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Uso e abuso del ritocco


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avatarjunior
inviato il 12 Gennaio 2020 ore 20:10

Sono una neofita con la passione fin da quando ero bambina per la fotografia. Vedendo tanti scatti, tutorial e altro ancora, mi chiedo sempre di più che senso ha alterare quello che dovrebbe essere la meraviglia colta nelle proprie foto solo probabilmente per ottenere consensi e notorietà. Che soddisfazione c'è a enfatizzare poco o tanto gli elementi, ciò che il nostro scatto ha immortalato davvero? Penso che l'originalità sia nella fortuna e bravura di aver colto quel particolare in un determinato momento e in una determinata prospettiva e magari tentando ancora di fare qualche scatto con la speranza di aver fatto del proprio meglio sfruttando tutto ciò chè la natura ci offre! Forse sono troppo semplicista, retrograda

avatarsenior
inviato il 12 Gennaio 2020 ore 22:06

La post produzione non è il male, è solo un passaggio di una lunga catena.
Questa catena parte con la scelta del luogo, del soggetto, della luce, della focale, della composizione.....arrivando poi alla post produzione e infine alla stampa.

Non occuparsi di alcuni anelli di questa catena ci porterà soltanto ad un risultato peggiore e non come si crede ad un risultato più veritiero.
La post produzione può stravolgere una foto tanto quanto può renderla molto più attinente alla realtà, il tutto dipende dal risultato che l'autore vuole ottenere.

Prendo ad esempio una tua foto, questa www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3435331&srt=data&show2=1&l=it , immaginando che tu non abbia post prodotto questa foto, questa foto rappresenta la realtà?.. I tuoi occhi vedevano un cielo bianco?.. Un cielo bianco è credibile?


avatarjunior
inviato il 12 Gennaio 2020 ore 23:28

Sì infatti hai ragione un cielo bianco non è credibile! Non utilizzando un programma professionale che apporti modifiche un pó più "accettabili", mi limito (per scelta) strettamente a ritagliare, raddrizzare le foto e modificare l'intensità dei colori senza utilizzare metodi particolari. Posso garantire che l'originale si discosta di pochissimo! Poi reputo che tante volte la macchina non rende giustizia a ciò che i nostri occhi vedono per svariati motivi. Sicuramente sarebbe stato più apprezzabile un cielo azzurro, ma la luce del sole, l'altitudine e la temperatura hanno contribuito a quel tipo di tonalità. Poi lascio la parola a voi esperti.
Ne ho di cose da imparare!!!!

avatarsenior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 8:23

Le macchine non registrano la realtà come la percepiamo noi, ma come la realtà è.

Il nostro cervello è la macchina da PP più incredibile che ci possiamo immaginare: ci nasconde i fili dell'alta tensione, le gru, migliora i colori del cielo, ci aumenta la gamma dinamica, ci fa l'HDR al volo, apre le ombre e chiude le luci.

Questo perché, ad esempio, nelle ombre magari ci poteva stare una tigre coi denti a sciabola pronta a papparci e dal cielo poteva venire un'aquila che ci portava via il nuovo nato.

Quindi si torna al punto focale della fotografia: cos'è reale?

Il cielo bianco non lo hai sicuramente visto mentre eri lì e sicuramente nemmeno le increspature sul lago.
Allora cos'è reale, lo scatto out of the camera (con la post applicata automaticamente dalla camera quando fai il JPG) o quello che "ricrei" seguendo i tuoi ricordi (a partire dal RAW)?

avatarsenior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 8:28

Siccome le fotocamere non registrano le immagini come i nostri occhi (esempio il cielo bianco), la post-produzione ottimale è quella che riporta l'immagine fotografica a coincidere con la scena originale "nel modo in cui l'ha vista e interpretata il fotografo". Ed è qui che inizia ad essere soggettiva l'interpretazione della post-produzione, perché entrano in gioco le sensazioni e preferenze personali (chi ama i colori vividi tenderà ad enfatizzare e saturare i colori, chi preferisce i colori tenui o magari il bn, desaturerà poco o tanto l'immagine, chi ama molto il contrasto e chi no, chi dà una nitidezza che ad alcuni appare artificiale ecc).

