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inviato il 06 Agosto 2020 ore 13:22
Sono nuovamente a chiedere il parere degli amici del Forum per una questione che mi ha incuriosito (e anche un po' indispettito!): in estrema sintesi, ho intenzione di passare una decina di giorni, a settembre, in una nota località della Riviera Ligure di ponente, non molto lontano dal confine francese; contatto l'Hotel consigliatomi da una amica di mia figlia che cola' si trova, telefono, la struttura e ciò che propone mi pare interessante e mi dicono che per il periodo richiesto hanno ampia disponibilità (leggi: sono praticamente vuoti!) e mi faccio mandare mail con l'offerta e IBAN per la caparra; premetto che sono parecchie decine di anni che frequento località di villeggiatura di mare (specialmente Liguria) e montagna e, sino al 2018 (l'anno scorso non mi sono mosso) la caparra era L'UNICA e giusta richiesta che faceva la struttura alla quale mi rivolgevo. Nella mail di risposta, mi si chiede il numero della mia carta di credito e mi si avverte che " all'atto del check-in potrebbe essere richiesto l'intero pagamento del soggiorno"! Rimango abbastanza basito: ho cambiato banca da poco e non ho fatto richiesta di carta di credito (solo la ricaricabile) perché non mi serve! Con bancomat e assegni ne ho più che a sufficienza! Ma anche se la avessi, non ne darei di sicuro il numero: che garanzia ho che non vada a finire in mani non sicure e vi siano prelievi non autorizzati? In questo caso, non credo proprio che sarei tutelato dalla banca, in quanto il numero l'ho dato io e anche ammesso il blocco (non so se possibile, dato che non è stata sottratta!) ormai il danno sarebbe fatto! Faccio presente alla struttura alberghiera che non ho carta, manifestando anche la perplessità riguardo al pagamento in toto all'atto del check-in e in buona sostanza, mi viene risposto che in questo caso non basta la caparra ma per la prenotazione avrei dovuto già da subito, ora, pagare l'intero importo! Ovviamente, rifiuto; ho contattato altre strutture dove non mi sono state fatte simili richieste e ho prenotato in un hotel a cui basta la caparra. Quel che mi ha a dir poco stupito è il fatto che, nonostante la situazione attuale e il periodo dell'anno non certo di grande frequentazione e le lamentele degli operatori turistici per il calo di presenze, si preferisca rinunciare al cliente piuttosto che deflettere da regole che trovo quanto meno discutibili e che manifestano palese sfiducia nei riguardi dei possibili ospiti! Domanda: risulta che sia procedura corrente la richiesta del numero della carta di credito, con tutti i rischi che questo comporta per il cliente? E lo fareste a cuor leggero, nonostante tutto? |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 13:54
Guarda lavoro in un Hotel, la procedura standard è la caparra che noi diamo la possibilità di effettuare tramite bonifico oppure tramite vaglia postale. In alcuni rari casi (molte volte ce lo chiede il cliente stesso) prendiamo numero di carta di credito e data di scadenza. In realtà questi dati li teniamo solo fino a quando non arriva il cliente e non preleviamo niente. Diciamo che è una sorta di fune di sicurezza, se non ti presenti (senza dare alcuna spiegazione) verranno presi i soldi. In questi 4 anni non è mai successo. Per quanto riguarda la sicurezza beh diciamo che ogni volta che qualcuno prenota tramite Booking (o qualsiasi altro portale) l'albergatore può guardare i dati della carta per un massimo di 3 volte. Per il pagamento nel 98% dei casi facciamo pagare la mattina del chek-out ma anche qua è capitato di far pagare tutto già il giorno del check-in. Dipende anche molto da quanto dura il soggiorno e di che tariffa stiamo parlando (b/b, mezza pensione, pensione completa ecc). |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 14:09
Non mi è mai capitato un caso simile. Caparra tramite bonifico, nazionale o estero o carta è la prassi, ma richiesta di pagamento full al chk in mai successo. Normalmente viene richiesta la carta a garanzia al chk in, ma il saldo è al termine del soggiorno, poi come dice Peda, possono essere applicate condizioni diverse in base a periodo, durata, importo, ma siamo a casi estremi. Ovviamente c'è la scelta di trovare altre strutture e per quanto mi riguarda così farei. |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 14:16
Grazie innanzi tutto, anche perché la risposta mi arriva da un "addetto ai lavori"; mi pare sostanzialmente nella norma, quanto mi dici: a parte l'anno scorso, che come ripeto non mi sono mosso (ma non credo che in un anno le regole alberghiere siano cambiate radicalmente!) ho sempre dato caparra e tanto bastava, come farò anche quest'anno in una struttura più attenta al cliente; ciò detto, continuo a ritenere un rischio da evitare il dare con leggerezza il n. della carta perché non hai alcuna certezza che non capiti nulla e tantomeno alcuna tutela da parte della banca, non per niente per gli acquisti on line si utilizzano le ricaricabili! Rimane appunto lo sconcerto per una struttura alberghiera che piuttosto rinuncia al cliente e, insieme ad altri indicatori, fa ritenere che o parte dell'industria del turismo non sia esattamente all'altezza della situazione o che la cosiddetta attuale "crisi" non sia poi così devastante! |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 14:19
Infatti, Gielle, il mio post proprio per la stranezza delle richieste, che a mio avviso trovano scarsa giustificazione e ancor meno riguardo per il cliente; fortunatamente, come ho scritto, ho già trovato altra sistemazione. |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 14:26
