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inviato il 11 Agosto 2018 ore 20:16
Ho visto la mostra sui paesaggi di Cartier Bresson al Forte di Bard. In quasi tutte le splendide foto compaiono persone. Alla nostra meraviglia per la perfezione di espressioni, pose e disposizione delle persone, una gentile signora che appariva molto informata ha detto che in quasi tutte le foto Cartier Bresson metteva in posa, dava precise indicazioni ai soggetti delle foto; ha finito per definirlo un abilissimo scenografo, talmente abile da far apparire naturali, quasi casuali, espressioni, pose e disposizioni. Tornato a casa ho cercato in internet dichiarazioni, affermazioni, soprattutto prove (come i provini) a sostegno o confutazione di quanto detto, senza trovarne. C'è qualcuno in grado di aiutarmi? Grazie! Ciao |
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inviato il 11 Agosto 2018 ore 22:27
Non mi stupirei della notizia. Non ho però nessun elemento aggiuntivo. in ogni caso non ho mai creduto fino in fondo all'attesa spasmodica dell'attimo giusto, o al carpe diem. Ma dal mio punto di vista, vale per HCB e molti altri, questo fatto non aumenta o diminuisce la grandezza del fotografo. Nel caso specifico rimane un grande. ciao mauro |
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inviato il 11 Agosto 2018 ore 23:02
Già. Forse per chiarezza avrei dovuto dirlo subito: non sono un sostenitore dello spontaneismo ebbasta e la penso come te su tutto quel che hai detto... ma mi rimane la curiosità, mi sembra comunque interessante sapere come sono state prese certe immagini, con che spirito. E' un interesse simile per certi versi a ragionare sul confine, pur se terribilmente labile e mutevole, tra film e documentario, narrativa fantastica o realistica, pittura figurativa o astratta, e nulla toglie all'opera e all'artista. Ciao |
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 0:05
Continuando a cercare ho trovato qualcosa che risponde, almeno parzialmente alla mia curiosità. Anche se da una frase non si può capire un modo di fare fotografia, pare che HCB abbia detto: "La fotografia "manipolata" o messa in posa non mi riguarda... Per me, la macchina fotografica è un libro di schizzi, uno strumento di intuizione e spontaneità, "il signore dell'istante" che, in termini visivi, interroga e decide simultaneamente." Questa, almeno, è l'interpretazione che ne dà Erik Kim: "Cartier-Bresson wasn't interested at all in “staged photography” – he was only interested in capturing candid and un-posed photographs." Ciao |
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 0:20
La penso come arconudo e la signora con cui hai parlato al forte. |
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 2:17
In base a quanto ci si avvicina si modifica(nel bene o nel male)una scena,la misura di ciò rimane ignota.Tutto ciò che avviene o non avviene é parte integrante della fotografia.Bresson non era uno"normale"e lo si può solo ammirare.Non fare l'errore del pischello che cerca le scale pentatoniche in Jimi Hendrix |
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 3:50
seguo |
user30556
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 6:19
Dovresti chiedere a Ferdinando Scianna. Che io sappia, erano buoni amici. |
user158139
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 7:05
Il fatto che HCB inscenasse le proprie foto, o almeno parte di esse, è un dubbio che è stato sollevato più volte, visto che molte delle sue opere hanno (o avrebbero) richiesto una capacità davvero straordinaria di cogliere il momento decisivo, soprattutto considerati i limiti dell'attrezzatura dell'epoca, in particolare l'impossibilità di scattare a raffica. |
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 8:17
Se consideri che lo ha detto la signora, e che senza una modernissima digitale è chiaramente impossibile fare foto, sicuramente era uno che metteva in scena le foto, tutte scattate negli studi di Cinecittà, tra l'altro. |
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 9:12
C'è sempre un fondo di verità...nessuno pubblica tutti gli scatti e nessuno si meraviglia se qualche foto è ottenuta mettendo in posa le persone...non è il solo e non ci vedo niente di male se non si parla di fotogiornalismo dove ovviamente non sarebbe etico creare la scena |
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 9:26
Anche solo da un punto di vista statistico, direi che con quell'attrezzatura è quanto meno "altamente improbabile" un così elevato numero di "attimi" colti perfettamente al volo, ma può anche essere che HCB usasse cambiarsi d'abito in una cabina telefonica per poi fiondarsi in volo nel cielo |
user33434
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 9:45
Dal libro della Magnum con i provini a contatto non si ricava la sensazione di messa in scena (foto dei ragazzini con muro distrutto a Siviglia), per la foto fatta all'informatrice della Gestapo la storia racconta di come dovesse girare un filmato di quel momento prediligendo però alla fine la sua Leica. Non escludo che altre foto siano state preparate ma pare che usasse sempre lo stesso metodo. Non so quindi se la signora abbia detto una castroneria o meno ma per quello che mi risulta lo stile è più vicino al fotoreportage (anche se a volte surreale) che alla foto preparata. |
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 9:56
“ In base a quanto ci si avvicina si modifica(nel bene o nel male)una scena,la misura di ciò rimane ignota.Tutto ciò che avviene o non avviene é parte integrante della fotografia. „ sono daccordo, parole di sostanza. Si consideri però, che tenere un macchinetta fotografica in mano oggi, non è come tenerla quando e dove praticamente nessuno fotografava (molti osservatori non sapevano cosa fosse), e se lo avesse fatto si sarebbe presentato con un catafalco e squilli di tromba. |
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inviato il 12 Agosto 2018 ore 10:13
Una cosa è che le persone sappiano di essere riprese. Un altra che siano dei figuranti o attori. |
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