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Ragazzi premetto che io da anziana quale sono, ho una visione analogica della fotografia. Frequentando JUZA sto vedendo foto incredibili dove chiaramente oltre allo scatto entra a supporto la post produzione . Scatti di forte impatto visivo che ottengono giustamente grande rilievo magari eseguite con macchine neppure semiprofessionali e con obiettivi di pico costo. Quindi il risultato finale è dovuto ad un bel lavoro fatto in post. Domanda retorica : per quale motivo spingersi sempre oltre? Fare machine e obiettivi da migliaia di euro quando basta sapere comporre bene una scena scegliere un posto che sia ovviamente bello. Osservare le regole che tutti dovrebbero sapere, poi mettersi al PC e lavorare di Photoshop Lightroom . Dico questo perché vedo anche foto estremamente eseguite bene ma senza quell'impatto che può dare l'effetto seta sull'acqua o altri filtri, che però non sono prese in considerazione, vedo anche tramonti con colori che in natura non esistono che il nostro occhio non vede e non parlano. Forte impatto finché volete ma non parlano Certo la tecnologia va avanti e molti cercano l'ultimo prodotto avanzato. Io faccio scatti analogico che neppure penso di postare me li tengo per me perché mi parlano Aspetto pareri da tutti voi più esperti. Ciao
“ Frequentando JUZA sto vedendo foto incredibili dove chiaramente oltre allo scatto entra a supporto la post produzione „
Non esiste foto senza post produzione. Puoi non saperlo per ignoranza dei processi tecnici all'interno del tuo flusso di lavoro, ma c'è sempre e comunque. Magari standard ed automatica, senza nessun "carattere" ma c'è e non si può avere nessuna fotografia analogica o digitale senza una postproduzione.
La "post produzione" è nata con la fotografia stessa (come queste discussioni sono nate con i forum di fotografia ). Con lo stesso "analogico" c'è sempre stata. Sei hai 10 minuti da un occhio a questo video ben fatto per il 25simo di Photoshop:
Come puoi vedere anche con il 35mm c'era dodge&burn, filtri graduati, vignettature, maschere di selezione, aumento di contrasto, ecc ecc. Chi vuole risultati "migliori" ha sempre postprodotto "in modo deciso" anche in analogico. Ansel Adams ad esempio per la sua fotografia "Moonrise, Hernandez, New Mexico" del 1941 ha creato negli anni più di una decina di stampe una diversa dall'altra andando a modificare diverse zone dell'immagine.
“ Scatti di forte impatto visivo che ottengono giustamente grande rilievo magari eseguite con macchine neppure semiprofessionali e con obiettivi di pico costo. Quindi il risultato finale è dovuto ad un bel lavoro fatto in post. Domanda retorica : per quale motivo spingersi sempre oltre? Fare machine e obiettivi da migliaia di euro quando basta sapere comporre bene una scena scegliere un posto che sia ovviamente bello „
Secondo me No, o almeno solo in piccola parte. Il comporre bene una scena è molto importante, ma differenze fra le attrezzature ci sono ancora. E' vero che oggi non si producono più molti degli obiettivi più costosi dei tempi dell'analogico grazie alle possibilità di "recupero" del digitale, ma c'è ancora una bella differenza fra le attrezzature da 300€ e da 6000€ che Photoshop ad oggi non può colmare del tutto. Diciamo che il digitale ha reso fuori mercato gli obiettivi specifici che costavano come un appartamento (giravano dei teleobiettivi da oltre 90mila euro per intendersi).
“ vedo anche tramonti con colori che in natura non esistono che il nostro occhio non vede e non parlano „
Escludiamo di partenza le foto "fatte male". I colori che "non esistono in natura" è un argomento spinoso....già il nostro occhio non vede i veri colori del tramonto, il "bilanciamento del bianco organico" del nostro cervello è imperfetto all'ora del tramonto/alba e ci fa vedere colori molto più tendenti al rosso/arancione di quelli che sono nella realtà fisica reale come ci dimostrano gli strumenti di misurazione. Molti tramonti "splendidi" sono tali per un nostro "difetto genetico" di specie e se si vuole riprodurre i "colori difettosi" bisogna intervenire in post produzione per riportare la foto ai nostri ricordi (che in quanto ricordi non sono già uguali alla realtà che abbiamo vissuto). Detto questo chi la foto la meditata anche nella post produzione può avere un motivo espressivo preciso per modificare i colori.
