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La luce nel ritratto


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avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2020 ore 20:47    

Quando faccio ritratti fotografici, molto piu' che nella tecnologia adoperata, cerco di porre la massima attenzione nella luce, adeguandola alla personalita' del soggetto che ho davanti.
Volevo segnalare, a tal proposito, la splendida gestione della luce nelle antiche foto di Julia Margaret Cameron.
Lo stile delle fotografie risulta assai particolare a causa del bizzarro accrocchio obiettivo-macchina usato, ma e' altresi' da notare con profondo rispetto che ogni volto ha la studiatissima illuminazione che merita per la sua massima valorizzazione.
Da imparare a memoria.

it.m.wikipedia.org/wiki/Julia_Margaret_Cameron

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2020 ore 22:00    

1815 - 1879.... è un po passatella...

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2020 ore 22:03    

Gallina vecchia fa buone foto MrGreen

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2020 ore 22:11    

Non è vecchia..... ma molto molto di più!

si.... ma ci sono tanti bravi... moderni (e rispetto alle foto di 2 secoli fa.... i moderni sono anche fotografi del 2010).

La fotografia si è evoluta... sinceramente trovo più stimolante il futuro...

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2020 ore 22:21    

Beh, ho specificato apposta che mi riferivo alla grandiosa gestione della luce: diversa, studiata e calzata su misura per ogni volto; ovviamente la resa e' super-old-style... siamo a meta' dell'ottocento ! MrGreen
Se vuoi proporre qualche moderno meritevole per la gestione della luce nel ritratto ( occhio: ho detto "gestione della luce", non nitidezza, bokeh, postproduzione, postura, ambientazione, originalita' o altro che non c'entri STRETTAMENTE con la tecnica di illuminazione ) ben venga !!!

avatarsenior
inviato il 21 Settembre 2020 ore 22:27    

Il pittorialismo non é morto é solo cambiato, da Jeff Wall in poi certe tematiche sono riprese e evolute.
Io adoro Margaret Cameron credo che davvero pochi abbiamo raggiunto certi suoi risultati.

avatarsenior
inviato il 22 Settembre 2020 ore 10:56    

Che poi non sono schemi luce complicati, ma foto fatte con la luce della finestra e altre sembrano fatte all'aperto ( con teli come sfondo ).
Nelle vecchie foto siamo anche affascinati dai soggetti, uomini di altri tempi ( oltre che dal risultato del grande formato ).
Sicuramente oggi il ritratto è cambiato tantissimo, si è evoluto verso la perfezione con giochi di luce allora quasi impossibili da ottenere.
Però è interessanti far capire a molti che per avere ottime foto può bastare la luce della finestra.

avatarsenior
inviato il 22 Settembre 2020 ore 11:56    

Sono sempre stato molto affascinato dalle foto dell'800 ed in particolare dai ritratti.
Notevolissimi quelli di Felix Nadar, conosciuto oggi per aver sorvolato e fotografato Parigi da una mongolfiera.

Riguardo a Julia Margaret Cameron da giovane sono letteralmente stato fulminato dal suo ritratto di Ellen Terry.

All'epoca, in mancanza di lampade e flash dovevano arrangiarsi in altro modo. Quindi cercavano atelier con grandi vetrate (come i pittori), probabilmente avevano pannelli riflettenti, ecc.

Personalmente mi attirano molto di più i ritratti eseguiti in luce ambiente. Li trovo più naturali e spontanei.
Non ho mai usato luce controllata, per cui non posso dire nulla, ma ritengo che i ritratti in luce controllata più riusciti siano quelli dove non si nota che la luce è controllata. Non sono la persona giusta per parlare di luce controllata...
(ora però non partite per la tangente con "luce naturale vs luce controllata", non credo sia lo scopo del 3D ;-))

Buona luce (naturale) a tutti!
Roberto

avatarsenior
inviato il 22 Settembre 2020 ore 12:13    

Anche Paul Nadar, figlio del sopra citato Felix Nadar era dedito al ritratto fotografico, con risultati stupendi Cool
Anche nel suo caso, illuminazioni sempre impeccabili.

avatarsenior
inviato il 22 Settembre 2020 ore 12:15    

Parlando di luce, preferisco anche io la luce naturale, luce ambiente.
Per onestà debbo dire di non aver mai utilizzato schemi di luce artificiale, non ho mai avuto interesse e motivazioni.
Le cose sono un po cambiate quando ho scoperto i colori di certe ambientazioni cinematografiche, il cui mood è molto interessante ad un punto di vista estetico. Durante il lock down ho seguito un autore molto bravo al riguardo, e prima o poi parteciperò probabilmente ad un suo workshop, anche solo per curiosità, senza interesse alla pratica.

