user43335
|
inviato il 19 Gennaio 2018 ore 14:56
Col passare del tempo, mi sono reso conto che, non considerandoli più come cibo, cominciavo a guardare gli animali diversamente da prima e a sentirli sempre di più come altri esseri viventi, in qualche modo parte della stessa vita che popola e fa il mondo. La sola vista di una bistecca ormai mi ripugna, l'odore di una che cuoce mi dà la nausea e l'idea che uno possa allevare delle bestie solo per assassinarle e mangiarsele mi ferisce. Il modo perfettamente “razionale” in cui noi uomini alleviamo gli animali per ucciderli, tagliando la coda ai maiali perché quelli dietro non la mordano a quelli davanti, e il becco ai polli perché, impazzendo nella loro impossibilità di muoversi, non attacchino il vicino, è un ottimo esempio della barbarie della ragione (...). Ma anche la verdura è vita ! mi sento dire dagli accaniti carnivori, sordi a ogni argomento, come se a cogliere un pomodoro si facesse soffrire la pianta come a strozzare un pollo, o come se si potesse ripiantare una coscia d'agnello nel modo in cui si ripianta il cavolo o l'insalata. Le verdure sono lì per essere mangiate. Gli animali no! Il cibo più naturale per l'uomo è quello prodotto dalla terra e dal sole (...). Io guardavo i maialini e chiedevo, tra me e me, a chi li avrebbe mangiati: “Avete mai sentito le grida che vengono da un macello?” Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina. In ogni cellula di quella carne c'è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa paura dell'animale che muore. Mia nonna era, come tutti, carnivora, se poteva, ma ricordo che diceva di non mangiare mai la carne appena macellata. Bisognava aspettare. Perché? Forse i vecchi come lei sapevano del male che fa mettersi in pancia l'agonia altrui. Perché quella che chiamiamo eufemisticamente “carne” sono in verità pezzi di cadaveri di animali morti, morti ammazzati. Perché fare del proprio stomaco un cimitero? Angela continua a mangiare carne, se le capita. Per me è impossibile. Ma non è più una questione di salute (...). E' un problema di morale. Ecco un piccolo, bel modo per fare qualcosa contro la violenza: decidere di non mangiare più altri esseri viventi. Tiziano Terzani |
user90373
|
inviato il 19 Gennaio 2018 ore 15:53
Circa negli anni 1981-82 bussarono alla nostra porta di novelli sposini due "arancioni" del Movimento Hare Krishna e nel libriccino che ci lasciarono c'era tra l'altro scritto che“ un pezzo di carne non è null'altro che un pezzo di cadavere „ da allora per quasi trent'anni io e signora abbiamo seguito una dieta ovo-latteo-vegetariana. Ultimamente ci siamo riavvicinati al pesce prima e alla carne poi per motivi anche "culturali". Se andiamo ad analizzare bene, certe scelte sono facili in una società globalizzata nella quale alcuni prodotti necessari ad un corretto equilibrio alimentare vengono coltivati, in certe stagioni, a mille miglia di distanza con consguenti problemi di inquinamento e perdita di nutrienti. Tempo addietro anche alle nostre latituni gli inverni venivano superati grazie al sacrificio degli animali, qua da me il maiale, che permetteva di aver carne pronta all'uso (braciole) oppure conservabile per tutta la stagione fredda (salame ed altri tipi di insaccati), qualche coniglio e pollo facevano il resto. Quindi un uso corretto, razionale e rispettoso è parte della nostra cultura anche se non nascondo una certa simpatia per chi continua nella scelta etica. |
|
|
inviato il 19 Gennaio 2018 ore 16:27
Terzani è un grande. Ha ragione su tutto! |
|
|
inviato il 19 Gennaio 2018 ore 17:52
Sono diventato latto-ovo-vegetariano a 14 anni (1980!), poi - per praticità - pescetariano (*) quando mi sono sposato. Ogni tanto faccio due o tre giorni di dieta esclusivamente vegana (però devo confessare la mia tossico-dipendenza dalla mozzarella di bufala). Non sono intollerante verso gli onnivori (mia moglie e 2 dei miei 3 figli, ad esempio) anche perché, secondo alcuni, un fattore storicamente molto importante se non decisivo nel nostro passaggio da scimmie a umani fu, a suo tempo, l'adozione di una dieta parzialmente carnea. E' vero che si trattava di animali uccisi senza strumenti avanzati come i fucili, cresciuti allo stato selvatico e quindi ben più ricchi di Omega 6 rispetto agli attuali animali d'allevamento, però la cosa fa comunque riflettere. Diciamo che, al giorno d'oggi, se i carnivori mangiassero carne due o tre volte a settimana, e solo gli animali che riescono a uccidere a mani nude (o con una lancia), cacciando solo tra animali selvatici che non rischino l'estinzione, beh... non ci vedrei nulla di male. (*) Steve Jobs era pescetariano , e ho scoperto alla sua morte che i latto-ovo-vegetariani che mangiano anche un po' di pesce si chiamano così. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |