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Sono un insegnante di istituto tecnico superiore. Insegno una materia molto tecnica (Topografia) ma sono anche un amante e un cultore della Lingua italiana, che grazie al meraviglioso stile di vita della nostra gioventù, sta vivendo il peggior tracollo dall'unità d'Italia ad oggi. I nostri studenti arrivano all'esame di Stato in condizioni di palese e drammatica povertà lessicale (come per altro certificato da recenti dati OCSE sul livello di comprensione dei testi dei ragazzi in età scolare). Ad aggravare questa situazione ormai consolidata si registra il continuo svuotamento dei programmi scolastici (ops! guai parlare di programmi scolastici, si deve dire argomenti svolti sulla base delle linee guida). Dopo trenta anni di passione ed inutili tentativi di oppormi a questa deriva di semianalfabetismo, temo di poter dire che il trend è ormai impossibile da invertire, a meno che non si attivi una profonda rivoluzione culturale che non può coinvolgere solo le istituzioni scolastiche , ma deve essere una rinascita corale alla quale devono partecipare con le migliori risorse tutti i settori della formazione sociale (media, famiglia...). In questo scenario da tregenda, i libri (cartacei digitali, audiolibri) possono svolgere un ruolo fondamentale, ma riavvicinare le persone (soprattutto i ragazzi) a questa esperienza formativa e vincere la dipendenza da altre forme meno virtuose di comunicazione e crescita mentale non è un compito facile...
è difficile trovare una soluzione dal momento che a google home chiedi l'ora, quale panificio è aperto, quanti anni ha Jovanotti e hai la risposta senza leggere. La tendenza è quella e non si vede una scoppatoia. in questo stralcio è descritto un futuro in chiave umoristica e neanche tanto lontana da quella possibile.
Aggiungo una cosa, ovvero la scrittura tramite smartphone che ormai è molto facilitata, praticamente automaticamente ci corregge doppie, apostrofi, accenti ecc.. Questo poi si ripercuote quando andiamo a scrivere, in modo classico, senza ausili, io stesso ogni tanto ho dei dubbi su come si scrive una determinata parola
Ahahahah! Filmato simpaticissimo e mica tanto lontano dal vero. Però, sono convinto che l'evoluzione tecnica se correttamente gestita non sia necessariamente in antitesi con forme di fruizione culturale più tradizionali. Ovvio che sarà difficile pensare ancora a manuali tecnici cartacei o abachi di calcolo, raccolte di dati etc... Ma letteratura e poesia sono ben altra cosa...
Peda, il mio terrore è quello , che si finisca per consegnare alle macchine il compito di toglierci anche il piacere, oltre la responsabilità di gestire prima la nostra vita pratica, poi anche la nostra parte fantastica e spirituale.
“ sono convinto che l'evoluzione tecnica se correttamente gestita non sia necessariamente in antitesi con forme di fruizione culturale più tradizionali. „
sai che c'è Federico... quando eravamo piccoli se curiosi aprivamo un orologio, magari ci stupivamo e capivamo; erano meccanismi, sofisticate meccaniche. Un bambino che apre un orologio oggi non può capirci niente ed ha una reazione. Il mondo occidentale si divide sempre + in detentori del sapere specialistico ed analfabeti funzionali.
La reazione in sintesi è la risposta: ma chi me lo fa fare di applicarmi se comprendere è quasi impossibile e per vivere mi serve sapere SE funziona e non COME funziona.
user170782
inviato il 15 Gennaio 2020 ore 22:29
La situazione è peggiorata, ma in Italia si leggeva poco anche prima, tanto che mi capita sempre più spesso di imbattermi in personaggi discretamente ignoranti nella fascia d'età 40-60, che in linea di massima è stata la più agevolata per condizioni socio-economiche e avrebbe avuto tutte le possibilità di dedicarsi alla cultura. Basta anche esaminare le reazioni di gran parte degli utenti del forum quando si consigliano libri da leggere o consultare. Oggi c'è un po' l'orgoglio dell'ignoranza, come se fosse un attestato di merito evitare consapevolmente di leggere e studiare. D'altro canto si assiste spesso a ottantenni e oltre che conseguono titoli di licenza media o superiore perché da giovani non hanno avuto possibilità di studiare. Non sarei però del tutto pessimista, in fondo c'è ancora un numero considerevole di ragazzi che studiano, si laureano e affrontano esperienze formative, spesso all'estero. Purtroppo poi difficilmente tornano in Italia e ci troviamo privati di una intera generazione di uomini e donne che dovrebbero costituire l'ossatura della società.
