|
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 8:50
In vista del prossimo acquisto di un drone sto cercando di capire come funzionano le mappe da consultare per poter volare in regola. Da piu parti leggo che D-flight deve essere il riferimento. E' cosi o devo anche consultare le mappe dell'Enac? Allora a che serve consultare D-flight? Per esempio consultando la mappa D-flight, a Roma dove vivo c'è tutta la zona del quartiere EUR in giallo. Ciò significa che li potrei volare, basta che sia ad un massimo di 50 metri da terra. A me sembra molto strano che io possa far volare tranquillamente un drone sul laghetto dell'EUR! Qualcuno mi sa spiegare bene l'argomento? |
user81826
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 9:11
Ciao, io sono andato a leggermi il regolamento nel PDF del corso per piloti APR nel sito dell'ENAC. Lì si dice che le mappe di riferimento sono fornite tramite il sito D-flight, ovvero tramite la funzione Servizi presente sul sito D-flight. Sulle mappe D-flight vengono correttamente indicate le tre tipologie di aree "probematiche", però non vengono ad esempio indicati i Parchi e le Aree Protette, fatto salvo quelli che hanno un regolamento chiaro che proibisce il sorvolo, come il "Parco Nazionale del Gran Paradiso", completamente segnalato come area proibita. In ogni caso tutti i parchi che non hanno un preciso regolamento richiedono specifica richiesta all'ente gestore che deve rilasciarti un nullaosta; quest'ultimo deve poi essere fornito all'ENAC che può imporre ulteriori restrizioni per problematiche di sicurezza o di volo in genere. Prova a dare un'occhiata a quel PDF che ti dicevo e magari riesci a chiarire anche altri dubbi. |
|
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 10:32
Su d-flight di parchi ce ne sono segnati parecchi. Mi verrebbe da dire che se d-flight è il riferimento da usare per il volo dei droni, se un parco non c'è vuol dire che non ha un regolamento adeguato per impedire il volo. Fin dai tempi dei romani è lecito fare ciò che non è espressamente proibito e se d-flight non te lo proibisce .... |
user81826
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 10:39
Non è così, basta leggersi il regolamento. La direttiva è quella di ENAC, dove viene detto che è possibile trovare le mappe con le tre aree sul sito di D-Flight. Sullo stesso regolamento c'è scritto che per i parchi va seguita la procedura che ho riportato sopra, non c'è scritto che ognuno fa come meglio crede all'italiana. I parchi infatti hanno regolamentazione a sé, e risultano come aree proibite fatti salvo nullaosta dell'ente gestore e dell'ENAC. D-Flight coprirà si e no il 10% dei parchi e delle aree protette nazionali, mancano tantissime aree protette dove non si può neanche stare perché ci sono punti di riproduzione di rapaci, figuriamoci se si può utilizzare il drone. |
|
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 10:48
“ Non è così, basta leggersi il regolamento. La direttiva è quella di ENAC, dove viene detto che è possibile trovare le mappe con le tre aree sul sito di D-Flight. Sullo stesso regolamento c'è scritto che per i parchi va seguita la procedura che ho riportato sopra, non c'è scritto che ognuno fa come meglio crede all'italiana. I parchi infatti hanno regolamentazione a sé, e risultano come aree proibite fatti salvo nullaosta dell'ente gestore e dell'ENAC. D-Flight coprirà si e no il 10% dei parchi e delle aree protette nazionali, mancano tantissime aree protette dove non si può neanche stare perché ci sono punti di riproduzione di rapaci, figuriamoci se si può utilizzare il drone. „ Ok, mi sembra un concetto chiaro. E' espressamente scritto nella direttiva ENAC che i parchi seguono un regolamento a parte. Ma quindi per tutto il resto D-flight va considerata come la bibbia per dove volare? Ripeto: mi sembra assurdo che secondo D-flight io possa andare in molti quartieri di Roma e far volare il mio drone senza andare oltre i 50 metri di altezza. Siete sicuri che non rischio che mi arrestino? |
user81826
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 10:49
Questo non te lo so dire, bisogna che senti qualcuno più informato :) |
|
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 10:55
“ Questo non te lo so dire, bisogna che senti qualcuno più informato :) „ Questo è proprio il punto del mio post Cercare di capire se mi posso fidare di quello che dice D-flight o no. Qualcun'altro informato meglio che ci puo aiutare? |
