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inviato il 05 Aprile 2013 ore 14:05
Premesso che la popolazione dei leoni africani si sta riducendo in modo allarmante,il Ministero per le Risorse Naturali ed il Turismo della Tanzania è intervenuto auterevolmente sul New York Times (come riportato dagli organi di stampa) chiedendo apertamente agli Stati Uniti di non inserire i leoni africani fra le specie a rischio: ciò impedirebbe agli americani di fare "turismo venatorio" per portare in patria il trofeo dell'ambita preda...Ovviamente,alla prima analisi,la richiesta, oltre che provocatoria, appare in contrasto con la salvaguardia della natura in tutti i suoi aspetti.Gli organi competenti,tuttavia,asseriscono che, in Tanzania, la popolazione dei leoni è in contrtendenza e cioè molto alta e che i cacciatori,oltre a pagare quasi 10.000 dollari di tasse spendono fino a 25 volte di più, per il soggiorno e la caccia, di un normale "safarista". In poco più di quattro anni fra il 2008 e iol 2011 la caccia al leone ha generato introiti per oltre 58 milioni di euro che il governo tanzaniano ha investito per creare e tutelare nuove riserve naturali ed anche scuole ,ospedali strade. E' evidente che di "pancia" il commento non può che essere negativo ma razionalmente c'è una concreta e pragmatica verità: sacrificare il sacrificabile per creare sviluppo. Riporto questa notizia per permettere,in un forum dedicato alla natura,la valutazione di tutti gli aspetti.... |
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inviato il 05 Aprile 2013 ore 16:15
“ il governo tanzaniano ha investito per creare e tutelare nuove riserve naturali ed anche scuole ,ospedali strade. „ ????? ne dubito fortemente anzi non ci credo proprio. la caccia a pagamento vale per tutte le specie " appetibili" elefanti, giraffe, rinoceronti ecc ecc. goriila compresi. |
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inviato il 05 Aprile 2013 ore 17:42
Purtroppo ne dubito anche io....... Il governo tanzaniano è lo stesso che, per pure ragioni di bussiness, vuole fare un autistrada che attraversa il Serengeti !!! Si fanno facile scudo di un paravento solido come le tutela di nuove riserve naturali, le scuole, gli ospedali ma poi a ben guardare le cose sembrano andare in questa direzione.... |
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inviato il 05 Aprile 2013 ore 19:40
Ovviamente la fonte di informazione è di parte e cioè il Ministero delle Sviluppo e Turismo...Poi,come diceva qualcuno che se ne intendeva,a pensar male e quel che segue....Che il turismo venatorio riguardi altre specie animali è un altra verità incontestabile: questo articolo parlava nella fattispece di leoni ma si pùò estendere agli altri appetibili "big" che citava Falena. |
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inviato il 06 Aprile 2013 ore 11:50
Tutti gli studi dimostrano che le popolazioni di leoni sono in forte calo (in 50 anni di circa il 75%) per diversi motivi, ma principalmente per la forte pressione antropica che ha ridotto in maniera drastica il loro habitat. Evito di dire in maniera chiara quello che penso su persone che spendono migliaia di euro o dollari per comprare la morte di un animale. Mi limito ad un paio di osservazioni: chi si interessa un poco di Africa sa che i paesi con governi "illuminati" sono davvero pochi e quelli dove la corruzione non è una vera e propria piaga, ancora meno. Mi risulta quindi difficile credere che il governo della Tanzania abbia investito i soldi ricavati dai permessi di caccia come dichiara, se non in minima parte. Inoltre ho enormi dubbi sul criterio utilizzato per la (presunta) selezione dei soggetti da abbattere e sulla preparazione, onestà e buona fede delle persone che svolgono tale compito. Basti pensare che la maggior parte dei soggetti cacciati sono maschi (vorrai mica esporre in salotto una femmina imbalsamata...vuoi mettere la figura che fa un maschio con una bella criniera cotonata...)per capire quanto la caccia possa fare danni sull'equilibrio delle popolazioni e quanto possano essere potenzialmente pericolose le alterazioni che può provocare l'uccisione di un esemplare maschio, magari nel pieno del suo vigore, sui processi di selezione naturale. Approfitto per invitare quanti avessero in programma un viaggio in Africa ad informarsi molto bene sull'operatore locale che si occuperà del safari: alcuni di questi nel loro "pacchetto" di offerte contemplano non solo quelli fotografici, ma anche quelli con il fucile. Ovviamente, il miglior modo per disincentivare la caccia è quello di evitare di dare guadagno (anche se derivante da altre attività) a quanti la praticano. |
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inviato il 06 Aprile 2013 ore 12:21
A supporto di quanto dice Nkoringo, aggiungo che io ho fatto per anni il volontario di un associazione che si occupava di un progetto di ricerca sui leoni del Tarangire: i maschi avevano delle crinieremolto ridotte e si cercava di capirne la ragione partendo dal fattore genetico, ambientale etc.... IL Tarangire è contornato da 7 riserve di caccia ed appena un leone maschio metteva il naso fuori dal parco veniva ucciso dai cacciaotri di trofei che ovviamente volevano il leone dalla grande criniera!! Non c'è bisogno che vi dica le conclusioni............. |
