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Il giornalista Andrea Nepori di Repubblica.it ha avuto in prova per due settimane la Hasselblad 907X 50C (€ 6,590.00 sul sito Hasselblad store.hasselblad.com/products/907x-50c ).
Al termine del periodo di prova ecco la sua interessantissima recensione che condivido qui con tutti voi.
La Hasselblad 907X 50C è una macchina fotografica pesante: da una parte c'è il peso fisico di una medio formato bella corposa, costruita con tutto il metallo che serve per renderla meccanicamente impeccabile, non un grammo in meno; dall'altra c'è il peso di un marchio dal fascino intramontabile che ha segnato la storia della fotografia.
Presentata nel 2019, ma in commercio solo dalla fine del 2020, la 907X 50C è in realtà un ibrido che unisce due prodotti distinti, cioè il dorso digitale Cvf II 50C accoppiato all'interfaccia 907X, che serve per adattarlo agli obiettivi.
Hasselblad Cvf II 50C e 907X, in breve:
- il dorso digitale Cvf II 50C è pensato per “digitalizzare” tutte le vecchie Hasselblad del sistema V; - accoppiato con il corpo 907X, che misura solo 28 mm di spessore, si trasforma in una macchina medio-formato completa; - come suggerisce il nome, 907X è compatibile con gli obiettivi della serie Xcd www.hasselblad.com/x-system/lenses/ ; - il sensore è un gigantesco medio-formato da 50 Mp, lo stesso della mirrorless “compatta” X1d; - il risultato è una medio-formato modulare, pesante ma dalle dimensioni contenute, con un fattore di forma “anomalo” che ricorda quello delle Hasselblad a pozzetto di un tempo. - il dorso digitale si controlla interamente dallo schermo posteriore, mentre la messa a fuoco automatica e lo scatto si controllano con un pulsante dedicato montato sulla parte frontale, accanto all'obiettivo. - nel dorso digitale si possono inserire 2 schede di memoria Sd (ne servono di molto veloci) e c'è una porta Usb, che serve per collegare la macchina al computer o all'iPad, oppure anche per ricaricare la batteria.
L'esperienza Hasselblad
Forma e dimensioni inusuali di questa medio-formato modulare influiscono molto sull'uso, soprattutto per il modo in cui ci si approccia ai soggetti. Nonostante la tentazione di giocare con inquadrature alla Vivian Maier sia forte, questa Hasselblad non ha una vocazione da street photography: è molto più adatta alle foto di still-life o di architettura, più che altro per la generale lentezza della messa a fuoco.
È un limite comprensibile per una fotocamera con un sensore di queste dimensioni, capace di generare una quantità di informazioni enorme, difficile da processare. E tutto sommato va bene così, perché nessuno comprerebbe mai questa Hasselblad (o nessuna delle altre) per la fotografia faunistica o sportiva.
Però, le foto che si producono con questa Cvf II 50C & 907X dopo avere preso dimestichezza sono notevoli: il livello di dettaglio e definizione sono impareggiabili (grazie anche alla qualità cristallina delle ottiche) e ci è piaciuta moltissimo la riconoscibilità della calibrazione Hasselblad sui colori e sulla resa della profondità nello scatto, che donano immediatamente un tocco cinematografico a ogni scatto. L'abbiamo provata con lo standard 45mm f/3.5, un ottimo obiettivo luminoso (equivalente di un 35 mm per le full-frame) che si è dimostrato versatile e divertente; è anche uno degli obiettivi Xcd più compatti, il che non guasta viste le dimensioni contenute del dorso.
La resa delle foto in macchina può ingannare: a volte le immagini sembrano scure, e lo schermo non restituisce una buona gamma dinamica. Quando si importano le immagini Raw dentro Lightroom e si lavora allo sviluppo, però, ecco che avviene la magia. La qualità dei file prodotti da questa Hasselblad è altissima, e la quantità di informazioni che si possono recuperare da scatti che pensavamo bui, o troppo esposti, è sorprendente. Conoscevamo già questa caratteristica dalle nostre prove della X1d, ed è un piacere constatare che anche in questo progetto Hasselblad ha saputo convogliare efficacemente il proprio know-how.
