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Accoppiata diaframma-tempi... quale scegliere?


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avatarsupporter
inviato il 13 Maggio 2017 ore 12:45    

Ho in mano una reflex impostata su A, priorità diaframma. Lunghezza focale 24mm. Esposizione matrix. Gli iso sono a 200, ad esempio, e di li non li voglio spostare. Sto inquadrando una scena senza elementi in movimento e io ho la mano tutto sommato ferma. Non mi interessa lo sfocato e non ho nulla in primissimo piano. Guardo nel mirino e giro la ghiera del diaframma. Imposto l'apertura a 5.6, il tempo è a 1/500, 6,3 1/400, 7,1 1/320, 8 1/250, 9 1/200... La domanda è: quale scegliere? Che differenza c'è tra le varie "accoppiate"? In base a cosa una è preferibile all'altra in termini di resa della luce? O, date queste premesse (no sfocato, no movimento), una vale l'altra?

Grazie
Fabio

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2017 ore 13:15    

Secondo me no.

Anche se non sei interessato allo sfocato, lui esiste e modificherà la tua foto, stesso discorso per un campo mosso dal vento su cui magari passano rapide nuvole. Inoltre ogni obiettivo ha una resa differente al variare del diaframma.
La luce? Lo sfocato, l'obiettivo e il mosso (non della fotocamera) modificheranno la luce nel soggetto ripreso. Lo sfocato la diffonde, per dire.
Ovviamente come quantità di luce che cade sul sensore non cambia nulla variando le coppie.
Questo, secondo me

avatarsupporter
inviato il 13 Maggio 2017 ore 13:31    

Cambia la profondità di campo, oltre a come l'obiettivo riesce a decifrare le zone scure e quelle chiare, comunque. Puoi fare delle prove semplici e ti accorgerai delle differenze in diverse parti della foto modificando l'accoppiata.

avatarsenior
inviato il 13 Maggio 2017 ore 13:36    

Se veramente le considerazioni legate alla pdc fossero assolutamente ininfluenti, io sceglierei il diaframma che corrisponde alla migliore resa dell'ottica.

avatarsupporter
inviato il 15 Maggio 2017 ore 14:54    

Vi ringrazio molto dei vostri interessanti interventi.

È singolare che una domanda tecnica generi tre risposte tra loro differenti.

Mi sembra degna di nota l'affermazione secondo cui a seconda dell'accoppiata scelta cambia la capacità di leggere le zone scure e quelle chiare. Fosse vero, come io credo, l'accoppiata apertura-tempi non gestisce solo la pdc ed il movimento/mosso ma anche il contrasto, i toni, l'apertura o meno delle ombre e delle luci...

Ma è davvero così? ;-)

avatarsenior
inviato il 15 Maggio 2017 ore 15:14    

Allora, sgombriamo dai dubbi....

La scelta delle accoppiate tempi/diaframmi influenza varie cose...
Da come racconti pare tu sia in priorità di diaframmi...
Se parliamo di soggetti fermi la più grande differenza che avrai sarà sulla profondità di campo...Più chiudi il diaframma più la pdc è elevata...A parità di luce questo va a discapito dei tempi che aumentano...Per cui salendo di diaframma rischi di avere ad un certo punto foto mosse (/se vai oltre il tempo di sicurezza)...A quel punto devi aumentare gli ISO...

Mi sembra degna di nota l'affermazione secondo cui a seconda dell'accoppiata scelta cambia la capacità di leggere le zone scure e quelle chiare. Fosse vero, come io credo, l'accoppiata apertura-tempi non gestisce solo la pdc ed il movimento/mosso ma anche il contrasto, i toni, l'apertura o meno delle ombre e delle luci...

No, in linea generale...
Perché dovrebbe? Il sensore riceve la medesima quantità di luce...

avatarsenior
inviato il 15 Maggio 2017 ore 15:18    

Comunque, Fabio, tecnicamente la migliore resa di un'ottica si ha chiudendo circa 2-3 stop dalla massima apertura. Ovvio che, se devi fotografare panorami, dovrai chiudere a f9-10 per avere una buona pdc. Occhio a non chiudere oltre f16 ( che qualche volta puo' essere usato per avere l'effetto "stella" sulle luci), per non incorrere nell'effetto diffrazione.

avatarsupporter
inviato il 15 Maggio 2017 ore 15:29    

Scattare col grandangolo senza un oggetto in primo piano a 7,1 oppure a 8 la pdc non cambia... o cmq cambia in modo impercettibile... come giustamente dice Piero... cambia forse la performance dello specifico obiettivo, ma non la pdc...

Quindi, secondo voi tra diverse accoppiate non cambia il contrasto, il rapporto luci/ombre... ? Domanda non retorica, lo chiedo davvero per capire...

