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Viaggi "avventurosi", c'è ancora chi li fa?


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avatarsenior
inviato il 10 Luglio 2019 ore 13:59

Concordo!MrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 10 Luglio 2019 ore 17:53

mah.. io vedo invece il famoso esercito dei selfie che viene teletrasportato da aerei in giro per il mondo come bestiame.

Di turisti che abbiano davvero capito il luogo dove sono stati ne ho visti pochi.


Per esempio… ho realizzato un impianto nel nord del giappone…
Pur essendoci stato in vacanza, non ho compreso la mentalità dei giapponesi fino a che non mi son scontrato con le loro consuetudini.
Una cosa e' girare per Tokyo e finire a mangiare in un ristorante per turisti.
un'altra e' litigare con un giapponese, in cima ad una montagna , perche' si rifiuta di terminare un lavoro.

Da turista, qualsiasi cazzata tu faccia passa sotto silenzio. Paghi e quindi ti sopportano.

Prova a partecipare ad una riunione aziendale senza conoscere le regole dell'etichetta locale.
ùSaro' strano.. ma viaggi per turismo non ne faccio piu'… trovo siano inutili e stereotipati.

Non parliamo poi dei viaggi per andare a scattare una foto… tipo cormorano.. li mi rifiuto davvero.

avatarjunior
inviato il 10 Luglio 2019 ore 18:28

@Salt

Straquoto tutto dal punto di vista teorico eh... però nella pratica bisogna anche vedere l'altro punto di vista (che è anche il mio in questo caso): 25 giorni di ferie l'anno e lavoro in sede fissa. Il turista sei costretto a farlo per forza.

Ovvio che poi ognuno lo fa a modo suo. Io mi faccio sempre tutto da solo, evitando come la peste agenzie e viaggi organizzati, e cerco di staccarmi il più possibile dai cliché turistici (alcune cose, seppur turistiche, è pure un peccato saltarle).

Per immergersi veramente nella cultura del posto, senza rinunciare a vedere i luoghi tipici, ci vorrebbe molto più tempo di 2-3 settimane... io cerco di fare un po' e un po' ;-)






avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2019 ore 9:19

Salt, probabilmente il tuo lavoro ti permette di interagire molto con la gente locale e di spostarti senza rimanere bloccato tra quattro muri. In questo caso le occasioni per conoscere il posto ci sono. Ma in molti altri casi non è così. Per es. l'anno scorso sono stato in Polonia e avevo pensato di chiedere prima qualche dritta ad un mio amico che da vent'anni ci va per lavoro per tenere corsi di formazione. Mi sono poi reso conto che non sapeva nulla, perché di fatto passava tutto il tempo all'interno dello stabilimento FCA.Triste

Personalmente, come Serpico, viaggio quando posso e "fai da te". Purtroppo il tempo è quello e devo in qualche modo ottimizzarlo, rinunciando un po' all'avventura e cercando prima delle informazioni. Mi dispiace a volte aggiungermi alla folla di turisti organizzati per vedere un certo posto, ma non posso farne a meno, se voglio vederlo.
Comunque, se si desidera farlo, le occasioni per conoscere veramente il posto e le persone ci sono tutti i giorni.

avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2019 ore 9:35

In compenso ho un cugino "avventuriero" che, partito dall'Italia a novembre, è tornato a marzo a piedi e con mezzi pubblici dal Sud-Est asiatico, passando lungo la Via della seta. Se a qualcuno interessa, ha pubblicato in tempo reale il suo diario di viaggio su www.ladoveosanoifagiani.blogspot.com. Anche qui, naturalmente, zero agenzie e pura improvvisazione (anche nel farsi ospitare dalla gente del postoMrGreen)!

avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2019 ore 22:43

Ma e' chiaro che se giri per lavoro, devi avere voglia di prendere degli spazi per conoscere il luogo dove sei.
Ricordo un campionato di vela a Trani.!0 giorni sul porto. Nessuno dell'equipaggio che abbia voluto visitare la cattedrale (a 10 min) o il monastero.

Insomma, chiaro che se viaggi per FCA e' tale quale a stare il catena di montaggio.

Bisogna riuscire a prendersi degli spazi

avatarsenior
inviato il 12 Luglio 2019 ore 15:33

@Salt
Infatti questa mattina ho incontrato un consulente che va spesso in FCA, ma quella in Brasile. Ha già visitato ogni angolo del paese, compresi posti a rischio dove una volta l'hanno pure sequestrato i trafficanti!Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 13 Luglio 2019 ore 7:34

