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consistenza del colore (pastosità, profondità, densità, o saturazione?)


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avatarjunior
inviato il 13 Maggio 2018 ore 14:54    

Sono un "vecchio" fotografo per età. Ho conosciuto gli strumenti con i quali si rincorreva, negli anni '70 e oltre, la massima densità del colore intesa non solo come massima saturazione ma proprio come profondità analogica ovvero spessore dell'emulsione. Gli strumenti erano prima di tutto gli obiettivi blasonati, in primis Leitz e poi Zeiss, Schneider, ecc. , ognuno con un suo carattere. Non seconde le emulsioni, le diapositive e prima di tutte la Kodachrome 25. Oggi con il digitale non ho ancora fatto abbastanza esperienza per sapere quali sono le tecniche per raggiungere tali risultati. Da prove che avevamo fatte nel fotoclub, con una stessa diapositiva e diversi obiettivi, l'obiettivo con maggior quantità di colore era il Summicron che dava con la diapositiva due diaframmi in sovraesposizione e due in sottoesposizione più il fotogramma centrale tutti utilizzabili come densità! Altri obiettivi come il Planar Zeiss arrivavano a -1e +1 ancora ancettabili, altri meno. Molti obiettivi commerciali correnti non sopportavano nemmeno mezzo diaframma di differenza. Perciò non venitemi a dire che bisogna podtprodurre in RAW per avere la densità alta, a dire così sono capaci tutti. La dritta che vorrei io, invece, è sapere (se qualcuno lo sa) quali sono le accoppiate sensore-obiettivo o al peggio quale la macchina adatta per questa tecnica.

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2018 ore 15:22    

Mah non so.. sono 2 mondi diversi bit ed elettronica (quindi leggi fisiche e software) contro chimica ed ottica.

Nei bit c'è molto di piu' di cio' che ti mostrano
Certo una buona ottica è preferibile.

Credo tu stia cercando la famigerata dinamica
Quindi Nikon o Sony, (non so Pentax) Canon meno o solo prodotti di di alta gamma.



avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2018 ore 16:22    

"La dritta che vorrei io, invece, è sapere (se qualcuno lo sa) quali sono le accoppiate sensore-obiettivo o al peggio quale la macchina adatta per questa tecnica."

Hai un approccio completamente errato al tuo problema e non sai come "gira" il colore nella fotografia digitale.

La gestione del colore da parte dell'attrezzatura in pellicola è completamente diversa dalla gestione del colore da parte dell'attrezzatura in digitale, perché possono essere diverse le ottiche e comunque sono diverse le fotocamere: è illogico ed errato applicare la stessa logica di gestione del colore in fotografia chimica e digitale, sono diverse ed immiscibili.

Il software, che tu lo voglia o no, è parte integrale della trasmissione cromatica del sistema ottica + fotocamera.

La fotografia digitale ha convertito una immagine luminosa, fatta di luce, in numeri: con il software si gestiscono quei numeri e dunque con il software alteri la funzione di trasferimento del colore del sistema e dunque si possono alterare i colori.

A pellicola, in pratica, salvo i filtri per il WB, non intervenivi sul colore, era responsabilità di altri, mentre adesso, in digitale, la gestione del colore è piena responsabilità del fotografo e di chi fa il fotoritocco: va saputa fare.

In digitale NON esiste un'accoppiata fotocamera + ottica che fa i colori migliori di un'altra, semplicemente perché quando scatti, la fotocamera, NON CATTURA una immagine, ma cattura un pacco dati, un file di dati che poi DEVI, sempre e comunque, obbligatoriamente manipolare di software per convertirlo in un file immagine, ossia per ottenere una immagine.

In tutti i casi, sempre e comunque, una fotocamera "scatta" in RAW, cattura solo un pacco dati, un file di dati, nulla più, anche se alla fine ti vomita un Jpeg, una immagine.

