user117231
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 14:17
LIVELLO BASE 1 La stragrande maggioranza degli esseri umani. .. Vivono. Non si fanno domande. Il loro unico scopo è quello di procurarsi quanto serve per andare avanti. Tutto è basato solo su questioni e cose prettamente materiali. La normalità è da perseguire a tutti i costi. ............................................... Hanno paura della morte.. perché porrebbe fine a tutto. ............................................... LIVELLO INTERMEDIO 2 Pochi individui. .. Vivono. Si fanno qualche domanda. Non trovando le risposte.. rinunciano. Salvo tornarci su di tanto in tanto. Periodicamente si chiedono il perché della vita. Alle volte riescono per brevi periodi a staccarsene.. ma poi tornano con i piedi per terra. Mai ben saldi. LIVELLO ALTO 3 Pochissime eccezioni. .. Vivono o meglio sopravvivono. Non si fanno domande.. perché una sola risposta basta e avanza per tutto : NULLA HA SENSO. Vengono emarginati dalla società che non riesce a comprenderli.. e inevitabilmente nei casi particolari li include nella categoria dei folli. Le questioni materiali non li toccano. Forse nulla riesce veramente a svegliare la loro attenzione e il loro interesse. ................................................... Non hanno paura della morte.. perché porrebbe fine a tutto. ................................................... |
user117231
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 14:21
La mia domanda per voi è la seguente : C'è più follia in un individuo di livello base piuttosto che in qualcuno del livello alto ? L'atteggiamento migliore, come in tutte le cose, è quello di chi vive nel livello intermedio ? |
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 14:44
i livelli della percezione della realtà. premessa: la percezione fa riferimento ai sensi, i sensi umani sono: vista, udito, olfatto, gusto, tatto, cinestesia. Non tutti sono attivi e presenti allo stesso modo negli esseri umani. Ai sensi si aggiunge l'elaborazione delle percezioni, e in una certa misura anche l'elaborazione delle percezioni potrebbe essere interpretato non solo come una centralina ma come un vero organo di senso. tuttavia, il topic sembra più incentrato sulla realtà rispetto alla sua percezione, quindi. livelli di comprensione della realtà: 1. reattivo. a stimolo sensoriale interviene la reazione, è un livello basico. 2. pragmatico. gli stimoli sensoriali sono elaborati al fine di un interfacciamento con il mondo sensibile, per ottenere con questo gli adattamenti necessari. 3. ideativo. dallo stimolo sensoriale si passa all'elaborazione per ottenere un'idea come ispirazione per interagire in modo creativo, modificando il modo meccanicistico degli eventi, determinando eventi nuovi. 4. trascendente. appresi gli stimoli sensoriali e la loro elaborazione, essi sono "declassati" per attuare una ricerca che possa andare oltre la percezione sensoriale. Quasi sempre tale pratica porta all'ispezione di sè stessi, e poi ad applicare i propri risultati ad un modello esterno, per avere una visione del mondo. 5. ideativo-trascendente. è un po' il connubio tra gli ultimi due punti, ed è una forma di equilibrio. si tratta di non declassare gli stimoli sensoriali e la loro elaborazione ma di tenere sempre presente il mondo sensibile, senza tuttavia dissociarlo dall'aspetto trascendente che accompagna noi stessi e la realtà che ci circonda. |
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 15:22
Felix manca un livello : SUPERLIVELLO 1+++ Per pochi e non per tutti Vivono sereni anche in mezzo a mille difficoltà e dolori perchè hanno una speranza Si fanno domande, cercano e trovano le risposte Nella vita tutto ha un senso . Vivono nella società ma non si fanno influenzare dal suo modo di pensare e dalle sue opinioni. La maggioranza li giudica negativamente ma a loro non interessa di andare controcorrente. Le ricchezze materiali per loro sono nulla rispetto le ricchezze spirituali, pertanto non si preoccupano di accumularne e di arricchirsi ma piuttosto di risultare integri moralmente Per loro la morte ha un senso e non la temono perchè sanno che verrà vinta. Io appartengo a questo livello! |
user117231
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 16:15
Ovvio che se ho aperto il thread.. è perché cerco risposte. Che succede nella testa di un adolescente quando si chiede se la vita ha un senso ? E piuttosto dovrebbe chiederselo a questa età ? Non è troppo presto ? |
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 16:27
“ Che succede nella testa di un adolescente quando si chiede se la vita ha un senso ? E piuttosto dovrebbe chiederselo a questa età ? Non è troppo presto ? „ chiedersi se la vita ha un senso oppure il senso della vita . Per un'adolescente è normale chiederselo, ma se la vita ha un senso porta connotati negativi, quindi occorre seguire con attenzione l'adolescente, mentre chiedersi il senso della vita di per sè ha solo connotati positivi, e questo non dovrebbe destare preoccupazione. L'età per iniziare queste domande è proprio l'adolescenza. Le domande possono derivare da una situazione di frustrazione e sofferenza, e in tal caso è bene seguire e se possibile dialogare. Se invece la domanda è solo cercare di capire è un itinerario meno travagliato. Spesso tale domanda origina in un adolescente quando prende consapevolezza piena della morte oppure dell'impermanenza delle cose, come per es. di un rapporto con un'altra persona, o della possibilità di poter cambiare opinioni su persone o cose, che prima le sembravano stabili e permanenti. |
