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Bivacco Leonessa e colle Torri dell'Herbetet - ven 13-7-2018


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avatarsupporter
inviato il 19 Settembre 2018 ore 12:32    

Un'escursione impegnativa nel cuore del Parco del Gran Paradiso?

Buongiorno a tutti…..il punto di domanda e' lecito e scoprirete perche'.
Salii al bivacco Leonessa ormai qualche anno fa; conosco bene tutta la zona avendola ormai percorsa in lungo ed in largo. Diciamo che non e' un'escursione per tutti (tranne la solita salita al rif.Sella) avendo poi io voluto proseguire (era gia' nei miei piani) verso il Colle e le Torri dell'Herbetet appena sopra il bivacco a circa 3200m di altezza ma con una visuale impagabile sui ghiacciai e le cime circostanti della quale potrete goderne un assaggio, se volete, guardando la mia galleria dedicata. In giornata si tratta di salire con buona gamba per 5h e (cosa massacrante vi assicuro) 4,30h di discesa (pause comprese 2h ca.).
Quello che mi ha colpito decisamente in maniera negativa (e, credetemi sta avvenendo un po' dappertutto in montagna) trattandosi appunto di un “parco nazionale” e' l'averlo ridotto quasi ad uno zoo. Mi spiego meglio: la Valnontey, cuore del parco, progressivamente e' stata ridotta ad un vero e proprio parco giochi = cavalli, cavallini e pony; campeggio e ci sta; strutture ricettive di ogni tipo; parcheggi a pagamento (fino a poco tempo fa potevi trovare posti gratis); sulla parte ds della valle hanno aperto una vera e propria strada sterrata che ti porta sempre piu' in profondita' ad un agriturismo ricettivo in piena regola e, non plus ultra, la possibilita' fino quasi a fondo valle di portarsi appresso il proprio cane al guinzaglio come se il cucciolo dell'animale selvatico potesse fare distinzione. Non ce l'ho con i cani ma ci sono tanti altri posti montani dove puoi fare tutto cio' che vuoi con il tuo cane senza dover andare in un parco nazionale. La Valnontey e' la parte bassa del parco ma e' ricca di vegetazione sicuramente “casa” di fauna selvatica tipica del bosco come caprioli e cervi. Avendo compiuto un vero e proprio “atto di coraggio” con la sveglia alle 4 (da casa mia a Valnontey ci vogliono 2,30h di auto) per cominciare a salire alle 6,30, come e' avvenuto, non mi aspettavo (ai casolari dell'Herbetet mi presentavo alle h 9,00 – deserto assoluto) certo di avvistare gipeto o aquila ma (per l'occasione avevo lo zaino particolarmente pesante con tutta l'attrezzatura fotografica) pensate in circa 10h trascorse pressoche' in solitudine in ambiente veramente selvaggio sono soltanto riuscito a scorgere un paio di camosci.
Ma la montagna, perdonatemi questo vocabolo, non e' nata per essere “camminata?? Ma i parchi nazionali (il parco dello Stelvio e' anche peggio almeno la parte lombarda che ho avuto modo di conoscere bene con base S.Caterina di Valfurva per anni) non sono stati creati per “salvaguardare” la fauna selvatica???? Vi siete mai chiesti a cosa servono i vari casotti guardaparco disseminati lungo i loro territori? Ormai pressoche' abbandonati, giustamente ed in maniera consona ed appropriata si organizzavano, come intento lodevole ed educativo, gite escursionistiche per ragazzi guidate dai guardaparco che avevano come base di osservazione proprio queste strutture.

Eccovi alcune indicazioni:

Il bivacco Leonessa è una bella costruzione in legno e lamiera situato sopra un panoramico promontorio morenico nel vallone dell'Herbetet; esso serve come punto d'appoggio per le ascensioni all'Herbetet ed alla Becca di Montandaynè, ma è anche meta di escursionisti che vogliono godere dello spettacolare panorama sui ghiacciai e sulle vette del versante sud della Valnontey che confina col Piemonte. La salita a questo bivacco, facile e ben segnata, si svolge nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso percorrendo il fondovalle boschivo della Valnontey per poi risalire negli spazi aperti dell vallone dell'Herbetet passando dall'omonimo casotto dei guardaparco. Per completare quest'escursione si può consigliare, una volta raggiunto il bivacco, di risalire per un centinaio di metri sino al culmine della morena (ometti) per avere così una suggestiva vista ravvicinata del ghiacciaio della Tribolazione. Altro consiglio può essere quello, se ben allenati, di effettuare il ritorno a valle percorrendo il panoramico sentiero che dal casotto dell'Herbetet traversa in quota le fiancate delle montagne sino al rifugio Vittorio Sella: questo bellissimo percorso panoramico si sviluppa con qualche saliscendi e brevi tratti un po' esposti sui ripidi ma splendidi versanti che si attraversano. La gita al solo bivacco è già lunga di per sé (21 km circa)

