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Anche quest'anno due parole sulla giornata contro la violenza sulle donne


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avatarsupporter
inviato il 25 Novembre 2020 ore 13:56    

Anche quest'anno, mi sia permesso spendere due parole su questa iniziativa, sacrosanta oserei dire, e rubare qualche minuto di attenzione agli amici su Juza.
Come intuibile, è un argomento che mi sta molto a cuore, come sempre mi accade quando si tratti di soprusi sui più deboli, chiunque essi siano.
Sto male quasi fisicamente quando in televisione appaiono i volti, spesso sfigurati, di donne vittime dei loro compagni, mariti e quant'altro ma mi sforzo di continuare a guardare anche se, lo ammetto, a quel punto ho io sete di violenza contro chi ha commesso simili scempi!
Colpevoli i quali troppo spesso sono chiamati a pagare con pene sempre troppo lievi per il male commesso, pene che, a mio modesto avviso, forse sono deterrente poco efficace contro tali crimini: costoro escono di galera (quando ci entrano!) dopo qualche anno ma per le loro vittime è "fine pena mai" perché soffriranno, nel fisico e nella mente, per tutta la vita.
Purtroppo, spesso la prevenzione o la dissuasione appaiono cosa ardua e non entro nel merito se sia colpa delle leggi inadeguate o della difficoltà ad operare delle forze dell'ordine, tutte cose sulle quali il cittadino può fare poco ma una cosa si può e si deve fare, sembra ovvio ma troppo spesso non è così: mai girarsi dall'altra parte quando un indifeso, chiunque essi sia, sia in pericolo, a qualunque costo, soprattutto quando il costo è limitato a quello di una telefonata alle forze dell'ordine.
Anni fa, uscendo di casa (ho l'abitudine di fare le scale a piedi) sentii provenire da dietro la porta di un alloggio del mio condominio urla, insulti, improperi, minacce (chiaramente maschili!), accompagnati da quello che con tutta evidenza era volare di sedie e quant'altro ; non avevo né conoscenza né tantomeno confidenza con la coppia, che incontravo raramente, buongiorno e buonasera, come spesso capita nei condominî.
Non arrivai neppure al piano terra, chiamai immediatamente la polizia.
Sinceramente, non furono fulminei: ci misero un quarto d'ora buona ma arrivarono; mi identificai e salirono subito al piano e devo dire che ci rimasero un bel po', credo abbiano fatto al marito una gran bella ramanzina, fatto sta ed è che da allora non sentimmo più volare una mosca da quell'appartamento!
Tutto questo per dire che chi "guarda altrove" scientemente, in certi casi può essere considerato correo e non meno colpevole di chi materialmente fa del male.
Anche oggi, in questa stessa ricorrenza, ben due donne sono cadute vittime di violenza maschile e questa è una sconfitta, per ciascuno di noi.
Leonardo

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2020 ore 14:16    

Drammatico racconto che condivido e appoggio in pieno Wolfschanz.

avatarsupporter
inviato il 25 Novembre 2020 ore 18:09    

Ciao Leonardo, offri un tema importante e delicato, impossibile ignorare......è la vera Pandemia: per il virus la curva è destinata alla discesa quella per il mondo rosa è inarrestabile verso l'alto.
Forse se trascorsi duemila anni si sente il bisogno di una giornata per non dimenticare e domandarci perché accadono queste cose tra le mura domestiche e non forse c'è qualcosa di sbagliato nelle società, radice millenaria al privilegio dei patriarcali, non nelle due anime femminile e maschile.
Come bene ricordi anche oggi, giornata dedicata, due femminicidi e provo profonda tristezza.
Un saluto, Vincenzo


user177356
avatar
inviato il 25 Novembre 2020 ore 19:01    

Bisogna pretendere che la prevenzione della violenza sia veloce ed efficace. Che una donna vittima di violenza domestica trovi facilmente tutto il supporto necessario per abbandonare la propria abitazione, accompagnata dai figli se ce ne sono. E bisogna che il (presunto) violento sia tenuto a debita distanza, con tutti i mezzi coercitivi possibili ("braccialetto elettronico" in primis).

Tutto questo spetta alle istituzioni.

Come cittadini, dobbiamo allevare figlie più determinate a difendersi e figli più rispettosi.

Ieri leggevo il racconto di una madre su Reddit. Il marito amava leggere un libro alla figlia, i cui protagonisti erano maschi. Però cambiava il genere di tutti loro, perché la figlia sapesse che gli eroi non sono solo uomini. Quando quella coppia ha avuto un secondo figlio, il padre ha letto lo stesso libro anche a lui. Però anche in questo caso cambiava il genere di tutti i protagonisti, perché il figlio sapesse che gli eroi non sono tutti uomini .

Un piccolissimo esempio di come si cambia la società.

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2020 ore 19:05    

No alla violenza in tutte le sue forme

user177356
avatar
inviato il 25 Novembre 2020 ore 19:39    

Oddio, così suona come "ALL Lives Matter". Confuso

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2020 ore 19:51    

Lo trovi inappropriato,sbagliato?

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2020 ore 20:00    

Quello che non riesco a concepire è il fatto che il rapporto con la persona con cui hai scelto di vivere possa basarsi sull'idea di possesso nei confronti di quella stessa persona; che gioia può dare il possesso al posto dell'amore?
Ma, alla lunga, un atteggiamento del genere non diventa logorante e doloroso anche per chi lo mette in pratica?
Io credo che perderei per primo qualunque voglia di vivere se dovessi tirare avanti con questa insana pulsione.

user177356
avatar
inviato il 25 Novembre 2020 ore 20:11    

Lo trovi inappropriato,sbagliato?