user117231
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 16:44
Non sono stato così complicato nella mia adolescenza. Mi sono limitato a seguire le mie passioni, la condivisione del gioco con gli altri per strada, poi i videogiochi, l'inizio dell'era informatica.. senza farmi mai troppe domande. Mi sono lasciato trasportare.. e direi di averla vissuta bene. Mi pare di capire che gli adolescenti di oggi tendono a vivere male ogni cosa. Non capisco.. dovrebbero essere sereni e disincantati.. |
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 16:53
evidentemente tua figlia, perchè secondo me di questo si parla, è un passo avanti a te. cosa normale e possibile, e elabora questioni cui tu sei arrivato dopo. Ci può essere di mezzo la solita cotta e la delusione che si porta appresso, anche questo è tipico adolescenziale. Da adolescenti si può vivere un periodo come se si trattasse di un gioco di carte che è sempre lo stesso. Uno specie di loop dal quale sembra difficile uscire. Mostrare altri modi in una fase del genere non è semplice, e comunque alcune fasi richiedono i loro tempi. |
user117231
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 18:40
..anche troppo avanti rispetto a me, ma anche a te e alla stragrande maggioranza di noi qui dentro e fuori da qui. Vorrei solo poter capire se.. certi ragionamenti di adesso sono solo questioni adolescenziali passeggere o c'è qualcosa di più.. in meglio o in peggio non so. |
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 19:00
credo che sia importante fare sentire la tua presenza, con la tua determinazione da genitore e non da amico, perchè il genitore non è un amico ma un genitore. e che una delle prove di questa dedizione per lei consista nel mostrarti presente per il tempo necessario, senza spazientirti perchè sarebbe vissuta come la pretesa di dover dare risultati, senza un vero interessamento al problema. Per il resto la sfera di cristallo non l'abbiamo, fare il genitore è il mestiere più difficile, e a far niente non si sbaglia mai ma a fare il genitore non si può far niente. Poi di più non saprei che dire, non so quasi nulla. Del tipo di rapporto che hai con lei e con le persone attorno a lei sai tu. |
user117231
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 19:05
Chiuderei con lei tutto con la frase : Tu e la tua adolescenza.. state sfracassando le palle. E una sana risata.. Ma non si può.. o si ?! Non è forse vero che il non prendersi sul serio su nulla.. è la migliore medicina per ogni male ? .. Questa non crede in DIO.. e per me è un problema gestionale. |
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 19:22
un genitore, credo che abbia l'onere di rafforzare le gambe del proprio figlio, e di osservare la strada che intraprende, ma che l'ultima cosa che debba fare è porre dei divieti sulla strada da intraprendere. Quello che è buona cosa è mostrare le strade possibili, portare differenti esempi, sia che piacciono a noi, sia che non ci piacciono. Ma la strada la deve percorrere la persona e noi non possiamo essere le sue gambe. E in un'adolescente è normale non imbroccare in modo netto una strada, ma zampettare un po' qui e un po' li, poi fare qualche passo avanti e qualcuno indietro, e poi fermarsi e riprendere. Ma la sua strada è la sua, e il compito del genitore è quello di sostenere, anche se non se ne comprendono le scelte. Il genitore credo dovrebbe essere anche un guardiano, e fare attenzione che la strada intrapresa non porti ad un burrone. Però se altre persone hanno intrapreso una strada simile (che noi non approviamo) e non si può dire certo che siano finite in un baratro, anche se il loro stile di vita non ci piace, non possiamo far altro che accettare. A volte i figli che bisogna far crescere fanno crescere più noi di quanto noi vorremmo far crescere loro. Ma parlo solo perchè ho mentalità genitoriale, io non ho figli. |
user175007
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 19:22
“ Questa non crede in DIO.. e per me è un problema gestionale. „ tutto normale, sono proprio i senza Dio a farsi le maggiori pippe esistenziali, perché mentre un fedele demanda tutte le risposte a Dio, il senso della vita diventa per un non edente diventa un insopportabile fardello di domande senza risposta |
user175007
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 19:37
Pero il livello tre per me sono uguali alla uno, dire che nulla a senso significa non porsi domande perché non ci sono risposte valide, uguale ai credenti che si pongono le domande, ma avendo un'unica risposta possibile smettono di farsi domande |
user28347
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inviato il 11 Agosto 2019 ore 19:42
allora se non crede i dio mandala a lavorare subito da brava comunista,poi coi soldini si diverte come vuole .è normale l'adolescenza travagliata,bisogna che si sfoghi in un lavoro o un òbbi |
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