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Filtri, servono?







avatarjunior
inviato il 17 Luglio 2017 ore 23:11

A filtri sto a zero....nel senso che non ne ho e non ne so nulla....ma al tempo stesso mi interessano per il mio 12-40 pro per la prossima vacanza in montagna.

Ho letto un po' in giro qualcosa.....c'è chi si lamenta che escono fuori celi azzurri solo da un lato.....c'è che dice che sei obbligato a mettere l'orizzonte al centro.....e chi ne parla bene.....come al solito pareri discordanti.

Mi chiedevo quali categorie di filtri utilizzate sulle vostre mirrorless...(polariz, ND, sky....).....e come li utilizzate......nel senso sempre montati....oppure li montate solo per quel determinato scatto? Preferite quelli che si avvitano o le lastrine?...pro e contro.

Grazie

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2017 ore 7:05

Ciao. Intanto ti rispondo subito che non uso mirrorless ma siccome i filtri sono montati sulla lente, i loro effetti su reflex o qualunque altro mezzo fotografico sono identici.

Detto ciò, la scelta dipende molto dal tipo di fotografia che fai e dagli effetti che cerchi. Proverò ad essere sintetico:

Filtro UV: protegge appunto da questo tipo di radiazioni. È un filtro neutro e spesso si usa per proteggere la lente da graffi o urti. Da avvitare e dimenticare di averlo...

Polarizzatore circolare: serve per evitare riflessi da superfici come acqua, vetri, lamine ecc. Sui cieli rafforza la dominante blu e dunque li rende carichi.

Filtri ND: sono quelli che bloccano l'entrata di luce nella macchina e dunque ti consentono di allungare i tempi (effetto mosso intenzionale, effetto seta sull'acqua, lunghe esposizioni diurne ecc) ed esistono di diverse gradazioni da 1 a 10 stop di tempo. Utili anche per aprire molto il diaframma in piena luce. Possono essere circolari o a lastra e possono essere interamente oscuranti o graduali (metà oscuranti e metà trasparenti) per consentire di scattare con forti differenze di luce tra cielo e primo piano. Possono slittare e dunque non ti obbligano a mettere al centro l'orizzonte.

Esistono poi filtri creativi che ti danno effetti tipo nebbia, infrarosso, prismi di luce e via dicendo (ce sono a decine)...

Per un viaggio in montagna (magari con possibilità di fiumi o laghi) io porterei di sicuro un polarizzatore circolare ed un set di ND ed NDG (tipo ND4, ND16, ND64) preferibilmente a lastra in modo da poterli adattare a qualunque lente.

Spero di esserti stato utile!




user4758
avatar
inviato il 18 Luglio 2017 ore 7:32

Giusto ieri ho aperto questo topic... magari può esserti d'aiuto ;-)

www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=2413949

avatarjunior
inviato il 18 Luglio 2017 ore 9:50

Domenico....perfetto grazie. Una domanda da neofita...quellì in parte oscuranti e in parte trasparenti....possono essere slittati per adattarsi all'orizzonte? Poi mi domando....ma se ho le montagne e voglio il cierlo blu intenso....come fa il filtro ad adattarsi al profilo a sega delle montagne....direi che è impossibile.

Zeppo, hai un po' colto il senso. Guardavo sul tubo le lunghe esposizioni effettuate senza filtro ND.... semplicemente facendo tanti scatti e ricomponendoli insieme in photoshop....risultati interessanti.

user4758
avatar
inviato il 18 Luglio 2017 ore 9:55

Domenico....perfetto grazie. Una domanda da neofita...quellì in parte oscuranti e in parte trasparenti....possono essere slittati per adattarsi all'orizzonte? Poi mi domando....ma se ho le montagne e voglio il cierlo blu intenso....come fa il filtro ad adattarsi al profilo a sega delle montagne....direi che è impossibile.


Ci sono due tipi di filtri GND, i soft (hanno la transizione tra il filtro e la zona neutra appunto soft) che si adattano più facilmente a situazioni come quella da te descritta e gli hard con la transizione molto più netta che si usano ad esempio per i tramonti/albe sul mare

avatarjunior
inviato il 18 Luglio 2017 ore 17:14

Ma i soft .......il passaggio soft per quanto soft....è comunque nella zona centrale del filtro???

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2017 ore 17:43

Mi chiedevo quali categorie di filtri utilizzate sulle vostre mirrorless...(polariz, ND, sky....).....e come li utilizzate......nel senso sempre montati....oppure li montate solo per quel determinato scatto? Preferite quelli che si avvitano o le lastrine?...pro e contro.