Come scatta le foto la Hasselblad Cvf II 50C e 907X? Qui alcuni esempi:
- come tutte le medio formato di questo tipo, anche questa Cvf II 50C e 907X non è sempre facile da domare, ma quando si familiarizza con il formato e le funzionalità, usarla è un piacere. In particolare abbiamo apprezzato 3 aspetti durante la nostra prova; - l'attenzione al dettaglio e i materiali. Ancora prima di scattare foto di altissima qualità, questa Hasselblad è un oggetto di altissimo design. Quando non la si usa, la fotocamera merita una vetrinetta tutta sua; - il prodotto è originale e ben congegnato: Cvf II 50C e 907X assieme sono una macchina che in versione stand-alone rende più abbordabile l'accesso all'universo Hasselblad; allo stesso tempo gli appassionati di lungo corso del marchio possono comprare il dorso per teletrasportare nell'era digitale le loro vecchie medio-formato a pellicola; - il design dell'interfaccia software, che già conoscevamo da precedenti modelli: semplice, minimale, intuitiva. Rispetto ai menu densi ed eccessivamente popolati di moltissime fotocamere professionali, l'interfaccia delle Hasselblad è un piccolo capolavoro di Ui/Ux. Certo, ci sono meno funzionalità rispetto alle full-frame professionali, ma ciò non toglie che l'intero sistema appaia molto più curato, elegante e facilmente navigabile.
Che cosa si può migliorare: - il sensore si impolvera facilmente, e bisogna sempre avere a portata di mano un pennellino o un panno antistatico per rimuovere le particelle di polvere (che altrimenti appaiono come macchie ben visibili nelle foto). Non un gran problema, che forse dipende dal modo in cui il dorso digitale e il corpo macchina sono connessi; - lo schermo non rende giustizia alla qualità della foto ed è difficile giudicare gli scatti. Poco male, perché la macchina non è fatta per la condivisione rapida delle foto, ma uno schermo più performante avrebbe reso meglio giustizia al prodotto. Molto buona, invece, la risposta tattile del touchscreen; - la versione per iPhone e iPad Pro di Phocus 2, il software per il trasferimento e una prima elaborazione delle immagini ha molti bug. Abbiamo riscontrato più volte problemi nel trasferimento massiccio delle immagini, che abbiamo dovuto eseguire spesso in tranche separate. Da Hasselblad ci aspettiamo qualcosa in più.
Una macchina per pochi
Rispondere alla domanda “me la consiglieresti?” per una fotocamera come questa Cvf II 50C / 907X è pressoché impossibile: non stiamo parlando di un dispositivo che si possa paragonare ai più versatili sistemi mirrorless di Canon, Nikon, Sony o Fujifilm, ma di un oggetto che occupa una categoria merceologica a sé. Con questo prodotto, Hasselblad si rivolge agli appassionati che hanno in casa già una o più fotocamere del sistema V, e allo stesso tempo offre un prodotto “entry level” modulare per chi volesse avvicinarsi al mondo delle medio formato digitali.
È ovvio dunque che qui si parla del professionista, o dell'amatore avanzato che può permettersi di spendere (e spendere tanto) per il proprio hobby fotografico: il prezzo è infatti relativamente basso per una fotocamera a marchio Hasselblad, ma si parte comunque da 6500 euro per corpo macchina e dorso digitale, cui va aggiunto il costo degli obiettivi (o di un adattatore per le ottiche V, H o XPan).
L'Admin ne aveva parlato come di una " dorso digitale da 50 megapixel per fotocamere medio formato. Può essere utilizzato sia in abbinamento alle ottiche serie V e relativi corpi pensati per la pellicola, che in combinazione col minuscolo corpo Hasselblad 907X e le nuove ottiche XCD per mirrorless. Con quest'ultima combinazione, si ottiene una fotocamera dall'insolito design "vintage" e dimensioni molto compatte ".
La prova mi sembra molto pubblicitaria e poco obiettiva. Definire oggi gigantesco questo sensore mi sembra una boutade. Non lo è per dimensione né per risoluzione. 33x44 e 50 mp ormai sono molto ordinari. Il funzionamento, per esempio l'af, mi sembra ancora parecchio incerto. Monitor limitato. L'uso analogico poi limitatissimo. Come si inquadra? Come si mette a fuoco manualmente? Un apposito dorso analogico con monitor poteva aver senso, così non so che uso possa avere. 33x44 su digitale ok, niente di che ma comunque si usa, come tutte le altre. Ma su pellicola che formato è? Forse andrà bene per prodotti in studio, ritratto molto posato in studio. Poi?
Insomma, un bellissimo oggetto, una scultura, come tradizione della casa, sicuramente rifinito molto bene.
Ma con poca usabilità. Poi non so, non l'ho mai usato, ci saranno accessori e modalità che ne permettono un certo uso, magari in qualche genere sarà possibile usarlo al meglio.