Quel pacco dati lì, il RAW; poi va dunque convertito in immagine, e per fare la conversione in immagine, ci vuole un profilo di conversione dei dati in immagine.

I profili di conversione del pacco dati, il RAW, in file immagine possono fare il lavoro di conversione bene o male, ma in tutti i casi sono quelli che danno il cromatismo all'immagine, il contributo dell'ottica è in pratica nullo, perché se, ad esempio, hai un'ottica che fa le foto gialline, facendo bene il profilo di conversione, o modificando un profilo fatto dai tecnici che fanno il convertitore di RAW, elimini quel giallino dato dall'ottica ed ottieni una immagine neutra cromaticamente, idem per il contrasto, idem per la saturazione, idem per la luminosità.

I profili di conversione te li fai il costruttore della fotocamera se scatti in Jpeg, o te li fa il costruttore del convertitore di RAW, se fai fotoritocco esterno, i colori li scelgono loro, quando invece te li dovresti scegliere tu, alla fine sono le tue fotografie

La cosa migliore è farseli da sé, con attrezzatura adatta (io mi sono fatto i miei per la Nikon D4, D 810 e D7000), che consiste in software dedicato, un campione di colori certificato (io uso il Color Checker Passport, della Xrite), ed in un sistema illuminante a luce controllata ( io uso due sistemi illuminanti, uno a 6500 K ed un altro a 2850 K).

Coi profili di conversione fatti bene, ti fai il colore come meglio credi, tonalità, saturazione e luminosità.

Se non lo sai fare, ti becchi il colore che qualche tecnico ha fatto al posto tuo, e se non ti piace…...sono razzi tuoi: impara a farteli da te quei profili, o a modificare quelli fatti da altri!

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2018 ore 17:59    

Ecco elementare e' quello che volevo dire io MrGreen ma se lo facevo non ci capivi una fava MrGreen
Invece in (relativamente ) poche parole ti hanno spiegato come stanno le cose .

avatarjunior
inviato il 15 Maggio 2018 ore 12:46    

Non sono un informatico ....ma da queste corrette risposte sembra che l'obiettivo non conti nulla, invece mantenendo costanti tutti i parametri dal sensore al Raw converter alla post produzione e variando la lente, vedrai la differenza che questa introduce nella foto.
Quindi caro " vecchio fotografo anni 70" gli obiettivi con i colori pastosi e pieni sono i soliti Leitz che mi sembra rendano meglio sui sensori poco densi. Ottima l'accoppiata Summicron 35 50 90 su 5D old meno buona su 5D mk2. Su fotocamere più recenti non so, ma promette bene la 6D mk2 che Canon dice lavori bene con vecchie lenti.

Per rendere migliore la resa su 5d mk2 Ho fatto alcuni Picture Stile di conversione in JPG dove ho campionato i magenta e i verdastri delle aberrazioni e li ho sottratti moderatamente più altre piccole modifiche di mio gradimento sul colore , poi ho inserito nella fotocamera i picture che ora mi appaiono direttamente nel menù. Così ottengo foto come mi piacciono direttamente allo scatto ( come una volta con la pellicola ) senza passare per la Post. Si chiamano NoMag superNomag APO-pictures, forse qualcuno li conosce, so che alcuni lo utilizzano sopratutto nel video.

Ciao !

avatarsenior
inviato il 15 Maggio 2018 ore 15:28    

No aspetta nessuno ha detto che una lente vale l'altra , e' evidente che come questa trasmette la luce conta nel risultato finale.
E per la miseria con quello che certe lenti costano MrGreen

avatarsenior
inviato il 15 Maggio 2018 ore 15:37    

Sui COLORI una lente vale l'altra. Sulle linee x mm sulla risoluzione, nitidezza, aberrazioni cromatiche, vignettatatura etc, ci sono lenti scarse oppure ottime