Per quanto riguarda il pittorialismo dell'ottocento evidenzio che spesso si esula dalla contestualizzazione.
La fotografia era in concorrenza con i pittori che pagarono un caro prezzo iniziale, anche per la sottovalutazione che gli stessi pittori fecero del nuovo mezzo in un primo momento.
Stiamo parlando di mestieri in aperta competizione, non di artisti.
I committenti che prima si rivolgevano ai pittori, virarono decisamente verso i fotografi.
La fotografia era "vera" e "reale" nella mente di allora (pensiero molto comune anche oggi, Scianna in suo libro ha scritte due-tre osservazioni molto interessanti anche da un punto di vista psicologico delle aspettative del soggetto ritratto) e la pittura non poteva competere con questa.
Nella pittura ha dato il via a nuove forme espressive, creative, non potendo competere sul piano "reale", sempre più astratte (pensiamo a Picasso, Modigliani, l'impressionismo, Mondrian).
La fotografia lo ha seguito successivamente per altre strade, un po succube dell'estro dei pittori.
Certo che nell'uso comune, ed a mio avviso impropriamente, la famosa frase "sembra un quadro", difficilmente viene apprezzata dai fotografi.
Alcuni però si sono ritagliati degli spazi sicuramente interessanti anche nel contemporaneo.
Interessanti sarebbe anche le tecniche di post utilizzate; non avendo esperienza diretta di camera oscura ho avuto solo modo di leggere un bellissimo libro al riguardo, ma quella è altra storia ancora.

Ad ogni modo il mio ritratto preferito in assoluto, moderno o arcaico, è questo, di Lartigue:
thephotographersgallery.org.uk/sites/default/files/Florette%20Paris%2C
ma anche questa un'altra storia, o forse no, visto che parliamo di luce. Dal vivo è veramente ipnotico.

avatarsenior
inviato il 22 Settembre 2020 ore 14:20    

In generale, nelle immagini vecchissime, guardando la produzione dei dagherrotipi ( ad esempio Southworth and Hawes o tanti altri posati in studio ), dei quali comunque mi ha sempre immensamente affascinato la resa superdelicatissima delle sfumature, troviamo spesso la medesima tecnica di illuminazione nei ritratti, probabilmente dovuta all'uso di luce naturale proveniente dai grandi lucernari, ..... pero' poco gli costava far ruotare il modello e piazzarlo davanti una finestra con una luce ben piu' direzionale e meno sfumata, che delineasse piu' marcatamente la geometria dei volti

avatarsenior
inviato il 22 Settembre 2020 ore 15:37    

Jacopo conosci Denis Ziliotto ? Lui fa una ritrattistica che richiama la fotografia che piace a te ma con scelte più contemporanee

avatarsenior
inviato il 22 Settembre 2020 ore 15:47    

Una gestione rigorosa, e "antica" delle luci, si trova anche nelle opere di J. P. Witkin, indipendentemente dal tema - meglio: dall'ossessione - che lo anima e che in alcuni casi, quando utilizza cadaveri di animali, trovo francamente aberrante.

avatarsenior
inviato il 22 Settembre 2020 ore 15:54    

Interessante Ziliotto, ma come luce siamo sempre sui generis....
Witkin e' un genio. E' stato segnato dalla testa della bambina, e tutta la sua vita ne ha avuto una impronta indelebile ed incredibile !

avatarsenior
inviato il 22 Settembre 2020 ore 16:09    

Dennis Ziliotto utilizza una tecnica antica per le sue foto.
Molto interessante

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