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inviato il 05 Marzo 2018 ore 12:54
Ho pensato a lungo se scrivere questo post o no, perchè al di là del mostrare o no un piccolo slideshow che ho fatto, che non è il motivo principale per cui ho aperto la discussione, mi piacerebbe che ne nascesse un qualcosa di positivo, un confronto, uno scambio di esperienze. Quasi 3 mesi fa ho perso una persona che per me era davvero importante, come amico, e prima ancora come ispirazione e guida. La sua è stata una morta improvvisa ma per certi versi preannunciata, ma è stato difficile, e lo è ancora, accettarlo e venire a patti con questa nuova realtà. Il dolore a volte è così forte che ti sembra di impazzire, dovevo trovare un modo per affrontarlo, e ho trovato molto aiuto nella fotografia. Non sapevo cosa stavo facendo, non avevo un piano. Semplicemente uscivo di casa, e scattavo. Perchè stare in casa significava pensare a lui e piangere, e invece avere il cervello impegnato in qualcos'altro mi aiutava ad andare avanti. Ogni giorno, un passo dopo l'altro, mi dicevo che il giorno dopo sarebbe stato migliore. A 3 mesi di distanza non c'è ancora un giorno buono... Nonostante questo, in ogni foto che scattavo, sentivo la sua presenza vicino a me, come se mi guidasse da un altro mondo, e le sue parole, la sua voce risuonavano nella mia testa e mi davano forza. Solo ieri, guardando tutte queste foto riunite in una cartella, e sono davvero tante, posso riconoscerle perchè diverse dalle altre, ho avuto la forza e il coraggio di metterle assieme in un video, con la sua voce come sottofondo. Non mi ero resa conto, fino al momento in cui ho visto il video finito, del potere evocativo e della forza che avevano queste foto, tutte assieme, e legate alle sua musica. Inutile dire che sono scoppiata a piangere guardandolo. Non per la bellezza delle foto stesse ma per il ricordo di come mi sentivo quando le stavo scattando, completamente devastata e a pezzi, quel sentimento di disperazione che mi ha portato a scattare anche in mezzo alle lacrime. E sicuramente non sono neppure grandi foto ma su di me hanno un grandissimo impatto emotivo, impossibile scindere il sentimento dal risultato... Mi sono accorta come il mio modo di fotografare sia stato cambiato completamente da questa esperienza. Ma forse è solo una fase. Forse un giorno il sole tornerà a splendere. Dopotutto siamo tutti viaggiatori... Qualcuno ha mai avuto una esperienza dolorosa simile? Come vi ha aiutato la fotografia in questi casi, vi è stata di conforto, oppure il dolore vi ha impedito di dedicarvici? Avete delle foto che per voi hanno un significato così forte nonostante la qualità non sia eccelsa? |
user28347
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 13:18
pure a me è successo 20 anni fa,mi è passata dopo 6 mesi la botta psicologica ma il ricordo rimane sempre,secondo me devi fare assolutamente come ti senti e non fare lo sbaglio di sforzarti e fare come dicono gli altri,fotografia o altre cose che ti piacciono va benissimo,io ho incominciato a fotografare da 10 anni e sempre mi diverto,buona vita |
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 13:22
mah che dire?... Innanzitutto che mi spiace per il lutto che ti ha colpita. La fotografia, come la musica o la pittura certamente riflettono lo stato d'animo di chi le pratica. Personalmente uso molto la fotografia come parafulmine... spesso mi capita di trovare condensate in uno i piu' scatti sensazioni spiacevoli provate sul momento. Ho un fotolibro che sto riempiendo di scatti di questo tipo. E' un progetto piuttosto ampio perche' copre diversi anni e non e' finito. Si intitola "lo chiamero' Geronimo". Scorrendo le varie fotografie mi son reso conto che e' stato un buon modo per evidenziare e scacciare malesseri. ora, quando mi succede di essere piuttosto a disagio, inizio a scattare. Lo faccio in modo scientifico, mi son accorto che cambia anche la mia scelta delle focali. Uso quasi esclusivamente focali fisse, e vedo che monto focali particolari. |
user72446
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 14:26
