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inviato il 23 Aprile 2019 ore 10:11
www.dpreview.com/news/7564938322/photographer-among-2018-worst-jobs-du Quella del fotografo entra nella classifica 2018 tra le 25 peggiori carriere lavorative. La ragione principale sarebbe la vertiginosa crescita dell'uso degli smartphone che rende la fotografia accessibile a chiunque e favorisce la crescita dei freelance. Nota personale: lo sapevo già da molti anni... |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 6:38
La trovo una stupidaggine, un conto è che la foto sia accessibile a tutti (ben venga), altro è fare fotografia in modo sensato. Oggi da un mio punto di vista il mercato della fotografia si basa sull'attrezzatura e workshop. C'è anche un mercato in crescita (almeno fino poco tempo fa) che riguarda le gallerie d'arte e non penso che sia accessibile a chiunque come sul web. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 6:45
Troppa gente improvvisata si definisce "fotografo" e ci credo che la loro carriera fa schifo. Non é il problema del lavoro di fotografo, é che loro avrebbero dovuto fare un altro lavoro. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 11:29
Questa la sintesi del report di CareerCast: “ Un aumento degli smartphone, che rende il campo più accessibile ai non professionisti, e un aumento nell'uso aziendale dei freelance sono citati come problemi che incidono sulla crescita negativa prevista della carriera nel prossimo decennio. Poiché i freelance sono sempre più utilizzati, l'industria della fotografia ha visto l'eliminazione delle posizioni dei fotografi stipendiati. „ Io sono dell'opinione che la previsione fosca del futuro della professione di fotografo sia corretta Tra le 'arti & mestieri' il lavoro del fotografo è probabilmente tra quelli per cui il confine tra l'arte e il mestiere è molto più nebuloso e incerto. Nei fatti, ormai da molti anni, anche l'autore di immagini di notevole caratura fa moltissima fatica a vedersi riconoscere il giusto merito e la giusta remunerazione. Sul piano pratico: l'attuale invasione ed inflazione nella vita quotidiana, di immagini -fisse o video- ha condotto ad un impoverimento ed anche un imbarbarimento dell'immagine stessa. E' impossibile negare che oggi tutti, nel bene o nel male, sono in grado di produrre immagini/video visualizzabili da migliaia se non anche milioni di persone. In mezzo a tutto questo il 'talento' fa certamente più fatica a farsi notare, e l'industria (editoriale o manifatturiera), attenta ai costi, ha imparato ad impiegare chi le può dare il massimo risultato adatto allo scopo col minimo costo -spesso zero-, fosse anche ottenuto con uno smartphone dal 'primo che passa per strada'. Esemplificando, in un esempio figurato si potrebbe dire che: in mezzo a questa foresta, anche una pianta vigorosa fa molta fatica a crescere ed a spiccare sopra le altre, perché dovendo combattere contro le radici di milioni di altre piante, non potrà crescere rigogliosa come auspicato. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 11:41
Nel 2013 il famoso film The Secret Life of Walter Mitty aveva portato alla ribalta la scomparsa della figura di fotoreporter nel mondo magazine. D'accordo con Gsabbio, tra l'altro oramai questa più che previsione è già una realtà. Al dilla di piccole cerchie protette e caste, (anche per le gallerie d'arte ci vuole la cerchia privilegiata, non è detto che si espone perché riconosciuti artisti), io non vedo tutto questo lavoro nel settore....Toscani si è abbassato a dare il suo nome per una collana per l'edicola....il fatto dovrebbe far riflettere....l'arrogantone non lo avrebbe mai fatto se il lavoro fosse stato ai livelli dei tempi di United colors... |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 12:33
Non penso che Toscani si sia abbassato, ben vengano collane come le sue. Penso che quando cominci a fare workshop allora sei con l'acqua alla gola. Riguardo le cerchie protette è sempre stato così, in ogni caso se sei uno come tanti non vai da nessuna parte. Il dover sapersi vendere è sempre esistito. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 14:07
Aahhah ahahah ahaahah!Ma perchè lo leggo soltanto ora? Il dato sembra anche mostrare una certa validità, perchè fra l'altro farebbe riferimento ad uno lavoratore con stipendio medio e non ipotetico. Seguendo le discussioni sui vari argomenti trapela qualcosa dell'interpretazione del fruitore medio,che potrebbe confermare tutta una serie di difficoltà o impossibilità,che la fotografia ha avuto per essere considerata come arte,quando era professione. I termini ricorrenti in uso sono abbastanza emblematici,in questo senso. E l'altro giorno si parlava di 25 cents per una foto ,oppure di un fatidico 10% dopo una selezione ardua...se mai quacuno fosse interessato. Beh sicuramente il fotografo potrà brillare in quanto a simpatia almeno! Ci sono anche casi a parte dei grandi nomi,il cui libro pero' oltre le valutazioni, non sembra poi cosi' richiesto. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 14:59
“ Non penso che Toscani si sia abbassato, ben vengano collane come le sue. Penso che quando cominci a fare workshop allora sei con l'acqua alla gola. ” Io credo invece che sia un abbassamento di livello, ma questa è la mia visione, differente dalla tua ma io me sono fermamente convinto, comunque riguardo gli ws oggi molti puntano proprio su queste attività, che rischiano di essere più retributive che vendere una foto su fotostock. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 15:42
Arci premetto che rispetto il tuo pensiero ci mancherebbe, però di questi tempi l'editoria come ben sai non tira e si punta sulla generazione dei 40enni/60enni che sono una generazione particolare e attenta. In edicola escono collane dei vecchi maestri del fumetto, del rock (prog, jazz ecc) come sui grandi della fotografia. Spesso cambiano i formati e le grafiche ma il succo è quello e la gente ormai è stanca di spendere soldi per ritrovarsi le solite collane. Qui entra in gioco Oliviero Toscani che propone su "commissione" un lavoro fuori dagli schemi di tutto rispetto dove c'è solo da imparare. Che io sappia al maestro il lavoro non manca e le sue campagne sono sempre una garanzia per il committente (trovane una che non abbia funzionato!!!) oltre ad avere una scuola di fotografia che con i workshop non ha nulla a che spartire... diciamo che la penso diversamente, in momenti bui è tra i pochi che lavora a differenza di altri che si occupano di reportage dove vendere un servizio è davvero difficile...al momento all'estero c'è ancora mercato ma devi essere davvero bravo anche a venderti. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 16:21
Anche io rispetto il tuo pensiero ma continuo ad avere le mie idee “su lo tuo maestro” In quanto io non lo ritengo maestro |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 17:40
Magari un mio Maestro, non ne potrei che essere onorato. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 19:27
Ma sei tu a chiamarlo “maestro” |
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