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La gente (poesia di Alberto Becca)


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avatarjunior
inviato il 10 Ottobre 2018 ore 0:13    

Incontro la gente in varie circostanze:

esseri, persone con anomale sembianze

Punti semoventi o pezzetti di Lego:

ciascuno asserragliato intorno al suo ego

Gente che va, gente che viene o che rimane

Gente che passa come certe settimane

che poi a distanza non ricordi per niente

Gente strana, enigmatica, presupponente

Gente scorbutica o gente alla mano

La gente teme il caldo e i cataclismi

Noto nella gente svariati simbolismi

Non capisco in questa variopinta frenesia

la cosa piu' importante per la gente quale sia:

despinare il pesce cotto ? Cliccare con il mouse ?

Guardare i panorami ? Nascondersi nella house ?

La gente giudica, capisce, annuuisce,

la gente ti sguarda ti esplora, ti ferisce

Spera, arranca, prende e porta via

A volte non legge e non scrive poesia

avatarsupporter
inviato il 10 Ottobre 2018 ore 1:06    

Forse in tutto questo si è perso di vista un punto molto importante cioè che: " La Gente Sono Io "

Voglio dire che quando si pronuncia il termine "la gente" si sta già facendo una separazione, una distinzione tra sé e gli altri. Se vuoi si sta attuando una forma di razzismo, una sorta di presa di distanze, un non mischiarsi, un non riconoscersi appartenente alla genericità a cui il termine si riferisce. Un po' come giustificare le proprie azioni ma non quelle degli altri.

La gente , è così generico come termine che non assume alcuna forma apprezzabile se non nella sua più ampia accezione in " Le Genti " locuzione che si presta ad un'interpretazione più accettabile per la propria autostima: l'appartenenza alle genti di … è comunemente più accettato del dire di sé stessi di far parte della gente è poco gratificante al punto da riversagli addosso tutto quello che c'è di peggio negli usi e costumi dell'essere umano, senza accorgersi di farne parte e che per altri "alla gente" potresti appartenere anche "tu" (il tu è inteso in senso generico non è riferito a te).

C'è poca poesia in quanto ho scritto? Si certamente! é un discorso più tecnico il mio MrGreen (in riferimento al nostro ambiente fotografico Sorriso
Ma sicuramene ha qualcosa su cui riflettere o su cui mettere meglio a fuoco il concetto Sorriso

Un saluto
Baldassarre




avatarjunior
inviato il 10 Ottobre 2018 ore 8:38    

Ciao Baldassarre! Il tuo pensiero è il mio , noi tutti siamo ''la gente'' Tutti diversi e tutti uguali nel cammino che chiamiamo vita. Ognuno è l'autore del proprio libro e contemporaneamente è il lettore dei libri altrui, sempre che sappia leggere. E' per questo che scatto per strada, scatto a persone come me, ognuno normale, perso nei suoi pensieri, o in contemplazione del piccolo mondo racchiuso nelle vie e nei negozi. E quando guardo con calma i loro volti fermati dal fatidico click ho tempo di pensare e riconoscermi in ognuno di loro , cosa che mi è impossibile fare nell'istante breve dell'incontro . Quindi la fotografia , al di la dei tecnicismi sia formali che meccanici diventa un importante strumento di analisi interiore.
Bella l'immagine del tuo avatar , la tripla julia in forma olografica, mi pare apparsa in un crop circle di qualche anno fa

Un saluto
Giacomo (Jack)

avatarsupporter
inviato il 10 Ottobre 2018 ore 9:51    

...//… la fotografia diventa un importante strumento di analisi interiore.


In effetti dovrebbe sorgere spontanea la domanda: Perché si fanno fotografie? Perché si fotografa?
Ogni singola ed individuale risposta consentirebbe di migliorare il proprio percorso comunicativo fotografico.

La ricerca della ragione nascosta dello scatto.
Si potrebbe anche dire, per assurdo, che un fotografo (colui che ha una "visione fotografica" di ciò che lo circonda) non è obbligato all'esecuzione dello scatto, può averne compreso tutto il suo potenziale e decidere di non eseguirlo, non perché non ne valga la pena e tantomeno per tenere unicamente ed egoisticamente per sé l'attimo fuggente, ma piuttosto perché quel tipo di visione "fotografica" delle cose non può limitarsi ed essere contenuta in un singolo fotogramma esclusivamente legato a quell'attimo apparentemente casuale che concentra quello che sta accadendo in quell'istante "il tutto" ma ci sono tanti altri attimi "tanti altri tutto" anche se distanti pochissimi millisecondi tra di loro.

Non ho terminato ma non ho il tempo di proseguire. Sorry


Per la tripla julia è lei Sorriso

Un saluto
Baldassarre










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