Io credo che in questo mondo siamo tutti di passaggio, spesso ci sentiamo immortali, incentrando la nostra vita in una serie di momenti che consideriamo eterni. Purtroppo la realtà dei fatti è che facciamo parte di un gioco grandissimo, talmente immenso e incommensurabile che si muove su equilibri fragilissimi. Se ti fermi a rilfettere anche questo dolorosissimo lutto che ti ha colpito e' parte centrale della tua vita, sembra un muro insormontabile, un peso enorme da portare addosso. In realtà fa parte di quella grandissima e immensa panoramica che non considera il tuo status, proprio perché in questo preciso istante, nel mondo, milioni di altre persone stanno provando piu' o meno lo stesso dispiacere che stai provando tu, molte persone stanno li sole abbandonate senza aver vissuto le emozioni e le sensazioni che tu hai provato con quella persona che ora ti manca tremendamente, altre non hanno nemmeno mai vissuto la liberta' che noi ormai consideriamo ordinaria. Proprio perché la vita va avanti in mono insidacabile, inesorabile, vivi e fai in modo che il ricordo che porti dentro di te, viva e continui a vivere in questo mondo attraverso i tuoi occhi. non limitarti a pensare al tuo dolore momentaneo, pensa invece a quello che potresti dare tu al mondo con al tua vita e la tua energia, vivendo anche per chi non c'e piu'. Vedrai che le fotograife saranno una naturale conseguenza del tuo vivere. |
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 14:35
“ Qualcuno ha mai avuto una esperienza dolorosa simile? „ Si. E allora, era il 1996, non fotografavo più da tanto tempo, mi ero fermato completamente, però disegnavo molto, al punto da avere cercato di renderlo il mio mestiere. In quel periodo, anche per quella perdita, ho smesso con le tecniche che utilizzavo allora (aerografo per ottenere disegni iperrealisti), e sono passato a matite colorate ed acquerelli, abbandonando il tentativo di realizzare disegni "perfetti" e tornando ad una maggiore "manualità". A distanza di 22 anni ancora adesso sento il dolore di quella perdita. |
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 14:37
grazie Emiliano, bellissime parole. mi hanno ricordato, in parte, un frase di questa persona a me cara. In una sua canzone cantava: "Just a speck in the spectrum, Insignificant am I?" è vero, non siamo che una piccola rotella di questo ingranaggio, e il nostro passaggio sulla terra è spesso insignificante se visto nella prospettiva di anni, secoli, millenni. Noi non possiamo fare altro che vivere la nostra vita al meglio che possiamo, cercando di lasciare un segno positivo nelle vite di chi ci circonda. Perchè è nei cuori di chi ci ha amato, che la nostra memoria diventa immortale... |
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inviato il 05 Marzo 2018 ore 14:42
“ Ho un fotolibro che sto riempiendo di scatti di questo tipo. E' un progetto piuttosto ampio perche' copre diversi anni e non e' finito. Si intitola "lo chiamero' Geronimo". Scorrendo le varie fotografie mi son reso conto che e' stato un buon modo per evidenziare e scacciare malesseri. ora, quando mi succede di essere piuttosto a disagio, inizio a scattare. Lo faccio in modo scientifico, mi son accorto che cambia anche la mia scelta delle focali. Uso quasi esclusivamente focali fisse, e vedo che monto focali particolari. „ credo che sia una specie di psicoterapia. riesce a far uscire molte più cose di quelle che riusciamo a far uscire con le parole. ho parlato tanto di questo lutto con i miei amici, con i suoi amici, ma nonostante tutto le parole a volte falliscono nell'esprimere certi sentimenti. l'unico momento in cui mi sentivo libera era fotografando. era come avere un diretto contatto con il mio sobsconscio, come se si fosse sbloccato tutto d'un colpo. cosa che non mi era mai successa prima di allora. “ E allora, era il 1996, non fotografavo più da tanto tempo, mi ero fermato completamente, però disegnavo molto, al punto da avere cercato di renderlo il mio mestiere. In quel periodo, anche per quella perdita, ho smesso con le tecniche che utilizzavo allora (aerografo per ottenere disegni iperrealisti), e sono passato a matite colorate ed acquerelli, abbandonando il tentativo di realizzare disegni "perfetti" e tornando ad una maggiore "manualità". A distanza di 22 anni ancora adesso sento il dolore di quella perdita. „ mi spiace per la tua perdita. credo che, similarmente a quello che è successo a me, ci sia stata un volontà di allontanarsi dalla realtà perchè troppo dolorosa verso una dimensione piu vera e personale. |
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