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inviato il 01 Aprile 2018 ore 17:35
Nel forum parliamo spesso dell'importanza di molti aspetti nel flusso fotografico, l'inquadratura, l'illuminazione, la focale, la calibrazione del monitor, la postproduzione, la stampa etc etc. Tutti aspetti importantissimi, molto poco si parla invece della fase di selezione delle foto. Penso che questo sia un passaggio importantissimo per un fotografo. Siete sicuri che nei vostri hard disk non vi sia qualche capolavoro che però non avete avuto la capacità di vedere? Cosa ne pensate? |
user28347
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inviato il 01 Aprile 2018 ore 18:34
ciao,proprio oggi ne ho buttate 20 belline si diventa più pignoli e ora sto provando a fare il taglio istint senza guardare che misura è e hai ragione che a volte si buttano foto che invece avrei rivisto con ps.ne ho tenute 100 in dng in 5 anni cosa ne pensi della mia ultima con taglio istint? |
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inviato il 01 Aprile 2018 ore 18:50
Assolutamente d'accordo. Spesso selezioniamo "di pancia" le nostre foto; è il motivo per cui dopo la prima selezione non cestino tutte le scartate, perché dopo qualche giorno/settimaan/mese le riguardo attentamente. Spesso trovando cose che trovo meritevoli e che a prima vista non mi piacevano. Ma capita anche il contrario: dopo qualche giorno, guardi le foto selezionate e magari ne trovi una che reputi brutta |
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inviato il 02 Aprile 2018 ore 19:11
"Siete sicuri che nei vostri hard disk non vi sia qualche capolavoro che però non avete avuto la capacità di vedere? Cosa ne pensate?"...Si capita spesso ed è normale come capita l'inverso. Ci sono anche scatti che guardo è so che hanno un potenziale ma qualcosa non quadra, li lascio in archivio e li riprendo in un secondo momento. A volte si tratta solo di pensare il taglio giusto e una p.p ben mirata (non manipolazione). |
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inviato il 02 Aprile 2018 ore 19:18
Oggi ho fatto un giro in libreria, e per combinazione ho trovato un libro dal titolo "MAGNUM.La scelta della foto". Costava €45,00, ma non ho voluto spendere quei soldi. Qualcuno lo ha letto? |
user90373
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inviato il 03 Aprile 2018 ore 0:08
La selezione, assieme alla pubblicazione, è la parte più importante del processo fotografico perchè è quello che un eventuale pubblico andrà ad osservare. Finchè tutto resta in casa c'è possibilità di prendere e riprendere, quando si varca la soglia, quel che è fatto è fatto senza se e senza ma. |
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inviato il 03 Aprile 2018 ore 0:14
sto leggendo parecchi libri su questo tema e cancellando centinaia di foto dai miei HD contemporaneamente sto rivalutando un sacco di vecchi scatti, perché conosco meglio alcuni concetti basilari ed ho conosciuto (dovrei dire divorato) diversi lavori di Fotografi che mi hanno aiutato ad essere molto critico con me stesso. A distanza di mesi, a volte di anni, vedo alcuni miei scatti sotto una luce diversa. é chiaro che al momento dello scatto non ero consapevole della qualità della foto (colori, composizione, scena ritratta, ecc. ecc.), così come sto cestinando foto che mi sembravano buone ma che adesso mi dicono poco o nulla, ma credo che "studiare" il lavoro dei fotografi affermati aiuti molto nel lavoro di selezione. Questo non vuol dire scimmiottarne lo stile, ma apprezzare le idee che li hanno portati a fare quel tipo di scatti. |
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inviato il 03 Aprile 2018 ore 0:56
Enzillo Non ho questo problema, nel mio PC ci sono SOLO grandi capolavori fotografici   |
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inviato il 03 Aprile 2018 ore 17:33
Per la serie: scatto poco, ma quando scatto esce un capolavoro |
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inviato il 03 Aprile 2018 ore 23:13
I primi due step di selezione li faccio da pc, tenendo conto anche di eventuali rivalutazioni dopo parecchi giorni dal momento dello scatto per dar tempo alla mente di stabilizzare le valutazioni, la scelta finale per un'esposizione o un fotolibro la faccio essenzialmente con le foto candidate stampate 12x18 cm e disposte su un tavolo grande. in questo modo le vedo tutte insieme, le posso spostare e ricomporre e riesco a valutare meglio, con un colpo d'occhio, le varie versioni e sopratutto riesco con facilità a ricostruire un linguaggio e una sequenza degna di un progetto fotografico. Stampare 40 o 50 foto 12x18 costa poco in rapporto alla facilità con la quale riesco poi a gestirle. p.s. "La selezione nel processo fotografico" ottimo titolo, un 3D azzeccato e un'argomento del quale si parla poco. |
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inviato il 04 Aprile 2018 ore 12:23
“ Oggi ho fatto un giro in libreria, e per combinazione ho trovato un libro dal titolo "MAGNUM.La scelta della foto". Costava €45,00, ma non ho voluto spendere quei soldi. Qualcuno lo ha letto? „ Vista la mostra al Forte di Bard. Il libro vale la spesa, a patto di voler investire del tempo immedesimandosi di volta in volta per "capire". |
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inviato il 04 Aprile 2018 ore 14:04
Io credo che in alcuni generi fotografici la differenza la si faccia SOPRATTUTTO in fase di scelta di una foto. In generi come il reportage, ma anche il lavoro a tema e concettuale, la fase di editing e di selezione assume un ruolo di importanza fondamentale. In un lavoro composto da un insieme di fotografie, a volte ci sono foto meno belle ma molto più funzionali a rendere il significato che l'autore ha deciso di dare. Scegliere vuol anche dire avere la "forza" di saper rinunciare ad una bella foto, ma ridondante e poco funzionale, e di inserirne magari una meno bella ma molto più utile per l'editing finale. Anch'io penso che il libro di Magnum sia utile. |
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inviato il 04 Aprile 2018 ore 14:11
“ Io credo che in alcuni generi fotografici la differenza la si faccia SOPRATTUTTO in fase di scelta di una foto. In generi come il reportage, ma anche il lavoro a tema e concettuale, la fase di editing e di selezione assume un ruolo di importanza fondamentale. In un lavoro composto da un insieme di fotografie, a volta ci sono foto meno belle ma molto più funzionali a rendere il significato che l'autore ha deciso di dare. Scegliere vuol anche dire avere la "forza" di saper rinunciare ad una bella foto, ma ridondante e poco funzionale, e di inserirne magari una meno bella ma molto più utile per l'editing finale. „ . sono d'accordo con quanto appena espresso, il linguaggio fotografico, il tema, il progetto viene prima del bello fine a se stesso. |
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