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Perché ho venduto la Sony (e son contento)


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avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 12:48

Mi piaceva spiegare in un posto i motivi (fotografici) che mi hanno portato, dopo aver rinunciato ad usare le fotocamere Leica a telemetro per questioni legate alla mia vista, ad acquistare un corredo Sony completo e soprattutto spiegare perché, dopo averlo usato per circa 5 mesi, ho deciso di disfarmene senza alcun tipo di rimpianto.

Con la vendita del corredo Leica M9 e le sue lenti, il denaro ricavato mi avrebbe permesso di acquistare almeno un paio di corredi Sony A7.
Per questo, valutata anche la facilità con cui si rivende quel tipo di materiale Sony, non ci ho pensato molto. Alla fine della scorsa estate (che era stata segnata da una serie di incavolature non indifferenti e di messe a fuoco sbagliate), a seguito di una prova superficiale erano arrivati nel giro di 15 gg una Sony A7II, un Sony Zeiss 35/2.8, uno Zeisssony 55/1.8 , uno Zeiss Loxia 21 , il Sony 28/2 seguiti dal Nokton 40/1.2 asph e vari Nikkor vintage medio tele.
E alla fine del giro mi ero comunque rimesso in tasca più di tremila euro (uno dei vantaggi dei corredi di lenti Leica M è che sono un assegno bancario).

Insomma, mi dicevo, sulla Sony c'è il sensore stabilizzato, il mirino elettronico "che poi uno ci si abitua", l'autofocus che "ci si abitua pure a quello": tutte cose che a uno come me (più vicino ai 50 che ai 40) avrebbero fatto comodo. Le lenti sono di qualità....eccetera.
Quindi, nuovo corredo ma in nuova borsa (perché la Sony e 2 lenti non ci stavano dove prima entrava la M9 con tre lenti) e via...verso le nuove immagini ultratecnologiche.

Ma presto scoprii che, per la prima volta nella mia storia di cercatore d'immagini, avevo fatto i conti solo con la tecnologia.
Non li avevo fatti bene con la fotografia.

Le mie sessioni di reportage e di street photography erano diventate irritanti e fastidiose.
Io spesso imposto i parametri con cui scatterò a macchina spenta, mentre osservo il mio soggetto senza staccare gli occhi da quello. Con la Sony questo era impossibile, perché non esistono le ghiere dei tempi sulla fotocamera e quasi mai quelle dei diaframmi sulla lente. I miei 2 click, il rumore della rotazione della ghiera, che mi "dicevano" che ero passato da 1/60 a 1/250 non c'era verso di percepirli. Toccava operare a fotocamera accesa per far questo e guardare il display per avere l'informazione. Una catastrofe, dal mio punto di vista.

La posizione del mirino centrale "da reflex" era altrettanto irritante. La possibilità di cogliere quel che sta accadendo all'esterno dell'area inquadrata, aprendo semplicemente l'altro occhio, era definitivamente tramontata. Assieme a questa, anche la possibilità di usare la fotocamera con una mano sola, visto che la Sony (con la maggior parte delle lenti) obbliga ad una impugnatura da reflex tradizionale, con la mano sinistra sotto la lente, amata da molti ma da me per nulla.

I file ARW elaborati in post-produzione (personalmente parlando) li ho trovati molto difficili da maneggiare, in confronto ai DNG della Leica. Su questo non vorrei aprire una discussione, perché la valutazione è assai soggettiva, ma è un dato di fatto che il mio modo di produrre foto poco si sposa coi file “plasticosi” e quasi finti che uscivano dalla A7II. Qualcuno dirà che arrivavo da un sensore CCD e che quindi sicuramente le cose erano assai differenti già in partenza. Rispondo subito che sono differenti anche oggi, che uso i DNG della Leica Q che invece ha un bel C-MOS da 24 mpx, i file della quale per me sono assai più facili da post-produrre in maniera efficace, rispetto a quelli Sony.

Quindi...borsa più grande...macchina da impugnare come se fosse una reflex...mirino elettronico accettabile ma che quando muovi la fotocamera impasta l'immagine fino a che non ti fermi dando la sgradevole sensazione di avere perso il contatto con il mondo inquadrato...file “plasticosi”...operatività del tutto inadatta al mio modo di fotografare a causa dell'assenza di ghiere sul corpo e sulle lenti...l'occhio sinistro che è come non averlo…con certe lenti è ingombrante come le reflex...

