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Kodachrome dove sei ?


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avatarjunior
inviato il 13 Settembre 2017 ore 18:09    

So bene che per i più giovani la parola Kodachrome non dice nulla ma per un vecchio come me rappresenta molto. Ricordo ancora quando dovevo aspettare più di una settimana per avere le dia di ritorno (e qualche giorno meno se erano altre pellicole invertibili). L'ansia di vedere cosa avevo fotografato e come. Non c'erano storie, le foto erano così e così restavano. Per darmi il tono di un intellettuale ora potrei usare un acronimo del web WYSIWYG (what you see is what you get)
Ovviamente proprio perchè la situazione era questa c'era una cura assoluta nella scelta dei tempi, diaframmi , inquadratura. Non parlo poi del fatto che un rotolo di pellicola aveva 36 pose ( o 12 se usavi la Rollei) e non migliaia come ora . Quando ritiravi la scatoletta con le dia prendevi con emozione il tuo telaietto e se eri ricco avevi il tuo proiettore Rollei multiformato , srotolavi lo schermo bianco , tiravi giù la tapparella e iniziavi a vedere le tue foto .
Cosa significa tutto questo ? Che noi fotografi amatori di quei tempi dedicavamo molta più cura in tutti i passaggi dell'atto di fotografare.
Anche con le pellicole negative non era molto diverso. Quando viaggiavi dovevi avere una serie di pellicole di varie sensibilità e se ti capitava di non avere finito le 36 pose ma avevi bisogno di un altro tipo di pellicola tiravi fuori il rotolino (magari con solo 10-15 scatti) e ne caricavi un altro.
Qualcuno obietterà che una volta si andava in carrozza a cavali e ora con i jet: tutto vero ma è certo che ora gli scatti sono fatti con meno cura tanto poi li guardo sul PC e con Photoshop rimedio a qualche errore e scelgo tra centinaia di scatti che è esattamente quello che ora faccio anche io.

Perché inizio questa nuovo argomento ? Perché sono un vecchio fotografo e come tutti i vecchi qualche volta rimpiango i tempi passati quando c'erano le portinerie, non c'erano tag sui muri e non si uccidevano le fidanzate o le mogli con la leggerezza con la quale si beve un caffé.



avatarsenior
inviato il 13 Settembre 2017 ore 18:58    

Cresciuto col Kodachrome! e lo rimpiango, soprattutto il 25 ASA non trovo aggettivi adatti per descriverlo ma è l'unica pellicola, e da quello che so l'unico "oggetto" fotografico, a cui è stata dedicata una canzone da artisti famosi
Il testo:

www.musicaememoria.com/paul_simon_kodachrome.htm

E la canzone



avatarsenior
inviato il 13 Settembre 2017 ore 21:17    

Ah,il Kodachrome,quante soddisfazioni ti dava rispetto alle gia buone Ektachrome.Poi,come dicevi tu,il tutto andava gestito al meglio in ripresa,ponderavi ogni scatto,e rimanevi con il dubbio;come sarà venuta?Purtroppo,ricordi del passato.Fù la stessa Kodak,gia in disarmo, a decretarne la fine,visto l'avanzare del digitale.L'ultimo rullino fu usato da Steve Mc Curry nel 2010,e anche la celebre "Ragazza Afghana" è scattata in Kodachrome.Un colpo duro alla pellicola fu inferto dalla stessa Kodak quando decise di chiudere il laboratorio di Cinisello Balsamo per trasferire lo sviluppo all'estero.Ti ricorderai la bustina allegata in certe confezioni dove inserire il rullino e spedirlo per lo sviluppo,se non volevi passare dal negoziante,ma io non l'ho mai usato.Ora il progresso impone altri standard,è naturale che sia così.Noi teniamoci le nostre dia e i nostri ricordi,e custiamoli gelosamente.
Un saluto,Alessandro.