avatarjunior
inviato il 21 Maggio 2018 ore 12:54    

Vi ringrazio per le risposte che denotano un genuino interessamento. Qualcosa faccio in RAW ma mi pare, forse sbaglio, che sia difficile raggiungere una profondità di colore direttamente fruibile con una attrezzatura normale a 8 bit. Anche se spendessi per monitor e macchina, per me è tardi per arrivare alle vette del trattamento digitale, vi dico il perché. Ho osservato un mio amico vero guru dei meandri di Adobe, come lavora lui, con le maschere e i profili scambiandoli a piacimento e mettendoli in trasparenza e in opposizione, non dimenticandosi un solo valore numerico, io non riuscirò mai nemmeno tra tanti anni e sono già vecchio. Per il resto, qualche esperienza ce l'ho e come tutti i cercatori d'oro, cerco la vena nascosta, ovvero l'accoppiata casuale obiettivo-sensore senza spendere cifre improponibili per un amatore normale. Provare e riprovare credo sia la regola con tutto il fascino della possibile scoperta. Intanto auguro a tutti di poter continuare a godere della nostra passione facendone un buon mix con la vita di tutti i giorni. Saluti

avatarsenior
inviato il 21 Maggio 2018 ore 13:03    

guarda , sono vecchio anch'io (70), ma se speri che sia più facile trovare (casualmente come dici tu) l'accoppiata miracolosa piuttosto che imparare un po di sviluppo RAW...auguri

avatarjunior
inviato il 19 Settembre 2018 ore 10:04    

Rientro a distanza di tempo nel post e risaluto tutti. Premesso che la vedo dura per la fotografia come la intendevamo noi anni fa, oggi che anche i migliori giornalisti usano il telefonino oltre che come registratotre sonoro anche ottico facendo addirittura delle sequenze che rimandano al giornale o alla TV in tempo reale, la passione criptica per il dettaglio o il colore rimarrà probabilmente a pochi estimatori giudicati dai più dei maniaci. Vedo e mi reco spesso a avvenimenti fotografici e ci vedo sempre più miseria, siamo rimasti sempre gli stessi, ovviamente non c'è più lo sviluppo dirompente di una volta. Detto questo, butto un'altro sasso nello stagno o presumo di poterlo fare, permettetemi l'illusione. Ho imparato in modo elementare ma sufficiente a usare il raw e se necessario so intervenire. Ho visto che alcune macchine se ne avvantaggiano molto, altre poco...prima cosa. Seconda cosa non mi va giù il fatto che l'immagina a dire comunemente, si rovini se si lavora troppo. Ma il digitale non dovrebbe per definizione essere esente dalla degradazione del segnale? Sono diplomato in elettronica e so che il segnale digitale, a meno che non sia distorto o di bassissima potenza, cose che non avvengono nel PC ma solo in trasmissione/ricezione , mantiene tutta l'informazione invariata. Come mai in fotografia c'è una degradazione dell'immagine? E poi c'è davvero?

avatarsenior
inviato il 19 Settembre 2018 ore 10:28    

Come mai in fotografia c'è una degradazione dell'immagine? E poi c'è davvero?


Non c'è alcun degrado, quello che tu credi degradato è semplicemente un'assenza di segnale, se ad esempio recuperi un'ombra in modo eccessivo renderai visibili quelli che sono i limiti del segnale ripreso dal sensore, non sei tu a rovinare il segnale ma semplicemente rendi visibile una mancanza iniziale (rumore, banding). Il digitale ha valori distinti, se cerchi di creare una sfumatura lo devi fare con i valori che hai a disposizione, forzare qualcosa che non c'è in post produzione ne rende evidenti i limiti in fase di ripresa (posterizzazione) e così via con altri difetti. Non è il processo in sè a degradare il segnale, è il voler usare quel segnale e adattarlo a caratteristiche che non ha in origine.

avatarsenior
inviato il 19 Settembre 2018 ore 11:03    

Caro Solargrafia,
mi ascrivo anch'io alla categoria dei "capelli grigi". Sono quindi un "analogico" geneticamente modificato in "digitale".