C'era di tutto per rimettere in discussione tutto.
Cosa che ho fatto.

Con i soldini avanzati, aggiungendo qualcosa, le ho temporaneamente affiancato una Leica Q. Quella l'avevo provata a lungo e per molto tempo, l'unica cosa che mi frenava era la focale unica e i crop digitali.

Qui per me le cose sono cambiate, di molto. Confortato dai risultati ottenuti, il corredo giapponese si è di nuovo trasformato in denaro (per buona parte parte ritornato in tasca, per la gioia di mia moglie) e tutti siamo diventati più contenti. Probabilmente anche chi si è acquistato la mia Sony.

Oggi, nella mia borsa di reportagista/streeter trovano posto due fotocamere:

1) una Leica Q, che uso a 28/35 e qualche volta anche con il crop a 50: mirino in posizione laterale e di qualità più che adeguata, velocità di esecuzione impressionante, dimensioni contenute, qualità ottica commovente, silenziosità estrema e soprattutto le mie amate ghiere;

2) una Fuji X-E3 con sopra montata una sola lente (un 75 mm equivalente) che tiro fuori quelle rarissime volte in cui devo andare più “lungo”

Non cambio più una lente, quando serve cambio fotocamera. La Fuji ha la stessa operatività (ghiere tempi/diaframmi, mirino laterale) della Leica Q. Quindi anche i movimenti sono molto simili.

Insomma, non sempre aggiungere opzioni da valore. Almeno nel mio caso non è stato così.


avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 13:39

Una storia di vita "vissuta" che spiega esattamente cosa significhi la soggettività. Molti altri, in base al genere che prediligono, diranno che la Sony A7II è la manna dal cielo, e anche loro hanno ragione.
Anch'io scatto con una mano, anch'io uso le ghiere e regolo spesso alla cieca, a volte regolo iso e diaframma direttamente mentre estraggo la fotocamera dalla tasca e scatto, per poi - quando va tutto come sperato - compiacermi di aver portato i tempi di scatto in sicurezza senza nemmeno guardare. Sono riti, abitudini, dettagli, di cui l'anima si nutre; senza queste piccole certezze, una sessione fotografica diventa fastidiosa e una passeggiata non potrà mai trasformarsi in sessione fotografica, cosa che capita a chi ama fotografare la strada.
Insomma, ti capisco appieno. E dopo questo andirivieni sai con certezza cosa non ti piace, quindi l'impatto "negativo" è servito.

Un caro saluto

avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 14:02

La quadratura del cerchio sarebbe stata una Leica Q con ottiche intercambiabili.

avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 14:21

I file raw in formato DNG bello e pronto lo sfornano soltanto le fotocamere di tre produttori: Hasselblad e Leica non me le posso permettere quindi ho scelto il terzo che vende le proprie reflex a un prezzo inferiore alla concorrenza.
Perché ho scritto questo: perché il sistema fotografico perfetto non esiste, però esiste sicuramente quello che soddisfa di più in relazione a quello che dobbiamo fare. MrGreen

avatarjunior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 14:24

Il discorso di Pierfranco è emblematico. Lui ha una visione fotografica già definita, quello che gli mancava era il mezzo per continuare a sviluppare il suo lavoro, come quando usavala sua Leica. Credo che se molte discussioni fossero sviluppate in questa prospettiva, cioè sul binario “la mia idea-come la realizzo” molte polemiche potrebbero essere evitate e molto tempo potrebbe essere risparmiato, evitando di farsi venire il sangue acido nel tentativo di far valere le proprie tesi.
Diceva Bresson che la competizione tra i fotografi è stupida, perché ognuno cerca di esprimere pensieri diversi.


avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 14:34

Grazie per aver riportato la tua esperienza.
Come qualità file, tra quello della Q e quello della xe3 noti grandi differenze? Da quando ho una fuji x100s sono molto tentato dalle fuji a lenti intercambiabili.

avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 14:48

La quadratura del cerchio sarebbe stata una Leica Q con ottiche intercambiabili.