Mi e' capitato all'estero mi pare a Oslo, e' una pratica di alcune grandi catene di alberghi veramente antipatica. Ho lavorato in banca e comunque non ho mai avuto reclami di clienti per utilizzi indebiti in situazioni simili a quella da te esposta. Io preferisco pero' alberghi a conduzione familiare in cui ogni tanto torno e che non chiedono spesso neppure caparra. Apprezzo molto la fiducia che mi riservano e mi guardo bene dal tradirla . |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 14:27
Il turismo è calato, magari più in alcune località e meno in altre ma comunque un calo c'è stato. Per quanto riguarda Varazze, dove lavoro, lo si nota soprattutto perché è più facile trovare parcheggio. Diciamo che quest'anno la nostra struttura, confrontandola con gli anni scorsi, negli stessi mesi, ha perso un 20/30%, a questo bisogna anche aggiungerci i mesi in cui siamo stati chiusi. Alla fine con qualche sacrificio il lavoro ci ripagherà, come sempre, però il colpo l'abbiamo sentito. @Alessandro, esattamente, ai clienti che vengono ogni anno la caparra non la chiediamo proprio. |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 14:47
Ma infatti, anche a me, nei posti in cui ero già stato, non hanno chiesto neppure la caparra, ma come ripeto mi ha fatto stupire che in momenti simili si preferisse perdere il cliente piuttosto che venirgli incontro, in fin dei conti non è un obbligo e credo non sia neanche diffusissimo, almeno in Italia, avere la carta di credito! |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 15:11
Wolfschanz secondo le mie esperienze non è una procedura "normale" ho sempre inviato una caparra come dice peda e poi pagato al Checkout il resto, so però che alcuni hotel a capri chiedono il numero e la scadenza della carta di credito. |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 15:18
Grazie Indaco per il tuo contributo; penso che quelli che adottano questa regola, presto o tardi dovranno ricredersi, pena ulteriore perdita di clienti! Si direbbe che invece di agevolare il turismo, certuni si mettano di traverso! Ah, dimenticavo e a proposito: nel frattempo, ho provato a chiedere lumi all'ente di turismo e soggiorno della cittadina ligure, che risulta essere aperto e funzionante... come no! Non rispondono né al telefono e neanche alle mail! Quando si dice aiutare il comparto turistico... !! |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 15:59
Io ho appena prenotato a Venezia camera doppia per una settimana e mi è stato chiesto il numero, nel mio caso, della postepay. Mi è stato chiesto di presentarmi con la stessa carta che ho usato per la prenotazione pena l'impossibilità di usufruire poi della stanza. In poche parole devi avere e pagare con la stessa carta che usi nella prenotazione. |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 16:13
Ognuno giustamente si regola come vuole ma io quando mi trovo di fronte a questi diktat li mando a stendere! Non sono per l'appunto tempi in cui gli albergatori possano fare quello che vogliono, ancora grazie che ci andiamo!! Tra parentesi, sarebbe interessante sapere cosa ne pensano le organizzazioni a difesa del consumatore!! |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 16:42
In molte strutture sia nazionali che estere all'atto di prenotazione chiedono una carta di credito da cui scalano l'importo del soggiorno se chi ha prenotato non si presenta. Questa prassi é in uso anche in molti ristoranti di lusso. In molte strutture l'importo della vacanza si paga all'arrivo in struttura, mentre al check out si pagano eventuali extra (vedi frigo bar et similia). Per fortuna non tutti fanno così, ma non sono cose che mi stupiscano. Il fornitore di servizi tenta di tutelarsi contro t*fe e comportamenti scorretti. Deve bilanciare questo suo agire col rischio di perdere clientela che non si trova bene con tali metodi. |
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 18:31
Io avevo trascorso la settimana a cavallo di capodanno a Nervi, quindi accanto alle cinque terre. Alla prenotazione ho inserito i codici della prepagata, zero caparra ma solo clausola di pagamento in caso di cancellazione senza preavviso. Trovo che le richieste fatte siano dissonanti con una buona politica di attenzione al cliente e con il momento che sta passando il turismo. Hai provato il vecchio trucco di dire che un altro albergo che stavi valutando non ti fa tutte quelle storie? |
user177356
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inviato il 06 Agosto 2020 ore 18:42
Ho la carta di credito dal 1988, prima Amex poi Visa e Mastecard. Ho viaggiato in 32 paesi nel mondo, usato la carta per pagare tappeti a Istambul e massaggi a Koh Samui, alberghi a Bali e panini a Phoenix. Oltre ad acquisti sul web di tutti i tipi, da 1 a 2.000 e passa euro sul web. Mai avuto un singolo problema. A parte l'eccessiva solerzia dell'ufficio di monitoraggio delle frodi, che in qualche occasione mi ha bloccato la carta perché il suo utilizzo appariva sospetto (sbloccata con una semplice telefonata). O quella volta che l'esercente di un negozio del centro di Milano continuava a dirmi che la Amex rifiutava la transazione, mentre sullo scontrino c'era scritto che volevano che li chiamassi per confermarla, visto che si trattava di un importo significativo e che la carta era stata appena sostituita con quella nuova. Tra l'altro, oggi ricevo un sms per ogni singolo utilizzo, per cui posso contestare immediatamente un uso illecito. |
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