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Alte luci







user183552
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inviato il 26 Dicembre 2019 ore 18:24    

Salve.Continuo ad avere la stessa deficienza cronica.Le alti luci.Fotofrafavo un altare con al centro il Bambino colpito da un'accentuata luminosità e....
Un disastro.La zona dominante si presentava fortemente sovraesposta.Indecifrabile.Il resto ok.Vorrei evitare le esposizioni multiplte o breaketing.Sono tendenzialmente indolente e poco disposto alla pp.Consigli?
Grazie

avatarsenior
inviato il 26 Dicembre 2019 ore 18:41    

Diciamo che in generale si espone per il soggetto.
Se nel tuo caso il soggetto era il bambino, devi esporre correttamente per il bimbo quindi utilizzare almeno la modalità ponderata centrale o ancor meglio la spot.
Il resto della scena verrà di conseguenza.

avatarsenior
inviato il 26 Dicembre 2019 ore 19:14    

Non è che hai la lettura esposimetrica impostata in modo "strano"?
In teoria vedo che la mia non sbaglia neanche in modalità "valutativa", quand'anche si presentino scene difficili come quella molto contrastata da te descritta ... Per soggetti con illuminazione molto differente rispetto allo sfondo anche la spot può andare però.

user183552
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 17:07    

Se esponevo correttamente il Bambino il resto della scena perdeva le sue caratteristiche.Credo che fotografare con un 12 f/2,8 a quella distanza sia complicato.Resta il fatto che anche fotografando edifici illuminati le alte luci divengono irrecuperabili in pp.Ho ripreso un interno di una chiesa in luce diurna ed il sole che filtrava dalle finestrelle ad arco stampava un alone sulla foto in presenza della sorgente.Sento che si dovrebbe sottoesporre in quanto le ombre sono recuperabili.Vero?

avatarsenior
inviato il 28 Dicembre 2019 ore 17:19    

Dipende sempre da foto a foto e dal gusto personale...
Personalmente, facendo solo bianconero e come idea generale, un certo grado di ombre chiuse trovo siano spesso e volentieri più che accettabili e che, anzi, altrettanto spesso restituiscano un sapore più "reale" alla scena, rispetto all'abitudine attuale e diffusa di aprirle a ogni costo.
Viceversa trovo invece che le alte luci troppo fuori controllo non funzionino quasi mai.
Insomma, ogni foto ha la vita sua...

avatarsenior
inviato il 28 Dicembre 2019 ore 18:14    

Poco disposto alla PP... Non ti resta che mettere al minimo il contrasto sulla macchina fotografica e sottoesporre di uno stop in matrix. Ma non aspettarti i risultati di un passaggio al computer

avatarsenior
inviato il 28 Dicembre 2019 ore 23:10    

Joseph devi fare i conti con la gamma dinamica della tua macchina.
Quando incontri situazioni dove la differenza tra le luci e le ombre è maggiore della gamma dinamica del tuo sensore hai 3 opzioni:

1) esponi per le luci o per le ombre e sacrifichi l'una o l'altra.
2) con soggetti fermi puoi effettuare più scatti, a diverse esposizioni, che poi unirai in post.
3) aspetti che le condizioni di luce cambino e scatti quando la differenza tra ombre e luci è minore.

Nell'esempio del bambino puoi usare l'opzione numero 1 o 3, oppure usare il flash ma qua la situazione si complica.

Nell'esempio della chiesa con vetrate puoi usare l'opzione 2 o 3.

Miracoli non se ne fanno ;-)

Ps: dopo che hai fatto la foto guarda l'istogramma così capisci subito se hai bruciato le luci o non hai segnale nelle ombre e agisci di conseguenza per aggiustare il tiro nello scatto successivo.

avatarsenior
inviato il 28 Dicembre 2019 ore 23:18    

Senza vedere lo scatto é difficile valutare, in linea di massima concordo con chi mi ha preceduto, io in situazioni difficili cerco di stare al limite delle alte luci, conoscendo la gamma dinamica dell'attrezzatura che uso e capisco se si riesce a recuperare in post, le ml hanno una marcia in più perché ti permettono di vedere il risultato prima di premere il pulsante di scatto.

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2019 ore 0:20    

Miracoli non se ne fanno


E forse nemmeno sono così necessari Sorriso

user183552
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inviato il 29 Dicembre 2019 ore 11:56    

Faro' la fine dell'asino di Buridano.Tendenzialmente sono indolente e non amo passare troppo tempo in pp.Non sono un pittore.Farò tentativi seguendo i consigli.Tenete presente che ritengo gli esiti di molte-troppe-pp una sorta di pervertimento della realtà.Togliere i nei o le imperfezioni da un viso lo ritengo una sorta di nascondimento insulso.Il fotografo ritrae ciò che la realtà propone,ma se questa realtà è alterata,per quanto mi compete,essa non è.La libertà dell'artista è strettamente legata alla verità.Questo ovviamente non ha niente da spartire con le alte luci.Ho deviato per dare il senso del mio modo di intendere la foto.Poco invasiva.E i miracoli,se non per le alte luci,si fanno.Eccome.
Grazie

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2019 ore 12:05    

Eeeek!!! non ho mica ben capito.

