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inviato il 24 Febbraio 2018 ore 18:16
"....consciamente o inconsciamente. Spesso inconsciamente. Per noi intendo il nostro trascorso di vita, le nostre letture, le nostre esperienze, i nostri ricordi, le nostre aspettative ..ecc...ecc.. Questo vale presumibilmente per ogni genere fotografico." Sono rimasto colpito da questo intervento di Arconudo in una discussione di noir perché mi aiuta un po' a capire quello che faccio in fotografia, perché ho questa passione per gli uccelli in volo... Voi cosa ne pensate? È stretto il rapporto lo stile fotografico e la personalità di chi fotografa? A voi la parola |
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inviato il 24 Febbraio 2018 ore 18:21
“ perché ho questa passione per gli uccelli in volo... „ Detta così è un tantino fuorviante |
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inviato il 24 Febbraio 2018 ore 18:26
Dai su.... puoi fare di meglio... Posso risponderti così, quando ho cominciato ero un ragazzo molto idealista e anche sensibile. Volevo la libertà assoluta e avevo una grande simpatia per gli anarchici. Poi con la caduta dell'ideale marxista smisi di fotografare persone e manifestazioni politiche e mi appassionati alla caccia fotografica. Ma perché mi piaccia tanto il movimento rispetto ai soggetti statici non lo so... Guardando le fotografie di Arconudo ho intuito interrogativi, intuizioni e pensieri dell'autore. |
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inviato il 24 Febbraio 2018 ore 18:37
... ed il tutto traspare nei tuoi scatti. In fondo è una sacrosanta verità, siamo il risultato di tutto quello che ingurgitiamo. Io una simpatia per l'utopia anarchica ce l'ho ancora ... ed abbiamo più o meno la stessa età. Ma che resti tra noi, mi raccomando. |
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inviato il 24 Febbraio 2018 ore 18:44
Ecco... è difficile parlare di queste cose in un forum, ma voglio provarci. Quando lasciai il collettivo anarchico romano nel 1982 dissi a questi amici: quello che cerco voi non l'avete. Un gruppo di cristiani mi parlò di Gesù Cristo e io ricominciai a sperare...." forse la libertà è ancora possibile "... nel frattempo cominciai a frequentare Maurizio Baldari che era interessato a fotografare gli uccelli solo in volo.... e in qualche anno anch'io fotografai solo in movimento... con tutte le difficoltà delle diapositive (200 iso al massimo). |
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inviato il 24 Febbraio 2018 ore 19:26
Caro Claudio, ho qualche anno in più di te e quindi ho vissuto da giovane ragazzo il "68. Alcuni studiavamo la filosofia a fondo e ci collocavamo, in genere all'estrema sinistra. Alcuni a destra. Avevamo il sogno della libertà assoluta nell'uguaglianza. Forse ci siamo fatti influenzare anche dalle letture degli esistenzialisti nello scegliere i generi fotografici da fare. Gli uccelli ci sono apparsi liberi. Il volo. Abbiamo sognato di volare e fotografavamo "noir" sentendoci costretti nella realtà. Il desiderio di libertà assoluta credo che sia stato quello che ci ha accompagnato tutta la vita. Da qui le nostre foto. |
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inviato il 24 Febbraio 2018 ore 19:31
Credo che l'intervento di Arconudo sia condivisibile, con una precisazione: “ È stretto il rapporto lo stile fotografico e la personalità di chi fotografa? „ Non è solamente stretto, è fondamentale se intendiamo la fotografia come espressione artistica (sempre là si torna). Un solo esempio: ho un'ammirazione molto intensa per il lavoro di un tal Bob Carlos Clarke (tranne che per la scelta dei soggetti di certe sue foto, ma questo è un altro discorso), e per conoscerlo meglio mi sono comprato la sua biografia "Exposure: the Unusual Life and Violent Death of Bob Carlos Clarke" di S. Garfield: non posso dire una rivelazione, ma piuttosto la conferma di quel che già traspariva dalle immagini, quella di una vita difficile passata tra molte difficoltà anche economiche e culminata nel suicidio. Per depressione sì, ma venato di motivi... fotografici (non sopportava l'avvento del digitale ). In ogni caso è un piacere leggere post come il tuo, cortesi ( nomen omen ) e ben centrati su un dibattito che sicuramente è d'attualità da quando l'arte è divenuta concettuale; ma che è assai più antico. La parabola di Caravaggio è esemplare in tal senso: "venuto per distruggere la pittura" secondo Poussin. "Né ci si deve meravigliare di una tale insofferenza, perché se Poussin cercava il decoro nelle proprie composizioni, il Caravaggio si lasciava trascinare dal vero." (A. Félibien) Ecco: Michelangelo Merisi sarebbe stato lo stesso senza il suo carattere impetuoso? N.B.: l'espressione artistica può essere ben rappresentata da immagini di uccelli in volo; a maggior ragione perché il volo degli uccelli è esso stesso un'opera d'arte della natura, per come la vedo. |
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inviato il 24 Febbraio 2018 ore 22:41
