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inviato il 03 Settembre 2017 ore 20:27
Da una conversazione tra John Berger e Henri Cartier Bresson del 1996: JB: Ti voglio chiedere una cosa, per favore sii paziente. HCB: Io? E come faccio? Io sono impaziente. JB: L'istante in cui si scatta una foto, l' "attimo decisivo" come tu l'hai chiamato, non può essere calcolato o previsto o pensato. D'accordo. Ma può facilmente andar perso, non è vero? HCB: Certo, per sempre. .............................. JB: La domanda che voglio farti è: questo 'sentire' viene da una ipervigilanza di tutti i sensi, una specie di sesto senso... HCB: Il terzo occhio ! Ecco la mia risposta, da parte di Einstein: " Ho una tale sensazione di solidarietà con tutto ciò che è vivo, che non mi sembra importante sapere dove l'individuo cominci o finisca..." ( da " Capire una fotografia " J. Berger, ed Contrasto - 2014, pg 176-177. ....................................................................................................... Secondo voi, l'attimo decisivo può riguardare soltanto alcuni 'generi' fotografici o è fondamentale sempre, anche, ad esempio, nella Fotografia di paesaggio, o ritratto, o still life....? E...avete fatto qualche volta questo tipo di esperienza del 'terzo occhio' ? |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 2:03
L'attimo per me é il 99% della fotografia,l'1% lo riservo al culo...ovvio per me che non faccio viaggi mirati fotografici,altrimenti il 99% é l'attimo e l'1% preparazione.... |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 8:08
“ L'attimo per me é il 99% della fotografia,l'1% lo riservo al culo „ L'attimo è il culo! Personalmente ho sempre ritenuto queste affermazioni di HCB molto snobistiche e la storia del terzo occhio ne è la conferma. Stiamo parlando di uno che affermava che le foto non andavano assolutamente tagliate ma poi le tagliava tranquillamente |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 10:02
Credo che sia un po' come il tiro al bersaglio. Non puoi mai essere sicuri di fare centro e più colpi tiri più probabilità hai. Probabilmente i grandi come Bresson oltre a tirare meglio vedono il bersaglio dove altri non vedono nulla. Ma poi se hanno occasione non si accontentano del buona la prima come invece potrebbe far presumere il dialogo riportato. 68.media.tumblr.com/5e8ba921fb2211e54c14cafd8a5ce734/tumblr_inline_nb8 Nessuno può controllare in mezzo secondo tutti gli elementi di una scena complessa... “ ma poi le tagliava tranquillamente „ Sei sicuro? Io sapevo che aveva tagliato solo gare saint-lazare perché aveva scattato attraverso le inferriate. Comunque alla fine poco importa... |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 13:20
“ Sei sicuro? Io sapevo che aveva tagliato solo gare saint-lazare perché aveva scattato attraverso le inferriate. „ È l'unica su ci è dimostrabile prove alla mano ma il sospetto anche su altre c'è |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 13:31
Non metto il link ,ma ci sono foto con 100 e passa commenti 1400 visualizzazioni,che è sufficiente passarci davanti, per capire quanto l'attimo è decisivo, oppure no...e l'abilità dell'autore.Si valutano i colori enfatizzati col ritocco oppure passano per la statale o non li davanti?I cieli si incollano e la nebbia è finta cosi' piace di piu'.Alberi solitari nel campo arato,perchè no, ma col ciclista di ET,che è arrivato volando... Sembra ci sia come la reiminiscenza di una traccia indelebile,la ricerca di un segno del destino della prova dell'inconfutabile,che pero' poi spesso è posticcia... Con l'esperienza, l'intuito la pratica e la fortuna, meteo permettendo,possono capitare situazioni favorevoli, se c'è la capacità di coglierle, perchè se è un attimo, non ci sono molte altre chance per aggiustare lo scatto. Se la fotografia è un momento unico anche l'imprecisione e quella piccola imperferzione che c'è, caratterizza lo scatto,che altrimenti se l'esecutore è capace puo' ripetere in maniera simile,ma non uguale,ma poi c'è il post prodotto e il parere del pubblico e della critica.Concludento per le motivazioni accennate in precendenza in alta percentuale il quid in piu'o come si vuole chiamare sembrarebbe assai improbabile,quando la foto mostra ben altro. Anche nella fotografia concettuale o messa in scena,avrei qualche dubbio che l'immagine scaturita sia esattamente la stessa.Una fotografia che è per molti, ma pochi sono gli attimi che poi si ricordano. ciao |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 15:30