L'ho provata tre volte in negozio, pur non essendo un amante del digitale devo dire che è molto interessante, forse perché montando il dorso su un corpo Hasselblad serie 500, 2000, 200 si continua ad operare come si fa normalmente con uno di quei corpi; in pratica per me sarebbe come un altro dorso tra i vari che mi porto dietro (uno con negativi b&n, uno con diapositive, ecc.). Purtroppo il fattore crop rispetto alla pellicola è notevole e questo è uno svantaggio per chi usa molto i grandangolari; viceversa non lo è, anzi è un vantaggio, per chi usa molto i normali e i tele (una volta ero tra questi). La vendita abbinata al corpo 907X non è casuale, permette di usare i grandangoli specifici per il sistema X portandosi dietro il corpo 907X che è sottile e leggero; inntalmmodo si sopperisce alla mancanza di grandangolari tra le vechie ottiche Zeiss dovuta al suddetto fattore di crop. Inoltre è un modo per traghettare gli utenti verso il sistema X. Quando fu presentata, e ancora non di sapeva che i due pezzi sarebbero stati venduti insieme, io stesso su instagram suggerii tale soluzione (ma non posso certo attribuirmi il merito, ci avevano sicuramente già pensato). Per inciso: non è vero che è stata commercializzata solo dalla fine del 2020, le consegne del modello nero celebrativo dello sbarco sulla luna sono iniziate nel dicembre 2019 (nel sito Getdpi.com ci sono varie discussioni e prime impressioni dei primi acquirenti che risalgono a quel periodo lì, inoltre mi fu confermato da un dipendente FOWA che conosco personalmente), mentre la versione cromata circa a giugno/luglio 2020 (la prima volta che la provai da FCF).
Design pazzesco: la prenderei solo per averla come soprammobile! Per la fotografia, fatico a digerire il crop e forse è meglio usare altri sistemi, anche della stessa hasselblad.
Ho letto la recensione: già alla prima riga mi sono fermato. Viene definita come una macchina “pesante “ : pesa 206 grammi ed é la medio formato più piccola e leggera del mondo . Poi altro errore sulla commercializzazione con date a caso. Per quanto riguarda la macchina ci sono andato vicino a comprarla. Poi ho capito che fondamentalmente é nata al 90% per chi ha già in casa un hasselblad analogica . Li può avere un senso . Sennò é uno stupendo esercizio di stile più da guardare che da usare.
“ Poi ho capito che fondamentalmente é nata al 90% per chi ha già in casa un hasselblad analogica . Li può avere un senso . Sennò é uno stupendo esercizio di stile più da guardare che da usare. „
Un altro motivo per preferirla alla X1D è la possibilità di utilizzare il dorso su banchi ottici e macchine tecniche; vedo, leggendo in forum stranieri (nonché un fotografo professionista di Berlino che conosco, che è talmente soddisfatto che sta pensando di passare dalla versione precedente a quest'ultima) che molti lo utilizzano così (come del resto si è sempre fatto con i dorsi digitali, non è una novità).
ma secondo voi c'è la possibilità di vedere entro qualche anno una medioformato digitale con sensore almeno 645? anche co una marea di limitazioni in operatività ma con sensore buono
“ ma secondo voi c'è la possibilità di vedere entro qualche anno una medioformato digitale con sensore almeno 645? „
Esistono da almeno 15 anni o più, solo che sono molto costose, prima erano con sensore CCD ora sono con sensore CMOS. Attualmente le produce sia Phase One sia Hasselblad, con sensori CMOS da 100 e 150 megapixel. La dimensione effettiva del sensore è 54x40mm, in pratica la stessa del formato pellicola cosiddetto 6x4,5 le cui dimensioni effettive erano in genere 55X41mm.
No, le case sono più interessate a pompare pixel che ad ingrandire il formato, il mercato poi è troppo piccolo per avere un ritorno economico adeguato per un sensore ver@mete medio formato
il sensore è ottimo , non buono. anzi , è il miglior sensore del mondo ( www.dxomark.com/Cameras/) questo pero' non vuol dire che a livello visivo sia cosi' evidente.
sulla tua domanda penso che la risposta sia no.
non penso sia attuabile per motivi di dimensioni , anche perché il trend è di diminuire le dimensioni ( la ultima Fuji e questa hasselblad) per "acchiappare " fotoamatori che vogliono passare oltre il FF ma mantenendo una portabilità' che non sia confinata allo studio.
poi esistono la Phaseone e l'hasselblad con dimensioni di sensori ( e prezzi ) superiori. ma andiamo in un mondo professionale con prezzi altissimi.
in un altro post simile a questo veniva postato un video di confronto interessante
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