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Lo scoprii nell' estate del 82 . Avevo 16 anni e fu la mia colonna sonora dei mondiali . L'Italia , Paolo Rossi e lui vincevano . Uno po' la rivincita degli sfigati. Lo vidi in concerto seduto fino al bis quando si alzò sulle stampelle , agitandole in aria cantando “ cuccuruccucu Paloma “. Questo rimane il mio ricordo : un matto di 70 anni che non riesce a stare in piedi che si alza a ballare trascinando tutti noi.
Lo conobbi di persona. Ero un bambino, abitava nel condominio di amici di famiglia. Entrai in casa sua, piena di strumenti acustici, viveva con la madre. Umilissimo, disponibilissimo, nonostante in quegli anni fosse una star; mi firmò un autografo... che ricordi, che emozione...
Per chiunque sia appassionato di foto naturalistiche la frase "Codici di geometria esistenziale" [Battiato, Gli uccelli, La Voce del Padrone] dice tutto...
Battiato a differenza di tanti cantautori ormai scomparsi,continuerà a fare musica,basterà saperla ascoltare...Ciao Franco,la tua musica adesso è nel vento e viaggia in ogni latitudine
Ricordo il mio primo concerto di Battiato. Era il 1972, Palazzo dello Sport di Reggio Emilia, penso fosse il tour di Fetus . All'ingresso venivano consegnate delle maschere con il viso di Battiato truccato da vecchia, con rughe, capelli ricci cotonati, orecchini e occhialoni glamour. Battiato sul palco con gilet di pelo bianco lungo (andava molto di moda all'epoca), zatteroni e pantaloni esagerati a campana. Musica molto elettronica, le tastiere mi pare fossero suonate da Roberto Cacciapaglia che dopo qualche anno pubblicò alcuni dischi molto belli. Quando Battiato si mette la maschera ce la mettiamo anche noi del pubblico, poi a un certo punto dal palco partono degli enormi tentacoli bianchi che si muovono nell'aria, sono dei tubi gonfiabili, che arrivano fino alle nostre teste... Io fuori di testa. Mai vista una cosa del genere, anche se ero già stato ai concerti di Van Der Graaf Generator e Genesis (Peter Gabriel divenne "scenografico" solo nel tour dell'anno successivo). Poi lo rividi molte altre volte dal vivo, e lo ricordo come una delle mie colonne sonore permanenti, assieme ai Talking Heads e agli Smiths.
In Italia ha pochi rivali. Sperimentazioni, elettronica, cantautorato, pop, classica e si potrebbe continuare. Ha attraversato epoche e generi molto diversi ma mettendoci una sua personalissima visione.
Un genio del nostro tempo; che fortuna averlo vissuto come contemporaneo.
Una grandissima perdita per la cultura italiana.
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