Ho fatto almeno una mezza dozzina di viaggi da solo senza organizzazione.. se non la mia.
E siccome sono un iperrazionale non parto se non ho già chiaro come e cosa devo fare in linea di massima, cioè acquisendo prima ogni tipo di info o aiuto utile poi sul posto, pernottamenti inclusi.
Un esempio su tutti, con biglietto aereo open per l'oriente, linea Air China, ossia quella di Taiwan, raggiungo Taipei partendo fortunosamente da Roma dove mi dicevano non esserci posto da Dubai in poi.
Arrivo in profonda lingua straniera, nessuno parla o scrive inglese o altro.
Se non mi fossi fatto mandare via posta dall'ufficio turistico che all'epoca era in Germania una mappa che grazie al cielo aveva anche lettere occidentali a fianco degli ideogrammi e se non mi fossi procurato via fax dall'albergo il loro indirizzo scritto in cinese, che poi ho mostrato ad un taxista, non so proprio come me la sarei cavata Cool
Da lì ad Hong Kong e Macao, che stavano per tornare alla madrepatria Cina, un altro mondo, mi sembrava di arrivare in paradiso.
Ma tornando, sempre su Taipei per via della linea aerea, all'aeroporto di HK mi dicono che non ho speranze di salire per via dei tantissimi pendolari in lista d'attesa Eeeek!!!
Dopo un iniziale smarrimento, ho risolto facilmente... comprando la tratta Cool
Ma potrei parlarti di Zimbabwe, Etiopia ed Eritrea, Cina occidentale ed altri ;-)

P. S. I miei amici Ale e Vanni girano il mondo con una triade di Land Cruiser stando via mesi e lasciando l'auto presso qualche missione cattolica, tra un viaggio e l'altro, prima di riprendersela dopo mesi ed andare avanti. Una in America, una in Asia e l'altra tra l'Europa ed una volta in Africa.
In quel modo hanno percorso tutta la Panamericana, per fare solo un esempio :-P

avatarjunior
inviato il 13 Luglio 2019 ore 8:09

Ho fatto viaggi avventurosi. Zaino in spalla ho girato 3 continenti, cammino di Santiago 2 volte per migliaia di km a piedi e tanti altri viaggi poi ho realizzato che il mondo sta virando verso un ossessione compulsiva per i social e ho deciso di eliminare tutti i miei profili e non condividere più nessuna foto perdendo anche i numerosi contatti che ho incontrato durante i miei viaggi. Sono davvero persone che incontri una volta, vivi il momento e non vedi mai piu ma li teniamo lì parcheggiati ad alimentare le nostre sicurezze. Tornando poi nel posto da cui provengo per lavorare o vivere(Europa) notavo un eccessiva attenzione all'aspetto estetico della foto più che al momento catturato.siamo letteralmente invasi da foto di autoscatti solo per emergere nel marasma e catturare quei 5 secondi di attenzione. Poi scorri e via non esisti più. Non sono ancora sicuro se la fotografia per come è adesso sia un plus o un minus per i viaggi. Si sta perdendo di vista l'essenza del viaggio che, per me, è la conoscenza e il miglioramento di sé. Non amo affatto questo mondo consumistico mordi e fuggi e questo cancro della visibilità sta invadendo la vita di chi fa del viaggio una ragione di vita. Non so se sono pazzo o visionario, o entrambi, ma quello che ho visto nei miei viaggi in posti con poca tecnologia mi ha cambiato profondamente,cosi come la tecnologia ha cambiato profondamente la mentalità degli altri al mio ritorno. Purtroppo la tecnologia si diffonde inesorabilmente anche in zone vergini ma al carissimo prezzo di cancellare millenni di cultura in nome di un omologazione globale.

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2019 ore 21:19

Ciao Bob,
è molto interessante quello che dici. Ho notato anch'io questa omogeneizzazione culturale del mondo. Dove vai vai, trovi ormai le stesse cose: telefonini CocaCola, jeans, T-shirt, ecc. Per non parlare delle auto e del caos cittadino.
E' veramente un peccato che i modelli di vita siano diventati dappertutto gli stessi... e che modelli poi!

Però, malgrado tutto è sempre bello fare la conoscenza delle persone che vivono nei luoghi visitati, anche se mi rendo conto che rimane una conoscenza molto limitata. Anzi, direi che è la cosa più bella, la più emozionante.
Due anni fa in un mercato del bestiame non per turisti ho parlato con un Masai mio coetaneo, uno vero. Mi ha raccontato che aveva 48 figli da non so più quante mogli (parlava inglese). Mi sembrava di parlare con il mio vicino di casa. E' stato bello, mi è rimasto impresso. In quel mercato il nostro autista si è comprato una capra, l'ha messa nel bagagliaio e se l'è portata a casa, per la felicità della moglie, che rimasta in auto alzava gli occhi al cielo MrGreen
Ha belato tutto il viaggio, poveretta.

Per quanto riguarda la fotografia durante i viaggi, per me è un modo per fissare i momenti e i luoghi più belli, visto che ho scarsissima memoria. Poi ovviamente è una goduria scattare in certi posti Cool
Per quanto riguarda i viaggi fotografici... mah, non so... non credo sia il giusto approccio: si va solo per catturare la bella foto e non per vedere e conoscere. Anche se devo ammettere di aver partecipato a dei tour, dove la fotografia veniva incentivata (per es. safari). Penso che il giusto sia scegliere mete interessanti, visitare e conoscere, e poi scattare anche delle foto (per noi che siamo appassionati, ovviamente).

I selfie... no comment!!!
(ci sono anch'io, guardate quanto sono bello/bella, sono stato qui, sono stato là... mamma mia!)

La tecnologia è tutto un altro discorso... interessante, ma... ci sta un po' rinc0glionendo tutti Confuso



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19 Luglio 2019

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