Si, esattamente come trovo sbagliatissimo rispondere a "Black Lives Matter" con "ALL Lives Matter". Oggi è la giornata contro la violenza contro le donne. Non sviamo l'attenzione da questo, per favore.

avatarsupporter
inviato il 25 Novembre 2020 ore 20:36    

Leggo con interesse e condivisione i graditi interventi e mi viene spontanea una considerazione: io sono fermamente convinto (guai se perdessi/perdessimo questa speranza!) che la nostra specie sia perfettibile, anche se spesso verrebbe da dubitarne; non possiamo negare che, dall'alba della civiltà, sono stati fatti grandi passi in avanti nei confronti dell'unico progresso veramente importante, cioè il rispetto e la difesa del più debole, annoverando in questa categoria anche la donna ovviamente .
Non sto a fare esempi, sono sotto gli occhi di tutti così come è sotto gli occhi di tutti che, ci piaccia o meno, tale rispetto è maggiormente sentito e praticato in quei Paesi dove migliore è la qualità della vita e il livello culturale, in senso lato: è una realtà si può dire universale e infatti la condizione della donna è più dura e precaria proprio dove mancano questi presupposti.
Non voglio dire ovviamente che nel nostro Paese manchino ma... dobbiamo considerare il nostro retroterra culturale di tipo patriarcale, dove la donna era praticamente "proprietà" del padre, dei fratelli , del marito, un'eredità sociale difficile da sradicare, senza dimenticare inoltre che nel nostro Paese stiamo assistendo a una drammatica "inversione di tendenza" sia per quel che riguarda la qualità della vita sia per quel che attiene alla cultura e insomma, in buona sostanza, come si dice "miseria fa cattiveria".
Al di là di quanto di contingente si può fare sia dal punto di vista delle leggi, della prevenzione, della repressione, a mio avviso la chiave di volta per sconfiggere la prevaricazione maschile ha due facce: una, l'affermarsi di una cultura del rispetto della donna ma, al contempo, una presa di coscienza della donna stessa dei propri diritti, della propria dignità e della capacità di riconoscere i segnali che il proprio partner può divenire un pericolo, perché questi segnali, molto spesso, ci sono e sono conclamati.

avatarjunior
inviato il 25 Novembre 2020 ore 20:49    

La violenza contro le donne non è mai ammissibile. Bisogna che questo messaggio passi a livello culturale. Forse è la cosa più difficile. Se un rapporto è finito, si può ricominciare e bisogna mettersi in testa che nell'amore la costrizione non può esistere. Sono altrettanto convinto che queste siano persone da rieducare oltre che da punire; ci vorrà molto tempo. Certo, a volte prudono le mani vedendo coloro che fanno violenza su donne o su persone che non possono difendersi, ma non bisogna cascare nello stesso tranello di giustificare una nostra violenza contro costoro.
La violenza è ammissibile solo quando ci si debba difendere direttamente e nell'immediato da altra violenza o da violenza fatta ad altri, non per punire. Sennò è vendetta, che è quella che usano i carnefici delle donne.

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2020 ore 20:55    

@TherealB
No alla violenza contro le donne come dico di no alla violenza contro i minori,come dico di no al razzismo e alla xenofobia,no all'odio religioso,e come dico di no anche alla sofferenza di quei padri separati che non gli si fanno vedere i propri figli.

user177356
avatar
inviato il 25 Novembre 2020 ore 21:04    

no anche alla sofferenza di quei padri separati che non gli si fanno vedere i propri figli


Lo sapevo che volevi andare a parare da queste parti. Io mi vergognerei un po' a confrontare quest'ultima "violenza" con le altre che hai citato.

Ma, ripeto: oggi si parla d'altro, sei fuori tema.

una presa di coscienza della donna stessa dei propri diritti, della propria dignità e della capacità di riconoscere i segnali che il proprio partner può divenire un pericolo, perché questi segnali, molto spesso, ci sono e sono conclamat


Ho avuto solo un'esperienza, indiretta, di violenza nell'ambito di una coppia. Ho toccato con mano come la vittima venga subdolamente colpevolizzata, come arrivi a darsi la colpa per quanto accade. Ho sentito una donna di trent'anni, laureata, con una posizione professionale solida, dirmi "Ma sono io che sono cattiva, lui in fondo ha ragione".

Di fronte a casi come questi è difficile intervenire (e, infatti, quel dramma si risolse grazie all'intervento - non ortodosso - del padre di lei, che mandò un messaggio impossibile da fraintendere al fidanzato).

Per tutti gli altri, quello che possiamo fare è fornire una via di fuga e protezione. Consentire alla donna di uscire di casa, insieme ai figli, e non incontrare più l'uomo che la tortura.

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2020 ore 21:23    

"Lo sapevo che volevi andare a parare da queste parti. Io mi vergognerei un po' a confrontare quest'ultima "violenza" con le altre che hai citato."

Probabilmente parli senza cognizione di causa ma non ti biasimo,anzi sono contento per te. Ma è una violenza psicologica devastante sempre più diffusa che non auguro a nessuno. E guarda caso è strettamente collegata (e non potrebbe essere altrimenti) con la violenza contro le donne

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2020 ore 21:29    

Ad ogni denuncia di violenza da parte della donna si dovrebbe accompagnare un tso, ossia un trattamento sanitaro obbligatorio per curare il compagno violento. Vedo il violento come un malato e siccome l'origine di questa violenza risiede nella mente dell'uomo, oltre la protezione della donna, la soluzione non è il carcere ma la cura forzata in una struttura pubblica.
ps - Aspettiamo l'opinione di qualche juzzina. Sorriso

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