Dal posteggio si prosegue sulla strada svoltando a sinistra prima del ponte di legno dove, al termine del parcheggio, si trovano le paline di inizio del sentiero; Si prosegue dunque sulla sterrata che passa davanti al campeggio e, trasformatasi in mulattiera, si addentra nel vallone lasciando il torrente alla destra. Con percorso pressoché pianeggiante si oltrepassa prima la baita di David (1711 m) e dopo pochi minuti quelle di Vermiana (1739 m) oltre le quali si ignorano le due deviazioni, ad una decina di minuti una dall'altra, per gli Alpeggi ed il bivacco Money (1769 m e 1800 m). Ora la mulattiera, restringendosi a sentiero, si allontana temporaneamente dal torrente per poi riavvicinarsi ed arrivare ad un ponticello di legno superato il quale si trova quasi subito il ponte dell'Erfaulets (1838 m) col quale si attraversa definitivamente il torrente di fondo valle. Passati sulla sponda opposta il sentiero, sempre con dolce pendenza, attraversa un rado bosco di conifere ed attraversa una breve zona franosa; camminando ancora verso il fondo del vallone si arriva ad un bivio (2048 m) dove si svolta decisamente a destra superando alcune basse balze rocciose oltre le quali si attraversa un canalone su un ponticello metallico dopo di che si passa un breve tratto un po' esposto ben protetto da un corrimano. La pendenza ora aumenta e, col sentiero che compie alcuni tornanti, si sormontano alcune gradinate erbose e rocciose guadagnando velocemente quota per entrare, dopo un'ultima balza, in un vallone che si risale sulla sua sinistra orografica; compiuti ancora pochi tornanti si giunge in vista del casotto situato sopra un panoramico poggio erboso che si raggiunge in pochi minuti (2451 m). Lasciata la baita alla destra si prosegue sul sentiero che si dirige verso l'alto pendio che si trova sopra di esso e lo si risale con ampi tornanti dalla pendenza sostenuta e costante; si raggiunge così il filo di una larga dorsale dove ci si sposta sulla destra, abbandonando il vallone centrale, per attraversare il canale che si trova di fianco ad essa alzandosi anche qui sulla comoda dorsale. Al termine di questo tratto un po' faticoso il sentiero spiana un po' avvicinandosi, con qualche breve saliscendi, alle morene superiori con una bella vista della rocciosa piramide dell'Herbetet e qui si trova un bivio (2738 m) dove si tiene la sinistra; ora, alzandosi verso la morena superiore, il terreno diviene prevalentemente pietroso e giunti poco prima di una bassa bastionata si devia a sinistra per attraversare il ruscello che scende dai nevai superiori. Il tracciato ci porta verso un basso contrafforte roccioso che, spostandosi leggermente sulla destra, si supera facilmente con qualche stretto tornante superando anche qualche eventuale nevaio; piegando poi a sinistra si attraversa una zona di grossi massi guidati dai ben visibili bolli gialli superata la quale si giunge al terrazzino dove si trova il bivacco che si vede solo all'ultimo momento.

user23063
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inviato il 19 Settembre 2018 ore 16:45    

Grazie Gianfranco per la descrizione dettagliata dell'escursione.

Per quanto riguarda la prima parte,sono sostanzialmente d'accordo su tutto (parlavo ieri con un volontario di un'oasi di quanto trovi francamente Eeeek!!! la presenza di un posacenere fuori dal capanno, segno che nemmeno l'idea di "aria pulita" è più valida parlando di montagna e natura... possibile che per mezza giornata non si possa evitare di dover fumare?), è una tristezza infinita. Solo che dovremmo per primi iniziare a fare qualcosa, a farci sentire in luoghi con orecchie. Altrimenti è solo nervoso che monta inutilmente...

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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