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Parliamo di mirini







avatarjunior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 9:23

Vedo continui thread in cui si discute (e si litiga) sulla questione reflex o ML.
In realtà, è soltanto una questione di mirino.
Proviamo a ripercorrere la storia di questo elemento fondamentale di tutti gli apparecchi fotografici, senza il quale scatteremmo ... a casaccio.
Il primo "mirino" è il vetro smerigliato. Le primissime macchine erano delle scatole in fondo alle quali si metteva la pellicola. Prima di fare ciò, il fotografo si ficcava sotto il panno nero e cercava di inquadrare, comporre e mettere a fuoco il soggetto sul vetro smerigliato. Operazione resa lenta e difficoltosa dalla scarsa manovrabilità dell'apparecchio, ma soprattutto dalla bassa luminosità del vetro smerigliato, e poi ... l'immagine era sottosopra.
Questo primo mirino dava diverse indicazioni: inquadratura esatta e messa a fuoco, ma era lento e scomodo e non utilizzabile per foto a mano libera. E' ancora usato sui banchi ottici, che infatti non si utilizzano a mano libera.
Con la nascita degli apparecchi portatili, nacquero i mirini come li possiamo intendere noi.
Il primo sicuramente è stato quello a traguardo, chiamato mirino sportivo. Due cornici di metallo che si ribaltavano mettendosi in posizione. Si trovava su molte folding di un volta. Non aveva problemi di taratura, non avendo nessuna lente, ma l'inquadratura era veramente grosso modo, e poi bisognava mettere a fuoco a mano.
Il primo vero mirino progettato con un sistema ottico è quello definito galileiano, montato praticamente su tutte le macchine non reflex. Nella sua versione più semplice, fornisce solo l'inquadratura, un po' approssimativa, visto che non guarda attraverso l'obiettivo, ma risulta luminoso e facilita la possibilità di seguire soggetti in movimento. Negli anni è stato migliorato, accoppiandolo ad un telemetro, che permette la precisa messa a fuoco, sono state aggiunte indicazioni relative a tempi diaframmi o corretta esposizione. In alcuni casi è stata aggiunta la correzione della parallasse (la differenza tra ciò che inquadra il mirino e l'effettiva inquadratura dell'obiettivo). Le cose si sono complicate con le macchine ad ottica intercambiabile: le vecchie Leica, avevano nel mirino cornici e angolini per stabilire il campo delle varie ottiche, ma in alcuni casi bisognava montare un mirino separato, sulla slitta flash, e così si inquadrava in un buco per mettere a fuoco con il telemetro, e nell'altro per comporre l'inquadratura.
Contemporaneamente alla nascita e all'evoluzione del mirino galileiano, c'è stata quella del mirino reflex. L'idea è buona: se faccio un mirino che guarda attraverso l'obiettivo, non ho problemi di parallasse e metto direttamente a fuoco sul vetro smerigliato, come si faceva con le prime macchine.

Qui la faccenda si complica. Per portare la luce a livello dell'occhio, quindi per poter usare la macchina a mano libera, serve uno specchio ed un pentaprisma, che mi raddrizza l'immagine. Questo comporta però una complicazione, perché al momento dello scatto, la luce non deve più passare per il mirino, ma giungere alla pellicola. Alla complicazione costruttiva dello specchio ribaltabile, si aggiunge il problema di dover progettare obiettivi che abbiano la lente posteriore abbastanza lontana dal piano della pellicola (retrofocus), per non sbattere contro lo specchio. E poi bisogna montare un otturatore sul corpo macchina, piazzato proprio davanti alla pellicola. Questo otturatore, a tendina, ha problemi di sincro flash con i tempi rapidi, ma l'alternativa è quella di montare un otturatore a lamelle, dentro ogni obiettivo, cosa complessa e costosa.
Per ovviare al problema del sincro flash, fondamentale per i fotografi di moda e cerimonie, l'unica è sdoppiare l'obiettivo; uno per la visione ed uno per lo scatto, come avviene nelle reflex biottiche, e così si semplifica anche la costruzione, perché lo specchio è fisso. Però, siccome la perfezione non è di questo mondo, si risolve il problema del sincro flash, ma si ripropone quello della parallasse, correggibile solo con "acrobazie" meccaniche (V. Mamiya 330).
Negli anni il mirino reflex si arricchisce e si migliora: microprismi e immagine spezzata per aiutare la messa a fuoco, indicazioni dell'esposizione, prima con ago che si muove, poi con led, per arrivare all'indicazione di tempo e diaframma.
Alla fine della storia delle macchine a pellicola, i due tipi di mirini, reflex e galileiano, parlando degli apparecchi più evoluti e ad ottica intercambiabili, sono arrivati ad una notevole maturità: l'immagine è grande, luminosa e bene definita. Ricordo di aver guardato una volta nel mirino di una Leica serie M, e sembrava un piccolo televisore a colori, nulla a che vedere con il mirino delle vecchie Leica a vite.

