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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:20
In questa rincorsa ormai inarrestabile all'omologazione degli "stili visuali" e dei "mood" all'ultima moda, ecco arrivare questa ennesima app basata sull'AI per fotografi pigri. Il software in questione impara da te il tuo personale stile di editing, studiando almeno 5000 foto da te postprodotte su Lightroom. Fatto ciò, ti sostituisce continuando editare automaticamente, ma secondo il tuo stile, tutte le nuove immagini che passerai alla sua AI. Finalmente per non avrai più nessuna necessità di cercare nuovi modi di interpretare le tue fotografie o di migliorare la tua tecnica. Hai appena finito l'editing di un lavoro su commissione? Tutti i successivi lavori simili salteranno fuori uguali uguali. Speriamo che i tuoi clienti non confrontino i risultati.... Se poi non hai ancora uno stile tutto tuo, niente paura. Un secondo sw gemello te lo troverà per una modica cifra... Chissà da chi lo copierà...? www.dpreview.com/news/1163298841/imagen-ai-uses-artificial-intelligenc |
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:24
Penso che mi darò alla filatelia..... |
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:31
Il prossimo passo sarà trasferire la coscienza di grandi fotografi (per forza di cose ancora viventi ) e fare anche scattare la foto... Che bello! Ci stiamo finalmente avvicinando al futuro predetto da tanti film, fra cui il mitico Terminator! |
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:33
Manca solo che le prossime machcine fotografiche invece di scattare, scarichino direttamente le immagini da google.. Interessante l'articolo, anche se un po' mi viene la pelle d'oca |
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:36
Qui ci vorrebbe una reazione di orgoglio. Buttare via tutti i preset, gli automatismi, i video tutorial, i consigli incompetenti e ripartire da zero. Ognuno con l'attenzione rivolta a cosa vuole dire quando preme lo scatto, senza farsi distrarre da pippe tecnicistiche. Salviamo la "biodiversità" delle visioni personali. |
user207512
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:41
Che amarezza; il problema è anche che vogliamo fare (io per primo) mille cose, ma non abbiamo il tempo, ergo ci buttiamo a capofitto su tutto ciò che può accelerare i tempi. Così non ci godiamo più nemmeno gli hobby. |
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:42
“ In questa rincorsa ormai inarrestabile all'omologazione degli "stili visuali" e dei "mood" all'ultima moda, ecco arrivare questa ennesima app basata sull'AI per fotografi pigri. Il software in questione impara da te il tuo personale stile di editing, studiando almeno 5000 foto da te postprodotte su Lightroom. Fatto ciò, ti sostituisce continuando editare automaticamente, ma secondo il tuo stile, tutte le nuove immagini che passerai alla sua AI. Finalmente per non avrai più nessuna necessità di cercare nuovi modi di interpretare le tue fotografie o di migliorare la tua tecnica. Hai appena finito l'editing di un lavoro su commissione? Tutti i successivi lavori simili salteranno fuori uguali uguali. Speriamo che i tuoi clienti non confrontino i risultati.... Se poi non hai ancora uno stile tutto tuo, niente paura. Un secondo sw gemello te lo troverà per una modica cifra... Chissà da chi lo copierà...? www.dpreview.com/news/1163298841/imagen-ai-uses-artificial-intelligenc „ vallo a dire a un matrimonialista che perde le giornate a fare attività ripetitive. Ci sarà quello che ti risponderà "no grazie faccio io" e continuerà a perdere tempo, e ci sarà quello che ti dirà "ah ottimo, è come avere un assistente sempre disponibile, così intanto posso fare altro". Il pericolo che ci vedo, ovviamente, è "ora che ho carpito il tuo stile, ti replico". Per il resto sono solo vantaggi (se uno li vuole vedere, o è in grado di farlo). |
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:45
Beh per chi sa già prima di scattare che cosa vuole (come si faceva con le pellicole scegliendo quella più adatta ai propri gusti e situazione) direi che è una manna, finalmente! Io non scatto per niente in digitale ma solo con pellicola e, come sopra detto, la scelgo in base alle mie preferenze, quindi se scattassi in digitale una app che mi evitasse di stare davanti al PC a postprodurre le foto la benedirei come la manna dal cielo. |
user207512
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:46
Sì, per chi fa un certo tipo di fotografia può essere una grossa mano, lavora la metà e guadagna come prima perché non credo vada incontro al cliente. Per chi della fotografia fa un hobby è tutta roba inutile e rischia solo di spingere ulteriormente la passione dalla fotografia alla tecnologia. |
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:47
Io la vedo come una cosa molto utile. È un pò come il suggeritore di google sullo smartphone che prende spunto dalle parole più digitate. |
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:51
“ perde le giornate a fare attività ripetitive. „ Quindi quando il fotografo scrive in fattura una voce postproduzione, potrebbe aggiungere la specifica "attività noiosa e ripetitiva"... Non lo sapevo... ho sempre pensato che vendesse al cliente la postproduzione come uno step di un lavoro a "alta creatività" che pone al centro la personalizzazione del risultato in funzione delle esigenze "uniche" del cliente. Lo slogan resta lavorare meno, lavorare peggio. |
user207512
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:53
“ Quindi quando il fotografo scrive in fattura una voce postproduzione, potrebbe aggiungere la specifica "attività noiosa e ripetitiva"... Non lo sapevo... ho sempre pensato che vendesse al cliente la postproduzione come uno step di un lavoro a "alta creatività" che pone al centro la personalizzazione del risultato in funzione delle esigenze "uniche" del cliente. „ Esatto, ma non lo fa nessuno ovviamente, postproducono già con largo uso dei loro preset. E ripeto, se automatizzassero ancora di più il lavoro, abbasserebbero i prezzi? |
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 17:56
Dal mio punto di vista l'unico effetto positivo nell'attività professionale è che si capirà ancor meglio chi lavora con scrupolo e chi dà fuori lavori da mensa aziendale. Poi ognuno ha le politiche commerciali che si può permettere. |
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inviato il 29 Aprile 2021 ore 18:01
“ Non lo sapevo... ho sempre pensato che vendesse al cliente la postproduzione come uno step di un lavoro a "alta creatività" che pone al centro la personalizzazione del risultato in funzione delle esigenze "uniche" del cliente. „ Ma questo non è quello che i meglio pagati raccontano ai clienti che ci credono? |
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