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2017 ore 8:05    

parole sante...bei tempi (e un sacco di soldi spesiMrGreen!!!personalmente anche con il digitale non scatto a raffica, ma mi comporto come se avessi il rullino...puntiamo alla qualità e non alla quantità...;-)gio

avatarjunior
inviato il 14 Settembre 2017 ore 8:48    

Alessandro se non ricordo male allora per la sensibilità si usava parlare di DIN. In ogni caso la Kodachrome era talmente poco sensibile che dovevi fare i salti mortali per usarla con poca luce.
Le diapositive ? E chi le usa più . Quando 15 anni fa ho lasciato Milano ho dovuto fare una scelta dolorosa ma necessaria (non avevo nemmeno più il proiettore) e ho gettato molte centinaia di dia sia in 24x36 che quelle fatte con la Rollei. Le dia 6x6 erano sotto vetro e ricordo ancora il lavoro per pulire i vetrini con ammoniaca e montare le diapositive sotto vetro (non potevi proiettarle senza vetrino perchè il calore del proiettore le curvava) . Mi sono limitato a stampare in Cibachrome (altro lontano ricordo) una trentina di scatti .
Giovaz Fatto questo salto nel passato è vero che ora è tutto cambiato e con un paio di schede hai a disposizione migliaia di scatti e la sensibilità te la offre la macchina fotografica. Per quanti sforzi si faccia non è facile comportarsi come in passato e poi dove metti l'emozione di vedere il risultato (o i provini stampa) giorni dopo lo scatto ?

avatarjunior
inviato il 14 Settembre 2017 ore 8:56    

Signor Mario grazie per il filmato , non sapevo che ci fosse una canzone dedicata a quella meravigliosa pellicola.
Mi è difficile pensare che qualcuno ora scriva una canzone dedicata a una scheda Sandisk Extreme da 32 Gb !!
E ora non dimentichiamo la "concorrenza " degli Smartphones, si vedono sempre meno persone con macchine fotografiche ma si vedono invece mani tese per fare dei selfies. ConfusoTriste

avatarjunior
inviato il 14 Settembre 2017 ore 9:00    

MrGreenMrGreenMrGreen Ieri è stato annunciato che Kodak riprende nel 2018 la produzione della Ektachrome , si vede che hanno letto il mio post di ieri !!!MrGreen



Kodak will bring back Ektachrome film this year, start selling it in 2018
Published Sep 13, 2017 | DL Cade


Kodak first announced its plans to bring Ektachrome 35mm film back from the dead in January at CES. But if you were worried that the announcement was just a lot of marketing hype, you have nothing to fear: it seems the resurrection of Ektachrome is proceeding apace, with full production scheduled for 2018.

This news broke over Twitter, of all places, thanks to an inquisitive Kodak fan named Karen Wink. She asked Kodak what the ETA on the Ektachrome comeback was, to which Kodak replied:

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2017 ore 9:48    

...si, in effetti l'emozione dell' attesa di aprire gli scatolini è impagabile...comportarsi come nel passato? non mi sembra così difficile...imposti i diaframmi(o tempi o entrambi) e curi l'inquadratura...stammi bene.gio;-)

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2017 ore 9:54    

La sensibilità era in doppia scala,gli ASA americani,ma accettati come standard quasi da tutti,blocco Sovietico escluso,che usava i Gost,ed i DIN tedeschi.SE non mi sbaglio,erano tre: 25 ASA,64 ASA,la piu usata e 125 ASA.
Le Ektachrome erano molto valide,ma poi subirono la fortissima concorrenza delle Fuji,Velvia in primis.
Buono a sapersi,vedremo i prezzi,sia delle dia che del trattamento.
Ciao,Alessandro.
PS- Se c'è un errore nelle sensibilità,ben vengano correzioni.(Wiki dice 200)

avatarsupporter
inviato il 14 Settembre 2017 ore 10:09    

Veramente dei bei tempi quelli della pellicola, personalmente utilizzavo più spesso pellicole Fujifilm, che non c'entrano niente con la Kodak ovviamente, utilizzata anch'essa ma meno, ma quante ore in camera oscura, quanti errori, quante emozioni...

guardate un pò cosa ho trovato qui. Le foto di Steve McCurry con l'ultimo rullino Kodachrome Eeeek!!!

