user134371
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inviato il 23 Agosto 2021 ore 19:22
Ho un monitor calibrato hardware e posso passare tramite pulsanti dedicati tra due calibrazioni personalizzate: aRGB e sRGB (fatte ovviamente con la sonda e con il software dedicato del monitor). So che dovrei modificare su sRGB se l'immagine è pubblicata online e su aRGB se l'immagine deve essere stampata. Ma cosa succede se devo stampare e pubblicare online un'immagine? Se sono su aRGB e modifico la foto, quando pubblicata online sembrerà smunta. Se sono su sRGB e modifico la foto, una volta stampata sembrerà troppo satura. Infatti, tutte le mie vecchie foto che ho modificato sul mio vecchio monitor sRGB appaiono estremamente sature quando visualizzate sul mio nuovo monitor impostato su aRGB. Al contrario, tutte le mie nuove foto che ho modificato sul mio nuovo monitor aRGB appaiono estremamente sature se visualizzate sul mio vecchio monitor aRGB o sul mio nuovo monitor aRGB impostato su sRGB. Forse mi sfugge qualcosa? |
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inviato il 23 Agosto 2021 ore 20:55
Se il tuo monitor riproduce interamente (o quasi) lo spazio cromatico Adobe RGB, fai fotoritocco dentro quello spazio, la fotografia dovrà avere un profilo incorporato Adobe RGB, alla fine del fotoritocco converti una copia dell'immagine nello spazio sRGB per la pubblicazione in rete. Ti conviene lavorare nello spazio Adobe-RGB perché è più ampio di sRGB. Però il fotoritocco va fatto leggendo i valori RGB del colore, questo perché per quanto il monitor possa essere eccellente, la nostra vista tradisce, il cervello si abitua facilmente alle dominanti di colore e finisce per percepire in modo sbagliato i colori. Mi raccomando non impostare come profilo dello spazio di lavoro del programma che usi per fotoritoccare, il profilo del monitor. Per verificare la corrispondenza di ciò che vedi con la stampa che farai, devi, attraverso il programma di fotoritocco, utilizzare la funzione che previsualizza la stampa (soft proof) utilizzando il profilo stampante-carta che fornisce il produttore della carta. |
user134371
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inviato il 23 Agosto 2021 ore 21:36
“ Se il tuo monitor riproduce interamente (o quasi) lo spazio cromatico Adobe RGB, fai fotoritocco dentro quello spazio, la fotografia dovrà avere un profilo incorporato Adobe RGB, alla fine del fotoritocco converti una copia dell'immagine nello spazio sRGB per la pubblicazione in rete. Ti conviene lavorare nello spazio Adobe-RGB perché è più ampio di sRGB. „ Ma così non rischio di ottenere un jpg con colori meno carichi rispetto a quello che vedo a schermo? “ Però il fotoritocco va fatto leggendo i valori RGB del colore, questo perché per quanto il monitor possa essere eccellente, la nostra vista tradisce, il cervello si abitua facilmente alle dominanti di colore e finisce per percepire in modo sbagliato i colori. „ Qui non ti seguo... “ Mi raccomando non impostare come profilo dello spazio di lavoro del programma che usi per fotoritoccare, il profilo del monitor. „ Sì sì tranquillo, uso Lightroom con il suo spazio colore. “ Per verificare la corrispondenza di ciò che vedi con la stampa che farai, devi, attraverso il programma di fotoritocco, utilizzare la funzione che previsualizza la stampa (soft proof) utilizzando il profilo stampante-carta che fornisce il produttore della carta. „ Non mi conviene fare la stessa cosa anche quando esposto per la visione a schermo usando un profilo colore sRGB generico? |
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inviato il 23 Agosto 2021 ore 21:40
“ Non mi conviene fare la stessa cosa anche quando esposto per la visione a schermo usando un profilo colore sRGB generico? „ Si, anche per questo caso. Fai il softproof con sRGB |
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inviato il 23 Agosto 2021 ore 21:54