A mio parere quindi un minimo di post produzione è quasi sempre necessario per far coincidere il risultato finale dell'immagine alla scena che il fotografo ha visto (o avrebbe voluto vedere). La soggettività è imprescindibile, e la stessa immagine potrebbe essere post prodotta in modi diversi dalla stessa persona in momenti differenti.
Personalmente non apprezzo molto le elaborazioni irrealistiche (ed esempio colori del tramonto innaturali), o troppo sature/ultra nitide, ma è appunto una mia preferenza.

avatarsenior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 8:31

Il nostro cervello è la macchina da PP più incredibile che ci possiamo immaginare: ci nasconde i fili dell'alta tensione, le gru, migliora i colori del cielo, ci aumenta la gamma dinamica, ci fa l'HDR al volo, apre le ombre e chiude le luci.

E' verissimo!!!!
Per non parlare della graduale "apertura automatica del diaframma (leggi: pupilla dell'occhio) al calare della luce" : Provate a scattare foto la sera al tramonto. Ai nostri occhi sembra rimanga sempre bene o male la stessa quantità di illuminazione per 10-15 minuti, invece in quel frangente la macchina fotografica ogni due - tre minuti che passano abbassa i tempi di esposizione, o apre un po' il diaframma o alza gli iso (a seconda delle impostazioni che abbiamo).

avatarsenior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 8:33

Per la post produzione metterei sopra il pc di ogni fotoamatore un cartello con scritto:

IL TROPPO STROPPIA!

Ecco...penso che già osservare quel monito sia tanto...

avatarsenior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 8:45

"..che senso ha alterare quello che dovrebbe essere la meraviglia colta nelle proprie foto.."

Sei un neofita e dunque ti scuso, ma stai dicendo cose completamente errate.

1) Il sensore di una fotocamera cattura un segnale elettrico analogico, che è dunque in Bianco e Nero, e che praticamente nulla ha a che vedere col mondo che fotografa, che è a colori, niente colori e geometrie alterate, non molto ma alterate.

Primo passo di alterazione della realtà per intervento umano.

2) C'è un secondo intervento umano, con decisioni prese da qualcuno, chi fa quel sistema elettronico, che trasforma quell'insieme di segnali analogici B&N in un file di dati, non in una immagine, ma solo in un pacchetto di dati, campiona il segnale analogico e ci tira fuori un pacco di dati.

Secondo intervento umano di alterazione della realtà.

3) C'è un terzo intervento umano per affibbiare colori ai vari livelli di grigio ed alle varie posizioni geometriche dei diodi che hanno acchiappato la luce trasformandolo in segnale elettrico B&N, ossia ai dati nel pacco dati, secondo un criterio anche quello scelto da qualcuno, sempre durante il campionamento

Terzo intervento umano di alterazione della realtà.

4) C'è un quarto intervento umano per trasformare quel pacco dati di luminosità e colore in una immagine, con caratteristiche scelte da chi fa quella trasformazione, da chi ha fatto la fotocamera o da chi converte, fuori dalla fotocamera, il pacco dati in immagine.

Quarto intervento umano di alterazione della realtà, fatto da chi ha fatto la fotocamera e da chi la setta, oppure da chi fa il convertitore di RAW, del pacco dati, e da chi usa quel convertitore.

Detta in altre parole, in Fotografia, semplicemente, la realtà non esiste (nemmeno a pellicola).

Una foto è tecnicamente fatta bene quando tutti questi interventi non alterano la nostra percezione di realtà, ossia quando si ha compatibilità elevata tra l'immagine finita, come colori e dinamica luminosa, ed il mondo che questa rappresenta.

Se questa compatibilità elevata non c'è, la foto è una patacca, e se ne vedono moltissime in digitale, molta gente non sa operare le scelte giuste sui tanti componenti che portano all'immagine finita, e tira fuori delle patacche.