Questo qui sotto invece è il video documentario di NG, che racchiude il giro di Steve, che gli ha permesso di fare quei magnifici scatti, buona visione a tutti Cool


avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2017 ore 11:30    

A me manca pure il Cibachrome

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2017 ore 11:50    

So bene che per i più giovani la parola Kodachrome non dice nulla ma per un vecchio come me rappresenta molto. Ricordo ancora quando dovevo aspettare più di una settimana per avere le dia di ritorno (e qualche giorno meno se erano altre pellicole invertibili). L'ansia di vedere cosa avevo fotografato e come. Non c'erano storie, le foto erano così e così restavano. Per darmi il tono di un intellettuale ora potrei usare un acronimo del web WYSIWYG (what you see is what you get)
Ovviamente proprio perchè la situazione era questa c'era una cura assoluta nella scelta dei tempi, diaframmi , inquadratura. Non parlo poi del fatto che un rotolo di pellicola aveva 36 pose ( o 12 se usavi la Rollei) e non migliaia come ora . Quando ritiravi la scatoletta con le dia prendevi con emozione il tuo telaietto e se eri ricco avevi il tuo proiettore Rollei multiformato , srotolavi lo schermo bianco , tiravi giù la tapparella e iniziavi a vedere le tue foto .
Cosa significa tutto questo ? Che noi fotografi amatori di quei tempi dedicavamo molta più cura in tutti i passaggi dell'atto di fotografare.
Anche con le pellicole negative non era molto diverso. Quando viaggiavi dovevi avere una serie di pellicole di varie sensibilità e se ti capitava di non avere finito le 36 pose ma avevi bisogno di un altro tipo di pellicola tiravi fuori il rotolino (magari con solo 10-15 scatti) e ne caricavi un altro.
Qualcuno obietterà che una volta si andava in carrozza a cavali e ora con i jet: tutto vero ma è certo che ora gli scatti sono fatti con meno cura tanto poi li guardo sul PC e con Photoshop rimedio a qualche errore e scelgo tra centinaia di scatti che è esattamente quello che ora faccio anche io.


Ecco... ora riscrivi tutto al presente e il risultato è la fotografia come la faccio e la vivo io.

Perché inizio questa nuovo argomento ? Perché sono un vecchio fotografo e come tutti i vecchi qualche volta rimpiango i tempi passati

Non credo che nessuno ti abbia obbligato a cambiare il mezzo o il modo con cui fotografare. Non per essere polemico ma perché hai cambiato se ti piaceva l'altro modo (io non ho mai cambiato)? E chi o cosa ti impedisce di tornare a fotografare (in tutto o in parte) con la pellicola?


avatarjunior
inviato il 14 Settembre 2017 ore 12:36    

Diebu , beh ! un filo di polemica c'è ma non è grave.:-P Non riscrivo niente perchè quando ho deciso di passare al digitale nel 2005 ho venduto tutto (meglio regalato) due corpi Canon Eos 30 e 50 + un24 + 28/135 + 24/85 + 75/300 tutti USM per 850 Euro. Ero stufo di fare il facchino invece del fotografo.
C'è un malinteso nel tuo post : il fatto che io rimpianga la mia vecchia auto del 1964 non vuol dire che vorrei guidarla ancora.
Tu ovviamente sei padronissimo di non cambiare e magari di usare una vecchia Linhof a lastre, grazie per il suggerimento ma io , no non torno indietro.

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2017 ore 13:27    

Bè io che uso una mirrorless mi sono fatto regalare una Fujica appunto da un "vecchio" fotografo che non la usava mai. Anche perché ne aveva molte altre, tra cui alcune medio formato.
Ho preso anche una strana macchina a pellicola con 8 lenti fisse. Cool

A parte questo se qualcuno ha dei vecchi rullini 35mm scaduti, maltrattati, malconservati e che magari non usa e magari vuole regalarmeli o vendermeli a poco io li accetto! MrGreen Sarebbe interessante un solaris ferrania.

avatarsenior
inviato il 14 Settembre 2017 ore 13:47    

C'è un malinteso nel tuo post : il fatto che io rimpianga la mia vecchia auto del 1964 non vuol dire che vorrei guidarla ancora.
Tu ovviamente sei padronissimo di non cambiare e magari di usare una vecchia Linhof a lastre, grazie per il suggerimento ma io , no non torno indietro.

Forse il malinteso allora nasce da questo, io le cose che rimpiango del passato le rimpiango proprio perché non posso averle/utilizzarle/viverle più, quindi davo per scontato che fosse così anche per te.

perchè quando ho deciso di passare al digitale nel 2005 ho venduto tutto (meglio regalato) due corpi Canon Eos 30 e 50 + un24 + 28/135 + 24/85 + 75/300 tutti USM per 850 Euro. Ero stufo di fare il facchino invece del fotografo.

Questa non la capisco, non mi pare che le attrezzature digitali siano più leggere, anzi...

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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