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Mini tutorial taratura AF Sigma Art


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avatarjunior
inviato il 22 Novembre 2019 ore 22:05

Ho appena finito di leggere un 3d di Sandrofoto su problemi incontrati con l'AF di un Sigma Art. E visto che l'argomento è ricorrente, e sperando di far cosa gradita, faccio un copia incolla di un mini tutorial che ho pubblicato sul forum Nital pochi giorni fa. Spero di non annoiarvi, molti di voi sanno già come operare correttamente, io non sono certo il verbo ma solo un amante della fotografia e delle attrezzature fotografiche. Dimenticavo, non ho copiato una riga, quanto sotto è frutto delle mie esperienze. E anche della mia follia! MrGreen

Sono molti gli amici che nel corso del tempo mi hanno chiesto ragguagli a riguardo, quindi una volta per tutte vi spiego step by step come tarare in maniera definitiva quelle lenti magnifiche chiamate Sigma Art. E' davvero necessario un mini tutorial? Secondo me sì, ricordo bene che anni fa dopo aver avuto colloqui interlocutori con l'importatore (M-Trading) e con l'assistenza ufficiale (AD Service) mi vidi costretto a telefonare notte tempo a Sigma Japan, e solo con i jap ebbi risposte certe ai miei dubbi. Fra l'altro c'è gente in rete che, pur avendo movenze da specialista del brand, evidentemente sul lato tecnico mostra non poche lacune. Ho letto questi guru dare indicazioni del genere “fate una taratura on camera e poi con la dock riportate quel valore su tutte le distanze”. Bene, questo è il modo migliore per incasinare l'obiettivo, e dare consigli del genere vuol dire fare disinformazione!
Sostengo da sempre che tutte le ottiche di tutti i brand (a maggior ragione quelle molto luminose) devono essere tarate sulla fotocamera ma purtroppo il mondo dei foto-amatori si divide fra quelli che le comprano solo per il gusto del possesso e quelli che invece le usano anche e soprattutto per quello per cui sono state progettate, e cioè a TA. Coloro che appartengono alla prima categoria possono pure terminare qui la lettura, molto probabilmente non hanno mai sentito parlare di dof e quello che segue non li interesserà minimamente. Gli altri invece si trovano davanti ad un'altra scelta: il vostro set di lenti Art sarà usato con diverse macchine, oppure volete modellarlo su una sola fotocamera, magari la migliore che avete in casa? Anche qui i primi possono tranquillamente evitare di continuare a leggere, a loro consiglio spassionatamente di tarare le lenti on camera (ovviamente alla distanza di lavoro che usano di più) su ogni corpo. Così facendo gli obiettivi saranno starati (ovvero tarati alla pene di segugio, se vi piace di più) sulla maggior parte delle distanze, ma lavoreranno alla perfezione alla distanza alla quale li avete tarati.
E veniamo all'ultima categoria, quella del foto-appassionato. Qui troviamo amici che dopo aver comprato la reflex dei loro sogni (750, 810, 850, D5…) decidono, a valorizzare l'investimento fatto, di dargli in dotazione il massimo in fatto di ottiche. E qui la scelta cadrà inevitabilmente su Zeiss (top in assoluto) ovvero sugli Art, se non si vuol rinunciare alla maf automatica. Personalmente ho roba di entrambi, quando voglio stare leggero mi porto Nikon, quando è roba seria e in movimento uso gli Art e quando proprio voglio fare il figo (e il soggetto è statico…) tiro fuori i Milvus. Non sono sponsorizzato da Sigma quindi non perderò neanche un microsecondo a sperticarmi sulle qualità della serie stessa ma, atteso che avete comprato un Art e legittimamente vi aspettate un certo tipo di prestazioni, ora siete obbligati a tararlo per bene. E intendo dire a cucirlo letteralmente sulla vostra macchina! Sigma è stata la prima a dare questa possibilità ai propri clienti mettendo sul mercato l'ormai famigerata dock station, il cui acquisto (una quarantina di euro) è pressoché obbligatorio se si vuol fare sul serio. Obbligatori pure un solido treppiede per la fotocamera e una buona focus chart a 45°. Evitate come la peste chi consiglia tarature con le tre pile (anzi, le pile rimettetele subito nel gameboy altrimenti il figlio si incazza!) ovvero con focus chart cartacea appesa al muro e parallela al piano focale. Qui si lavora sulla profondità di campo e la dof potete valutarla solo con FC a 45°. Io uso vantaggiosamente questa https://www.amazon.it/gp/product/B07FWVD5GT...=UTF8&psc=1
che è piccola, economica e funzionale, voi scegliete quello che volete purché non sia roba di cartoncino ripiegato, se non è perfettamente planare la FC non serve a nulla. Posizionata la macchina sul cavalletto e la FC in linea con l'asse dell'obiettivo, possiamo andare a cominciare l'opera tenendo presente che tutti gli scatti test che andrete ad eseguire dovranno essere a TUTTA APERTURA