“ Ma così non rischio di ottenere un jpg con colori meno carichi rispetto a quello che vedo a schermo? „ Il programma 'traduce' i colori Adobe RGB in sRGB, alcuni sono meno 'carichi' perché essendo il primo uno spazio più ampio del secondo non trovano corrispondenza. In sostanza vedi la foto per come davvero è “ “ Però il fotoritocco va fatto leggendo i valori RGB del colore, questo perché per quanto il monitor possa essere eccellente, la nostra vista tradisce, il cervello si abitua facilmente alle dominanti di colore e finisce per percepire in modo sbagliato i colori. ? „ Qui non ti seguo... „ Esempio: vai con lo strumento che campiona il colore (di solito è un'icona di contagocce) sulle parti della fotografia che devono essere bianche/grigie/nere, insomma neutre, e verifichi che la terna di valori RGB che il contagocce ha letto abbia valori uguali nei tre colori, infatti la regola per il neutro è che R=G=B. Oppure puoi andare a verificare che i valori della vegetazione o di un incarnato siano nel range giusto, come qui: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=3555517&show=5 La tua calibrazione è fatta impostando una temperatura di colore. Ma i nostri occhi sono un po' traditori, non so, se c'è una dominate blu (o gialla ecc), dopo un po' che lavori a monitor non la vedi più. Cioè possiamo calibrare il monitor, ma non possiamo calibrare gli occhi “ Non mi conviene fare la stessa cosa anche quando esposto per la visione a schermo usando un profilo colore sRGB generico? „ Sì come dice Ambro91. La prova colore ti dà varie possibilità. |
user134371
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inviato il 24 Agosto 2021 ore 10:59
Ma a questo punto, visto che il 99% delle mie foto vanno online, non mi conviene tenere il monitor calibrato per lo spazio colore sRGB, editare le foto ed esportarle in jpg con il profilo sRGB, e per quella rara volta che voglio anche stamparla, impostare il monitor sulal calibrazione per lo spazio colore aRGB (posso farlo con un semplice pulsante) e lavorare su una copia vistuale in soft proofing per ricalibrare i colori pe rla stampa? |
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inviato il 24 Agosto 2021 ore 11:24
@ The Gios Quando un monitor che nativamente copre un determinato spazio colore permette lo "spostamento" dei primari bisogna tenere in considerazione l'effetto di avere un minor rapporto di contrasto apparente e non solo; pochi monitor permettono di farlo e i risultati vanno interpretati tenendo in considerazione il compromesso imposto da tale metodo con l'attuale tecnologia. Quale monitor hai? L'emulazione hardware di spazi colore diversi da quello nativo (in volume e in match) vanno interpretati con cognizione di causa, compresi quelli di stampa che possono essere emulati via hardware (ma solo con alcuni monitor). Il soft proofing è un'altra cosa, in gergo si chiama emulazione "software" perchè non vengono "spostati" i primari del pannello. Dipende dalle esigenze del professionista, non c'è bisogno di scendere a compromessi con la qualità visto che ci sono in commercio monitor professionali con un volume del gamut pari a quello di sRGB, senza quindi dover far funzionare per forza un monitor widegamut in emulazione hardware h24... se è questa la tua necessità. Ma sono sempre meno. Ultimamente tutti i produttori di monitor professionali stanno puntando su display "widegamut" per diverse ragioni. Apple sta spingendo moltissimo sul Display-P3 o Apple-P3 che è uno spazio colore con volume di gamut maggiore di sRGB ma diverso dal DCI-P3, con il quale condivide solamente i primari. Quindi anche dal lato "utenti" è in corso un cambiamento che porterà in futuro (a mio modo di vedere) un possibile cambiamento riguardante lo scambio di file sul web. |
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inviato il 24 Agosto 2021 ore 13:58
Ma il monitor ha copertura adobeRgb? La fotocamera in raw acquisisce in uno spazio molto ampio. Per non perdere quelle informazioni lavori con spazi ampi, Lightroom usa una fattispecie di prophoto nel modulo di sviluppo. Quindi se hai un monitor con buona copertura abodeRgb / DCI-P3 usi quel tipo di spazio. Poi vai ad esportare in sRgb. Piuttosto usi un punto di bianco a D65 se non stampi e usi solo il web. I colori poi vengono rapportati nello spazio di destinazione con la conversione che puoi pre-visualizzare col soft-proofing. In questo sistema non hai variazioni di saturazione impreviste. Non vorrei che i problemi di saturazione siano dovuti a monitor inadeguati oppure stai sbagliando qualcosa nello sviluppo. |
