user207512
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inviato il 26 Ottobre 2020 ore 17:30
Ottima segnalazione, molti lavori eccellenti, altri che non mi sembrano tutto questo capolavoro, ma è nella norma delle cose. |
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inviato il 27 Ottobre 2020 ore 8:13
grazie della segnalazione...sono contento per Beniamino...g. |
user12181
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inviato il 27 Ottobre 2020 ore 11:21
Per chi fosse privo di riferimenti, le foto di Beniamino Pisati, riguardano quasi sicuramente le Valli del Bitto, Orobie Valtellinesi. Si vede chiaramente un "Calèec", riparo mobile, fatto di muri a secco e un telo a far da tetto. I pastori si spostano durante l'estate nelle varie zone d'alpeggio e fanno il formaggio sul posto, il Calèec è fondamentale per la produzione del Bitto, proprio perché permette di sfruttare i diversi pascoli e produrre il formaggio immediatamente dopo la mungitura e senza sottoporlo allo scuotimento del trasporto. Per capire tutto però le foto sono del tutto insufficienti, bisogna assaggiare un vero Bitto di sei anni. Non il Bitto DOP, che viene prodotto ormai in quasi tutta la Valtellina e non ha pressoché nulla a che vedere con il vero Bitto, se non un po' di formaggio di capra, e quasi neanche quello. Il vero Bitto oggi si chiama "Storico ribelle", e non può usare il nome "Bitto", per questioni legali, perché gli è stato scippato e registrato dalla Dop. "Storico" ovviamente fa riferimento alla sua autenticità, "Ribelle" perché è prodotto da pochi alpeggiatori delle due valli del Bitto (e anche, mi pare, qualcuno delle Orovie Bergamasche), che si sono ribellati all'imbastard.imento causato, sarebbe meglio dire imposto, dal disciplinare del consorzio "Bitto Dop", dominato dagli interessi delle grandi ("grandi" in relazione alla realtà valtellinese, ma comunque pienamente inserite in una logica meramente industriale) cooperative industriali, in particolare quella di Delebio. Lo "Storico ribelle" è aiutato dal fatto che è diventato presidio slowfood. www.formaggiobitto.com/it/ Anche senza rivolgersi allo "Storico ribelle", si può trovare vero Bitto in alcuni negozi di alimentari locali, che hanno i loro fornitori diretti tra gli alpeggiatori. Il più celebre di questi negozi è Fratelli Ciapponi, di Morbegno. Vale la pena andarci anche solo per andare nelle cantine, scegliere il formaggio e assistere al rito del taglio di una fetta di Bitto, i frammenti che cadono vengono doverosamente offerti in assaggio al cliente, sono compresi nel prezzo, nulla va sprecato... L'ideale sarebbe andarci sotto le feste di Natale e sobbarcarsi la fila. In cambio si riceve una lezione di civiltà alpina, in questo periodo i clienti sono quasi tutti locali ed esperti, i loro gesti e parole, come quelli dell'addetto al taglio, sono quelli della tradizione. |
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