* Scaricato ed installato l'apposito programma (in italiano, ed è anche molto ben fatto, potete scaricare l'exe per windows oppure la dmg per mac) aprite l'applicazione e collegate la lente al computer tramite la suddetta dock. Il computer riconosce la lente (sulla dock si accende un led, e a video vi mostra tutte le caratteristiche), in pochi secondi il programma esegue la lettura dei settaggi presenti e, se rileva che c'è on line un aggiornamento firmware, vi consente di installarlo in un attimo. A questo punto diventerà cliccabile il pulsante PERSONALIZZAZIONE, premetelo e poi a seguire cliccate su REGOLAZIONE AF. Ora avrete davanti le regolazioni AF scritte sul fw del vostro obiettivo per quattro distanze prefissate, e tali valori su un obiettivo nuovo li troverete tutti a zero. Se l'ottica è di seconda mano è possibile che i valori siano stati modificati, in questo caso cliccate sul tasto di reset (o modificateli uno per uno, ci vuole un attimo) e riportate tutto a zero, la taratura che avete trovato è magari perfetta sulla reflex del precedente proprietario, non sulla vostra! Sempre con la schermata davanti segnatevi su un foglio le quattro distanze di taratura (per i quattro settori sono riportate sopra in feet e sotto in metri).
* Staccate la lente dalla dock e collegatela alla fotocamera alla prima distanza indicata, la più breve, che deve essere quella che intercorre fra la superficie della Focus Chart ed il piano focale della reflex stessa. Mi raccomando, ho scritto PIANO FOCALE e non lente anteriore o baionetta! Settate TUTTA APERTURA, messa a fuoco singola con punto centrale, misurazione esposimetrica spot, puntate (se usate la FC che ho indicato dovrete puntare sul cerchio di destra, il più piccolo) ed eseguite il vostro scatto test.
* A questo punto visionate lo scatto sul computer (non sul telefonino ne tanto meno sul display della fotocamera) e avrete subito chiaro quella che è la situazione in termini di maf. Se il valore zero è centratissimo (nel senso che la leggibilità dei valori superiori sia assolutamente pari a quella dei valori inferiori, insomma se è definitissimo +20 deve essere parimenti definito anche -20), cosa rara ma possibile, vuol dire che a quella distanza l'af dell'accoppiate reflex-ottica lavora alla perfezione, non ha bisogno di alcuna correazione, e pertanto lasceremo il valore corrispondente a zero. Se invece - come è più probabile – la scala sarà più definita verso l'alto parleremo di back focus (ed andremo a correggere applicando valori con segno -) mentre se sarà più definita verso il basso parleremo di front focus ed andremo ad applicare valori con segno +.
* Ok, facciamo un esempio, dalla foto che avete a video avete appurato che i valori perfettamente definiti sulla vostra scala vanno da +50 a -10, c'è chiaramente un back focus e visto che non è lievissimo andiamo a correggerlo. Clicchiamo sulla cella corrispondente alla nostra distanza di scatto, che a quel punto diventerà di color arancio. A questo punto con i cursori della scala graduata che troviamo poco più in alto andiamo ad inserire un valore verosimile, diciamo -7.
* Inserito il nuovo valore clicchiamo su SCRITTURA, in un attimo il programma riscriverà il fw con il nuovo valore. Togliamo l'ottica dalla dock, inseriamola nella fotocamera, eseguiamo un nuovo scatto di test ed andiamo a vedercelo a video. Non illudiamoci di azzeccare subito il valore giusto, vedremo tuttavia che la zona a fuoco si è notevolmente spostata e che è necessario un ulteriore aggiustamento. Niente paura, colleghiamo di nuovo la lente al computer e ripetiamo i passaggi precedenti aggiustando più finemente, diciamo di due punti per volta. Basterà sempre cliccare sul valore inserito, modificare e poi riscrivere il fw.
* Trovato finalmente il valore aureo, seppur a fronte di tre, quattro o cinque tentativi, si lascia tale valore sulla prima cella e si passa finalmente alla seconda. Impostiamo la nuova distanza (quella che appare sopra la cella) fra Focus Chart e piano focale della fotocamera, eseguiamo lo scatto test e ripetiamo la procedura sovrastante.