Ma in Fotografia, digitale o pellicola che sia, di reale, non c'è assolutamente un razzaccio di nulla.

avatarjunior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 8:46

www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3439351&l=it
I tuoi vedono in bianco e nero? Non credo.
Demonizzare la post per partito preso è sbagliato quanto abusarne. vedila come una possibilità di espressione.

avatarjunior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 8:52

Nel caso della PP ci sono pareri diversi e discordanti c'è chi leva-sposta-cancella-aggiunge persone all'interno di un immagine(scelta legittima che però non condivido ma nemmeno condanno) e persone che fanno poca o nulla PP, ci sono persone che ritengono di avere il diritto di dirti cosa fotografare o non fotografare; non esiste una linea che sia migliore o peggiore di un altra, fai quello che ti soddisfa maggiormente.

onestamente da quando ho ricominciato a scattare in digitale mi sono reso conto che un minimo di PP per i colori, le luci e le ombre serve ad ottenere un risultato più vicino a quello che ho visto ad occhio nudo almeno per i raw, per il JPEG ne serve ancor meno.


avatarjunior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 8:53

Io mi limito a giudicare se il risultato finale mi piace senza fare troppa filosofia.

avatarjunior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 8:53

Se hai bisogno di correggere una fotografia dopo lo scatto
lo scatto stesso è insufficente.
La fotografia va fatta prima, mai dopo, parlo di un fotografo che
ha voglia di esserlo o diventarlo.
I confronti con la cara vecchia camera oscura non reggono
perchè chiunque l'abbia conosciuta sa che il tempo perso per
"bruciare, mascherare o prevelare" è/era inversamente proporzionale
alla bravura e l'esperienza acquisite nel tempo, con risultati sempre
peggiori in ogni caso.

Se uno ha la tavola imbandita di ogni cosa per tanto tempo dimentica
la fetta di pane e olio con pomodoro d'estate o con spicchi d'arancia d'inverno.

Si cresce solo con le rinunce e quando si cresce (fotograficamente) calano i bisogni
e le esigenze....................per cui......... e si spende anche meno.;-)

per non parlare di chi scattava diapositive o faceva matrimoniMrGreen

user197028
avatar
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 8:54

Buondi', sono nuova e ho appena aperto una discussione riguardante la post (spero di non aver creato un post doppione)

parlavo di questo tipo di foto: www.instagram.com/fabio_capuani_photographer/?hl=it

come mai riscuote molto successo? (circa 21.0000 follower……) eppure non vedo foto cosi' qui sopra Juza ne sul sito della Canon dove ero registrata

avatarsenior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 9:07

come mai riscuote molto successo? (circa 21.0000 follower……) eppure non vedo foto cosi' qui sopra Juza ne sul sito della Canon dove ero registrata


Per lo stesso motivo per cui la Ferragni spopola, ovvero:

Il vuoto assoluto!

avatarjunior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 9:17

Mi riferivo all'invettiva fatta da Tzeol, ma concordo anche sulla soggettività senza l'esagerazione. Il fotografo allora si trasforma in un architetto/pittore che grazie alla vasta gamma di strumenti di un potente software può rivoluzionare il risultato del suo scatto; ma quindi la foto reale diventa diversa da come anche al nostro occhio è apparsa, oppure più simile al nostro ricordo della stessa o meglio la visione di ciò che avremmo voluto percepire della scena? o è solo la sfrenata ricerca dell'immagine perfetta fatta letteralmente a tavolino? Eppure credo che l'autore dello scatto sa distinguere in quel momento se la foto appena fatta è simile a ciò che sta vedendo! La bravura dell'artista sta nell' utilizzare dei colori a propria disposizione e pennelli sulla propria tela creando dal nulla un bellissimo dipinto; quella del fotografo è anche la capacità di stravogere (volendo) pure l'ordine della composizione, inserire elementi nuovi e quindi modificare quasi totalmente l'originale? E quindi la bravura consiste nel diventare un artista potenziato dalla tecnologia della nostra Era?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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