user134371
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inviato il 24 Agosto 2021 ore 17:15
Ho un BenQ SW270C www.benq.eu/it-it/monitor/photographer/sw270c/specifications.html Pubblicizzato come wide gamut con Adobe RGB 99%, sRGB 100% e DCI-P3 at 95%. Inoltre ha la calibrazione hw, quindi i profili di calibrazione vengono memorizzati direttamente nel monitor e posso passare da uno all'altro con un pulsante. Usa Palette Master Elementi come sw e ho una sonda compatibile (non ricordo la marca). Il monitor arriva con alcune calibrazioni di fabbrica (aRGB, sRGB, b/n, DCI-P3 ecc) ma io ne ho create tre mie personalizzate (il massimo a disposizione) con il sw e la sonda: 1. Con spazio colore Adobe RGB (la uso quando faccio editing in Lightroom) 2. Con spazio colore sRGB (la uso per il lavoro, altrimenti con la 1 su Windows i colori sono troppo carichi) 3. Con spazio colore nativo (in teoria non la uso mai) Ovviamente scatto in raw e sì in LR utilizzo prophoto come spazio colore. Il 99% delle foto finiscono online ma c'è un 1% che vorrei iniziare a stampare in uno studio di stampa professionale. Da quello che mi dite mi conviene impostare il monitor sul profilo di calibrazione 3. Nativo ed editare la foto a video per come la vorrei sul MIO schermo. Poi prima di esportarla dovrei andare in soft proof e fare una copia per esportazione a schermo ed una per esportazione a stampa. Per la copia a schermo scelgo il profile sRGB già incluso e se necessario faccio gli aggiustamenti del caso e poi esporto in jpg con profilo sRGB. Per la copia a stampa, dopo aver installato il profilo del laboratorio, scelgo quest'ultimo, anche qui faccio gli aggiustamenti del caso e poi esporto la foto in tiff (devo includere lo spazio colore del laboratorio?) Il profilo di calibrazione 1. Adobe RGB non lo devo usare mai, visto che il 3. Nativo è meglio. Il profilo di calibrazione 2. sRGB lo uso solo per lavoro, per evitare colori troppo accesi e saturi. |
user134371
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inviato il 24 Agosto 2021 ore 17:21
Diciamo che il mio problema è relativo a tutte quelle foto che ho editato sul vecchio monitor che era 100% sRGB ma solo 90% Adobe RGB: se prendo un jpg con profilo sRGB (esportato da LR dopo editing sul vecchio monitor) e lo guardo adesso sul nuovo monitor con profilo di calibrazione 1. Adobe RGB o 3. Nativo, i colori sono molto saturi. |
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inviato il 04 Settembre 2021 ore 19:04
La sonda ti crea un profilo ad hoc, quindi io consiglio di creare un profilo adobeRgb con due punti di bianco che andrai a rifare di tanto in tanto (Xrite consiglia 1 volta al mese; Ezio te lo dice lui) e visto che principalmente le foto vanno online userei il punto di bianco D65. Quando devi stampare il profilo monitor rimane quello ma sopratutto se usi carte cotone o fineart fai il softproof con profilo della carta + stampante e monitor a D50. Sarà poi il lab che ti dice come inviare il file, di solito tiff in adobeRgb o prophoto (poi sarà il lab ad applicare il profilo durante la stampa) oppure alcuni lab vogliono il tiff convertito nel profilo indicato e loro lo mandano in stampa così come arriva. Poi la stampa andrebbe vista con la stesso punto di bianco, quindi editata in D50 vista sotto luce D50. Vedrai comunque che con carte molto bianche l'uso del bianco monitor d65 non si discosta molto dallo stampato a differenza di carte fineart più gialline. |
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inviato il 12 Settembre 2021 ore 19:26
“ Ezio te lo dice lui „ Eizo si accende nella notte, il rumore meccanico della sondina, le luci, la prima volta mi sono preso uno scagazzo |
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inviato il 12 Settembre 2021 ore 20:42
