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inviato il 16 Febbraio 2021 ore 8:46
 Occasionally, someone will look at my images and ask, “Are these Photoshopped?” I take this to mean, how much has the image been manipulated. I often answer that I use Photoshop and Adobe Camera Raw to process my images and leave it at that. Part of using Photoshop in post-processing may be to combine two or three images where I may have shot one for the correct exposure in the sky and one for correct exposure on the land and then combine them in layers for one correct exposure. This isn't new, manipulating images is as old as photography. In the 1850s French photographer Gustave Le Gray (who contributed several inventions to the field of photography), created the technique of layering. He grew frustrated having to choose between the land and the sky in an image, which often meant leaving the sky pure white and overexposed. So, one hundred and seventy years ago he solved this problem by creating the process of layering, or “combination printing” as he defined it at the time. He frequently used this technique with his seascapes by creating two separate negatives: one correct exposure for the land and one for the sky. Then he would combine the two negatives in the darkroom to create one image. Sound familiar? Sometimes he'd take images at different times of the day or even from different places. He might use a calm sea image from the Mediterranean and combine it with a stormy sky shot from the Normandy coast. The critics at the time lauded him for his image's depth and tonal range of light and shadow. Today, chatter abounds on social media about dropping in a sky or using multiple exposures in a shot, and some purists are adamantly against doing this. But like all art, photography is an expression of the individual photographer, and photographers have been manipulating images since the invention of the craft. Using the tools of an art allow us to expand and evolve our own work and the art itself. And these techniques aren't new—and we owe the development of many of them to the creativity of photographers like Gustave Le Gray. Di tanto in tanto, qualcuno guarda le mie immagini e chiede: "Queste sono photoshoppate?" Immagino che questo significhi quanto l'immagine sia stata manipolata. Spesso rispondo semplicemente che uso Photoshop e Adobe Camera Raw per sviluppare le mie immagini. Parte dell'utilizzo di Photoshop in post-elaborazione potrebbe consistere nel combinare due o tre immagini in cui potrei averne scattato una per l'esposizione corretta del cielo e una per l'esposizione corretta della terra per poi sovrapporle in layer per ottenre un'esposizione corretta. Non è una novità, la manipolazione delle immagini è vecchia quanto la fotografia. Negli anni 1850 il fotografo francese Gustave Le Gray (che contribuì con diverse invenzioni nel campo della fotografia), creò la tecnica della stratificazione. Era frustrato dal dover continuare a scegliere tra la terra e il cielo in un'immagine, il che spesso significava lasciare il cielo bianco puro e sovraesposto. Così centosettanta anni fa ha risolto questo problema creando il processo di stratificazione, o “stampa combinata” come lo definì all'epoca. Ha usato spesso questa tecnica con i suoi paesaggi marini creando due negativi separati: uno per la corretta esposizione della terra e uno per il cielo. Quindi combinava i due negativi nella camera oscura per creare un'immagine. Suona familiare? A volte scattava immagini in momenti diversi della giornata o anche in luoghi diversi. Poteva usare un'immagine del mare calmo del Mediterraneo e combinarla con un cielo tempestoso ripreso dalla costa della Normandia. I critici dell'epoca lo lodarono per la profondità dell'immagine e la gamma tonale di luci e ombre. Oggi, le chiacchiere abbondano sui social media sulla sostituzione del cielo o sull'uso di esposizioni multiple in una ripresa, e alcuni puristi sono categoricamente contrari a farlo. Ma come tutta l'arte, la fotografia è un'espressione del singolo fotografo e i fotografi manipolano le immagini sin dall'invenzione di questo mestiere. Usare gli strumenti di un'arte ci permette di espandere ed evolvere il nostro lavoro e l'arte stessa. E queste tecniche non sono nuove e dobbiamo lo sviluppo di molte di esse alla creatività di fotografi come Gustave Le Gray. Fonte: Photo Cascadia
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inviato il 16 Febbraio 2021 ore 8:51
Interessante, anche se personalmente la sostituzione del cielo in una foto di paesaggio continua a starmi indigesta. |
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inviato il 16 Febbraio 2021 ore 9:06
“ personalmente la sostituzione del cielo in una foto di paesaggio continua a starmi indigesta „ Anche a me non piace, ma più per una questione di gusti personali legati al concetto di esperienza che per una sorta di etica fotografica. Secondo me tutti dovrebbero sentirsi liberi di adopera qualunque tecnica che gli consenta di esprimersi al meglio. |
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inviato il 16 Febbraio 2021 ore 9:14
Concordo, trovo che la foto paesaggistica sia estremamente legata alle condizioni climatiche e di luce, per questo non vedo di buon occhio la sostituzione del cielo, poiché si va a cambiare un elemento decisamente importante della scena. E come dici te si va anche a modificare l'esperienza di scatto, poiché al posto di rinunciare ad uno scatto poiché le condizioni erano pessime, lo faccio lo stesso tanto poi ci penso dopo. Tutto qui, poi non sono assolutamente contro la post produzione, anzi. |
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inviato il 16 Febbraio 2021 ore 14:36
O è paesaggio o non è paesaggio.La foto dovrebbe avere anche un sua funzione. A volte c'è giusto un paio di,ma, si no, forse. C'era proprio un dei grandi intellettuali che fortunatamente visitano il sito, che citava le marine e naturalmente usa lo smartphone ,conosce la post produzione e frequenta il foto club.Sfortunatamente non è un fotografo di paesaggio,come qualche suo illustre collega,che usa il blending da un po' di tempo e in tutta tranquillità . Deve esistere una forma di osmosi per l'esperienza,molto piu' significativa dell'azione,come forza applicata ad un corpo( da non confondere, con le azioni del software). Invece nell'accezione "moderna" passando di sinonimo in sinonimo , nell'esperienza eccheggia ancora un retaggio quasi mitologico,per tentare di spiegare alcuni fenomeni "naturali". Non so se succede ancora ,ma arrivato nel luogo che la fotografia dovrebbe mostrare,per qualche ragione,qualcuno potrebbe restare un tantino deluso.... |
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inviato il 16 Febbraio 2021 ore 15:40
“ Non so se succede ancora ,ma arrivato nel luogo che la fotografia dovrebbe mostrare,per qualche ragione,qualcuno potrebbe restare un tantino deluso.... „ Ora che anche Adobe ha sdoganato la pratica dello "Sky Replacement" sarà sempre peggio...
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inviato il 16 Febbraio 2021 ore 20:28
Se vai nella direzione di voler rappresentare un'idea, un concetto. Allora tutto è permesso. Se vuoi fare una foto di paesaggio con cielo viola perchè a te piace così, cambia hobby oppure tienilo per te. Poi la foto di paesaggio ha un limite intrinseco, nessuna macchina e/o obbiettivo potrà mai rappresentare quelli che vedono i nostri occhi. Quindi è meglio rappresentare che riprodurre. |
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inviato il 17 Febbraio 2021 ore 8:39
“ è meglio rappresentare che riprodurre „ Parole sante. “ oppure tienilo per te „ Anche qui sono d'accordo, nel senso che, secondo me e per me, la fotografia è un hobby da praticare principalmente per me se stessi; già così, spesso, faccio fatica a soddisfare i miei gusti e/o le mie aspettative, figuriamoci quelli degli altri. Ciò non toglie che siamo animali sociali e che, per il puro piacere della condivisione, ogni tanto mi prenda la briga di caricare online le mie foto. Ma quelle che mi piacciono veramente le stampo e le appendo alla parete... come direbbe James Bond: "[] ... for my eyes only ...[] ". |
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inviato il 17 Febbraio 2021 ore 18:33
Ma si vede spesso la nuvoletta sola su un cielo limpido un po' come la nuovola del ragioniere....o cirri mescolati a cumulo nembi. Ho visto perfino una nuvola che cambiava di abito ogni tanto. Mi sono ricordato nel frattempo di aver scattato giusto un paio di marine e spiagge anch'io. Un bravo ragazzo citava il famoso metodo Ciapanna ( o qualcosa del genere),per cui soltanto dopo un certo numero di scatti a tema(foto a pellicola) potevi avere un minimo di voce in capitolo su quell'argomento,che oggigiorno farebbe imbizzarrire la smart photography. |
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inviato il 17 Febbraio 2021 ore 19:29
Mah... sta menata della pellicola che è meglio di..., dello scatto in manuale che è meglio del meglio mi sembra solo un alibi. Il meglio è quando vedi una buona fotografia appesa ad un muro e ti fermi a riflettere. Scattata con smartphone o banco ottico non conta. Ergo il metodo Ciapanna mi richiama alla memoria tutti quegli spocchiosetti pseudo fotografi degli anni 80 che pensavano di appartenere ad un elite perchè loro ciavevano la Nikkon, quella superfiga, che tu non ti potevi permettere. Il punto è che le loro fotografie facevano cag.are nel 90% dei casi. |
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inviato il 19 Febbraio 2021 ore 13:04
Ancora oggi suonano quelle canzoni pero'.E la fotografia moderna pesca a piene mani dall passato o dalla tradizione e molte discussioni nascono per avvalorare la pratica della fotografia come qualcosa di immutabile.Nella tecnica nello strumento e perfino nella visione. "E' sempre stato cosi'" ripeteva il dotto,ma anche per la statale diceva.C'erano i pionieri anche della fotografia,il pittorialismo. "E' la stessa cosa" è un altro dictat che scriveranno fra gli aforismi brevi. La teoria suggerisce una certa pratica e di selezionare uno scatto ,alla fine fra tanti,osservando e guardando. La prescrizione medica oggi suggerisce di restare in casa(difatti...),ma un tempo diceva di andare al mare.... |
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