user128898
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 17:45
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 17:48
Peccato che in italia tale farmaco non è mai arrivato mentre è disponibile l'idrossiclorochina. |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 20:37
... e la gente continua a morire purtroppo. |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 20:46
Continua a morire perché ad una mortalità rispettivamente del 2 e del 3% corrispondono 241.250 e 160.800 contagiati e per altri motivi legati all' impossibilità di gestire un afflusso cui singolarmente nessun centro ospedaliero è in grado di far fronte. |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 20:50
Si ok ma qui si parlava di questo farmaco come rimedio testato in Giappone e in Cina. Facendo una ricerca ci sono molti articoli che ne parlano in modo positivo. Quello che mi chiedo è perchè qui da noi non è così? Questo è un articolo di tre giorni fa: sicurezzainternazionale.luiss.it/2020/03/18/la-cina-ringrazia-giappone |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 21:05
Lo ha spiegato stasera un epidemiologo italiano negli USA. Ad ognuna di queste notizie non corrispondono una realtà, un'utilizzabilità immediate. I vaccini teorici sarebbero già 24; bisognerà individuare il più sicuro ed efficace, il che richiede tempi tecnici. Più o meno lo stesso per i farmaci, al di là di come vengono segnalati, proposti al momento. |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 21:08
Ho l'impressione comunque che qui da noi la burocrazia sia deleteria in questi casi. Comunque Francesco non stiamo parlando di vaccini, stiamo parlando di un farmaco che ha dato risultati positivi. |
user2034
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 21:49
al momento si sta sperimentando questo qui dal sito del produttore |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 22:04
Il farmaco Avigan, ha portato a migliorare le condizioni polmonari del 91% dei pazienti trattati in Cina, dove sta o è già entrato in produzione sotto licenza giapponese. |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 22:22
Infatti, se il 91% dei pazienti giapponesi è migliorato o addirittura guarito cosa si aspetta ad utilizzarlo qui da noi? Burocrazia o altro? |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 23:08
Devono essere sicuri che non abbia effetti collaterali addirittura peggiori. Sono farmaci poco sperimentati e per altre malattie. È un buon punto d'inizio ma non rischierei di dare a migliaia di persone un farmaco che magari (cosa che sto dicendo io, non la scienza) fa venire in 5 anni una forma tremenda di cancro |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 23:18
La situazione italiana è purtroppo complessa; c'è forse un quid aggiuntivo inspiegabile che non è andato ad interessare i pazienti giapponesi. Non dimentichiamo poi la diversità delle due casistiche: 53.578 contagiati/pazienti in Italia, 1007 in Giappone alla data odierna da quanto appena letto, sicuramente passibile di qualche correzione. Il 91% non si riferisce al totale ma a singole esperienze di studio; in Giappone non hanno ancora sciolto tutte le riserve sulla sua efficacia/sicurezza. Speriamo in rapide conferme. In questo momento, da noi, priorità assoluta è il numero di ventilatori, non disponibili per tutti purtroppo. Nelle note etiche della SIAARTI lo si dice esplicitamente e giornalmente si è costretti a quelle che i virologi intervistati hanno definito scelte dolorose. |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 23:44
“ Devono essere sicuri che non abbia effetti collaterali addirittura peggiori. Sono farmaci poco sperimentati e per altre malattie. È un buon punto d'inizio ma non rischierei di dare a migliaia di persone un farmaco che magari (cosa che sto dicendo io, non la scienza) fa venire in 5 anni una forma tremenda di cancro „ quindi ritieni che le autorità giapponesi siano degli incoscienti? Io credo che dovremmo fidarci ed essere meno burocratici. Posso capire l'attesa di una settimana, ma non certo di mesi. Il farmaco è presente dal 2014. |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 23:51
E poi a parte il favipiravir, che diciamo della idrossicloridina, consigliata in Usa da prendere anche come profilassi e che da noi è diventata introvabile, in quanto manca ai distributori farmaceutici?. Tutte queste medicine nate per altri scopi , comprensivo il tocilizumav, sono farmaci per l'artrite ma hanno efficacia anche per la reversibilità polmonare nei casi di covid 19. La differenza tra noi, cina giappone, è che ci sono stati meno contagi anche per la somministrazione di medicinali, in misura frofilattica e preventiva |
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inviato il 21 Marzo 2020 ore 23:52
al di là del fatto che la maggior parte dei pazienti in cure intensive ha da 1 a 3 copatologie, e di conseguenza sono da valutare tutti gli effetti collaterali legati a quelle patologie; ma come si può credere che esistano dei farmaci che non vengono utilizzati? non abbiamo ancora una reale mappa epidemica italiana (ogni regione fa a sé con i tamponi), e la situazione cinese è, forse, influenzata anche da dinamiche sociali diverse (giovani in ambiente cittadino, anziani in ambiente rurale con buona separazione, diversamente dall'italia dove gran parte dei nonni fa da babysitter esponendosi al virus pur essendo in un range di vita più a rischio) | |

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