@ Il Signor Mario: lungi da me l'intenzione di difendere HCB ( se pure ne avesse bisogno...) ma mi sembra che, in questo caso, lo snobismo non c'entri molto. Il momento decisivo è un concetto, secondo me, abbastanza intuitivo: prima e dopo quel dato momento, la foto non è la stessa. Chi potrà mai dire che QUELLO sia il momento giusto? Forse soltanto il fotografo stesso, in base alla sua personale soddisfazione riguardo allo scatto e al risultato finale. Ma, mi chiedo e mi chiedo: tale 'momento' concerne soltanto il fotoreportage, o la cosiddetta 'candid' Fotografia? Penso, personalmente, che anche un paesaggio, magari col treppiede, non sia lo stesso se lo ritraiamo prima o dopo quel dato momento, o anche un ritratto in posa...o una natura morta... O le mie sono soltanto s...ghe mentali? |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 15:37
@ Caputo: sono d'accordo con quello che dici. Spesso un fotogramma è capace di mentire solennemente, specie oggi, che , se uno è capace di certi giochetti in PP, include o esclude elementi, lima imperfezioni fisiologiche, aggiusta tutto per dare l'idea di una foto 'fortunata', mentre si tratta soltanto di 'stucco e pittura' come in molti ritratti e paesaggi che puzzano di plasticosità al primo sguardo. Certo, il momento decisivo è anche kiulo, ma non dovrebbe essere una contraffazione totale. Esiste un'etica della Fotografia? Oppure, possiamo chiamarla elaborazione grafica con l'aiuto dei potenti mezzi di PP, ma, per me, almeno, non è più Fotografia. |
user90373
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 15:49
Seguo. Momento e attimo sono due entità per me differenti. Il momento riguarda più la sfera emozionale, l'attimo quella più specificatamente temporale. |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 15:56
ma poi, perché non dovrebbe essere lecito tagliare una fotografia? Mi sembrano un po' fisime da "primino". Conta il risultato o il metodo?... Intendiamoci... il maestro di tiro esegue un solo colpo ed e' sufficiente. Ma appunto deve dimostrare di esser maestro. In guerra gli arcieri di solito tirano una gragnuola di frecce tale da oscurare il sole :) |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 15:58
Intanto bisogna chiarire che il momento significativo di Bresson non era solo quello in cui succedeva qualcosa di significativo ma quello in cui tutto (composizione compresa) convergeva. “ Ma, mi chiedo e mi chiedo: tale 'momento' concerne soltanto il fotoreportage, o la cosiddetta 'candid' Fotografia? „ Bella domanda. Ovviamente non tutta la fotografia si basa sul "momento decisivo", anche se poi se si sceglie di scattare in quell'attimo piuttosto che un altro ci sarà. Praticamente è da Walker Evans (se non prima) che il fotografo ha fra le sue opzioni quella di cercare di scomparire per "far finta" che le fotografie siano una mera registrazione dell' "as it is"... Credo che, "semplificando", anche certi buonissimi "reportage" si concentrino più nell'abitudine e nell'anima del luogo. L'attimo "eccezionale" in quanto tale potrebbe essere non abbastanza "rappresentativo" o troppo "enfatico" andando a distrarre dal "racconto" che si vuole narrare. |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 16:01
Comunque lasciando da parte i nomi stranieri anche in Italia abbiamo dei grandi maestri del "non attimo". Vedi Ghirri con la sua "combriccola" e i suoi discepoli... |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 17:31
Gia! Ghirri... nella sua Fotografia e nelle sue ricerche tutto sembra fuori del tempo, tutto è assorto... |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 17:37
Prima che l'attimo divenga importante é necessaria l'idea. Questo vale in moltissimi generi fotografici, a parte forse quelli prettamenti documentaristici, dove l'attimo dovrebbe essere fondamentale. Nel paesaggio poi vi é molta pianificazione a monte. Sarebbe veramente riduttivo parlare di attimo. Ad ogni modo andrebbero contestualizzate queste affermazioni, altrimenti si rischia solo di creare confusione. |
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inviato il 04 Settembre 2017 ore 17:53
“ a parte forse quelli prettamenti documentaristici, dove l'attimo dovrebbe essere fondamentale „ Dipende cosa devi documentare. Se devi documentare gli stili architettonici di Milano l'attimo può non essere così fondamentale. Ma lasciando stare gli esempi estremi... prendiamo ad esempio le celeberrime foto della gande depressione americana (uno dei primi grandi esempi di documenti fotografici su commissione). Puoi fare una foto tipo migrant mother della Lange dove è fondamentale cogliere il momento giusto, oppure una foto alla Walker Evans dove il momento non ha più importanza e il fotografo "scompare" nel suo osservare quasi "scientifico". Eppure la foto risulta ugualmente eloquente e altamente rappresentativa. i0.wp.com/erickimphotography.com/blog/wp-content/uploads/2013/09/evans |
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