Leggendo quello che scrivi mi sembra che la tua ricerca di continuità fra "prima" e "dopo" non sia solo sul filo dei dati di laboratorio, ma il tuo desiderio sia quello di ritrovare la "percezione fisica" del colore a cui sei legato.
Purtroppo su questo fronte la tua ricerca non può che essere almeno in parte deludente. L'intera catena che porta dallo scatto alla stampa (purtroppo sempre più sostituita dalla "visualizzazione") nei due paradigmi tecnici è completamente diversa e quindi diversi saranno i risultati, inevitabilmente.
Non dico migliori o peggiori, dico diversi.
Sarebbe come pretendere di ottenere sulla tela lo stesso risultato con le tempere o i colori ad olio...

Sul "degrado" dell'immagine digitale, due cose sintetiche.
La manipolazione dei numeri che rappresentano i singoli pixel può facilmente condurre a risultati paradossali.
Non si tratta di "distorsione del segnale" ma di forzature degli algoritmi usati dal software che portano ad un risultato che noi giudichiamo "brutto" anche se coerente "matematicamente". Ma di questa coerenza poco ci importa.
Naturalmente esistono tecniche e accorgimenti che evitano di generare mostri. Si tratterebbe di capire a quale tipo di problemi tu ti riferisci in particolare.
Un sollievo: i software lavorano l'immagine RAW senza modificarla, ma "sovrapponendo" ad essa gli interventi che noi facciamo.
Questo significa che puoi sempre ripartire da zero con l'immagine originale. Concetto impreciso parlando di RAW, che tecnicamente non sono un'immagine...




avatarsenior
inviato il 19 Settembre 2018 ore 12:34    

Visto che i capelli grigi li ho anche io, e visto che del colore, del suo "corpo", delle sue sfumature, della sua luminosità, della sua saturazione e di tutto quello che volete aggiungere sono innamorato anch'io vorrei portare la mia esperienza ... che è quella di chi continua a proiettare come quando la fotografia era solo la Velvia ... 50 è ovvio!

avatarsenior
inviato il 19 Settembre 2018 ore 16:11    

Sorriso

avatarsenior
inviato il 19 Settembre 2018 ore 16:32    

Ma il digitale non dovrebbe per definizione essere esente dalla degradazione del segnale? Sono diplomato in elettronica e so che il segnale digitale, a meno che non sia distorto o di bassissima potenza, cose che non avvengono nel PC ma solo in trasmissione/ricezione , mantiene tutta l'informazione invariata.



Sei esente dalla degradazione del segnale nel senso che il "master" ha dei valori digitalizzati sempre rileggibili allo stesso modo (l'"1" resta sempre un "1" e lo "0" resta sempre uno "0"). Al limite ti si cricca l'hard disk o la scheda di memoria MrGreen

Hai comunque un dato (digitale) che contiene in se un certo rapporto segnale/rumore. Peggiore nelle ombre che nelle luci per dire. Peggiore se scatti di notte che di giorno...
Probabilmente manipolando (applicando dei "filtri" digitali) e applicando interpolazioni e quant'altro la possibilità di avere un certo output desiderato (che varia anche se questo è un monitor 4k o uno schermo del telfonino) senza "artefatti" è comunque limitata ai dati di partenza. Per dire... se scatti a "4 bit" mica puoi stampare 3 metri * 4 metri cercando di interpolare i pixels mancanti.
Anche se, vero, in alcuni casi questi filtri forniscono "miglioramenti" (o almeno miglioramenti "percepiti" dall'occhio) su alcuni aspetti della foto: contrasto, rumore digitale, nitidezza, ecc.

Spero di esser stato chiaro - e in quanto "diplomato in elettronica pure io" - non aver scritto troppe corbellerie ;-)

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