Se qualcuno volesse progettare, partendo da zero, oggi una macchina fotografica compatta e ad ottica intercambiabile, come risolverebbe il problema del mirino?
Con buona pace degli amanti delle reflex, penso che uscirebbe una mirrorless.

avatarsenior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:09





Questa è la Pentax MX fotocamera professionale a pellicola degli anni '80 formato 24x36mm.
Dimensioni 136x83x50
Peso 450 grammi
L'ottica nella foto è un 135mm f/3.5
Il mirino di questa reflex ha un ingrandimento dello 0.97x praticamente una finestra se paragonato all'ingrandimento delle FF digitali che arrivano allo 0.70x con l'eccezione della Canon 1D che si spinge fino allo 0.76x.

Questa invece è la Pentax 110. Reflex microscopica a ottiche intercambiabili
youtu.be/aObXvrCm1q8?t=7

youtu.be/aObXvrCm1q8?t=341

avatarjunior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:29

La strada giusta era quella dei dorsi digitali sulle reflex di quarant'anni fa. Poi per chi fa sport o cronaca va bene così, ma non per me. Parere del tutto personale Sorriso

avatarsenior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 11:45

Questa è la Pentax MX fotocamera professionale a pellicola degli anni '80 formato 24x36mm

Non so se fosse "professionale", ma sicuramente era proprio bella e se la giocava con la Olympus OM-1, altra bella macchina meccanica.

La strada giusta era quella dei dorsi digitali sulle reflex di quarant'anni fa

Eh magari! Per quanto avevo sperato che li facessero, prima di disilludermi del tutto.Triste

avatarsenior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 13:07

Non so se fosse "professionale", ma sicuramente era proprio bella e se la giocava con la Olympus OM-1, altra bella macchina


Certo che era una reflex professionale
È ritenuta la migliore macchina professionale della serie M fino all'arrivo della successiva Pentax LX.

it.wikipedia.org/wiki/Pentax_MX


avatarjunior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 16:17

A quei tempi erano ritenute professionali la macchine "a sistema completo", con possibilità di smontare il pentaprisma, cambiare gli schermi di messa a fuoco, e magari montare il motore ed il dorso da 250 fotogrammi.
Le prime furono la Nikon F, la Topcon RE Super e la Canon F1 (la terza arrivata qualche anno dopo).
Naturalmente esistevano modelli più semplici (Nikkormat, RE 2 e FTB, per citare le stesse case), che pur non definendosi professionali, di fatto facevano quasi lo stesso servizio.
La Pentax MX era un'ottima macchina manuale meccanica, ma da questa punto di vista la professionale di Pentax resta la LX, arrivata purtroppo fuori tempo massimo, quando ormai i giochi erano fatti e l'immagine di macchina professionale era restato appiccicato a CaNikon, perché nel frattempo Topcon stava abbandonando il campo.

avatarsenior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 16:39

Proviamo a ripercorrere la storia di questo elemento fondamentale di tutti gli apparecchi fotografici

questa affermazione non è vera, a meno che non si voglia considerare un mirino lo schermo sul dorso della fotocamera.
io assolutamento non lo considero un mirino.

da fan del mirino, per me la fotocamera deve averlo.
tuttavia ci sono molte fotocamere che non lo hanno.

Detto questo mi pare che la diatriba sia tra il mirino ottico e quello elettronico.
il mirino ottico si divide ancora in mirino reflex e mirino non reflex.
il mirino reflex ti fa vedere quello che cade sul piano sensibile, e se hai uno zoom pari pari (con il minimo crop in molti casi) vedi ciò a cui scatti.

Con il mirino ottico non reflex ci sono sempre notevoli approssimazioni con errori di parallasse che oscillano secondo la focale e la distanza adottata.

Quindi stringiamo ancora,
mi pare che il contendere è tra ottico reflex ed elettronico ml.

adoro il mirino della Yashica 2000S (pellicola).
filmadvance.com/wp-content/uploads/2012/01/DSC_9514.jpg
è un gran bel salotto, vi assicuro.
con il digitale, avendo avuto una canon 400D (apsc 1,6x) ho sofferto moltissimo.
passando alla 5DII (ff) il mirino è tornato ad essere un salot-tino, nel senso che anche se non raggiunge la bellezza di quello della vecchia fotocamera è comunque ampio.

Ed il mirino elettronico? cosa è?
è un piccolissimo schermo, e tra l'occhio e questo minischermo è interposto un sistema ottico per vedere a breve distanza.