Alla fine della taratura dell'ultima cella clicchiamo per l'ultima volta su SCRITTURA ed abbiamo terminato. Lo so, il processo è lungo e ripetitivo, avete montato e smontato la lente almeno una dozzina di volte ma ora avete fra le mani un vero rasoio, uno strumento di misura tarato alla perfezione su tutte le distanze! Dimenticavo, se la lente è uno zoom il tempo necessario alla taratura (circa 40 minuti) si moltiplica, invece di una riga per distanze ne avrete quattro, corrispondenti a quattro focali diverse dello zoom stesso.
Il lavoro è tutto sommato semplice ma di attenzione, dovete prendervi il vostro tempo, giornate di pioggia come quelle di questi giorni sono l'ideale. Sperando di aver fatto cosa gradita per i possessori di ottiche Art, vi lascio solo due raccomandazioni

• Gli scatti test devono obbligatoriamente essere eseguiti a TA
• La lente che avete appena finito di tarare ora è un tutt'uno con la vostra reflex, non con quelle degli altri. Quindi, nel momento in cui dovreste andare a rivenderla, abbiate cura di resettare con la dock i valori impostati



avatarsenior
inviato il 22 Novembre 2019 ore 22:46

Grazie Lupaccio, spiegazione molto ben fatta;-)

Adesso ti spiego perfettamente il problema riscontrato nel Sigma 105 che ho avuto:

L'obiettivo non errava mai su una distanza che andava tra la minima e i 6 metri circa, ma errava nella distanza intermedia, ossia tra i 10 ed i 20 metri.

Tarato l'obiettivo alle brevi distanze, quindi la prima e la seconda cella disponibile sul programma, tutto andava benissimo, il problema era tra le medie/lunghe distanze ad infinito cioè le ultime due celle.

Regolavo l'infinito, quindi la quarta cella, provato per 3 volte e risolto perfettamente, quando regolavo dopo la terza cella, quella appunto delle medie distanze il risultato era corretto ma si spostava automaticamente l'infinito, regolavo di nuovo l'infinito e si spostava la media e via così per 6 volte consecutive tra i monta e smonta.

Mi viene da pensare che il problema fosse in concomitanza proprio tra la terza e la quarta cella con conseguenza che regolando l'uno staravo l'altro

Problema ancora più grave l'incostanza appunto a volta più avanti a volte più indietro.

Mi dispiace aver cancellato tutti gli scatti, li avrei pubblicati per farvi vedere cosa succedeva;-)

A questo punto è molto probabile che quell'esemplare fosse davvero difettoso e che sarebbe dovuto andare insieme alla fotocamera in assistenza per essere tarato;-)

avatarjunior
inviato il 01 Dicembre 2019 ore 16:02

buonasera,mi è venuto un dubbio esistenziale,la taratura delle lenti sigma Art(o di qualsiasi altra) e quindi il dock,sono pressochè inutili in un sistema mirrorless,dato che il suddetto non è affetto da F|B focus,per via del particolare sitema di messa a fuoco a contrasto, quindi non si possono ne tarare ne starare,sono perfette cosi,corretto?