Ai tempi dell'analogico la postproduzione consisteva molto spesso in un semplice miglioramento, non in un lavoro che stravolgesse l'immagine - certo questo è un bell'alibi per trasformare scatti mediocri in impattanti. Ma parlano? E poi dipende sempre da cosa si intende per FOTOGRAFIA o per grafica no?
user25351
inviato il 07 Marzo 2017 ore 13:17
Grazie Ls83. Sono a conoscenza di ciò che mi dici. Ho passato ore in camera oscura e conosco le tecniche se si usavano, compreso filtri di ogni genere in momento di scatto. Ma quella tenica non andava a modificare radicamlente una foto. In certi tutorial di PS si vede pure questo. I filtri ND che fanno apparire l'acqua innaturale nessun fotografo del secolo scorso li adoperava, agivano sui tempi. Certo, io ho calcato la mano per aver la discussione, una differenza c'è fra un obiettivo da 300 euro e uno da 3000 euro... ci mancherebbe!!! Ma era per sottolineare che molti fanno foto partendo già con l'idea che "intanto c'è la PP" questo nessun fotografo dovrebbe farlo a mio avviso. Si deve lavorare sulla macchina e sul nostro istinto . Non sono d'accordo assolutamente con il discorso che non esistono foto senza PP, non è così. A meno che non si intenda un po' di aggiustamenti nel contrasto, nel togliere eventuali vignettature . Ma l'essenza di ciò che il nostro occhio ha visto dovrebbe rimanere. Un saluto e grazie per l'intervento
user25351
inviato il 07 Marzo 2017 ore 13:19
@ Alberto. Infatti a volte vedo foto che più si avvicinano a grafica che a fotografia. Grazie per l'intervento
Guarda,anche io mi sono avvicinato al digitale con istinto analogico,ma ho dovuto ricredermi.Lasciando perdere certi eccessi,ho capito che la Post Produzione è essenziale,a meno che di accettare quello che sforna la reflex specie in certi parametri Jpeg.Proprio perchè venivo dalla pellicola e dalle dia,ho sentito subito il bisogno di "aiutare" i miei file.Poi,guarda che non è esatto dire che una entry level fornisca gli stessi risultati di una fotocamera di fascia piu alta. Me ne sono accorto passando da una Eos 500D,dignitosa,ad una 7D,e vedendo foto fatte con una 6D,un FF,di un amico il quale è rimasto colpito da foto fatte con una 5d ed una Eos1.Quello che dici tu,cioe,aggiustare contrasto o altre piccole modifiche,è quello che si fa normalmente,ma certe volte bisogna andare un po oltre,ma questo,e lo dico da sempre è SOGGETTIVO, dipende da fotografo a fotografo.Una volta,noi comuni fotoamatori,avavamo ben poche scelte personali,a meno di essere dei draghi in Camera Oscura,e spesso ci accontentavamo,o facevamo ristampare da un altro laboratorio.Ora abbiamo molto a disposizione,perchè non usufruirne.Io,facendo molti paesaggi,trovo utilissimo l'HDR,mi ha pemesso di avere foto molto equilibrate,mentre prima avevo o alte luci o quasi buio.Naturalmente,il mio è un parere personalissimo. Ciao,Alessandro.
user25351
inviato il 07 Marzo 2017 ore 14:07
grazie Alessandro. Io parlo sempre per i casi estremi. Ho visto proprio qui su Juza foto scattate da fotocamere non professionali e obiettivi da Kit e ti assicuro che erano da rivista fotografica. Io sono solo una fotoamatrice che ha fatto fatica ad abituarsi al digitale poi mi fu detto, scatta in Raw poi fai tutto in Post produzione. Bè allora non mi sento più una fotografa . L'HDR è molto personale, importante che piaccia a te. Non togliamo mai di vista questa idea: la foto deve essere espressione di chi la fa. Ciao e grazie
user90373
inviato il 07 Marzo 2017 ore 14:17
Ormai i concetti di sviluppo e post-produzione rivestono lo stesso significato e, per giustificare post spinte si adducono motivazioni del tipo:- "Anche ai tempi della pellicola si faceva.....". Sviluppare un file raw, non è ancora post-produzione, potrebbe paragonarsi al trattamento del negativo al fine di ottenere qualcosa di stampabile. La post potrebbe richiamare piuttosto la vecchia "elaborazione in camera oscura" con alcune differenze sostanziali per quel che riguarda competenze, materiali, sostanze, strumenti, procedure. I tempi cambiano, però certe differenze, di tanto in tanto, vanno fatte notare, il pericolo che si corre è di far di tutta l'erba un fascio.
user25351
inviato il 07 Marzo 2017 ore 14:20
Grazie Ettore, è in sostanza ciò che intendo io. Ma come vedi siamo in pochi. Un saluto, Mary
Sono d'accordo anch'io che certe Postproduzioni "spinte" vanno o a "rovinare" la foto o trasformare la fotografia in grafica e in opere d'arte che hanno usato la fotografia come materia grezza di partenza.
“ Sviluppare un file raw, non è ancora post-produzione, potrebbe paragonarsi al trattamento del negativo al fine di ottenere qualcosa di stampabile. „
“ Non sono d'accordo assolutamente con il discorso che non esistono foto senza PP, non è così. A meno che non si intenda un po' di aggiustamenti nel contrasto, nel togliere eventuali vignettature „
Li secondo me si fa confusione, per me "sviluppare il raw", ma anche il solo "aprirlo" è già postproduzione. Sarà la mia formazione da informatico, ma già per farti vedere la foto sullo schermo della fotocamera o del pc vengono fatti delle importanti "interpretazioni" delle luci e dei colori per rappresentare la foto al meglio delle possibilità del display. Già soltanto per un discorso di latitudine di posa del sensore e dei display ben lontani dalle capacità dell'occhio umano.