Comprati molti, usati pochi. Ho vari filtri HD per la sola protezione della lente, ma anche quelli sto iniziando ad eliminarli per sostanziale inutilità (mai avuti graffi sui filtri, in 15 anni di foto, quindi tranne sfiga improvvisa, dovrebbe andarmi bene anche con le lenti).

Non uso gli ND, di nessun tipo, perché non faccio video e fotografo quasi solo paesaggi su treppiede. Per ottenere l'effetto mosso dell'acqua mi bastano delle foto identiche in raffica da sovrapporre in seguito (e l'acqua setosa non è un effetto che amo particolarmente). Peraltro la raffica si può fare anche senza treppiede, a mano libera, e poi si allineano i livelli dopo (basta stare un po' più larghi in fase di ripresa e sperare che non ci sia troppa acqua, sennò poi il software non ha riferimenti per la sovrapposizione dei livelli). Invece il filtro ND implica sempre e comunque l'uso di un treppiede. Non faccio ritratti per i quali vi sia necessità di sfondo sfuocato in pieno sole (l'unico caso in cui effettivamente i filtri ND sono necessari, quando si arriva al limite dell'otturatore). Non faccio video (in cui gli ND sono fondamentali).

Non uso filtri gradienti perché raramente i contrasti mettono in crisi il mio sensore, e a volte, solo nelle situazioni più estreme, faccio una doppia esposizione, senza usare filtri. Ritengo personalmente i gradienti antiestetici e complessi da mitigare in postproduzione. Se non voglio perdere tempo a fare una doppia esposizione e non ho il cavalletto, mi basta fare una raffica di scatti identici, anche a mano libera, con esposizione ETTR, e sovrapponendo le immagini come media, dopo averle allineate, le ombre avranno una gamma dinamica molto più ampia di quella (pur già buona) di partenza.

Ho usato poco i polarizzatori: sono gli unici filtri che non possono essere sostituiti dalla camera chiara, ma il loro apporto secondo me non è spesso così eclatante, e soprattutto incontra di rado i miei gusti, e lo svantaggio di girare con i filtri dietro non controbilancia secondo me i vantaggi di una foto col polarizzatore.

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2017 ore 20:13

Ciao Michele, perdonami ma devo dire che mi trovo in disaccordo su molti punti.

Non uso gli ND, di nessun tipo, perché non faccio video e fotografo quasi solo paesaggi su treppiede


Scusami, da quando gli ND servono per i video? io li utilizzo proprio per i paesaggi e solo su treppiedi...

Peraltro la raffica si può fare anche senza treppiede, a mano libera, e poi si allineano i livelli dopo (basta stare un po' più larghi in fase di ripresa e sperare che non ci sia troppa acqua, sennò poi il software non ha riferimenti per la sovrapposizione dei livelli).


Capisco che io lavoro ancora con la pellicola per cui sono alla preistoria, ma non è più semplice tirar fuori la foto allo scatto anziché perdere la vista di fronte ad un monitor?

Non uso filtri gradienti perché raramente i contrasti mettono in crisi il mio sensore, e a volte, solo nelle situazioni più estreme, faccio una doppia esposizione, senza usare filtri Ritengo personalmente i gradienti antiestetici e complessi da mitigare in postproduzione. .


Buon per te che tu abbia un sensore così avanzato. Ma per le situazioni estreme, continuo a sostenere che un buon ND (ed intendo i filtri Lee o NiSi, non le plastiche da 10 euro) risolva il problema all'origine senza grossi problemi in fase di editing. Ma questa è solo una questione di impostazione di lavoro...

Scusami per la franchezza, Michele, niente di personale contro l'uso di software di post produzione che ritengo comunque utili nel migliorare i propri scatti ma non certo per sostituirsi alla perizia del fotografo, per coprire carenze tecniche o ancora essere una scorciatoia per la pigrizia di non voler usare un cavalletto che, per un paesaggista, rappresenta uno strumento assolutamente indispensabile. Ed in questa ottica, penso che i filtri siano altrettanto utili (non indispensabili ma utili) per creare uno scatto buono già in camera. Migliorabile in seguito ma comunque già presentabile.

Un saluto

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2017 ore 20:15

Ma i soft .......il passaggio soft per quanto soft....è comunque nella zona centrale del filtro???


Puoi sempre adeguare la linea dell'orizzonte con la linea di transizione del filtro.

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2017 ore 20:19

contro l'uso di software di post produzione che ritengo comunque utili nel migliorare i propri scatti ma non certo per sostituirsi alla perizia del fotografo, per coprire carenze tecniche o ancora essere una scorciatoia per la pigrizia di non voler usare un cavalletto che, per un paesaggista, rappresenta uno strumento assolutamente indispensabile.