Probabilmente sì.
Anche se dubito che facendola a lenti intercambiabili avrebbero potuto mantenere costanti certe prestazioni (come l'autofocus, ma anche la compattezza) che sono di livello assoluto.
Personalmente, non disdegnerei la possibilità di una seconda Leica Q con sopra fisso un Summicron/lux 50 e la possibilità di crop digitale 50/75/90. Ma la faccenda inizierebbe a farsi decisamente costosa...

avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 14:51

Diceva Bresson che la competizione tra i fotografi è stupida, perché ognuno cerca di esprimere pensieri diversi


Proprio così.

avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 14:53

mamma mia..ci vedo poco anche io....e smaneggiare dentro i menù mi piace poco...per tutto il resto....mi sono salvato
grazie PierfrancoMrGreen

avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 15:01

Come qualità file, tra quello della Q e quello della xe3 noti grandi differenze?


Premesso che la mia post-produzione ha come unico scopo quello di preparare immagini per la stampa che si avvicinino il più possibile al risultato di stampe a pellicola, e che non produco mai nell'ottica di una pubblicazione web o digitale, posso dire di aver riscontrato nei file della fuji una facilità nel tirar fuori un buon bianconero che si può confrontare con quelli della Leica. Non so se la cosa sia dovuta alla mancanza del filtro AA in entrambi i sistemi o a cos'altro. Mi interessa poco.

Le differenze naturalmente ci sono.
Le Fuji sono aps-c, permettono colori molto belli ma hanno le caratteristiche di quel tipo di formato.
Per il genere a cui mi applico, le trovo però differenze poco sostanziali. E' anche vero che i file che produco con la Fuji (e il suo medio tele) sono di fatto fotografie molto diverse da quelle ottenute con il 28 a formato pieno della Leica Q. Quindi, di confrontabile (avendo voglia di fare un confronto) c'è poco.

avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 15:05

Condivido in pieno il discorso di Fornasieri, salvo che per una cosa. Sarebbe bastato provarla, la Sony, prima di acquistarla e soprattutto corredarla con tante ottiche. Io, forse più scettico verso il marchio, dopo averla provata, mi sono convinto subito che non fa per me.

avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 15:18

Eh.
Hai ragione da vendere...

Vero è che mi ero anche detto che, comprando usato, nel caso avrei rivenduto con facilità.

avatarjunior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 15:31

Post interessante e ben scritto, spero che si eviti la "rissa" (non cercata assolutamente da Pierfranco, si intende) che scatta spesso quando si nominano diversi marchi in una discussione.

Personalmente io per lavoro (non sono un fotografo, ma faccio anche foto "a pagamento" MrGreen) ho usato per anni nikon aps-c.

Dopo una diffidenza iniziale verso le mirrorless (appianata con il tempo e il miglioramento delle prestazioni) ora adoro usare le mie Fuji, proprio per il fatto di avere "sotto occhio e sotto mano" le impostazioni, più che con molti altri corpi, e mi ricordano le mie prime esperienze "serie" con la nikon F di mio padre. Oltre a risultati che ritengo validi, anche il "fare foto" mi piace con la serie X-E di Fuji, mentre con Nikon DX mi era col tempo passata la voglia (non solo per una questione di pesi/ingombri).

Resto comunque interessato a Sony (soprattutto A7 e A7 II, senza esagerare ) per provare un FF con lenti "vintage" ( e con stabilizzazione, nel caso della II) , ma non ho mai avuto occasione di maneggiare uno di quei corpi e non so se mi darebbero le giuste "sensazioni d'uso" abbinate ad ottiche manuali (non discuto sui risultati ottenibili). Vedrò di far qualche prova prima di decidere di investirci qualcosa, il tuo post è servito a farmi pensare da diversi punti di vista, e la scimmia della A7 è un po' scesa MrGreen.

avatarjunior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 15:37

Il dng lo sforna pure Pentax , puoi scegliere se scambiarlo con il pef

avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2018 ore 15:46

Io ho avuto per un certo periodo sony e fujifilm (x-pro 2). Fuji come si sa è molto stile leica mentre sony è mostro di potenza però brutto scontroso e antipatico.
Non c'era storia Fuji vinceva a manbassa su Sony come utilizzo e feeling. Con Fuji ti divertivi a fotografare tant'è che molte volte mi ritrovavo a scattare direttamente in jpeg anche grazie agli stili Fuji a mio parere insuperabili.
Sony ha dalla sua tanta potenza e qualità... ma pecca sul "divertimento". Un po' come ritrovarsi ad utilizzare una supercar velocissima ma inguidabile e una piccola spiderina meno performante ma divertentissima da guidare.
Per questo mi ritrovo completamente d'accordo su quanto scritto dall'autore del post.



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