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inviato il 30 Settembre 2019 ore 9:38
In contrapposizione al sempre più invasivo aspetto tecnologico nella fotografia odierna, volevo condividere un pensiero diametralmente opposto, di quasi astrattismo che riguarda la realizzazione delle stesse. Non essendo (io) dotato di proprieprietà stilistiche letterarie di livello adeguato per espandere l'argomento, mi viene in aiuto l'amato Surrealismo ed il suo fondatore Breton. Ora citerò alcuni passaggi del pensiero, alcuni dei quali estratti dal maniferto del surrealismo del 1924 , ed avrei piacere capire se qualche utente condivide, vive e/o pratica questo modo di vivere e praticare l'arte. “ Il Surrealismo si fonda sull'idea di un grado di realtà superiore connesso a certe forme d'associazione finora trascurate, sull'onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato del pensiero. Tende a liquidare definitivamente tutti gli altri meccanismi psichici e a sostituirsi ad essi nella risoluzione dei principali problemi della vita „ “ L'automatismo psichico significa quindi liberare la mente dai freni inibitori, razionali, morali, eccetera, così che il pensiero è libero di vagare secondo libere associazioni di immagini e di idee. In tal modo si riesce a portare in superficie quell'inconscio che altrimenti appare solo nel sogno. „ “ i temi sono: visioni oniriche, il recupero della prolifica immaginazione infantile, la malattia mentale come rivelatrice di verità, l'abolizione della logica in favore dell'automatismo (concetto d'ispirazione Freudiana). La figura di Sigmund Freud ha un'enorme influenza su Breton che ne adotta le analisi psicoanalitiche sul sogno ("La psicologia è un argomento sul quale non sono disposto a scherzare" dichiara). Freud sarà l'inconsapevole profeta del Surrealismo. Il sonno è uno stato di coscienza che viene elevato da Breton allo statuto di legittima realtà, al pari della veglia. Quest'ultima invece è vista come un fenomeno di interferenza, ipotesi per lui validata dalla presenza di lapsus ed equivoci di ogni specie, richiamanti la coscienza a prestare attenzione al subconscio, ossia la parte della coscienza più sincera e non governato dal Super-Io. La combinazione di questi due stati genera secondo Breton una Realtà Assoluta chiamata Surrealtà. „ accetto serenamente che questo post vada deseto rob |
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inviato il 30 Settembre 2019 ore 10:25
ma Man Ray, Hans Bellmer ecc ecc. erano "pellicolari" ed erano surrealisti cioè appartenevano alla corrente surrealista. Il surrealismo Star Trek non è legato ad un mezzo ma ad una forma di "Surrealtà" che trova come naturale sfogo una forma di espressione, pittura, scrittura .....fotografia. |
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inviato il 30 Settembre 2019 ore 10:30
“ ma Man Ray, Hans Bellmer ecc ecc. erano "pellicolari" ed erano surrealisti cioè appartenevano alla corrente surrealista. Il surrealismo Star Trek non è legato ad un mezzo ma ad una forma di "Surrealtà" che trova come naturale sfogo una forma di espressione, pittura, scrittura .....fotografia. „ Quindi tutti i fotografi digitali sono inconsciamente surrealisti ? Quindi tutti i fotografi pellicolari sono consciamente surrealisti ? |
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inviato il 30 Settembre 2019 ore 11:07
pellicola o digitale su questa discussione hanno senso come se iniziassimo a parlare di nikon e canon per arrichire la discussione. |
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inviato il 30 Settembre 2019 ore 15:05
diciamo che bisognerebbe capire cosa si intende oggi per fotografia surrealista. perchè se cerchi "fotografia surrealista o surreale" trovi piu che altro fotomontaggi, mentre quella dei primi surrealisti era "leggermente" diversa. diciamo che con l'evolversi dello strumento è anche cambiato molto l'approccio al "genere". |
