non per nulla infatti le diapositive Kodachrome sono virtualmente eterne... a patto però di limitarsi alla sola osservazione diretta su un piano luminoso ed evitando assolutamente di proiettarle!

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