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inviato il 06 Aprile 2013 ore 22:25
Premetto che sto entrando come un elefante in negozio di cristalleria e non vorrei creare disastri ..........ma da "quasi ex cacciatore" (ho un idea tutta mia della caccia che trovo condivisa solo in pochissimi posti al mondo), personalmente penso che i governi africani menzionati se ne freghino profondamente del patrimonio faunistico del loro stato, non ci credo nemmeno se lo vedo che questa gente "sacrifica" un maschio di leone per poi creare dei vantaggi allo stesso parco. Ho iniziato ad andare a caccia a circa 3 anni, la mia famiglia come molte famiglie della zona dove son nato ha sempre considerato la caccia e anche la pesca un modo di sostentamento, la caccia e la pesca hanno rappresentato anche la continuità di determinate usanze che arrivano da secoli lontani. Diciamo che in alcune zone d'Italia si diventa cacciatori non per scelta ma per DNA cioè' ti trovi con un fucile in mano a 18 anni senza nemmeno ricordarti il giorno che per la prima volta qualcuno ti ha portato a caccia. Grazie alla caccia ho potuto conoscere e condividere momenti con persone di cultura ed usanze completamente diverse dalle mie, ho avuto la fortuna di vedere tantissimi paesi del mondo, e vi assicuro che l'Africa e' l'ultimo dei posti dove possa esistere una logica di "piani di abbattimento" o di "riequilibrio venatorio". Questi tipi di ragionamenti funzionano solo in pochissimi paesi al mondo tra questi Irlanda, Scozia, Norvegia, Svezia, Nuova Zelanda e pochi altri. Quello che viene descritto sopra non ha niente a che fare secondo me con la caccia, e parto da due presupposti, la caccia esiste da quando c'è l'uomo solo per due motivi, il primo motivo e' il procurasi il cibo (carne ) il secondo e' il difendersi dagli animali feroci..........ma se prendo un aereo e vado in Africa a "cacciare" un leone non rientro ne nella prima categoria (cibo) il leone non si mangia, ne nella seconda categoria (difesa) in quanto sono io che vado a rompere i maroni al povero leone, lui di sicuro non avrebbe mai preso un aereo per venire ad azzannarmi a casa mia, perciò io questa non la considero caccia. La caccia che io prendo in considerazione deve avere delle caratteristiche basilari; la prima cosa e' "non sparerei mai qualsiasi specie in pericolo di estinzione anzi che si possa solo considerare in futuro in pericolo di estinzione", secondo, "e' follia pura uccidere animali che non hanno poi una destinazione alimentare" terzo, "gli animali abbattuti devono avere una logica di proporzione alla necessità alimentare di chi li abbatte". Con queste tre regole ho passato la mia vita venatoria andando per esempio una settimana a oche in Scozia per abbattere solo 2 e fotografarne decine di migliaia, le due oche rientrato in Italia sono state il piatto principale della cena con i mie vecchi nonni. Quante volte qualcuno di voi in un ristorante ha mangiato un risotto ai frutti di mare......io un paio di volte all'anno mi mangio un risotto con la pernice e quella pernice in alcuni casi posso averla presa io. Io non sono vegetariano purtroppo ( mia moglie lo e' ) e ho visto in molti paesi cosa sono gli allevamenti intensivi di animali destinati poi al macello e vi dico che se dovessi scegliere che vita fare preferirei fare il capriolo ( che forse verrà abbattuto da un cacciatore) che l'agnellino di Pasqua. Un giorno mi piacerebbe fare gli esami per diventare guardia caccia, ma ho paura che con le mie idee non ci sarebbero più' cacciatori......... Un saluto a tutti e scusate i per la lunghezza del messaggio. |
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inviato il 06 Aprile 2013 ore 23:58
condivido Davide, il senso di caccia deve stare strettamente legato al concetto di sopravvivenza alimentare, prima regola della natura dal momento che tutti gli animali del mondo cacciano. anche in natura avviene quello che definiamo il massacro inutile fra animali es. la faina in un pollaio che ammazza tutte le galline senza mangiarle ecc. così l'uomo ha perpetrato massacri in grande stile estinguendo anche molte specie. anche a me piace il cinghiale sparato della toscana e quando vado giù da amici mi preparano il piatto di cinghiale ma li la caccia è anche vista come strumento di equilibrio per una speccie troppo presente e priva di predatori capaci di regolamentarla come i lupi ad es. quindi la caccia per sostentamento e la caccia per equilibrare la presenza di una specie abbinata all convenienza cullinaria si. io comunque non sparo, l'ho fatto solo da militare come un mona....., ma non disdegno un piatto di sana selvaggina...quando capita. se dovessi andare in Africa riuscirei a mangiare l'impala? li te lo servono normalmente. |
