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inviato il 15 Dicembre 2017 ore 9:12
E più utile cestinare le foto che non ci soddisfano appieno , o lasciare le migliori tra quelle scattate , al ritorno da un uscita fotografica ? Ovviamente sono esclusi i casi in cui le foto documentano un evento particolare (viaggi comunioni ecc ) Io personalmente tendo sempre di più a cestinare se le foto non mi trasmettono quello che avevo in mente , con la promessa di tornare ....sul luogo del delitto per una seconda chance |
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inviato il 15 Dicembre 2017 ore 9:17
Cancellare sempre senza nessuna pietà. (e per uilteriore punizione darsi il 70-200, possibilmente f2.8, sulle palle! ) |
user133558
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inviato il 15 Dicembre 2017 ore 9:53
Cestinare sempre quelle che non ci soddisfano, come inquadratura, tagli impossibili, ecc.. Quando ritorno sul " luogo del delitto " non è più la stessa cosa e allora, dopo esserci tornato qualche volta, non ci ritorno più. |
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inviato il 15 Dicembre 2017 ore 10:32
Ho ancora i negativi di fotografie all'epoca assolutamente insignificanti che ora hanno assunto per mille motivi valore affettivo e documentario inpensabile. Lascio che li cestinino i miei successori.... |
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inviato il 15 Dicembre 2017 ore 10:32
Dipende... alle volte ci sono delle foto che non ci convincono totalmente subito, ma riguardandole col passare del tempo ci si può ricredere e convincere che alla fine non siano poi così male come si è pensato inizialmente. Molto dipende anche da quanto si è autocritici con sé stessi: se lo si è molto c'è il rischio di cestinare anche foto tutto sommato valide. Per il resto quelle pienamente non riuscite le cestino anch'io, tranne quelle da cui posso imparare qualcosa, perché magari nonostante gli errori possono servire come caso di studio (cosa cambierei?) o come esperimento per il futuro, anche se non sono riuscito a fotografare come mi sono prefissato: in definitiva se non c'è minimamente nulla che mi possa servire come spunto/lezione (anche per nuove idee) cestino subito, altrimenti tengo da parte, rifletto e cestino in un secondo momento. |
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inviato il 15 Dicembre 2017 ore 10:55
Secondo me dipende da quanto e come scatti di occasione in occasione. Mi spiego meglio: se in una sessione sai di essere stato una "mitragliatrice", se ne sei conscio intendo, cestina senza pietà ovvero con la stessa attenzione con cui hai scattato. Se invece ci hai ragionato, se lo scatto lo hai cercato ma ugualmente non ti è riuscito dagli una seconda opportunità. Mi sono accorto che quasi sempre se uno scatto non mi riusciva e lo centinavo, dopo un periodo perdevo anche il ragionamento che ci avevo fatto. Mi è utile tornare a ricercarlo con lo sbaglio in mano insomma. |
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inviato il 15 Dicembre 2017 ore 11:08
Secondo me dipende da quanto e come scatti di occasione in occasione. Mi spiego meglio: se in una sessione sai di essere stato una "mitragliatrice", se ne sei conscio intendo, cestina senza pietà ovvero con la stessa attenzione con cui hai scattato. Se invece ci hai ragionato, se lo scatto lo hai cercato ma ugualmente non ti è riuscito dagli una seconda opportunità. Mi sono accorto che quasi sempre se uno scatto non mi riusciva e lo centinavo, dopo un periodo perdevo anche il ragionamento che ci avevo fatto. Mi è utile tornare a ricercarlo con lo sbaglio in mano insomma. Scrive Andrea e condivido Per il resto quelle pienamente non riuscite le cestino anch'io, tranne quelle da cui posso imparare qualcosa, perché magari nonostante gli errori possono servire come caso di studio (cosa cambierei?) o come esperimento per il futuro, anche se non sono riuscito a fotografare come mi sono prefissato: in definitiva se non c'è minimamente nulla che mi possa servire come spunto/lezione (anche per nuove idee) cestino subito, altrimenti tengo da parte, rifletto e cestino in un secondo momento. Scrive Mc Brandon e condivido |
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inviato il 15 Dicembre 2017 ore 14:45
Il punto non sono le foto venute evidentemente male , e neanche quelle ( poche ) che ti fanno camminare ad un metro da terra dicendo “ questa l'ho fatta io” . Io credo che il sistema migliore con le foto “rimandate” sia quello di tornare a visionarle in un secondo tempo ed essere più critici della volta precedente , e cosi via , fino a tenere soltanto quelle che hanno un reale valore . |
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inviato il 15 Dicembre 2017 ore 15:40
