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inviato il 22 Gennaio 2021 ore 15:59
L'odierna pronuncia della Cassazione annulla la sentenza di appello per affermare che non è vero che il “fatto non sussiste” Restituisce un poco di dignità alla famiglia ma sono ormai trascorsi dieci anni e il prossimo agosto è possibile la prescrizione. Già accaduto ad altri gravi fatti…Vigevano…Roma…Pisa…se la suprema Corte annulla le precedenti valutazioni di merito occorre domandarsi di cosa in aula le parti avessero discusso: difesa accusa giudice. |
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inviato il 25 Gennaio 2021 ore 12:51
Non posso che convenire con te; discorso forse "border line" secondo le linee del Forum, comunque, generalizzando, che la Giustizia sia uno dei talloni d'Achille dell'Italia non è una novità. Infatti, uno dei richiami/raccomandazioni dell'UE sulle riforme da mettere in cantiere in Italia riguarda proprio la Giustizia, visibilmente carente nella qualità e nei tempi. Mia opinione personale: lo scoglio maggiore da superare sarà proprio quello di coloro che la giustizia la amministrano (senza entrare nel merito abbiamo dei tristi precedenti) sappiamo bene quanto, nel nostro Paese, ognuno difenda strenuamente il proprio orticello ma si spera che prima o poi la situazione cambi. |
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inviato il 25 Gennaio 2021 ore 21:45
Ciao Leonardo, è un mio semplice pensiero a voce alta senza pretese, nel rigore della ospitalità del forum e chi desidera aggiungere un pensiero, pacato e non arbitrario, è benvenuto. Quale organo di giustizia è importante stabilire la responsabilità connessa a violazione o dolo e colpa con termini chiari e forti; sorprende che nel dibattimento di merito della controversia dello stesso fatto c'è chi attribuisce una responsabilità e chi sostiene che è stato perso tempo: nel mezzo delle due differenti valutazioni ci sta un mondo. Ottime cose Vincenzo |
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inviato il 30 Gennaio 2021 ore 19:19
Ho postato un foto titolata "Martina Rossi", giusto per lasciare un segno di protesta nel giorno della sentenza. Ora, alla fine, salveranno sia la faccia (se è corretto chiamarla così n.d.r.) con la sentenza della Corte di Cassazione, sia l'iniquità della precedente sentenza con la prescrizione (inguaribile pessimismo frutto di esperienza). Continuo a pensare che sia vergognoso amministrare la giustizia in questo modo. Si chiedesse un parere ai genitori di Martina per quanto si sentono tutelati dalla legge che dovrebbe essere rapida e giusta. A loro, non ad altri perché, a ben guardare, sembra che il fatto concreto, Martina od altre, non susciti tanto scalpore e lo si vede, in parte, anche in questo sito. Nella giornata contro la violenza sulle donne (25 novembre) sono postate foto di ogni tipo con molti proclami di grande genericità, ma quando sarebbe il caso di mostrare disappunto sul caso specifico..... beh, i numeri sono piccolini ed in pochi si espongono, estranei a qualsivoglia coraggio ancorché seppellendo le proprie paure nel mare dell'ignavia. A Leonardo, del quale apprezzo sempre l'attenzione a tanti temi, nonché voglia e disponibilità nell'esprimere un pensiero, mi permetto di dire che il "border line", a mio parere, è abbastanza relativo; la fotografia è espressione propria di ogni autore e può essere stimolata da una molteplicità di fatti, situazioni, contesti ed emozioni. Parlare del fatto in oggetto, purché in termini convenienti al sito che ci ospita, non è diverso dall'esprimersi su altre opportunità di carattere più semplice. Grato per aver riproposto il tema e grato per ciò che ho letto, molto cordialmente vi saluto. Paolo |
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inviato il 30 Gennaio 2021 ore 20:36
Concordo Paolo, ricordo bene il fiore postato per Martina e grazie alla tua (bellissima) foto e ricordo ho aggiunto in queste pagine un mio pensiero, non solo per il profilo giuridico in sé – prevale il rispetto del silenzio per il fatto privato dei genitori – ma domandare perché accade e conseguenze (prescrizione). Questa pronuncia della Cassazione, già simile ad altre, non è garanzia di legittimità del grado di giudizio ma una denuncia grave e forte della “leggerezza” da parte di alcuni. Ogni professione è importante ma forse alcune più di altre, medicina e giustizia, perché si prendono cura della persona e l'assunto “per quanto mi compete” è irricevibile, siamo responsabili degli Atti da compiere. Una comunità che necessita di date nel calendario (shoah, femminicidio….) o anniversari (capaci, il povero Reggeni….) per ricordare quello che in realtà non importa ricordare, senza chiedere perché questo accada o cosa ognuno può fare perché non si ripeta, non ha futuro. Nulla è più fastidioso del perbenismo ×. Grato a te per aver condiviso. Vincenzo |
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inviato il 30 Gennaio 2021 ore 21:53
“ Una comunità che necessita di date nel calendario (shoah, femminicidio….) o anniversari (capaci, il povero Reggeni….) „ Non credo ci sia da aggiungere altro. La "X" sta per ip.... immagino. Buona domenica. Paolo |
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inviato il 30 Gennaio 2021 ore 22:08
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inviato il 31 Gennaio 2021 ore 10:17
Buongiorno Vincenzo, Paolo, Leonardo. Concordo e sottoscrivo le vostre parole, espresse con la solita chiarezza di sintesi. Aggiungo un mio pensiero. La prescrizione da strumento occasionale sembra essere diventato uno sbocco consueto. Quando essa, invocata, interviene con tale frequenza non solo mina quel sentimento di giustizia, presumibilmente in tutti noi innato, ma pone seri dubbi sull'essenza ed esistenza stessa del potere giudiziario. Quando la prescrizione arriva non vi sono vinti. Sono tutti vincitori. Non ci sono conseguenze, chi ha agito sulla superficie, omesso, apertamente violato o sbagliato, qualunque sia il proprio ruolo, ne esce pulito. Lo sappiamo, lo accettiamo e assistiamo inermi. |
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inviato il 31 Gennaio 2021 ore 20:45
Ciao Fabio, ci piace la fotografia ma oltre a mostrare i bimbi dai primi gattoni tanto goffi quanto teneri quello delle “immagini” è un tema delicato per la loro forza di contenuti e forma figurata nel testo… alcuni mostrano la storia e ne sono denuncia (Vietman; ghetto di Varsavia; bambino e avvoltoio; coppia linciata dalla folla; …) altre “immagini” mostrano il vivere civile del nostro tempo e loro devianti. Per queste ultime non mostrare la necessaria attenzione impoverisce un poco tutti. Si vive in società per pensare e dubitare: attività primarie convenienti per non favorire la naturale atrofizzazione del cervello e renderci individui sempre più vulnerabili e manipolabili. Chi non pensa finisce per perdere la propria capacità distintiva nelle azioni che molte volte sono implicitamente e tacitamente accettate dalla società, ma spetta anche a noi di cambiare in meglio il luogo che ci accoglie. Buon inizio di settimana Vincenzo |
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