Hai perfettamente ragione Ooo, io ho sempre detto che tendenzialmente la società sta evolvendo verso una sorta di "utenza informata" nel migliore dei casi, altrimenti verso una "utenza fidelizzata". Ma sono anche convinto che gli anticorpi siano nella cultura stessa ossia nella possibilità di capire che questa direzione finirà per espropriare le persone dalla parte più indipendente e profondamente umana della loro personalità. Quando arriveremo (ci siamo vicini) a sistemi (a noi estranei) che decideranno per gli itinerari di trasporto, rifornimento casalinghi, condizioni climatiche delle nostre abitazioni etc..., avremo abdicato e la nostra vita materiale, che è molto più umana di quanto pensiamo, sarà sostituita da un'intelligenza artificiale. Può essere che questo sia il destino della "fufis", che questa sia la necessaria continuazione, l'eredità della breve parentesi umana nell'universo. Ma io non mi rassegno!
user47513
inviato il 15 Gennaio 2020 ore 22:37
“ il trend è ormai impossibile da invertire, a meno che non si attivi una profonda rivoluzione culturale che non può coinvolgere „
temo anch'io che il trend sia impossibile da invertire, proprio perché ( mi corregga Federico se sbaglio !! ) la rivoluzione culturale dovrebbe partire dalla spinta di coloro che determinano le linee guida ( programmi scolastici,e più in generale programmi di governo ) ... Loro che dovrebbero favorive questa rivoluzione, mi pare che invece non la contemplano proprio,anzi la bloccano in partenza
Il Moralizzatore. Credimi, siamo in caduta libera. Non si tratta più di una frangia di refrattari alla cultura, ma c'è una devastante omogeneità di comportamenti. Io ho tutti i giorno il polso della situazione e negli ultimi trenta anni ho assistito ad un tracollo in tutti gli aspetti della formazione, nell'approccio con le arti, nella mancanza di curiosità, nell'indolenza culturale...
Le linee guida sono una bella invenzione. in sanità per es. riducono l'improvvisazione e portano uno standard riconosciuto e di solito più elevato. Purtroppo sono anche una castrazione. In molti settori portano l'omologazione, lo spiallamento delle risorse individuali.
C'è qualcosa di strano in questo periodo storico che rivendica l'individualità massificata da formica del formicaio, producendo facce uguali, all'opposto dell'effetto che si aveva con il ragazzo a bottega.
Campos85, Tenga conto che nella famosa stanza dei bottoni iniziano ad esserci generazioni che questo decadimento culturale lo hanno già subito. Difficile che abbia senso critico una persona che non ha colto il deterioramento della situazione. Le faccio un esempio molto settoriale: la musica. la produzione musicale attuale, tranne rarissimi casi è qualcosa di molto più vicino al rumore che alla melodia. Sappiamo tutti che un musicista barocco o romantico aveva una formazione musicale infinitamente più complete di quella che può avere un "produttore" di musica commerciale, ma le "leve" della produzione musicale sono in mano a persone che hanno quella musica come massimo riferimento (anche qui, colpa della musica "alta" che ha deciso di barricarsi nei conservatori). Così, mentre ai concerti di Mozart andavano tutti, ma proprio tutti, e ad una persona di cultura media o scarsa poteva capitare di sentire in una chiesa una polifonia al massimo livello, oggi quando mai ad un ragazzi riesce di poter uscire dall'omologazione della spazzatura che fruisce solo dalla rete o dalla peggiore televisione?
user111807
inviato il 15 Gennaio 2020 ore 22:59
Federico, purtroppo temo che la situazione sia come tu dici irreversibile. Io stesso che fino a pochi anni fa leggevo di tutto dal quotidiano alla rivista specializzata e di media un libro di saggistica alla settimana, per merito o per colpa dei mezzi di comunicazione e apprendimento di oggi sto regredendo dal mio punto di vista, magari altri pensano il contrario che sia meglio tutto questo. Vedo i miei figli e nipoti tutti laureati non leggere praticamente mai e a certe domande elementari proprio terra terra non sanno risponderti e ti guardano con stupore come per dire che stai dicendo. Le stesse domande se me le avessero fatte a me o ad altri 30 o 40 fa anche io avrei guardato con stupore chi me le avesse fatte ma per il motivo opposto. Scusate le imprecisioni sono al lavoro.
Domenic, la mia è la grande delusione di chi, come si suol dire, ha provato a combattere il sistema dall'interno e dopo 30 anni di tentativi si lecca le ferite. Però, e questo lo dico con convinzione, non ho mai davvero creduto all'ineluttabilità delle situazioni, almeno non di quelle delle quali siamo artefici. Temo che sia ineluttabile il problema ambientale, non perché non dipenda da noi, ma perché semplicemente forse è troppo tardi, ma tutto quello che è specificamente ed esclusivamente umano può trovare una strada diversa. Può essere che una situazione drammatica generi il suo contrario. Può essere che anche solo questa nostra percezione del pericolo, questa nostra consapevolezza costituisca il germe culturale dal quel ripartire. Mah!
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