Uno schermo cosa è?
un insieme di puntini luminosi, determinabili.
è quindi qualcosa che riproduce la realtà, non qualcosa che ti fa affacciare alla realtà.

se il mirino ottico è una finestra, il mirino elettronico è un televisore.

Quindi a mio avviso si perde sempre qualcosa rispetto al mirino ottico.

Ma il mirino elettronico però ha dei vantaggi rispetto all'ottico.
La luminosità dell'ottico è vincolata alla realtà, quella dell'elettronico è vincolata all'amplificazione.

Quindi, anche in considerazione di trend ribassisti sul modello reflex e quelli rialzisti verso il mondo ml, pare che prima o poi dovrei mettere il naso sotto un mirino elettronico, quando la mia fotocamera vecchia di 12 anni tirerà il cordino.

Che sia quindi il meno peggio possibile.

Cosa voglia dire meno peggio per me, è relativo.
per me significa
. bello grande, non uno spioncino,
. con una definizione molto elevata,
. con un ritardo di refresh in tutte le situazioni che rasenti lo zero,
. che non disturbi i miei occhi (gli schermi sono famosi per distubare la vista)
. che non sia un ciucciatore di batterie visto che le ml non permettono più di 500 scatti di solito, e magari mi trovo ad usare una raffica da 14 scatti secondo e in poco tempo ciao batterie.


avatarsenior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 16:45

se il mirino ottico è una finestra, il mirino elettronico è un televisore.

Un televisore a tubo catodico Sorriso

avatarjunior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 16:53

Il panno nero dovrebbero riportarlo in auge per ovviare alla scarsa visibilità dei pannelli LCD in pieno sole.

avatarsenior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 16:55

dici che una conchiglia non basta?
www.picclickimg.com/00/s/MTA2N1gxNjAw/z/n3IAAOSw~W9caxlT/$/MIRINO-in-G

www.picclickimg.com/00/s/MTA2N1gxNjAw/z/fGYAAOSwZ65caxlX/$/MIRINO-in-G

avatarjunior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 17:13

Senza fare tanti sofismi, ogni macchina deve avere un sistema per capire cosa cacchio stia inquadrando l'obiettivo.
Sotto questo punto di vista è un mirino il vetro smerigliato di un banco ottico, come lo è lo schermo LCD di una compatta digitale, come pure un mirino reflex, ma anche il pozzetto di una biottica.
Volevo solo sviscerare i diversi sistemi usati nel tempo.

avatarsenior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 17:16

certo Fileo, ma io non ne faccio una questione sofistica.
ci sono persone che fotografano a schermo
oggi è pieno di persone che lo fanno con i telefonini, ma anche molte fotocamere non hanno il mirino, affirittura ff e a sistema.
www.juzaphoto.com/recensione.php?l=it&t=sigma_fp


io non posso considerare "mirino" qualcosa del genere.

avatarsenior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 17:20

Il mirino è l'elemento essenziale di una fotocamera non a caso le varie categorie : reflex, ML, telemetro galileiano ecc...derivano dal tipo di mirino. Per me è l'elemento piu importante della fotocamera e che se ne dica il mirino reflex è attualmente insorpassato a tutti i livelli. Ma costa caro a produrre sopratutto se è di qualita e non come gli orrori a pentaspecchio di plastica argentata che si vedono nelle aps-c gamma bassa...un vero mirino reflex concepito a regola d'arte è molto costoso da qui derivano gli sforzi dei fabbricanti per promuovere e farci accettare come invevitabile l'avvento dei mirini elettronici...I fabricanti sognano di un "tutto elettronico" senza un grammo di ottico/meccanica, tranne per gli obbiettivi i cui costi sono "incompressibili" (e lo resteranno) Poi ognuno si fara la sua religione in funzione dei suoi gusti, abitudini, uso, capacita economiche ecc...ce posto per tutti i gusti e esigenze.

avatarsenior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 17:52

non che un buon mirino elettronico costi poco, credo.

avatarjunior
inviato il 12 Febbraio 2020 ore 18:29

non che un buon mirino elettronico costi poco, credo.


Esatto....a me questo modo di ragionare "il pentaprisma è un raffinato gioiello quindi costa, un evf è una schermetto da quattro soldi quindi le mirrorless sono state inventate per mungerci" mi pare una discreta idiozia.

Ci mungevano in tempi di reflex, ci mungeranno in tempi di mirrless.

Prendiamo un EVF di ultima generazione come quello montato dalla sony A7rIV. Si tratta di un display di minime dimensioni in cui fanno stare 5,76 milioni di pixel , peraltro con tecnologia autoemissiva essendo oled. Sicuramente non sarà un capolavoro di ottica come un pentaprisma....però non mi pare certo qualcosa di economico da produrre.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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25 Febbraio 2020

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