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Upgrade fotografico 2


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user39791
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inviato il 07 Maggio 2019 ore 6:59    

Ho aperto la parte 2 del post.

user39791
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inviato il 07 Maggio 2019 ore 7:00    

Ricominciamo da qua.


www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=3164882&show=15

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 11:14    

Dai un input Filiberto ;-)
Si erano prese direzioni varie: da dove riparti?Sorriso

Buona giornata carissimo!
F

user39791
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inviato il 07 Maggio 2019 ore 13:11    

Francesco si parlava del talento e di quanto fosse o meno un dono di natura.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 13:33    

Cinquanta messaggi mi fa avevo avuto come il sospetto, che una percentuale di talento all'uno percento diluita nel coposto,per qualche ragione sarebbe risultata poi piu' stabile,rispetto il talento al cinque per cento, ad esempio.
Un talento un po' nostrano potrebbe riguardare l'orografia del paesaggio o delle coste a confronto con l'oceano e le spiagge dei tropici,nell'infrangersi dell'onda sulla riva,che si intravede in parte nelle destinazioni sempre piu' distanti.

user39791
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inviato il 07 Maggio 2019 ore 13:49    

Caputo non so se il problema è mio o tuo ma non capisco mai nulla di quello che scrivi.

user177356
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inviato il 07 Maggio 2019 ore 13:54    

Francesco si parlava del talento e di quanto fosse o meno un dono di natura.


A me sembrava che la questione fosse leggermente diversa: il talento innato (o anche acquisito nei primi anni di vita) è un prerequisito assoluto oppure la dedizione e la tenacia possono sopperirvi, sviluppando capacità che, anche qualora non fossero sovrapponibili al "talento", consentono di ottenere risultati pari o paragonabili a quelli dei talentuosi di natura?

user39791
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inviato il 07 Maggio 2019 ore 13:55    

Hai riassunto meglio di me;-) la mia risposta era e rimane che il talento non può essere sostituito da dedizione e tenacia ma che queste due sono molto importanti per valorizzare il talento. Chi ne ha una valanga come Maradona può farsi bastare il solo talento.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 13:57    

Sono curioso Filiberto, e lo chiedo a te, come punto di vista, dato che è un tema a te caro, e credo c'azzecchi con quello che dici.

La cultura (fotografica specificamente), ovvero la conoscenza da una parte delle fotografie (mostre, libri fotografici ecc...) e dall'altra delle idee (saggi et similia)

1) Incide nel modo di fotografare? (è retorico: mi pare che tu sia di questa idea...)
2) In che modo secondo te lo fa?
3) Credi che entrambi i fronti che ho citato siano importanti oppure no?

Non è per farti il terzo grado (lo sai Cool ), ma per stimolare magari qualche pensiero tuo e non solo

user90373
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inviato il 07 Maggio 2019 ore 14:09    

Restando nel vago credo che il "talento" sia come un prodotto bicomponente, agente e reagente. Una parte potrebbe far parte del genoma ma necessitare di un'azione esterna compatibile per poter esprimersi appieno.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 14:09    

Per fare un grande fotografo ci vuole tanto talento ma anche una buona predisposizione alla comunicazione.
Oppure essere al posto giusto al momento giusto. Alle volte la fortuna basta, per un po'.

user39791
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inviato il 07 Maggio 2019 ore 15:43    

Caro Francesco per me incidono eccome e ritengo che siano entrambi molto importanti. La cultura fotografica plasma il modo in cui ci si approccia alle immagini che si vogliono produrre. Conoscere il lavoro di fotografi che hanno qualcosa di importante da dire non solo può offrire degli spunti su cui lavorare, ma sopratutto ci aiuta a formare un senso estetico e un approccio alla fotografia che ritengo di grande importanza. Dall'altra parte le idee sono le fondamenta su cui si reggono le nostre azioni, ovviamente anche quelle fotografiche. Ovviamente non incide solo la cultura fotografica ma la cultura in generale e il nostro approccio alla vita. Ad esempio se siamo dei comunicatori di certo siamo avvantaggiati.

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 15:46    

Caro Francesco per me incidono eccome...


Apprezzo, anche e soprattutto la conclusione Fili ;-)
Anche la cultura, se la si fa diventare solo un totem, non serve più dell'"ultima lente".

Il mio pensiero lo conosci: l'umano, sempre e prima di tutto.
Se c'è, tutto porterà ricchezza. Se non c'è.... la Treccani non farà il miracolo Sorriso

avatarsenior
inviato il 07 Maggio 2019 ore 16:10    

Oppure essere al posto giusto al momento giusto. Alle volte la fortuna basta, per un po

per una foto si, ma la cosa finisce li, se c'è un lavoro con un certo corpo e senso non è fortuna, anche un orologio rotto segna l'ora esatta 2 volte al giorno.
Detto questo io concordo con Sabbagh quando dice che per fare fotografia oggi occorre molta cultura e con Scianna quando dice che il talento ti può dare un vantaggio, ma che se non ci lavori e non lo affini alla fine non arriverai a fare quello che quello magari meno dotato ma più determinato arriva a fare

user177356
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inviato il 07 Maggio 2019 ore 16:39    

Trovo la domanda di Francesco molto interessante. Azzardo una risposta, un po' diversa da quella di Filiberto.

Che ampliare la propria cultura visiva - fotografica in particolare - aiuti a fare foto migliori credo non sia contestabile.

Sulla concettualizzazione, invece, non sarei così sicuro. Sicuramente aiuta familiarizzarsi con la tecnica e gli strumenti della critica d'arte e fotografica. Forse non è invece essenziale, e per alcuni potrebbe essere anche controproducente, approfondire i temi della filosofia dell'arte (e della fotografia), così come gli aspetti sociali e antropologici della fotografia.

Nel mio caso, almeno, in eccesso di concettualizzazione porta spesso ad una certa paralisi creativa, o meglio una minore fluidità. Come se ciò che produco dovesse passare un ulteriore vaglio prima di poter vedere la luce.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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