Certo che l'attività di fotografare parte da impulsi che portano ciascuno a esprimersi come può e come sa. In naturalistica in Italia i fotografi sono presi dalla carenza cronica di soggetti disposti a farsi avvicinare. Per questo si vedono in vendita quantità industriali di supertele vecchi di fabbricazione ma nuovi fiammanti a causa dell'abbandono precoce o precisissimo di caccia fotografica per indisponibilità di prede disposte a farsi immortalare.... Però qualcuno insiste e tira fuori qualcosa magari viaggiando. A me piace fotografare il viaggio degli uccelli perché credo che la mia vita sia un viaggio attraverso tante esperienze e tante storie. La foto di un istante di un uccellino librato è come vedere in lui quello che piacerebbe fare a me: volare. Volare per un essere umano è attraversare relazioni, amori falliti e desiderati. Ma perché l'aver due braccia al posto delle ali per me è il simbolo della difficoltà di amare, della facilità con cui ho tante volte fallito nell'amore. |
user46920
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inviato il 24 Febbraio 2018 ore 22:59
Ciao Claudio:“ Voi cosa ne pensate? È stretto il rapporto lo stile fotografico e la personalità di chi fotografa? „ SI, in effetti la frase di Arconudo è vera in quanto ognuno di noi non può fare altro che mettere se stesso in tutte le cose che fà, ma non è detto che tutti i presenti su juza abbiano in galleria sempre e solo lavori che li rappresentano al 100% ... anzi. Quindi, in pratica, quello che si vede potrebbe non coincidere sempre e comunque. Mi son spiegato? |
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inviato il 24 Febbraio 2018 ore 23:13
Certo. Ci sono vari fattori di disturbo.... ma nel fondo anche le foto più... isolate o di chi ha iniziato da poco e scatta emulando le foto viste sul forum o in rete .... tutte le foto raccontano qualcosa di noi che abbiamo scattato. Senza arrivare a parlare di arte, ognuno di noi si esprime con un proprio linguaggio e seguendo un proprio percorso. Per me la fotografia è come i sogni: mostra qualcosa di nascosto di chi scatta.... |
user46920
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inviato il 24 Febbraio 2018 ore 23:59
“ ognuno di noi si esprime con un proprio linguaggio e seguendo un proprio percorso „ è naturale, ma hai presente come si esprime un bambino di 2 mesi? e uno di 60 anni? “ Per me la fotografia è come i sogni: mostra qualcosa di nascosto di chi scatta.... „ lo hai già espresso qui: “ credo che la mia vita sia un viaggio attraverso tante esperienze e tante storie. La foto di un istante di un uccellino librato è come vedere in lui quello che piacerebbe fare a me: volare. Volare per un essere umano è attraversare relazioni, amori falliti e desiderati. Ma perché l'aver due braccia al posto delle ali per me è il simbolo della difficoltà di amare, della facilità con cui ho tante volte fallito nell'amore. „ ma c'è chi si esprime coerentemente e chi no ... e c'è chi vorrebbe esprimersi ma non riesce, oppure altri che non vogliono nemmeno esprimersi, ma amgari lo fanno ugualmente... ...c'è un pò di tutto e non solo uno. |
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inviato il 25 Febbraio 2018 ore 10:21
Secondo la visione classica di Freud i sogni portano al livello di coscienza tutto ciò che abbiamo rimosso perché scomodo e causa di disagio e sofferenza. Così la fotografia o qualsiasi altro mezzo di espressione spontanea : quello che sta nel fondo della nostra mente torna a galleggiare e ad esprimersi. Questa espressione viene poi chiamata arte quando la fotografia (o il quadro o la musica) interpreta ed esprime anche ciò che è nel profondo di chi osserva la foto. Sin da bambino osservavo gli insetti e la natura con interesse e chiamavo ogni specie con un nome di fantasia. Poi ho cominciato a disegnare e da adolescente con in mano la Canon ftb che mi regalò mio padre cominciai a fotografare tutto ciò che mi circondava. Esprimersi non è una scelta. Più che altro è una sana necessità. |
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inviato il 25 Febbraio 2018 ore 10:55
Ora io mi chiderei: guardando le fotografie che faccio, cosa si vede di me? A chi assomiglio io che produco queste immagini? Propongo a chi sta leggendo questo tread di rispondere a questa domanda. |
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inviato il 25 Febbraio 2018 ore 12:11
È troppo facile rispondere: sei un idealista, e i cenni biografici che hai scritto finora lo dimostrano. I sogni sono il motore del mondo: senza di essi non potremmo realizzare quel che prefiggiamo; o se ci riuscissimo comunque, il risultato non avrebbe lo stesso colore, lo stesso sapore. |
user28347
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inviato il 25 Febbraio 2018 ore 12:45
secondo me in generale è vero,ma per gli uccelli in volo credo sia una sfida che vuoi vincere di prenderlo vicino e nitido e in movimento ti piace vincere nel difficile come me forse saresti bravo pure a parlare in cinese studiando,io ho imparato il russo e la matematica |
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