“ Ma l'essenza di ciò che il nostro occhio ha visto dovrebbe rimanere „
Ne la pellicola ne il digitale riesce a registrate tutto quello che vede il nostro occhio. Ne salviamo una parte e poi cerchiamo di riprodurla secondo le nostre emozioni e ricordi. Anche se il sensore registrasse tutta la gamma tonale percepibile dal nostro occhio già soltanto la scelta dell'inquadratura, del diaframma, del tempo di scatto e del momento in cui scattare ci ritaglia solo un piccolo pezzo di realtà. Questo piccolo pezzo non racconta il contesto, il prima il dopo e quello che c'è fuori dai bordi dell'inquadratura. E' un illusione pensare che la fotografia riproduca la realtà solo perché a differenza di un quadro è ottenuta tramite uno strumento tecnologico. Se la propria intenzione è ottenere una foto "realistica" lo sviluppo/postproduzione deve essere leggero e funzionale a ciò. Allo stesso modo ci sono correnti realistiche anche in pittura.
“ Ma era per sottolineare che molti fanno foto partendo già con l'idea che "intanto c'è la PP" questo nessun fotografo dovrebbe farlo a mio avviso. Si deve lavorare sulla macchina e sul nostro istinto . „
La foto dovrebbe sempre partire da un idea in testa. Se no è un istantanea più o meno fortunata che si cerca di abbellire in seguito.
“ L'HDR è molto personale, importante che piaccia a te „
Son d'accordo. I primi anni di "moda HDR" ho visto fotografia per me bruttissime. Ultimamente alcuni (non io non ne sono ancora in grado) ne stanno facendo di cosi fatti bene da non sembrare nemmeno HDR.
“ Io sono solo una fotoamatrice che ha fatto fatica ad abituarsi al digitale poi mi fu detto, scatta in Raw poi fai tutto in Post produzione. Bè allora non mi sento più una fotografa . „
Non vedo perché con la PP non si è più fotografi. Sono d'accordo che è sbagliato scattare a caso pensando erroneamente di recuperare tutto in raw. Col digitale si è modificato il processo, ora c'è una parte "software" che include lo sviluppo raw/postproduzione che va a completare la parte "hardware" delle lenti e dei sensori in modo inscindibile. Scattando in jpg tu stai già facendo una postproduzione "standard" con pochissimo controllo al di fuori delle semplici impostazioni del menu. Proprio come fotografa autrice del tuo lavoro "digitale", dovrebbe essere tuo interesse "autoriale" controllare anche lo sviluppo del raw e non accettare il jpg prefatto. Poi meglio fai la foto e meglio imposti la fotocamera e meno lavoro hai da fare dopo. Tanti professionisti in contesti di lavoro rapidi con tempi di consegna stretti impostano la meglio la camera e fanno largo uso dei jpg per risparmiare tempo. Ma questo non è un alibi per evitare lo sviluppo raw (che è comunque una postproduzione) quando si vuole ottenere il miglior risultato. Sta poi al proprio gusto e sensibilità fare un buon lavoro sia allo scatto sia al pc.
Ha ragione, se uno fa PP non ci si può più sentire fotografi, ma ci si sente stampatori perché rientra nella seconda fase di realizzazione di una fotografia. Che poi questa non si stampa su carta è un altro discorso, eventualmente può essere la comodità del digitale, ma la fase di elaborazione di un immagine ha come fine la stampa fotografica, sia nel digitale che nell'analogico, è la stessa identica cosa, ma con il digitale si ampliano le possibilità e le comodità.
user16612
inviato il 07 Marzo 2017 ore 18:51
A volte ho l'impressione che si confonda il "brutto" o kitsch con la postproduzione. La post è più che correggere gli errori o pompare i colori. È un mezzo espressivo. E sta alla fotografia come un tetto a una casa.
Beh quella dello stampatore è un autentica professione. In quanto forma d'arte vale tutto, il punto è che questo tutto bisogna farlo bene. A prescindere poi dal fatto che possa piacere un HDR o un elaborazione spinta. Anche se non piace si può riconoscere se è fatto bene.
user90373
inviato il 07 Marzo 2017 ore 19:30
@ Nonnograppa.
“ A volte ho l'impressione che si confonda il "brutto" o kitsch con la postproduzione. La post è più che correggere gli errori o pompare i colori. È un mezzo espressivo. E sta alla fotografia come un tetto a una casa. „
La Post sta alla fotografia come la penna alla letteratura, ma è in quest'ultima che risiede la capacità espressiva.
user14286
inviato il 07 Marzo 2017 ore 19:31
cavolo...ma sempre il solito pellicolaro, con le solite fesserie trite e ri-trite...