user81826
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 10:57
P. S. Sono andato a vedermi la mappa di Roma, a me sembra che fino a 45 metri in alcune zone effettivamente si possa volare, non sono segnalate neanche zone pericolose. Ma quando si fa il patentino non vengono rilasciate queste informazioni? |
|
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 11:14
“ Sono andato a vedermi la mappa di Roma, a me sembra che fino a 45 metri in alcune zone effettivamente si possa volare, non sono segnalate neanche zone pericolose. Ma quando si fa il patentino non vengono rilasciate queste informazioni „ E' proprio quello che non riesco a capire! Addirittura c'è una zona gialla (max 45 metri di altezza) a pochissimi km dall'aeroporto di Fiumicino! Mah, non capisco. Il patentino non l'ho ancora preso, sto cercando di capire se prendere il mavic air 2 o il mini...per il mini non serve. |
|
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 12:25
Non è un tema di fare come mi pare "all'italiana". O D-Fligh è il riferimento ENAC per il volo dei droni o non lo è. A me pare che lo sia e seguo le sue indicaizoni alla lettera. Vicino casa mia (Roma, Montesacro) prima non si poteva volare per via dell'aeroporto dell'Urbe, ora con limitaizone in altezza si può. Sempre rispettando i 150 metri dalle case e la distanza di sicurezza dalle persone non coinvolte nel volo. Quindi ? Vale D-Filght vicino all'aeroporto dell'Urbe ma non sopra i Parchi? Non è che magari sono i parchi che "all'italiana" non hanno fatto tutto quello che dovevano fare perchè il loro divieto apparisse sulle mappe Enac? Io il mio l'ho fatto: volo con l'assicirazione e ho approfittato della quarantena per prendere il patentino. Lo facessero anche i gestori dei parchi non segnati, se per loro è così importante il divieto di sorvolo. |
user81826
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 12:35
Il regolamento è chiaro, ci sono parchi che hanno vietato ogni tipo di sorvolo e tantissimi altri parchi dove invece il volo non è proibito ma devi richiedere nullaosta al gestore e poi all'ENAC. Quindi se vai in un parco e voli senza aver chiesto i nullaosta non sei in regola, c'è poco da girarci intorno. D-flight offre una mappa con le zone regolamentate, i parchi non sono tra quelle, salvo casi particolari. |
|
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 13:13
Io ho un'ìinterpretazione diversa dalla tua su come operare. Cito testualmente dal manuale emesso dall'Enac per prendere il patentino: "ENAC ha reso disponibile, tramite la società D-Flight, un sito online dove è possibile trovare la mappa del territorio nazionale con tutte le aree proibite (P), ristrette (R) e pericolose (D). La mappa è disponibile all'indirizzo www.d-fligth.it Su tale mappa è sufficiente cliccare sul punto dove si intende svolgere le operazioni con APR per conoscere se ci si troverebbe in un'area interdetta o meno al sorvolo. Nel caso sia necessario svolgere comunque attività in tali zone di spazio aereo, è necessario richiedere l'autorizzazione ad ENAC secondo quanto prescritto nella Circolare ENAC ATM-03 “ISTITUZIONE, MODIFICA O CANCELLAZIONE DI ZONE SOGGETTE A RESTRIZIONI”, disponibile sul sito istituzionale." Da ciò io deduco che TUTTE le aree proibite, ristrette o pericolose sono su D-Flight. Deduco inoltre che non è detto che io possa volare in tali zane, ma è necessario chiedere un'autorizzazione. Più avanti, sempre sullo stesso manuale trovo: "Il Volo nei Parchi Naturali è soggetto a restrizioni, pertanto si devono ottenere le specifiche autorizzazioni di volo da parte dell'Ente Gestore del Parco Naturale prima di iniziare le operazioni." che è assolutamente coerente con quanto indicato precedentemente. Ora, se vado su D-Flight e clicco un punto all'iinterno del parco nazionale d'Abruzzo (per esempio), mi esce fuori che è una zona ristretta con tutte le conseguenze del caso. Quindi il parco, quando presente su D-Flight viene gestito come una qualsiasi altra zone ristretta. Il problema è cosa fare se il parco non è su D-Flight. La mia opinione, che vale quello che vale ovviamente, è che se non è su D-Flight una zona regolamenta non esiste. Ciò perchè la regolamentazione del volo in Italia è a cura dell'Enac e