Questione di punti di vista. Io invece considero il filtro una forma di pigrizia. Le tecniche di camera chiara non le ritengo più veloci, né più semplici. Anzi, credo sia una carenza tecnica fare con un filtro qualcosa che si può fare in modo più preciso, mirato e personalizzato con un buon uso della camera chiara e con scatti di partenza mirati e programmati apposta. Anche io ritengo il cavalletto fondamentale.

Poi ovvio che con la pellicola tutte queste cose sono molto più complesse e in parte infattibili.

avatarsenior
inviato il 18 Luglio 2017 ore 20:44

Anzi, credo sia una carenza tecnica fare con un filtro qualcosa che si può fare in modo più preciso, mirato e personalizzato con un buon uso della camera chiara


Hai scritto delle cose esatte, la tecnica di camera chiara richiede preparazione e non si improvvisa. Ma sinceramente se usata per "costruire" un'immagine che non esiste, per me non è più fotografia... Non a caso, uscendo dal livello amatoriale quale penso sia il mio ed il tuo, esistono figure diverse da quella del fotografo che si occupano solo dell'editing ma non hanno mai scattato una foto in vita loro...
Se si lavora bene con scatti mirati e programmati come giustamente scrivi tu, si può essere altrettanto precisi, mirati e programmati già in fase di scatto. A pellicola come in digitale. Se prendi come esempio un paesaggio con pellicola diapositiva che non ti permette grosse correzioni dopo lo scatto, lì il filtro è l'unica chance che hai e non certo una pigrizia. E sfido chiunque a dire che una diapositiva non possa essere all'altezza (se non superiore) di uno scatto digitale costruito al PC, seppur partendo da scatti pensati e ragionati. Per il resto, rispetto il tuo punto di vista, pur non condividendolo in pieno.

avatarsenior
inviato il 21 Luglio 2017 ore 13:54

recuperare 5 stop nelle ombre, anche con il sensore piu performante del mondo vuol dire comunque perdere dettaglio e gamma cromatica; i GND li uso da sempre, sia quando avevo la 40d che la 6d che a7 che ora con m4/3, si ha comunque un risultato di base migliore e più reale, poi in post produzione puoi fare quello che vuoi ma un conto è partire con una coperta già corta un conto è avere ancora molto margine di lavoro

avatarsenior
inviato il 21 Luglio 2017 ore 16:12

Con soli due-tre scatti identici sovrapposti (mediati) e un sensore più "moderno", la gamma dinamica risultante consente davvero di tutto. Nessuna coperta "corta". L'effetto ottenuto con i GND è tutt'altro che "migliore" o "reale". Il filtro digradante è un retaggio della pellicola catapultato nel mondo digitale anni fa, quando i sensori erano meno performanti, più proni al bandeggio nelle ombre, e più piccoli a parità di prezzo.

avatarjunior
inviato il 21 Luglio 2017 ore 16:31

Michele....quindi fai 3 scatti con bracketing dell'esposizione.....poi photoshop.....come li apri? Mi diresti la procedura.....grazie

avatarsenior
inviato il 21 Luglio 2017 ore 16:38

Le sovrapposizioni di immagini in post-produzione emulano solo marginalmente gli effetti che si possono creare con una lunga esposizione. Ci si può improvvisare un'acqua setosa "tipo cascata" o un po' di nuvole in successione, ma gli effetti di persone in movimento, di grandi masse d'acqua, di lunghissime esposizioni sulle nuvole, di lunghissime esposizioni per eliminare le persone da una foto... no, in alcun modo si emulano facilmente (e neanche difficilmente) in camera chiara.

Usare i filtri ND non è pigrizia né "vera fotografia", è semplicemente l'unico modo per ottenere determinati effetti.

Stesso dicasi per i filtri polarizzatori: l'eliminazione dei riflessi sull'acqua (e quindi la vista del fondale) non è una cosa che si può fare in post-produzione. Idem per i riflessi su altre superfici.

I filtri ND graduati, che siano soft o hard, servono proprio quando non si può fare in alcun modo una serie di esposizioni diverse: se voglio fare una foto di 5, 10 o 15 minuti (o anche 60, o di ore) non posso fare una raffica, anche perché le condizioni di luce cambierebbero drasticamente e la fusione sarebbe una cosa a caso che nulla avrebbe a che fare con l'effetto che si crea con la singola esposizione.

Per me state discutendo di due cose totalmente differenti, e non alternative tra di loro.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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