avatarsupporter
inviato il 03 Gennaio 2020 ore 18:09

Buona sera Massimo,
sono Antonio, quello che ha chiamato questa sera per ringraziarla per quello che ha scritto a proposito della taratura
delle ottiche Sigma/ART. Come le ho accennato, ho comprato oggi un 35/1.4 ART usato (comprensivo di USB DOCK)
e nei prossimi giorni mi cimenterò nella taratura per l'utilizzo su una D850. Naturalmente terrò ben presente quello
che lei ha scritto in proposito, ma non so se avrò dei problemi. Se mi trovassi in difficoltà posso abusare della sua
cortesia?
Grazie e molti cordiali saluti, Antonio Paradiso

avatarjunior
inviato il 05 Gennaio 2020 ore 21:47

Antonio, come ti ho detto telefonicamente la procedura è un attimino lunga (un paio d'ore se fatta bene) ma non noiosa, e l'unica criticità viene dalla taratura dell'ultima cella a dx, quella per la distanza di infinito. Se stai tarando un grandangolo non c'è problema, con un 20 mm a 3 metri sei già ad infinito, è con i mediotele che le cose si complicano e ci si accorge che casa non è poi così lunga MrGreen Io per non sbagliare non ci perdo tempo per niente, se vedo che i valori delle prime tre celle sono simili allora adeguo anche la quarta, se vedo invece che dalla prima cella alla terza c'è un incremento (ovvero un decremento) costante, allora lo applico anche sulla quarta. A me funziona ;-)

avatarsupporter
inviato il 05 Gennaio 2020 ore 23:20

Massimo, dopo che ci siamo sentiti, ho passato la mattinata (2-3 ore) per la taratura del Sigma 35/1.4.
In effetti è stato quasi un divertimento. Per le tre prime sezioni ho dovuto impostare +13, +10 e +5.
Per la sezione infinito ho mirato ad un traliccio e il miglior compromesso mi é sembrato "0", ma non sono
molto convinto. Domani provo sul campo quanto tarato e, se necessario, ritorno a giocare con la "USB
DOCK".
Buonanotte, Antonio

avatarjunior
inviato il 24 Giugno 2020 ore 13:27

Buongiorno..
Scusate ma per tarare ad infinito occorre puntare un orizzonte lontano oppure anche un oggetto a 20/30 metri? Perché io ho provato con un oggetto a distanza di circa 20 metri e dopo aver calibrato con i vari tentativi, una volta che andavo a ripuntare quello stesso oggetto, l'autofocus sul barilotto della lente metteva a fuoco indicando perfettamente la linea di infinito, ma se poi puntavo qualcosa più in lontananza, il fuoco si spostava oltre la linea di infinito e la parte lontana non era molto ben definita come invece accadeva per l'oggetto a 20 metri, nonostante non avessi messo a fuoco su di lui.

avatarjunior
inviato il 26 Giugno 2020 ore 18:04

Anche io sono alle prese con la taratura del 50 SIGMA ART.
A me vengono i seguenti valori:
0.4 mt +14
0.7 mt +13
1.5 mt -1
infinito ? ho messo zero 0

Un salto monstre fra 0.7 e 1.5....ma sempre con risultati altalenanti.

Ma secondo voi come si raccorda la curva che gestirà le curve intermedie?
Cioè se deve correggere tanto da vicino poi quando si passa a misure mezzane che fa??

Mi sembra di rischiare che poi tra 0.7 e 1.5/2mt l'obiettivo debba interlacciare e calcolare la correzione ma è talmente elevata la differenza di valori (il delta) che lui come si comporta?

Non so se mi sono spiegato ma non vorrei che poi sbarellasse.
Ha un comportamento non costante.
Non è che se io lo taro a +10 poi mi fa tutte le foto identiche a +10.
Non funziona così.
Lui in pratica ha una sorta di tendenza ma non è costante nella messa a fuoco.
Ovverò vedo che tende a portare il fuoco oltre il punto se gli do +10 ma non in maniera costante sempre identico.
Avete anche voi avuto questi problemi nel maneggiarlo?

avatarjunior
inviato il 26 Giugno 2020 ore 18:26

Tra 1 e 1.2 mt è un terno al lotto completo, non ne azzecca uno.
Mentre le misure tarate tutto sommato vedo una tendenza positiva.

avatarsupporter
inviato il 27 Giugno 2020 ore 6:45

Grazie

avatarjunior
inviato il 27 Giugno 2020 ore 9:52

Riporto la mia esperienza dopo aver calibrato le seguenti lenti art: 20mm , 50mm , 24-105, 85mm.