“ Io credo che il sistema migliore con le foto “rimandate” sia quello di tornare a visionarle in un secondo tempo ed essere più critici della volta precedente , e cosi via , fino a tenere soltanto quelle che hanno un reale valore. „ Concordo, solo che cestinarle e basta, senza studiarle e ragionarci su può essere una perdita d'esperienza: quante volte si afferma che si impara dai propri errori. Spirito critico sì, ma non solo. Un altro metodo per fare esperienza è osservare le foto altrui e tentare di studiare e trovare con attenzione eventuali punti critici o punti deboli, così facendo (non è necessario per forza scrivere qualcosa) si studiano/osservano le foto altrui con spirito critico, il quale però deve essere scevro da invidia negativa e semmai deve essere presente la voglia di imparare anche dagli errori altrui (ove presenti). Tra le altre cose ci vuole grande attenzione anche alle parti del fotogramma più lontane dal soggetto della foto, le quali, sopratutto per i neofiti, non sempre vengono considerate adeguatamente e si rischia di commettere delle sviste e degli errori o dei tagli che possono influire negativamente sul risultato finale della foto. Altro elemento estremamente deleterio è la fretta, che a volte fa spegnere il cervello. E parlo per esperienza personale, visto che purtroppo mi sono capitati errori madornali per mancanza di concentrazione. |
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inviato il 15 Dicembre 2017 ore 18:21
Ho ancora i negativi di fotografie all'epoca assolutamente insignificanti che ora hanno assunto per mille motivi valore affettivo e documentario inpensabile. Lascio che li cestinino i miei successori.... Condivido in pieno. Le foto fatte anche, se stortignaccole, sono sempre qualcosa di nostro (anche se, ripeto non belle) Va bene stralciare drasticamente ma forse se rimane qualcosa, che sembra adessso inutile, puo' darsi che domani abbia un significato. Del resto ci penseranno i "successori" ad affogare le creaturine (come mi hanno riferito di interi HD "sbiancati" da figli, nipoti ecc. insensibili a quegli scatti) I figli del Sig. Bach distrussero gran parte dei suoi spartiti, ritenuti "vecchi", e solo grazie ai collezionisti di allora e alle cappelle dove si esibiva il Maestro, oggi possiamo gustare le sue composizioni. |
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inviato il 15 Dicembre 2017 ore 18:28
“ Io credo che il sistema migliore con le foto “rimandate” sia quello di tornare a visionarle in un secondo tempo ed essere più critici della volta precedente , e cosi via , fino a tenere soltanto quelle che hanno un reale valore . „ È ciò che faccio anche io, una prima passata le schifezze, se ne fanno avoja se se ne fanno, poi dopo un po' controllo quelle che mi avevano lasciato dei dubbi e altre prendono allegramente la strada del cestino, poi ripeto il secondo passaggio e alla fine ho solo quelle che vanno dal buono all'ottimo (di queste ultime ahimè troppo poche) |
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inviato il 16 Dicembre 2017 ore 11:55
La domanda da farsi inizialmente è: "ho scattato con la testa/cuore/occhio? Oppure ho scattato semplicemente con la macchina fotografica?". Prima di tutto bisognerebbe pensare all'idea, anche svariato tempo prima. Una volta superato il fatidico momento del "click" non ci dovrebbe nemmeno venire in mente di dover cestinare delle foto. Una foto pensata è una foto importante. Una foto non pensata è una foto da non fare. Se mai dovessimo rimanere delusi di un particolare scatto "ragionato", oppure, questo ci ha semplicemente suscitato delle emozioni da far si che il nostro cervello abbia deciso di clickare, sarebbe comunque una foto importante perciò da tenere e rivedere in futuro per l'importanza che quel momento ci ha dato, o che noi abbiamo dato a quel particolare momento. Questo è quello che penso a livello teorico. La pratica è diversa. Con l'evento del digitale spesso mi succede di trovarmi a scattare a destra e manca senza alcuno scopo o senza alcun motivo ma semplicemente per il gusto di "fare foto". Queste, a parer mio, sono da cestinare a priori, a meno di eventuale raro colpo di fortuna. |
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inviato il 16 Dicembre 2017 ore 13:59
“ Io credo che il sistema migliore con le foto “rimandate” sia quello di tornare a visionarle in un secondo tempo ed essere più critici della volta precedente , e cosi via , fino a tenere soltanto quelle che hanno un reale valore . „ Condivido questo approccio, spesso visualizzo velocemente le immagini scattate, seleziono quelle che mi convincono da subito (pochissime) e lascio le altre in archivio. Con occhi diversi dopo settimane o mesi ritorno sulle immagini, analizzo nuovamente gli scatti e cestino la maggior parte delle foto. |
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inviato il 16 Dicembre 2017 ore 14:38
Di me dicono (gli altri) che butto via troppe foto pur scattando ancora con estrema parsimonia, sono un dilettante e non ho mai obblighi. Siccome di mestiere faccio il critico tendo a essere molto selettivo con i miei scatti. Questo non significa che poi la selezione dia un esito oggettivamente positivo, ma almeno io sono contento. |
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inviato il 16 Dicembre 2017 ore 14:50
Se si parla degli scatti fatti per passione cestinare obbliga a guardare attentamente tutto spendendo tempo, faccio il lavoro inverso, seleziono poche immagini con un'occhiata veloce alle anteprime affidandomi anche a istinto e ricordo del momento, poi magari anni dopo scopro qualcosa di buono dimenticato ma fa parte del gioco |
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