user177356
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inviato il 14 Dicembre 2020 ore 22:28
Non frequento molto le gallerie, ma ogni tanto mi capita di passarci, soprattutto per avere un'idea della resa di una certa accoppiata lente/fotocamera. Spesso trovo foto ben eseguite, sia per composizione sia per esposizione. Quando vado ad ingrandirle, però (ripeto che lo faccio per farmi un'idea di come lavora "su strada" un certo obiettivo su una certa macchina, non perché sia un pixel peeper), molto di frequente è stata applicata una postproduzione quanto meno approssimativa. Aberrazioni cromatiche non corrette, aloni da contrasto eccessivo o mal gestito, cieli apparentemente uniformi che si rivelano rumorosissimi. Non sto parlando di gusto personale, come il grado di apertura delle ombre o le dominanti cromatiche, ma veri e propri errori. E parlo di foto realizzate con attrezzature di fascia alta, roba da qualche migliaio di euro. E mi chiedo: perché? La maggior parte delle pecche che ho elencato possono essere gestite facilmente con quasi tutti i software di postproduzione. Forse gli autori non considerano un alone viola intorno ai rami di un albero un inestetismo non accettabile in una foto di qualità? Oppure, in una foto in bn, un vistoso alone bianco intorno al campanile? Si tratta di ignoranza riguardo agli strumenti, di indifferenza rispetto al risultato, di insofferenza per il tempo che correggere questi errori richiederebbe? Sono io troppo "severo" oppure c'è una diffusa approssimazione nel gestire la foto dopo che è uscita dalla fotocamera? |
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 0:46
Forse perche' la cosa piu' importante e' la composizione e quel che la foto esprime e non la PP. |
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 6:31
So che sarebbe brutto per l'autore ma mi piacerebbe analizzare assieme qualche esempio |
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 7:22
“ Forse perche' la cosa piu' importante e' la composizione e quel che la foto esprime e non la PP. „ Anche no. Una foto è fatta da elementi egualmente importanti fra di loro. Trascurarne uno (per ignoranza, volontà o mancanza di tempo) significa trascurare l'intera foto. Ci sono poi alcune eccezioni che ritengo valide. In primis la destinazione d'uso di una foto. Se devo stampare grande come un lenzuolo allora ci vuole più attenzione alla post, se la devo postare su un forum a 1920x1080 allora del cielo rumoroso posso anche fregarmene un po'. |
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 7:35
"E mi chiedo: perché?" Perchè sono dei micci, il perchè, semplicissimo, è quello. La fotografia va curata anche nell'aspetto grafico, è ×ria ed offensivo nei confronti dell'osservatore non farlo. |
user70065
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 7:37
Chi fotografa solo per il piacere di farlo,non si fa troppe pippe sul risultato finale,quanto l'invidio |
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 7:59
Probabilmente per una bassa conoscenza della post produzione Si cerca un risultato e non di notano i problemi |
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 9:09
“ Probabilmente per una bassa conoscenza della post produzione Si cerca un risultato e non di notano i problemi „ Anche io ho pensato la stessa cosa; che sia un professionista "vecchia scuola" che ha mantenuto l'approccio della pellicola o della stampa, o un giovincello nato digitale che non ha ancora affinato le proprie armi.. Su juza c'è un po' di tutto mi pare, anche se (per me) il livello rimane comunque bello alto |
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 9:14
Probabilmente rientro tra i "postproduttori" approssimativi nel senso che pur cercando di fare una post adeguata, mi capita spesso di non essere soddisfatto degli scatti. Nel mio caso, la colpa non può sicuramente essere attribuita alla macchina (5DIII) o all'obiettivo (135/2 L). Credo invece che, a parte gli errori di distrazione, chi come me viene dalla pellicola, dove lo sviluppo era totalmente nelle mani del laboratorio di fiducia, con il digitale si è scontrato con un'ampiassima possibilità di regolazioni offerte dai vari programmi (uso CR2 e PS e appena tornerà possibile stavo pensando di partecipare ai corsi di sviluppo che organizza il camera service di Roma). Oggi occerre, in un certo senso, essere anche abbastanza "tecnologici" , un esempio è il bilanciamento del bianco che se la macchina non lo fa bene al primo colpo e per la post non hai un monitor calibrato sarà dura. Ringrazio l'autore del post, ho fatto esempi di esperieza personale ma la discussione potrebbe aiutare molti altri utenti. Antonio. |
user177356
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 9:14
Che una postproduzione perfetta non possa compensare una composizione carente è fuori discussione. Però mi chiedo: se posti una foto di paesaggio, gradevolmente composta e correttamente esposta, e la offri anche in alta risoluzione, perché diamine non correggi i difetti evidenti? Non li vedi o non ne sei capace? Certo, se pubblichi in formato 1600x1000 il problema proprio non si pone, perché quegli errori non si vedono se non a risoluzioni adeguate. “ Chi fotografa solo per il piacere di farlo,non si fa troppe pippe sul risultato finale „ Ma quale sarebbe il piacere di fotografare se non quello di creare immagini? Amare la fotografia e fare una postproduzione così così è come essere appassionati di falegnameria e fare un tavolo bello ma sghembo. |
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 9:15
Gma, ecco, appunto , lo stavo scrivendo |
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 9:23
@TheRealB forse non li vede e/o non è capace e se glielo fai notare magari si stranisce pure |
user177356
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 9:25
Come ho scritto all'inizio, sto parlando di foto valide sotto tutti gli altri aspetti. Io ho ripreso a fotografare da un paio di anni dopo una sosta di oltre un lustro, e dopo aver comprato fotocamera e due obiettivi, mi sono reso conto che quello che era cambiato nel frattempo era l'arsenale di postproduzione. Tanto è vero che pure molti libri validissimi sull'argomento sono invecchiati rapidamente. Perfino The Digital Negative di Schewe (per me la bibbia della postproduzione), che ha solo cinque anni, è in parte superato. |
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 9:33
Uno dei problemi è, almeno per me, il tempo per postprodurre. Nel mio caso lo faccio nei ritagli di tempo senza poterci dedicare l'attenzione necessaria. Poi c'è l'aspetto dell'imparare ad usare i programmi in modo consapevole senza farsi fagocitare dalle loro potenzialità che aumentano di giorno in giorno. |
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inviato il 15 Dicembre 2020 ore 9:44
La risposta alla domanda è quasi banale nella sua triste semplicità. “ perché diamine non correggi i difetti evidenti? Non li vedi o non ne sei capace? „ Semplicemente manca senso autocritico (in generale, non nella fotografia in particolare) per cui non si vedono i propri errori, c'è tanto menefreghismo per cui anche se si vedono o vengono evidenziati si fanno spallucce e via andare, ammettere un errore pare sia un peccato capitale per cui si nega persino l'evidenza (ed il forum è pieno di questi esempi) ed infine manca il buon senso in generale. |
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