"La scelta dell'accoppiata tempi/diaframma influenza varie cose..." a parte pdc e mosso, cos'altro?

avatarsenior
inviato il 15 Maggio 2017 ore 15:29    

Imposto l'apertura a 5.6, il tempo è a 1/500, 6,3 1/400, 7,1 1/320, 8 1/250, 9 1/200... La domanda è: quale scegliere? Che differenza c'è tra le varie "accoppiate"?

dividi per semplificare, comunque come dice Angus, "perchè dovrebbe?"

allora, lascia perde le "accoppiate" e ragiona solo per diaframmi, ne deriva che:
f aperto = - pdc, + sfocato, di solito meno risolvenza
f medio = di solito + risolvenza
f chiuso = + pdc, - sfocato, meno risolvenza
altri effetti su bokeh, tipo di flare, vignettatura, ecc, da considerare.

ragiona ora sul tempo:
tempo lento, mosso su soggetti quasi fermi
tempo medio, mosso su soggetti che si muovono
tempo veloce, mosso su parti di soggetti che si muovono velocemente
tempo velocissimo, congelamento

usa le due conoscenze sulla base di quello che vuoi comunicare, separatamente.
L'accoppiata è solo una conseguenza espositiva che deriva se si fa una scelta a priori degli iso (e in alcuni casi dei filtri nd).

avatarsupporter
inviato il 15 Maggio 2017 ore 22:12    

Fabio, potrà sembrare in teoria irrilevante la quantità di luce (giustamente perché da una parte apri e dall'altra chiudi e quindi appunto non dovrebbe influire sui chiari/scuri e sul contrasto) ma cambia il tipo di luce. Come? perché ad esempio per se secgli un diaframma molto chiuso per compensare una maggiore quantità di tempo, non è vero che la luce rimane sempre la stessa se sei all'esterno e ci sono diverse variabili che accompagnano il tempo, e persino imprevisti. In studio è tutto più semplice perché puoi posizionare le luci definitivamente (3/4, radente, spot, diffusa ecc.) ma in luce naturale le cose si complicano. Quindi ANCHE in base alla costruzione della lente e alle sue caratteristiche oltre alla PDC che è la differenze più evidente può influire anche il tipo di luce soprattutto nelle accoppiate in cui porti diaframmi/tempi ai due estremi.

avatarsenior
inviato il 15 Maggio 2017 ore 22:19    

Cambia un po' la PDC
Ma occhio a non cadere in diffrazione
E se il soggetto è fermo usa il tempo più alto che puoi senza cadere in diaframmi troppo chiusi o micromosso.
In definitiva, nella situazione in cui ti trovi nel post in apertura... Io personalmente scatterei nello sweet spot (f8 in genere)

avatarsenior
inviato il 15 Maggio 2017 ore 22:41    

Hanno risposto già bene gli altri che mi hanno preceduto .. Chi su alcuni punti chi su altri.

Innanzitutto premetto che se non me ne fregasse nulla di tempi e diaframmi tanto varrebbe scattare in Automatico, perché la reflex dovrebbe calcolare da sola delle impostazioni ottimali per quell'esposizione.

Siccome invece il bello di fare una foto è soprattutto poter scegliere cosa comunicare allora tempi e diaframmi acquistano grande importanza!
(Quoto Ooo in quel che ha ben spiegato)
f medio = di solito + risolvenza
f chiuso = + pdc, - sfocato, meno risolvenza

tempo lento, mosso su soggetti quasi fermi
tempo medio, mosso su soggetti che si muovono
tempo veloce, mosso su parti di soggetti che si muovono velocemente
tempo velocissimo, congelamento


Dunque se dovessi fotografare un paesaggio darei maggiore importanza all'estensione della PDC (diaframma chiuso), mentre dovendo fare un ritratto farei il contrario aprendo il diaframma per isolare il soggetto sfocando lo sfondo. In altri casi invece potrebbero assumere più importanza i tempi: se volessi fare un panning li userei lenti, se volessi congelare un volatile a caccia li farei velocissimi.

Poi esistono dei veri fotografi in grado di combinare questi parametri assieme in modo divino, in un modo tale che nel paesaggio sanno sfruttare oltre la PDC i tempi e nelle foto d'azione i diaframmi assieme ai tempi. . Tutto per comunicare al meglio possibile ciò che si vuol esprimere.

Se poi comunque volessi, come hai detto tu, fregarmene dei tempi e diaframmi (ma io non ci riesco) allora come è stato detto ogni obiettivo rende meglio ad un diaframma piuttosto che un altro. Solitamente un paio di stop chiuso. Se apri troppo non è mai nitidissimo, se chiudi troppo vai in diffrazione.

I tempi invece non migliorano o peggiorano la foto (tralasciando il lato creativo prima spiegato). Se dovessi scegliere un tempo migliore dunque lo utilizzerei più veloce del tempo di sicurezza se scattassi a mano libera, qualunque tempo se avessi il treppiede con me.

Da quello che ho potuto osservare in tanti anni non è cambiata la qualità ombre/luci dai tempi-diaframmi. Piuttosto il contrasto ombre e luci è dipeso invece dalla qualità della luce, dall'orario (se all'aperto). Da luce dura o morbida. Dall'angolo della luce. . E dagli accorgimenti utilizzati.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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