1) Nella maggior parte dei caso, l'errore di messa a fuoco è di offset il che significa costante su tutta la distanza
2) l'errore di guadagno responsabile della variazione per la diverse distanze a volte c'è e a volte no. Solitamente è minimo.
3) la curva è solitamente lineare quindi determinando gli estremi si possono facilmente trovare i punti intermedi

Ho fatto molti tentativi, e alla fine adottando la seguente procedura si riescono ad ottenere risultati consistenti in tempi veloci. L'errore che quasi tutti facciamo è partire da distanze corte dove la verifica è più facile. Trovo abbastanza inutili i vari bersagli che si trovano online a meno di non dover calibrare super tele


La mia procedura:
1) Verificare la correzione all'infinito:
- Macchina su cavalletto, apertura massima
- Autofocus singolo su punto centrale
- Puntare su un oggetto lontano e molto grande (abitazione albero ... )
- Scattare 2 foto: 1 in live view ed 1 con autofocus tradizionale
- Confrontare le 2 foto anche dallo schermo della macchina "zoommando" al massimo . Il confronto renderà immediata la valutazione del front o back focus
- Altro metodo: eseguire lo scatto in live view per primo, osservare nella finestrella della lente la direzione in cui si muove l'indicatore della distanza durante l' autofocus tradizionale.
- La lente mette a fuoco correttamente quando l'indicatore della distanza non si muove o si muove ma poi torna nella posizione originale di fuoco live view.

- Per chi possiede la correzione in macchina, è possibile fare alcuni tentativi. Il valore della correzione trovato in macchina può essere utilizzato per determinare il valore da applicare tramite la dock ma senza dover ogni volta rimuovere e rimontare l'obiettivo. Per macchine nikon è quasi concidente con il valore da applicare sulla dock.


2) Verificare la correzione alla minima distanza:
- Ripetere tutte le operazioni fatta per l'infinito, ma alla minima distanza. Attenzione a non superare la minima distanza, altrimenti

3) Tramite i punti 2 e 3 abbiamo identificato gli estremi della curva, impostare i punti intermedi in modo da passare fra le 2 regolazini in modo lineare.

4) Aggiustamento fine: la curva è adesso stata impostata. Grossomodo andrà bene anche per i punti intermedi, fare comunque la verifica dei punti intermedi ed apportare piccole variazioni 1-2-3


avatarjunior
inviato il 28 Giugno 2020 ore 1:42

Io ho calibrato alle varie misure partendo dalle minime. Ho riscontrato che la lente soffre di front focus, quindi nella taratura vi sono solo aggiustamenti positivi e grossomodo crescenti linearmente, tranne che per infinito, che mi ha dato molti problemi.
Tuttavia, anche fotografando un oggetto molto vicino ho riscontrato che la lente continua ad avere un front focus, problema che risolvo mettendo a fuoco manualmente. Quindi, se metto a fuoco manualmente, la lente è una lama davvero, mentre in automatico non va! Nonostante abbia tarato alla perfezione provando di volta in volta ad aumentare di un solo valore per volta (+1,+2,+3 ecc)
Fotografando un paesaggio in automatico.. Lasciamo perdere proprio.. Il samyang 16mm è di molto superiore al momento, anche se so che non dovrebbe essere affatto così.. Non mi spaventa focheggjare a mano, anche perché non ho mai, dico mai, utilizzato la macchina in automatico e non ho mai avuto obiettivi diversi dai manuali, però, insomma, vorrei comuqnue poter avere una lama anche scattando in automatico.
Ho visto foto paesaggistiche scattate col. Sigma 18-35 che fanno paura talmente sono nitide e so con certezza che sono state scattate con autofocus.