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inviato il 30 Settembre 2019 ore 15:51
Roger Ballen Jeff Wall Gregory crewdson Alex Prager possono essere esempi di riferimento |
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inviato il 30 Settembre 2019 ore 20:20
Comunque la tua domanda verte sul fatto se questo tipo di visione influenzi la nostra fotografia. La domanda è posta molto bene. Perché se avessi chiesto " fai foto appartenenti alla corrente surrealista?" la mia risposta sarebbe stata ovviamente no, e neppure se chiedevi se il mio tipo di fotografia fosse tipo surreale ( inteso come la fotografia surreale moderna, fatta di fotomontaggi, che in parte mi piace ma in parte trovo troppo artefatta e lontana dal concetto di fotografia) , però per come poni la domanda, mi sento di rispondere un semi sì, forse il tipo di fotografia che faccio - alle volte - può essere associata a questo tipo di visione, soprattutto perché è collegata al mondo del sogno o dell'incubo e alla mescolanza tra reale ed irreale. C è stato un qualcosa, un interruttore che ha fatto come accendere una lampadina, un lutto che ho subito un paio di.anni fa e che ha come sbloccato il mio subconscio e cambiato il mio modo di fotografare. Rendendolo più cupo e "astratto", spesso popolato da ombre e fantasmi. Inoltre soffro da sempre di disturbi del sonno, paralisi del sonno, illusioni ipnagogiche, so quanto il confine tra i due mondi possa essere labile... |
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inviato il 30 Settembre 2019 ore 20:52
io non mi sento per niente surrealista fotograficamente parlando, non perchè non abbia mai indagato l'onirico o l'ipnagogico, ma perchè la mia intenzione fotografica non punta al surrealismo, anche se qualche volta ci finisco dentro quasi involontariamente. Poi credo che sia tanto + probabile il surrealismo, quanto più si è giovani, almeno, quel surrealismo vero e spontaneo, non quello estenuamente ricercato magari da vecchi. e questo è normale, un giovane è + vicino al neonato che era, di quanto non lo sia un vecchio, ed un neonato trascorre 18 ore al giorno in fase ipnagogica, quindi praticamente vive la dimensione reale anche come onde cerebrali. Quella dimensione è parte primeva e comune a tutti noi, e ci coinvolge tutti, istintivamente ed emotivamente. Per questo immagini o musica possono essere così coinvolgenti. Il surrealismo ha avuto inevitabili contatti con la psichedelia, la psichedelia con le droghe intese come mezzo esplorativo, almeno, nelle intenzioni... A mio parere i migliori candidati all'esplorazione del surrealismo sono quindi i giovani, ed i vecchi spesso risuonano solamente di un'eco di surrealismo, ma possono dare di meglio in altri correnti espressive. |
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inviato il 30 Settembre 2019 ore 21:17
Io come riferimento surrealista ho ROBERT e SHANA PARKEHARRISON Pero sono sincero io credo ci sia un grosso ritorno al figurativo in fotografia con stili meno distanti dal quotidiano di crewdson che ha un controllo totale ma resta molto distante dalla fotografia comune |
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inviato il 01 Ottobre 2019 ore 3:13
Nel momento in cui ci si stacca dal reale, i percorsi possibili diventano molti. I fotografi citati nei post precedenti lo confermano: interpretano in modo molto diverso il surreale, usando ognuno chiavi diverse per condurre l'osservatore fuori dal reale. C'è chi usa elementi disturbanti, chi invece usa elementi naturali ma composti in modi fantasiosi o improbabili, chi ancora sfrutta dettagli, luci e atteggiamenti per creare scene realistiche ma con un'atmosfera sospesa. Questi autori cercano di far deragliare la percezione del reale, ognuno con la sua arte e il suo linguaggio, ma secondo me tutti fanno una scelta di campo iniziale: decidono a priori se generare una esperienza estetica confortevole o non confortevole, dove questa seconda non va intesa come sbagliata, ma solo come amaro contrapposto al dolce. Magari qualcuno gioca sul confine come Crewdson, ma ciascuno fa emergere nel surreale il rapporto che ha con la realtà. In fondo anche i sogni, per quanto strani e complessi, li descriviamo in sintesi come belli o brutti, nel senso di rilassanti o ansiogeni. Anche quelli vengono generati da come siamo fatti dentro e dalle esperienze che viviamo. Personalmente sono convinto che nessuna fotografia rappresenti il reale, venendo filtrata dal sistema visivo e interpretativo del singolo osservatore. Quindi, la mia risposta alla domanda posta dal thread è sì, ho una visione surrealista e cerco di rappresentare meno possibile il reale. Se faccio 1000 foto in una sessione e alla fine ne seleziono venti è proprio perché quelle venti sono sufficientemente surreali da dire qualcosa di diverso da ciò che ognuno può esperire autonomamente. Lo scopo è di lasciare una sensazione gradevole all'osservatore, creando situazioni che di quotidiano hanno poco e sfruttando un contesto come quello del nudo "glamoire" (un misto di glamour e boudoir) dove sogno e desiderio sono facili da stimolare. Probabilmente queste scelte derivano da un buon rapporto con la realtà. |
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inviato il 01 Ottobre 2019 ore 6:56
Scusate la mia momentanea latitanza Arconudo, grazie per essere intervenuto ed avere portato quelli che sono probabilmente i referenti più noti di un tipo di prodotto finale, visto anche il tipo di fotografia che pratichi, che peraltro apprezzo moltissimo, ma io ti chiedo: Arconudo quanto il "processo" di surrealtà, o meglio il tuo vivere immateriale (sogni visioni ecc ecc) più o meno coscientemente penetra nelle tue immagini? grazie Morgana: la tua disamina centra esattamente ciò che è il tema, l'esperienza personale il proprio vissuto e quanto questo entra nelle nostre immagini.Penso che questa capacità di analisi aiuterà molto il tuo percorso fotografico. |
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inviato il 01 Ottobre 2019 ore 7:22
Matteo...... sono sincero da un "ricercatore" come ti considero mi aspettavo una risposta più personale, più intimistica.. ma sono certo che dopo questa "provocazione" arriverà “ Mirkopetrovic „ non capisco perchè non ti abbiano dato l'EP, forse per non far torto al vero Vincent che non ne ha preso nemmeno uno neanche lui “ motofoto „ grazie per aver investito del tempo il questa discussione. Il tuo apporto la tua visione è condivisibilissima a mio parere, inoltre va a sdoganare nei tuoi lavori un genere molto inflazionato ed a volte non con tutte le considerazioni ed attenzioni che hanno gli altri generi fotografici. “ Probabilmente queste scelte derivano da un buon rapporto con la realtà. „ è lo stesso motivo per cui io NON lo pratico..... il ritorno a casa da mia moglie |
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inviato il 01 Ottobre 2019 ore 8:02
Il surrealismo è un movimento ben preciso nato come evoluzione del dada, sappiamo tutti che il surrealismo si rifà a sogno e inconscio, dove si cerca di rappresentare la parte di quest'ultimo che emerge lo hai scritto appunto riprendendone il manifesto. Aveva una collocazione ben precisa storica ed era spinto dal contesto. Attualmente per come la vedo io se ne sono ripresi i canoni estetici svuotandolo da gran parte dei suoi significati, dire che si fanno foto lontane dalla rappresentazione reale e che quindi sono surrealiste secondo me è un errore. Non vedo nulla di surrealista nel forum di juza sinceramente. Ci sono artisti digitali molto eleganti, ma personalmente spesso non riescono a coinvolgermi più di tanto, riprendono un estetismo, ma non i concetti che stavano alla base del movimento. Mi chiedevo quindi se qui ci fosse qualcuno che segue come metodo di lavoro quello di far uscire il proprio inconscio e lo riesce a fare in maniera efficace magari filtrato da canoni estetici contemporanei |
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