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inviato il 07 Aprile 2013 ore 0:12
Davide condivido ogni lettera del tuo intervento. Chi e' stato in Africa sa bene quanta poca morale ci sia nei loro governi e onestamente da Italiano faccio fatica a portare il mio paese come esempio sotto questo punto di vista. |
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inviato il 07 Aprile 2013 ore 0:28
E' un fatto (forse non conosciuto da tutti) che nella storia dell'Africa molte specie, tra le quali i leoni sono state salvate in passato dai... cacciatori. Con l'immenso sviluppo che ha subito il continente solo là dove i "bianchi" hanno avuto l'idea di fare business con la caccia sono riusciti a mantenere libere dalla presenza umana le zone poi diventate, spesso, parchi. E ciò l'hanno fatto con lotte e con mezzi che Amnesty International non approverebbe. Il popolo africano non ha una mentalità conservazionista, se il Masai Mara fosse stato lasciato ai Masai non ci serebbe più un solo felino, sarebbero tutti stati uccisi per far posto alle vacche. La lotta contro i cacciatori di frodo che uccidono elefanti e rinoceronti per pochi dollari che gli arrivano dai mercati asiatici sta volgendo a mal partita. Un altro esempio? In sudafrica, dove esite il parco di più vecchia creazione di tutta l'Africa (Il Kruger) il numero dei leoni presenti nelle riserve di caccia tutte intorno al parco è superiore a quello interno. E nel resto dell'Africa? Sappiamo bene che i leoni erano un tempo diffusissimi in tutta l'Africa, dal Marocco alla Namibia, dal Seneral alla Tanzania. E i ghepardi? Quelli erano addirittura considerati un po' come cani da compagnia. Sento i ricordi di italiani in Somalia che ancora negli anni '50 ne incontravano a decine fuori dalle città, vicini alle strade. Ma, guarda caso, laddove gli europei non sono intervenuti (per business, lo ricordo!) proteggendo le zone più "interessanti" anche per la caccia, di leoni e ghepardi non c'è più neanche il ricordo. Un tempo la caccia era per pochi, che spendevano delle fortune per dar fondo al loro discutibile hobbie. E i soldi sono quelli che fanno girare il mondo. Poco importa che i soldi spesi per la caccia ai leoni siano spesi in progetti di protezione o intascati da funzionari corrotti. Fino a che ne gireranno tanti, di soldi, ci sarà sempre qualcuno a cui converrà difendere la presenza dei felini con ogni mezzo... Quando converrà di più avere una coltivazione di anacardi, beh, allora addio felini e compagna bella. Dopodichè la difesa della biodiversità rimarrà solo una missione delle nazioni "illuminate" ed io, scusate il pessimismo, in Africa non ne vedo proprio. |
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inviato il 07 Aprile 2013 ore 8:23
Davide io parlavo solo di esempio politico e di moralita'. Di sicuro in Africa sono messi male e in Italia non stiamo tanto meglio! |
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inviato il 07 Aprile 2013 ore 9:27
@marinaio, condivido al 100% . Se parliamo di politica e moralita' nel nostro paese siamo presi peggio dell'ultimo stato africano. Comunque sono contento di aver ormai sostituito per le anatre l'automatico della beretta con la raffica della 1d mk4.....ne ha guadagnato in salute l'anatra e io ne ho guadagnato a livello economico (certe tipi di caccia in alcuni posti costano al gg come un cano 400 f2.8). Tutto questo anche grazie a Juzaphoto e percio' anche a tutti voi che mi avete fatto apassionare alla fotografia naturalistica ancor di piu' di quanto ne ero apassionato prima. Credo che certi tipi di fotografia possano avvicinare alcuni cacciatori alla natura con un atteggiamento diverso e' importantissimo che siti come Juza si diffondino in rete. Comunque dovevi vedere la faccia del guardia caccia bulgaro che dopo 7 ore di pedinamento di un grosso cervo maschio quando gli sono arrivato a tiro ho preso la vecchia Olympus om-2 e al posto di sparare l'ho solo fotografato.......sono passati una ventina d'anni ma credo che stia ancora bestemmiando. |
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inviato il 07 Aprile 2013 ore 10:52
La notizia da cui ho preso spunto,come immaginavo, è stata un occasione di riflessione su un argomento "delicato". Non conosco in maniera approfondita gli indirizzi "politici" dei governi dei paesi Africani citati ma non ho difficoltà a credere che le cose sono come le descrivete.Il conflitto fra rispetto della natura e sviluppo in generale, è un problema da sempre:l'impostazione "antropocentrica" ha portato molti vantaggi,in termini di progresso, ma anche effetti indesiderati a carico dell'ecosistema. Probabilmente solo il sistema "ecocentrico" permetterà che lo sviluppo e la natura non si scontrino ma convivano...Ho esteso l'oggetto dell'argomento caccia- sì caccia-no perchè non è solo questo a danneggiare la natura,nella fattispecie a danno di animali a rischio di estinzione,ma un'impostazione generale che vede l'uomo ed i suoi vantaggi prevalere sull'ecosistema e la sua salvaguardia. |
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