Penso che dovrò azzerare tutto e lavorare prima su infinito, visto che i maggiori problemi li riscontro li.

avatarjunior
inviato il 28 Giugno 2020 ore 1:48

Per Farne'.. Posso dirti che utilizzando la chart focus tridimensionale, scattando due o tre foto identiche, con le modalità consigliate (TA, treppiede, autofocus ad un punto ecc) e con la stessa identica taratura, ho ottenuto foto diverse, con la zona a fuoco spostata da foto a foto.. Cosa che non avviene focheggiando in manuale.. Per questo penso che non sia così semplice ed automatico calibrare la lente ed ottenere foto nitidissime come ci si aspetta. Spero solo di riuscire a risolvere..

avatarjunior
inviato il 28 Giugno 2020 ore 19:03

sti sigma a volte fanno impazzire.
ma secondo voi, le esperienze poco felici sopra (Ale1980) sono specifiche del 35 o generali.
ad esempio io ho avuto il citato 18-35 e non mi è sembrato infernale da tarare (perchè cmq pensare di non tararli, come suggerisce Lupaccio58, è assurdo).
però sul 24-105 ho dovuto rifare le cose un paio di volte.
ora leggo delle difficoltà con il 35 (dette anche su altri thread e in altri forum a dirla tutta). boh magari è specifico. mi spaventa che avevo una mezza idea di passare al 24-35 ma se deve essere un inferno (ma soprattutto poi a volte non risolutivo)...

avatarjunior
inviato il 26 Luglio 2020 ore 12:38

@Antonvito Paradiso Massimo, dopo che ci siamo sentiti, ho passato la mattinata (2-3 ore) per la taratura del Sigma 35/1.4. In effetti è stato quasi un divertimento. Per le tre prime sezioni ho dovuto impostare +13, +10 e +5.
Per la sezione infinito ho mirato ad un traliccio e il miglior compromesso mi é sembrato "0", ma non sono
molto convinto. Domani provo sul campo quanto tarato e, se necessario, ritorno a giocare con la "USB
DOCK".

Come ho scritto sopra l'infinito è sempre un gran casino, ma il traliccio mi sembra un'ottima soluzione con le sue linee ;-) Leggo sopra che qualcuno si è adoperato a fare una media ponderata dei valori infinito/minima distanza maf per poi selezionare sulla fotocamera il valore che esce da tale media. Niente di più sbagliato a mio modesto e opinabilissimo avviso, in questa maniera la lente non raggiunge il massimo di maf praticamente a nessuna distanza.
Torno a ripetere, TUTTI gli Art hanno bisogno di taratura fine sulle 4 distanze, ma la stessa cosa è vera anche per i vostri Nikon o Canon. Ogni lente esce di fabbrica con una taratura mediana che, considerando le tolleranza di ognuna e dei moderni chassis in plastica, può ben definirsi alla pene di segugio. A ciò va ad aggiungersi la tolleranza del sensore af del corpo macchina. Non è un caso che ad esempio Nikon consenta la taratura fine in macchina, così l'utente scatta tranquillo almeno alla distanza per cui l'ha tarata MrGreen
Chiaro però che per le altre distanze siamo punto e a capo. Personalmente i miei Nikon li ho fatti tarare uno per uno in assistenza ufficiale (60-70 euro cadauno) e vi assicuro che il procedimento che eseguono è lo stesso descritto in apertura del 3d. Insomma, quello che voglio dire è che obiettivi tarati alla perfezione su tutte le distanze molto semplicemente non esistono e chi dice il contrario è uno che scatta a f 8 fisso, ovvero un inguaribile ottimista.
Per chiudere, quello che ha fatto guadagnare una cattiva fama agli Art è il fatto che Sigma ci ha messo a disposizione quello strumento preziosissimo che è la dock, insieme al relativo programma. Molti utenti si sono spaventati, altri l'hanno usata in maniera errata, altri ancora hanno rivenduto ottiche Art senza resettare la loro taratura mettendo così in difficoltà il nuovo acquirente. Chiaro poi che esistono esemplari che hanno problemi seri, ma questo vale per tutte le case. Ad esempio Nital mi sostituì l'intero contenuto (vetri, meccanica ed elettronica) di un 24-70 VR nuovo che non andava perfettamente a fuoco....

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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