questo vale anche per l'aria sopra i parchi. Non è sufficiente che un parco dica "è vietato", semplicemente perchè non ha diritto sulla gestione di ciò che va da 1 cm sopra l'erba del suo territorio in su. Quello che può fare è decidere che ci sono ottimi motivi per richiedere all'Enac di emettere un divieto di sorvolo fino ad una determinata quota. A quel punto Enac recepisce la richiesta a la rende efficace (anche) mettendola su D-Flight. Ma se non è sulle mappe Enac un divieto non è efficace, semplicemente perchè chi lo emette non ne ha il diritto. E' un po' come se io dicessi che sopra la mia proprietà non voglio che ci voli qualcuno. E' un diritto che non ho, quindi posso sbraitare quanto voglio ma non potrò mai emettere un divieto di volo che sia legale e riconosciuto senza passare per l'Enac. L'ho detto e lo ripeto, non voglio passare per uno che vuole fare le cose "all'italiana". Al contrario, vorrei che tutti, enti parchi compresi, seguissero le regole. E la regola dice, a mio avviso, che se un divieto di volo non è normato dall'Enac non è efficace. Tutto ciò premesso, non ha mai volato neanche vicino a un parco nazionale e mi guarderei bene dal farlo perchè amo la natura e vorrei fare il massimo per rispettarla. Le regole però valgono per tutti, anche per le amministrazioni degli Enti parco. |
user81826
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 15:13
È scritto chiaramente che i parchi sono soggetti a restrizioni, ed è scritto come può essere richiesta l'autorizzazione: prima va fatta richiesta all'Ente Gestore del Parco, che può concedere un nullaosta per quanto riguarda gli aspetti naturalistici che non sono competenza dell'ENAC, poi va fatta richiesta a quest l'ultimo, che può imporre dei limiti ulteriori. Il Parco non ha il diritto di dirti "qui puoi volare", al massimo ha il diritto di dirti "qui non puoi volare e non ti rilascio il nullaosta", senza il quale nulla importa cosa dice il sito D-flight con le mappe fornite dall''ENAC, che non ha competenze naturalistiche. È anche facile intuire il perché non abbiano aggiunto i parchi all' interno di tali mappe, perché sarebbe stato impossibile aggiornare in simultanea tutte le migliaia di aree protette d'Italia. Se in un parco ad esempio arriva una specie migratoria in un determinato mese, lo stesso parco magari può darti il nulla osta per fare un servizio scientifico in un determinato mese ma non nel mese in cui potresti disturbare la specie migratoria. |
user192087
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 15:47
Senza troppe paranoie o storie la situazione è questa, il nuovo regolamento è spostato al 1 gennaio quindi questa estate si può volare tranquilli con pro air mini e quello che volete. Io il mini non lo comprerei mai sia per il segnale Wi-Fi che fa pena ma sopratutto in montagna con una raffica di vento non lo vedete più. Detto questo ormai la situazione è che o prendi il mini e ti arrangi e lo fai volare lì intorno a te a distanze ridicole o prendi un pro che è l'unico decente a mio avviso per tenuta vento ecc e non voli in zone popolate. Se ti fai il tramonto in montagna voglio vedere quanta gente c'è in giro. Prima che qualcuno parte con la solita storia delle leggi ecc ecc vi dico che fino adesso quanti feriti o morti avete sentito a causa di un drone di un privato? In Italia semplicemente bisogna mangiarci sopra su tutto e infatti hanno messo cose che nel regolamento europeo neanche ci sono. Ultima cosa voglio vedere chi è tutto in regola patente ecc e poi rispetta i limiti dei metri perché lo sappiamo tutti che il drone sotto i 100 metri di altezza non è che ti cambia la vita il bello è quando ti spingi un po' oltre. |
user81826
|
inviato il 01 Maggio 2020 ore 15:59
Dentro i parchi la questione non è quanti morti ci sono stati, ma il rispetto dell'ambiente e degli altri, ovvero delle leggi che ci sono atte al conseguimento di certi obbiettivi. Non ho mai neanche sentito di un morto per una moto da cross in montagna, eppure in certe aree anche quelle sono proibite; stessa cosa per il campeggio libero, non è che se lo fai muore qualcuno, semplicemente in certe zone è proibito per n motivi, in altre zone devi avvisare l'Ente Gestore del Parco. Non è che eri tu uno di quelli che compra il drone al supermercato di cui parlavi | |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |