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Estetica/Antiestetica


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avatarsenior
inviato il 24 Agosto 2019 ore 18:19    

Il tema dell'estetica è spesso dominante in fotografia è non può che essere altrimenti inquanto arte visiva, ma è quasi sempre trattato in maniera "partigiana".
Ci sono diversi approcci alla fotografia, alcuni legati a rappresentazioni più asciutte, con pochi fronzoli, altre si creano scenografie più complesse, in tutto ciò il concetto di "bello" che è sempre legato alla nostra percezione.
Comunque si sono creati dei canoni specifici,ma questo ha creato anche degli anti canoni, un utente mi scriveva che sembra andare di moda la rappresentazione della "bruttezza".
Non posso non ammettere che in fotografia esistono e sono sempre esistite correnti e mode, ma trovo che troppo spesso oggi si viva di fazioni, bisogna essere "contro" e gridare le proprie ragioni per coprire l'opinione degli altri.
Non è facile cercare di tenere un certo distacco e apertura mentale, ma non trovate riduttivo valutare uno scatto solo sul banale bella/brutta foto? Non trovate questo approccio superato?
Ora provando a mantenere la discussione su un piano pacifico e costruttivo voi pensate che bisogna necessariamente aderire a una specifica fazione per avere coerenza oppure semplicemente come la vedo io tutto va contestualizzato e la coerenza non è nella scelta dei soggetti ma nei concetti dietro le fotografie?
E soprattutto bisogna per forza attaccare la "fazione" opposta?

avatarsenior
inviato il 24 Agosto 2019 ore 19:14    

Non è che ho ben capito dove vuoi arrivare, però per conto mio credo che l'estetica e la bellezza siano e debbano essere sempre le protagoniste indiscusse della fotografia in qualsiasi genere....senza però confondere la bellezza del soggetto con la bellezza della rappresentazione...la bellezza spiccia va a moda e dipende anche dall'epoca come dimostrano varie rappresentazioni pittoriche di belle donne nelle varie epoche che oggi sarebbero considerate molto brutteSorriso

Comunque seguo con interesse...

avatarsenior
inviato il 24 Agosto 2019 ore 19:28    

Se intendo il senso del topic, non fatico a essere c'accordo con te Matteo.
Peraltro, tutt'al più, la ricerca della "bellezza" può essere uno dei molteplici compiti che la fotografia può assolvere.
Altrove mi pare tu abbia citato autori come Saudek per esempio, che con la loro opera mi pare avvallino il tuo ragionamento.

Si potrebbe anche estendere il discorso al fatto che le arti visive, che prima rispondono forse a canoni di bellezza convenzionali, poi (copia dopo copia) li riscrivono in modo ugualmente convenzionale.
Un esempio su tutti, le modelle anoressiche di un po' di tempo fa: le vedevi sui manifesti e, giorno dopo giorno, diventavano assurdamente un modello, pur non corrispondendo affatto alla donna reale, quelle cioè che sotto quel manifesto passavano a migliaia.

Rispetto alle fazioni, il vero problema a me pare il modo in cui si manifestano e l'oggetto che spesso le caratterizza.
Nel senso che la polemica è da sempre il nutrimento della fotografia: se pensiamo alle considerazioni di Cartier-Bresson sulla nitidezza e (per conseguenza) su una certa scuola e certi fotografi illustri, è evidente che parliamo alla fine di qualcosa che potremmo definire fazioni.
Poi dipende dalla qualità e "l'oggetto sociale" della fazione, e dalla sensibilità di chi lo esprime.
Non so: nel caso che ho citato lui attaccava indubbiamente. Ma mi pare la faccenda fosse diversa da quello a cui si assiste ogni giorno Sorriso

avatarsenior
inviato il 24 Agosto 2019 ore 19:35    

Mi era venuto in mente questo topic per una frase che ho letto su Catherine Opie.
Si discuteva che ora fotografare soggetti particolari sia di moda e è una scorciatoia per guadagnare e mi chiedevo se un effetti esiste un Antiestetica che evolve con i cambi del concetto di bellezza diventando essa stessa un canone precostruito.
Ma il punto su cui volevo portare il discorso è che certe foto di autori non sono per forza alla ricerca del soggetto di impatto, ma che hanno dietro delle idee forti, altre volte magari davvero c'è solo desiderio di scandalizzare come scorciatoia.
Ero curioso di avere un'opinione anche di altri

avatarsenior
inviato il 24 Agosto 2019 ore 19:38    

Ma il punto su cui volevo portare il discorso è che certe foto di autori non sono per forza alla ricerca del soggetto di impatto, ma che hanno dietro delle idee forti, altre volte magari davvero c'è solo desiderio di scandalizzare come scorciatoia.


Beh, mi pare che ci sia questo e quello: il difficile è di solito distinguere magari.
Sbaglio o Donatello veniva considerato da buona parte dell'elite fiorentina un semplice depravato, appartenente quindi alla seconda categoria? Sorriso

avatarsenior
inviato il 24 Agosto 2019 ore 19:42    

contestualizzare una foto è una delle chiavi per poterla comprendere e dargli un " valore".

Valutare poi uno scatto definendolo bello o brutto è certamente riduttivo, ma andare più a fondo nei giudizi richiede una cultura fotografica e non solo.
Discutere di fotografia non è a mio parere cosa semplice ( per me in primis).
Per quanto riguarda le fazioni , qua dentro leggo solo interventi di ferventi sostenitori dei vari brand di macchine fotografiche.

avatarsenior
inviato il 24 Agosto 2019 ore 21:14    

Il topic prelude sabbie mobili da cui è difficile uscirne.
Mode e correnti marcano tutta la letteratura, l'architettura, le arti figurative e la musica.
Però, la parola moda in arte ha una connotazione dispregiativa che tende a sminuirne il valore a prescindere dalla consistenza della opera stessa. Preferisco la parola "corrente",che attiene ad un "sentire "di un determinato periodo.

Sommersi come siamo da miliardi di foto, fotografare soggetti "particolari" è una scorciatoia per guadagnare?
Istintivamente verrebbe da dire "si" ma attenzione. Tanti fotografi americani, di buona famiglia e benestanti, hanno fotografato soggetti "particolari" (poveri, nani, diseredati, travestiti, alcolizzati) ed è attraverso questi scatti che sono diventati delle icone della fotografia. Si, allora il tutto era giustificato in termini di ricerca sociologo-antropologica, denuncia sociale, ecc. ma di fatto andavano in giro a fotografare sfigati e deformi da sbattere in faccia ai benpensanti per far loro esclamare "my God". Quindi Arbus e altri hanno preso la scorciatoia per fare i soldi? Non mi sento di affermarlo.




avatarsenior
inviato il 24 Agosto 2019 ore 21:30    

Esistono foto belle di soggetti brutti e foto brutte di soggetti belli....
Sara' un concetto banale ma mi sembra il caso evidenziarlo.
Una foto brutta semplicemente non "arriva" , nessuno la guarda e percio' non corre il rischio di annoiare.
Se invece colpisce arrivando con prepotenza ad un buon numero di osservatori non puo' essere considerata brutta, a prescindere dal soggetto, dai canoni estetici consolidati e da eventuali carenze tecniche.

avatarsenior
inviato il 24 Agosto 2019 ore 21:56    

Sono d'accordo con Traverso: se "arriva" a tante persone è buona per forza.
Se arriva a "pochi", seppur dotati di profonda cultura fotografica, è solo un giochino d'elite e, in quanto tale, inutile.

avatarsenior
inviato il 24 Agosto 2019 ore 22:10    

il punto su cui volevo portare il discorso è che certe foto di autori non sono per forza alla ricerca del soggetto di impatto, ma che hanno dietro delle idee forti, altre volte magari davvero c'è solo desiderio di scandalizzare come scorciatoia.

Nella prefazione all'edizione americana di 'The Americans' di Robert Frank, Jack Kerouac scrisse: "Ha fatto emergere una triste poesia dell'America e l'ha trasformata in pellicola, collocandosi tra i poeti tragici del mondo". Lo scandalo in quel caso derivava dalla novità del linguaggio: se ripetuto migliaia di volte è chiaro che sarebbe diventato banale e non l'idea forte di chi accanto alle luci della ribalta del trionfalismo americano, portava alla luce un'altra America, invisibile fino ad allora ed in sofferenza.
Il discrimine è non tanto la reazione all'estetica del momento, quanto il lavoro organico, motivato, che porta una nuova coscienza o una diversa estetica con cui osservare la realtà.

avatarsenior
inviato il 24 Agosto 2019 ore 23:48    

Il bello è oggettivo, rispetta dei canoni ed è universalmente (per noi occidentali) riconosciuto e riconoscibile.
Lo scopo della fotografia, nel mio punto di vista, mira alla rapprentazione "bella" delle cose o persone che siano.
Una brutta foto, non rapprenta un brutto soggetto. Semplicemente non riesce a "codificare" nella giusta maniera i soggetti stessi. Belli o brutti che siano.

avatarsenior
inviato il 25 Agosto 2019 ore 8:01    

Questo è vero ma mi chiedevo un cosa in più cioè provo a fare un esempio un bruss gilden è qualcosa fuori dagli schemi o semplicemente lo stesso anticanone è diventato qualcosa che viene semplicemente imitato e ripetuto come lo stile McCurry?

avatarsenior
inviato il 25 Agosto 2019 ore 9:08    

Il concetto di “bello e brutto” oggi è seriamente messo in difficoltà perché nel concetto espresso dall' intervento di Maserc (che condivido in toto) l'oggettivo è diventato soggettivo e, sempre di più, ci si nasconde dietro ad un “ma a me piace” che è la morte di qualsiasi discussione e regola

avatarsenior
inviato il 25 Agosto 2019 ore 9:22    

Questo è vero ma mi chiedevo un cosa in più cioè provo a fare un esempio un bruss gilden è qualcosa fuori dagli schemi o semplicemente lo stesso anticanone è diventato qualcosa che viene semplicemente imitato e ripetuto come lo stile McCurry?


Però Matteo, anche pensando a cose scritte da te in passato e che condivido, ovvero che ha poco senso che uno si svegli e dica "Piacasso non vale niente" (riprendendo anche quanto detto da Andynoce, anche se non so se mi riferirei al bello in questo caso...), ha veramente senso porsi e porre qui questa domanda?

Di base, credo si possa condividere pià o meno, mi pare che 3 siano i modi per decretare se un artista è tale:
1) L'autoreferenzialità: Carmelo Bene la sosteneva con ottime ragioni, ma il fatto è che domattina... si svegliano tutti artisti tranne gli artisti umili... Sorriso
2) La democrazia, e allora abbiamo il "a me piace così", la civiltà dei like, e Cotugno è meglio di Schumann.
3) L'oligarchia, ovvero la cerchia di quelli che "sanno" e che quindi decidono. In pratica i critici.

Per quanto molti abbiano verso l'ultima categoria una certa idiosincrasia, francamente mi sembra (pur con tutti i difetti che incorpora, e aspettandomi che qualcuno dica "e chi sceglie gli esperti?") resti la meno peggio.
In fondo poi, anche qui è così, no? I democratici like hanno meno rispetto dell'EP, e il fatto che Pinko Pallo si senta un genio pure... Sorriso

PS: il fatto che qualcuno esca dagli schemi e poi venga infinitamente imitato è comunque perfettamente logico. E di solito, come idea generale, il capostipite vale, i copianti no....

avatarsenior
inviato il 25 Agosto 2019 ore 10:21    

Non ho cambiato idea e trovo che fotografi come serrano siano provocatori ma che ci sia molto dietro che gli permette di esserlo senza essere considerati solo fumo negli occhi.
Solo spinto da alcune considerazioni volevo provare a leggere anche altri punti di vista.
Come sai io non sono sul dover essere originali ad ogni costo che rischia solo di entrare in tecnicismi assurdi o rappresentazioni inutilmente barocche, ma mi interessa il concetto del lavoro e quello che esprime.
Solo che mi è stato fatto notare che ora va di moda rappresentare soggetti "brutti", io non credo sia una moda attuale

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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