La gamma dinamica di un uomo è nettamente superiore a quella del sensore di una macchina fotografica, se così non fosse quando guidando usciamo da una galleria ci andremo a schiantare contro un muro.

Comunque se non ti piace fare post, che non significa assolutamente stravolgere la realtà anzi, puoi optare per la soluzione 1 o 3 che ho scritto precedentemente.

Guarda le foto di Francesco, lui le ombre le tiene particolarmente chiuse e i risultati non sono per niente male.

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2019 ore 12:09    

Togliere i nei o le imperfezioni da un viso lo ritengo una sorta di nascondimento insulso.Il fotografo ritrae ciò che la realtà propone,ma se questa realtà è alterata,per quanto mi compete,essa non è


Beh, in quest'ottica io al tuo posto non avrei dubbi: se qualcosa per esempio è "nel buio", lasciala lì.
La fotografia difficilmente risulterà improponibile, e ombre meno aperte potrebbero essere più realistiche rispetto a ogni forzatura tecnica, per leggere non si sa bene quale imprescindibile dettaglio ;-)

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2019 ore 12:32    

Noto una certa confusione tra post produzione, fotoritocco e fotomontaggio MrGreen comunque credo che, per i puristi più puri, le macchine analogiche a sviluppo immediato ancora si trovino.

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2019 ore 15:03    

Ma neanche quelle sono la verità assoluta: hanno un loro modo di fissare sul supporto ciò che cattura la lente, un modo che può piacere ad alcuni ma non ad altri.

Io credo invece che il presupposto base su cui concordare sia che la fotografia non è MAI la realtà.
Perché anche quando l'intenzione è una mera "realistica rappresentazione", essa non sarà altro che una parte (un'inquadratura guarda caso) di ciò che il fotografo aveva davanti.
Una volta accettata la prima parte del discorso, allora i vari gradi di post produzione, pesante o meno, assumono quasi sempre un significato, giustificato o meno a seconda dell'obiettivo che l'autore si era prefissato. ;-)

Ciò che può essere più o meno "vero", semmai, è l'intera storia: quella raccontata da un reportage o da un intero lavoro fotografico, per intenderci.
Ma la post produzione del singolo scatto, se fatta con un minimo di criterio e di gusto, e se (nel caso faccia parte di un corpus più ampio di foto) è armonizzata con tutti gli altri scatti, è difficile che vada a snaturare ciò che con uno scatto - o più scatti - si voleva dire o trasmettere.

Detto questo, la multi esposizione o bracketing rientra a pieno titolo nel discorso. Se è una pacchianata che azzera ogni contrasto nella foto, allora non mi piace. Se è ragionata e ben dosata, è invece un miglioramento naturale e spesso sacrosanto per quasi tutte le fotografie dai contrasti difficili.

user183552
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inviato il 29 Dicembre 2019 ore 15:55    

Non mi sono spiegato.
Quando riferisco di un ritrarre ciò che la realtà propone ...intendo l'attimo colto.L'istante,ovvero la riproduzione non di un evento,inteso come genesi e decadimento,ma rappresentazione di un'istantanea che, per sua ragione,vorrei afferrabile nella sua perentorietà.E quando riferisco di uno stravolgimento che accade al big bang impresso,intendo l'opera di fotomontaggio che le moderne tecniche veicolano.Ero da un fotografo rivenditore e visionavo alcune sue "opere":
ecco,mi diceva,qui c'era una macchina:ho messo una siepe.Qui c'era un bidone della spazzatura:è stato tolto.Questa era una giornata piovviginosa:ed ho messo un cielo chiaro etc. etc.Un conto è la post produzione che estrae dalla foto il non manifesto,ma che è nella foto,altro è mostrare per effetto di alchimie un"ritratto"che è,palesemente altro da sè.Per questo abbiamo la scultura,la pittura,la scrittura,l'arte in generale che libera una diversità di visioni ed è strettamente legata all'artista.La fotografia stessa può essere così intesa.Ma è su di un piano diverso dal mio.
Francamente soffermandomi sulle foto pubblicate nel sito resto basìto,tanto sono seducènti.E non sto ironizzando.Mi complimento con gli autori.Ma sono tutte reali?Quella è l'immagine osservata?O è il risultato di una sofisticazione profonda?Questo non è la destinazione mia primaria.Vorrei riconoscere nella foto ciò che i miei occhi hanno visto in quel preciso istante.Impossibile?Non so.Mi sto accostando alla fotografia e forse nutro velleità irrisolvibili.
Per questo comunque quando fotografo una chiesa illuminata vorrei imprimere quanto ho osservato.Perchè emotivamente è quell'istante che mi ha ...convinto a scattare.Ma le alte luci!!!! appunto......
Una richiesta,e perdonate il taglio prolìsso,le luci che illuminano molti edifici,di un colore arancione o rossastro,non saprei definire,a quale temperatura corrispondono?
Grazie per la cortese attenzione

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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