“ Se sono su aRGB e modifico la foto, quando pubblicata online sembrerà smunta. Se sono su sRGB e modifico la foto, una volta stampata sembrerà troppo satura. „ “ Diciamo che il mio problema è relativo a tutte quelle foto che ho editato sul vecchio monitor che era 100% sRGB ma solo 90% Adobe RGB: se prendo un jpg con profilo sRGB (esportato da LR dopo editing sul vecchio monitor) e lo guardo adesso sul nuovo monitor con profilo di calibrazione 1. Adobe RGB o 3. Nativo, i colori sono molto saturi. „ C'è qualcosa che non va, o non andava prima. Il problema dei colori saturi o smunti non dovrebbe proprio sussistere, a meno che le tue foto siano state salvate senza profilo colore incorporato e ora tu le stia visualizzando sul monitor wide gamut senza assegnare il profilo giusto, oppure su un programma che non è compatibile coi profili colore (es. Foto di Windows). Se la foto è stata salvata in sRGB col profilo incorporato , vista ora sul monitor calibrato dovrà apparire uguale, sia se premi il tasto con la calibrazione AdobeRGB o sRGB (anch'io ho un BenQ con lo stesso sistema). Le differenze saturo/smunto tra un file elaborato e salvato in AdobeRGB e lo stesso convertito in sRGB (sempre con profili incorporati ) si vedranno solo se l'immagine originale contiene colori che esistono solo nello spazio più ampio, ad esempio certi verdi o azzurri molto intensi. Se è così, convertendo la foto in sRGB quei colori risulteranno smorzati. |
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inviato il 01 Ottobre 2022 ore 15:43
mi agancio anche io su questo discussione perche ho lo stesso problemma praticamente io ho un monitor dell UP2616D, come ha detto lutente che ha aperto la discussione . questo monitor quando fai la calibrazione puoi scegliere di farne anche due calibrazioni diversi, nel mio caso ho fatto cal1 inspazio colore srgb tipo a 120 candele e cal2 in adobe rgb a 80 candele. lavoro in photoshop con spazio colore rgb ed converto in profilo rgb le foto che stampo su saal digital e le foto per web le converto in srgb. fino qui penso non ci sono problemi. il problemma nasce le foto elaborate se li visualizzo con le modalità della calibrazioni del monitor sono parrechie diverse se cambio lo spazio del monitor, come ha detto lui sopra, te ti regoli una foto con spazio colore del monitor e photoshop in RGB e poi la converto in srgb e la publico la stessa foto e molto più chiara di quello che vedi con lo spazio colore rgb . ora non lo so se si tratta solo della differenza delle candelle o altro, lunica cosa e provare a fare 2 profili paralleli con parita di candele e vedere se il risultato non cambi. e un bel casino chi sene intende ha senso che tengo cosi come sto facendo o profilare il monitor solo insrgb (ma poi in tal caso ha senso lavorarci con profili rgb o prophoto su ps se lo spazio del monitor e tarato su srgb)? |
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inviato il 01 Ottobre 2022 ore 18:21
Che sonda usi per la calibrazione ? immagino un i1 usando il DUCCS che scrive i preset hardware. Lo spazio colore che ti mostra il monitor puoi lasciarlo a nativo sia in d65 @ 120cd/mq che in d50 a 80cd/mq. Si creano due preset hardware e due profili software che devi controllare siano poi inseriti dal sistema operativo. Il segreto sta nell'usare software che gestiscono lo spazio colore caricato nel sistema operativo e nell'immagine. Se un immagine srgb o adobe rgb è gestita correttamente dal software tu la vedrai bene. Ad esempio foto per monitor la lavorerai con il preset e il profilo più luminoso (e freddo) La stampa vivendo di luce riflessa la elaborerai in 80cd/m2 e d50 per avere i giusti chiaro/scuri e i toni che vuoi vedendola alla luce del sole (o illuminata da alogene). In quello poi ti aiuta il softproof di photoshop o altri software a cui puoi dare in pasto la simulazione del profilo di stampa. Un suggerimento spiccio quando un software ti chiede che adattamento cromatico (rendering intent) utilizzare, usa sempre il percettivo. |
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